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	<title>Pagine Tessili &#187; News</title>
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	<description>Moda, Tessile, Abbigliamento</description>
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		<title>Certificazioni tessili, cosa cambia per le imprese: CTN ospita un punto di incontro informativo di ICEA</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 16:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Due giornate al mese a Prato per favorire il confronto diretto sulle certificazioni del settore. Sono ormai 800 le aziende tessili pratesi che hanno ottenuto certificazioni di sostenibilità rilasciate da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), uno dei principali organismi di certificazione a livello nazionale: un numero molto consistente, che dà la misura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/PaoloLumaca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21017" title="PaoloLumaca" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/PaoloLumaca.jpg" alt="" width="750" height="509" /></a></p>
<p><em>Due giornate al mese a Prato per favorire il confronto diretto sulle certificazioni del settore.</em></p>
<p>Sono ormai 800 le aziende tessili pratesi che hanno ottenuto certificazioni di sostenibilità rilasciate da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), uno dei principali organismi di certificazione a livello nazionale: un numero molto consistente, che dà la misura di quanta strada abbia fatto il distretto sia nella propria qualificazione sia nella capacità di attestarla presso la clientela.</p>
<p>Si tratta di certificazioni diverse (GRS, RCS, RWS, RMS, RAS), ben note agli addetti ai lavori, che riguardano la tracciabilità e le prestazioni ambientali e sociali delle aziende: per i materiali riciclati nel caso di GRS e RCS, per lana e mohair ottenuti nel rispetto del benessere animale nel caso di RWS, RMS e RAS.</p>
<p>È in atto una profonda trasformazione degli standard e della gestione documentale necessaria ad attestarne il rispetto. Textile Exchange, l&#8217;organizzazione internazionale che governa questi standard, ha introdotto nuovi criteri che diventeranno vincolanti alla fine del 2027 e che nel frattempo dovranno essere adottati attraverso fasi progressive di transizione verso il nuovo MMS (Materials Matter Standard), destinato a riunire tutte le certificazioni attuali. Per le aziende si tratta di passaggi delicati, che non devono compromettere la continuità della loro certificazione.</p>
<p>Da qui la decisione di ICEA di promuovere occasioni di incontro con le aziende, per illustrare dettagliatamente e in maniera personalizzata i passaggi da effettuare. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Confindustria Toscana Nord, prevede due tipologie di appuntamenti, entrambi ospitati presso la sede di Prato dell’associazione: incontri individuali con le singole aziende, su prenotazione, organizzati due volte al mese, con le prossime giornate del 29 ottobre e del 10 novembre già al completo; e incontri collettivi, in programma il 23 ottobre e il 6 novembre.</p>
<p>&#8220;Un servizio per i nostri soci, ma anche per le aziende non associate, che potranno comunque appoggiarsi alla nostra sede per incontrare ICEA – commenta <strong>Gabriele Innocenti</strong>, delegato per l&#8217;economia circolare di Confindustria Toscana Nord –. I nostri soci possono inoltre avvalersi con continuità della consulenza dei nostri uffici. È importante che le aziende abbiano ben compreso l&#8217;importanza delle certificazioni ed è giusto che vengano accompagnate e facilitate in questo passaggio non semplice. La concentrazione di tante certificazioni nel distretto pratese è un dato estremamente positivo, che va incoraggiato e supportato in ogni modo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il distretto pratese ha dimostrato negli anni una grande capacità di innovare e di rendere verificabile il proprio impegno sulla sostenibilità – dichiara <strong>Paolo Lumaca</strong>, presidente di ICEA –. Il passaggio al Materials Matter Standard è un cambiamento importante, che le aziende devono poter affrontare con informazioni chiare e tempi adeguati, senza discontinuità nelle certificazioni. Con questi incontri vogliamo favorire un confronto diretto con le imprese e garantire un&#8217;informazione puntuale sui passaggi richiesti. Ringraziamo Confindustria Toscana Nord per l&#8217;ospitalità e la collaborazione.&#8221;</p>
<p><em>Nella foto in alto: Paolo Lumaca, presidente di ICEA</em></p>
<p><em>Nella foto in basso: Gabriele Innocenti, </em>delegato per l&#8217;economia circolare di Confindustria Toscana Nord<em> </em></p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/GabrieleInnocenti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-21018" title="GabrieleInnocenti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/GabrieleInnocenti.jpg" alt="" width="750" height="602" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CNA Federmoda: “Per il 93% delle imprese la contraffazione è un problema grave”</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una su due ha già incontrato il falso e l’ e-commerce accelera il fenomeno” La contraffazione è percepita dalle piccole imprese come una minaccia concreta alla concorrenza, alla qualità e al valore del Made in Italy. Il 93,4% degli imprenditori considera il fenomeno grave: il 67,5% lo definisce “molto grave” e il 25,9% arriva a considerarlo “gravissimo, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/image001.png"><img class="alignleft size-full wp-image-21013" title="image001" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/image001.png" alt="" width="469" height="217" /></a></p>
<p><em>Una su due ha già incontrato il falso e l’ e-commerce accelera il fenomeno”</em></p>
<p>La contraffazione è percepita dalle piccole imprese come una minaccia concreta alla concorrenza, alla qualità e al valore del Made in Italy. Il 93,4% degli imprenditori considera il fenomeno grave: il 67,5% lo definisce “molto grave” e il 25,9% arriva a considerarlo “gravissimo, una vera emergenza”. Nel Mezzogiorno quest’ultima percentuale sale al 35,1%.</p>
<p>È quanto emerge dall’indagine “Difendere il Made in Italy. Le piccole imprese italiane di fronte al fenomeno della contraffazione”, realizzata dall’Area Studi e Ricerche CNA.</p>
<p>Per le imprese il principale motore della domanda di prodotti contraffatti è il forte differenziale di prezzo rispetto agli originali, indicato dal 68,1% degli intervistati. Seguono l’insufficienza dei controlli e la scarsa informazione dei consumatori sui rischi e sui danni provocati dal falso, entrambi indicati dal 23,5%. Ma è soprattutto il digitale ad aver cambiato dimensione e caratteristiche del fenomeno. Il 72,8% degli imprenditori ritiene che lo sviluppo del commercio online abbia favorito la diffusione della contraffazione.</p>
<p>Per il 54,2%  l’e-commerce ha contribuito almeno in parte alla crescita del falso, mentre il 18,6% lo considera addirittura il vero motore della contraffazione contemporanea. Il dato più significativo riguarda tuttavia l’esperienza concreta delle imprese. Il 52,5% degli intervistati dichiara di aver avuto direttamente o indirettamente a che fare con prodotti contraffatti. E quasi il 70% segnala di essere stato esposto a fenomeni di concorrenza sleale attraverso l’imitazione dei prodotti. Più della metà ha inoltre acquistato inconsapevolmente merci ritenute originali che si sono successivamente rivelate false.</p>
<p>La piccola manifattura appare particolarmente esposta. Nell’industria il 43,4% delle imprese giudica la contraffazione abbastanza o molto diffusa nel proprio settore e il 30,5% segnala un impatto economico continuo o elevato sulla propria attività, percentuale superiore a quella registrata negli altri comparti. L’indagine mette in evidenza anche una vulnerabilità interna alle stesse filiere produttive. Oltre sei imprese su dieci non hanno adottato procedure standardizzate per verificare l’autenticità di materiali, prodotti e semilavorati in ingresso. Tra le imprese che hanno predisposto forme di controllo, prevale ancora il rapporto fiduciario con fornitori selezionati, mentre risultano molto meno diffuse certificazioni e procedure strutturate di verifica.</p>
<p>Da qui emerge una domanda molto netta nei confronti delle istituzioni. Il 60% degli imprenditori indica tra le misure più efficaci sanzioni più severe per produttori e venditori di merci contraffatte, il 45,6% chiede maggiori controlli sulle piattaforme online e il 43,4% un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. Solo il 3,7% ritiene pienamente adeguati i controlli attuali. Per CNA, tuttavia, repressione e controlli devono essere accompagnati da una più forte azione di prevenzione. L’indagine evidenzia infatti una difficoltà ancora rilevante dei consumatori nel distinguere un prodotto autentico da uno falso: secondo gli imprenditori, per almeno un terzo dei clienti questa capacità è del tutto assente e per un altro 43% si manifesta soltanto in alcuni casi.</p>
<p>“Difendere il Made in Italy significa difendere il lavoro, le competenze e gli investimenti delle nostre imprese”, sottolinea CNA. “La contraffazione non sottrae soltanto mercato a chi produce rispettando le regole, ma svaluta qualità, creatività e reputazione. Occorre rafforzare i controlli, soprattutto nel commercio digitale, responsabilizzare maggiormente le piattaforme e rendere più efficace il sistema sanzionatorio. Ma serve anche investire sulla cultura dell’autenticità, perché la lotta al falso si vince riducendo la domanda e facendo comprendere ai consumatori il valore economico e sociale di una scelta consapevole.”</p>
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		<title>Di Piega in Piega Il gesto tessile tra tecnica, moda e arte contemporanea</title>
		<link>http://paginetessili.it/di-piega-in-piega-il-gesto-tessile-tra-tecnica-moda-e-arte-contemporanea.html</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il problema non è come finire una piega, ma come continuarla, come farle attraversare il soffitto e portarla all’infinito” Gilles Deleuze. La piega come gesto capace di trasformare una superficie, generare volume, modificare la luce e costruire una forma. È da questa idea che nasce “Di piega in piega. Il gesto tessile tra tecnica, moda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MuseoSetaComo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21009" title="MuseoSetaComo" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MuseoSetaComo.jpg" alt="" width="750" height="286" /></a></p>
<p>“<em>Il problema non è come finire una piega, ma come continuarla, come farle attraversare il soffitto e portarla all’infinito</em>” Gilles Deleuze.</p>
<p>La piega come gesto capace di trasformare una superficie, generare volume, modificare la luce e costruire una forma. È da questa idea che nasce “<strong><em>Di piega in piega. Il gesto tessile tra tecnica, moda e arte contemporanea</em></strong>”, la mostra del Museo della Seta di Como che attraversa cultura manifatturiera, progettazione della moda e ricerca artistica, seguendo le molte possibilità racchiuse nell’atto del piegare. Dalla precisione del fare alla libertà dell’arte, la piega conserva la stessa forza generativa: trasforma la superficie senza esaurirla, moltiplicando la forma attraverso le possibilità infinite della materia.</p>
<p>Il progetto prende avvio dalle collezioni e dagli archivi del Museo, mettendo in relazione materiali storici, strumenti, campioni, documenti, abiti e opere d’arte. Al centro del percorso, sei abiti di alta moda di Roberto Capucci e una selezione di 18 opere di Umberto Mariani.</p>
<p><strong>Il percorso espositivo: dalla tecnica alla moda </strong></p>
<p>Il primo nucleo entra nel vivo dei processi tecnici e produttivi. Strumenti e materiali conservati negli archivi del Museo raccontano la storia del plissé e delle lavorazioni capaci di modificare la superficie tessile: dalla piegatura manuale con i sistemi tradizionali a cartoni ai procedimenti meccanici, fino alle sperimentazioni contemporanee sulla stropicciatura. Il percorso evidenzia come la trasformazione del tessuto nasca dall’incontro tra conoscenza dei materiali, precisione tecnica e ricerca.</p>
<p>In questo racconto, il patrimonio storico del Museo dialoga con la manifattura contemporanea grazie alla collaborazione con Omniapiega, azienda specializzata nella plissettatura e nelle trasformazioni tessili. Insieme all’azienda il Museo ha realizzato video dedicati alle tecniche e alle fasi di lavorazione, che permettono di osservare i procedimenti e i gesti attraverso cui il tessuto acquista nuove forme.</p>
<p>Dalla tecnica lo sguardo si sposta alla moda, dove la piega diventa strumento di progettazione e costruzione del corpo. Accanto a Capucci sono presentate creazioni di Pierre Cardin, Romeo Gigli e Titta Porta. Geometrie rigorose, increspature e superfici mosse restituiscono interpretazioni differenti del rapporto tra materia, forma e movimento. Particolare attenzione è riservata a Titta Porta, stilista e textile designer comasca, di cui il Museo conserva l’intero archivio, la cui esperienza unisce sensibilità creativa, conoscenza dei tessuti e confronto diretto con le manifatture comasche.</p>
<p><strong>Roberto Capucci: sculture di seta </strong></p>
<p>Un nucleo significativo è dedicato a Roberto Capucci attraverso sei abiti di alta moda della Collezione Roberta Noseda Droulers, recentemente entrati nelle collezioni del Museo della Seta. Realizzate tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, queste creazioni mostrano la capacità dello stilista di trasformare la seta in architetture di colore e volume, nelle quali la piega diventa elemento strutturale e conferisce all’abito una dimensione scultorea.</p>
<p>L’esposizione restituisce anche il lavoro di ricerca storica e documentaria condotto dal Museo per ricostruire la relazione tra Capucci e Como, attraverso testimonianze della rassegna stampa d’epoca. A questa indagine si affianca lo studio svolto in sinergia con l’Archivio Taroni per identificare i tessuti degli abiti della Collezione Roberta Noseda Droulers. Sono presentate cartelle colore e tre stampe di bozzetti realizzati da Capucci per Roberta Noseda Droulers: materiali che avvicinano il visitatore al processo creativo e al rapporto tra progetto e manifattura serica.</p>
<p>Una postazione tattile consente di sperimentare la struttura del plissé di uno degli abiti esposti, attraverso campioni realizzati grazie a Taroni, che ha donato i tessuti, e a Omniapiega, che ha curato la plissettatura. L’esperienza permette di cogliere con il tatto consistenza, ritmo e costruzione delle pieghe.</p>
<p>Particolare rilievo assume il progetto di arte performativa realizzato con la danzatrice Arianna Zappa. La video-performance esplora il rapporto tra gli abiti di Capucci e Titta Porta e il corpo in movimento: il gesto coreografico anima le pieghe, muta la percezione dei volumi e dona dinamismo alle opere che rivivono attraverso l’arte coreutica.</p>
<p><strong>Umberto Mariani: l’<em>essenza </em>della piega attraverso l’arte contemporanea </strong></p>
<p>La mostra presenta 18 opere di Umberto Mariani, nelle quali il panneggio si afferma come elemento centrale. All’origine di questo linguaggio vi è anche un ricordo preciso: l’incontro, durante gli anni della formazione, con l’Hera di Samo, il cui drappeggio suscitò nell’artista un’impressione profonda, legata alla spiritualità della figura. Quell’immagine, dapprima custodita nella memoria, è diventata nel tempo un riferimento essenziale del suo lavoro. La ricerca di Umberto Mariani sulla piega prende forma negli anni Settanta a partire dal tema dell’incomunicabilità. Nel ciclo dell’<em>Alfabeto afono </em>le lettere vengono avvolte da un fitto panneggio: restano riconoscibili, ma il loro messaggio è trattenuto, quasi privato della voce. Il drappeggio introduce così nel suo lavoro una tensione destinata a durare: quella tra ciò che appare e ciò che resta nascosto.</p>
<p>Dagli anni Novanta Mariani dà corpo al drappeggio attraverso sottili lamine di piombo, materiale duttile che è modellato quasi come un tessuto. Nelle <em>Forme Celate </em>il panneggio custodisce una forma senza svelarla; lo sguardo è chiamato a misurarsi con una presenza intuita, mai interamente restituita. La piega diventa il luogo in cui la materia rende percepibile il mistero di ciò che non appare.</p>
<p><strong>Patrocini, archivi e collaborazioni </strong></p>
<p>La mostra nasce dal dialogo tra il Museo della Seta, archivi e realtà produttive che hanno contribuito con materiali, competenze e attività di ricerca.</p>
<p>La mostra si svolge con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, della Delegazione FAI di Como, della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e di Arte &amp; Arte APS. In collaborazione con Fondazione Roberto Capucci, Taroni, Omniapiega, Archivio Loiacono, ARC Gallery, Associazione è, Associazione Germana Marucelli. L’esposizione si inserisce tra le iniziative strategiche di Como Città Creativa UNESCO, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio manifatturiero, dei saperi artigianali e del dialogo tra tradizione, creatività e innovazione.</p>
<p>–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––</p>
<p>Il Museo della Seta di Como è l’unica istituzione museale al mondo in grado di raccontare l’intero processo di produzione, dal baco da seta ai filati colorati, dalla stampa a mano al finissaggio.</p>
<p>Il Museo raccoglie, custodisce ed espone le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca, come macchine, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle lavorazioni tessili che hanno dato vita all’età dell’oro della seta a Como.</p>
<p>In ogni sala è allestito un ciclo lavorativo specifico ed il percorso espositivo illustra, anche con l&#8217;impiego di manufatti tessili, il progresso dell&#8217;industria serica nei suoi aspetti scientifici, tecnologici e creativi.</p>
<p>Il Museo si trova in via Castelnuovo, 9 &#8211; 22100 Como</p>
<p>Contatti:</p>
<p>+39 031 303 180 &#8211; prenota@museosetacomo.com -press@museosetacomo.com</p>
<p>www.museosetacomo.com Apertura Mar 14-18</p>
<p>Mer-Dom 10-13- 14-18 <strong>FONDAZIONE DELLA SETA ETS Via Castelnuovo, 9 &#8211; 22100 Como – Ph + 39 031 303180 – www.fondazionedellaseta.it Cod. Fiscale 95024770133 – N° iscrizione RUNTS 147216 </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ottant&#8217;anni di storia industriale: la fabbrica apre al pubblico per le Giornate FAI d&#8217;Autunno</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande successo per il percorso Colombo Industrie Tessili e Visgomma a Fino Mornasco: oltre 540 visitatori in due giorni alla scoperta di manifattura, memoria industriale e cultura del territorio Fino Mornasco, [data] – Si sono concluse con un grande successo di pubblico le Giornate FAI d’Autunno 2026 che hanno visto protagoniste, a Fino Mornasco, Colombo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Stand-FAI-tra-tessuti-e-culture.png"><img class="size-full wp-image-21004 alignleft" title="Stand FAI tra tessuti e culture" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Stand-FAI-tra-tessuti-e-culture.png" alt="" width="750" height="542" /></a></p>
<p><strong>Grande successo per il percorso Colombo Industrie Tessili e Visgomma a Fino Mornasco: oltre 540 visitatori in due giorni alla scoperta di manifattura, memoria industriale e cultura del territorio</strong></p>
<p><strong>Fino Mornasco, [data]</strong> – Si sono concluse con un grande successo di pubblico le <strong>Giornate FAI d’Autunno 2026</strong> che hanno visto protagoniste, a Fino Mornasco, <strong>Colombo Industrie Tessili</strong> e <strong>Visgomma</strong>, due realtà produttive del territorio comasco che hanno aperto eccezionalmente le proprie porte ai visitatori.</p>
<p>L’iniziativa ha rappresentato per <strong>Visgomma</strong> un momento particolarmente significativo: l’azienda, nata nel dopoguerra e oggi parte del Gruppo Colombo, ha celebrato i propri <strong>80 anni di attività</strong> accogliendo il pubblico all’interno dei propri reparti produttivi e raccontando una storia industriale fatta di competenza tecnica, specializzazione, continuità e capacità di innovazione.</p>
<p>Nel corso del weekend, il percorso ha registrato una partecipazione molto importante: <strong>220 visitatori nella giornata di sabato e 320 nella giornata di domenica</strong>, per un totale di <strong>oltre 540 presenze</strong>. Un risultato che conferma l’interesse del pubblico per i luoghi della produzione e per quelle realtà industriali che, pur essendo spesso poco visibili, rappresentano una parte fondamentale della storia economica e sociale del territorio.</p>
<p>Visgomma ha aperto al pubblico il proprio mondo produttivo: quello degli articoli tecnici in gomma, con particolare riferimento ai componenti destinati al trasporto ferroviario e ad applicazioni industriali specialistiche. I visitatori hanno potuto avvicinarsi a lavorazioni normalmente non accessibili, scoprendo macchine, materiali, competenze e processi che raccontano un modo di fare impresa fondato sulla precisione, sull’esperienza e sulla capacità di rispondere a esigenze tecniche complesse.</p>
<p><strong>“Per Visgomma questo appuntamento ha avuto un valore speciale,”</strong> dichiara <strong>Stefano Colombo, Presidente di Visgomma e di Colombo Industrie Tessili</strong>. <strong>“Celebrare gli 80 anni dell’azienda aprendo la fabbrica al pubblico ci ha permesso di condividere una storia fatta di lavoro, persone, competenze e continuità. Visgomma è una realtà meno conosciuta rispetto al mondo tessile, ma rappresenta un patrimonio industriale importante: una manifattura tecnica, concreta, essenziale, che da decenni contribuisce alla vita quotidiana attraverso prodotti destinati a settori fondamentali come il trasporto ferroviario.”</strong></p>
<p>La partecipazione alle Giornate FAI d’Autunno ha permesso di raccontare in modo unitario due anime del Gruppo Colombo</p>
<p>Il percorso proposto ha messo al centro il tema della <strong>fabbrica viva</strong>: non un luogo statico da osservare dall’esterno, ma uno spazio in cui conoscenza, manualità, tecnologia e organizzazione quotidiana si incontrano. La visita ha permesso ai partecipanti di cogliere il valore del lavoro industriale, il ruolo delle persone e l’importanza di competenze che si costruiscono nel tempo, attraverso esperienza, formazione e attenzione continua alla qualità.</p>
<p><strong>“Siamo rimasti colpiti dalla curiosità e dall’attenzione dei visitatori,”</strong> afferma <strong>Massimo Colombo, Amministratore Delegato del Gruppo Colombo</strong>. <strong>“Per noi aprire Visgomma è stato un modo per raccontare una parte importante e spesso meno visibile della nostra identità. La manifattura non è solo prodotto finale: è cultura tecnica, memoria, organizzazione, capacità di risolvere problemi e di costruire valore giorno dopo giorno. Il successo di queste giornate ci conferma che esiste un grande desiderio di conoscere da vicino il mondo dell’impresa e del lavoro.”</strong></p>
<p>Accanto alle visite ai reparti produttivi, il programma ha ospitato anche momenti speciali di approfondimento culturale. Tra questi, l’incontro dedicato al <strong>confronto tra la cultura tessile italiana e quella del Mali</strong>, un’occasione di dialogo che ha ampliato il significato dell’apertura, mettendo in relazione manifattura, identità, tradizioni e scambio tra culture diverse.</p>
<p>L’iniziativa si è inserita nel quadro nazionale delle <strong>Giornate FAI d’Autunno 2026</strong>, evento che ha portato all’apertura di oltre 700 luoghi in 350 città italiane e che, secondo il FAI, ha coinvolto complessivamente circa 400.000 partecipanti in tutta Italia. In questo contesto, la presenza di Colombo Industrie Tessili e Visgomma a Fino Mornasco ha rappresentato un esempio significativo di valorizzazione del patrimonio industriale come parte integrante della cultura del territorio.</p>
<p><strong>“Ringraziamo il FAI, i volontari, gli apprendisti ciceroni, le persone dell’azienda e tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato,”</strong> conclude Massimo <strong>Colombo</strong>. <strong>“La grande partecipazione di questi due giorni ci incoraggia a continuare ad aprire le nostre imprese al territorio, perché crediamo che la cultura d’impresa sia un patrimonio da condividere e da trasmettere alle nuove generazioni.”</strong></p>
<p>Con questa apertura, Visgomma ha celebrato i propri 80 anni non soltanto guardando alla propria storia, ma riaffermando il valore di una manifattura tecnica capace di evolvere, innovare e restare profondamente radicata nel territorio comasco.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Visita-guidata-in-reparto-presse.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-21005" title="Visita guidata in reparto presse" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Visita-guidata-in-reparto-presse.png" alt="" width="750" height="451" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tendenze moda, il servizio di CPF-Consorzio Promozione Filati e Pratotrade per le aziende socie</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un servizio con una forte valenza strategica, indispensabile per una informata ed efficace operatività delle imprese: la presentazione delle tendenze moda è un appuntamento fisso, due volte l&#8217;anno, per le imprese socie di CPF-Consorzio Promozione Filati e di Pratotrade. Un&#8217;iniziativa quindi congiunta dei due consorzi, accomunati dalla finalità di supporto alle attività promozionali delle imprese dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Nistri_Ronchi_Pinori1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-20999" title="Nistri_Ronchi_Pinori" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Nistri_Ronchi_Pinori1.jpeg" alt="" width="750" height="826" /></a></p>
<p>Un servizio con una forte valenza strategica, indispensabile per una informata ed efficace operatività delle imprese: la presentazione delle tendenze moda è un appuntamento fisso, due volte l&#8217;anno, per le imprese socie di CPF-Consorzio Promozione Filati e di Pratotrade. Un&#8217;iniziativa quindi congiunta dei due consorzi, accomunati dalla finalità di supporto alle attività promozionali delle imprese dei comparti, rispettivamente, dei filati e dei tessuti.</p>
<p>Ieri al Museo del Tessuto l&#8217;incontro dedicato alle tendenze primavera-estate 2028 a cura di Bibi Ronchi dello Studio Chiron: dopo un lungo periodo di presentazioni esclusivamente online, l&#8217;appuntamento è tornato anche in presenza, in una dimensione immersiva più intensa, vissuta in un contesto evocativo come quello della ex Campolmi sede del Museo e davvero partecipato da tantissimi consorziati.</p>
<p>&#8220;Oggi &#8211; commenta <strong>Bibi Ronchi</strong> &#8211; abbiamo raccontato tendenze che non si limitano a parlare di cosa sarà di moda, ma rivelano perché sta cambiando il nostro modo di percepire, vivere e interpretare l&#8217;estetica.&#8221;</p>
<p>&#8220;Quello delle tendenze moda è uno dei servizi più interessanti e qualificati che forniamo ai nostri soci &#8211; commenta la Vicepresidente di Pratotrade <strong>Ilaria Nistri</strong> &#8211; e il ritorno in presenza aggiunge una carica di partecipazione che, in tempi come questi, permette di approfondire la riflessione in un contesto ispirante come quello del Museo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Siamo riusciti a creare un momento di incontro e confronto profondo e partecipato &#8211; afferma <strong>Raffaella Pinori</strong>, Consigliera di CPF Consorzio Promozione Filati  -, dove la possibilità di avere anche il collegamento online è stata davvero importante per un consorzio come il nostro che ha molti associati in diverse regioni d&#8217;Italia che, grazie a questa modalità, hanno potuto seguire numerosi l&#8217;intera esposizione, accuratamente preparata da Bibi Ronchi.&#8221;</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Tendenze-SS28_Museo-del-Tessuto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-21000" title="Tendenze SS28_Museo del Tessuto" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Tendenze-SS28_Museo-del-Tessuto.jpg" alt="" width="750" height="481" /></a></p>
<p><em>Nella foto in alto: </em><em>BiBi Ronchi, (al centro), con Ilaria Nistri Vicepresidente Pratotrade (a sinistra) e Raffaella Pinori Consigliera di CPF Consorzio Promozione Filati (a destra)</em></p>
<p><em>Nella foto in basso: </em><em>un      momento dell&#8217;incontro</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Imprese: a Lecco la terza tappa del Roadshow del Corpo Consolare</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifattura, ricerca e innovazione al centro dell’incontro organizzato da Confindustria Lombardia, Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio Si è svolta oggi, presso la sede del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, la terza tappa del roadshow di Confindustria Lombardia e del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia “Impresa e Diplomazia nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Da-sin-Luca-Orlando-Marco-Tarabini-Marco-Campanari-Veronica-Crego-Porley-Claudia-Sartirani-Walter-Pozzi.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-20993" title="Da sin - Luca Orlando - Marco Tarabini - Marco Campanari - Veronica Crego Porley - Claudia Sartirani - Walter Pozzi" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Da-sin-Luca-Orlando-Marco-Tarabini-Marco-Campanari-Veronica-Crego-Porley-Claudia-Sartirani-Walter-Pozzi.jpeg" alt="" width="750" height="419" /></a></p>
<p><em>Manifattura, ricerca e innovazione al centro dell’incontro organizzato da Confindustria Lombardia, Confindustria Como e </em><em>Confindustria Lecco e Sondrio</em></p>
<p>Si è svolta oggi, presso la sede del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, la terza tappa del roadshow di Confindustria Lombardia e del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia <strong>“Impresa e Diplomazia nei territori lombardi” </strong>organizzata in collaborazione con<strong> </strong>Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio.</p>
<p>L’incontro è stato l’occasione per presentare le eccellenze dei territori di Como, Lecco e Sondrio alle rappresentanze internazionali presenti approfondendo, in particolare, il valore apportato dall’industria manifatturiera nello specifico campo della ricerca e innovazione.</p>
<p>La Presidente della Piccola Industria di Confindustria Lombardia, <strong>Claudia Sartirani</strong>, ha voluto sottolineare che “in occasione dell’incontro odierno Confindustria Lombardia ha avuto l’occasione di mostrare alle rappresentanze consolari come le imprese lombarde, e in particolare le nostre PMI, nonostante le difficoltà e le incertezze globali siano in grado di navigare la complessità contemporanea: dopo il record di esportazioni del 2025, con 167 miliardi di euro di beni esportati, la Lombardia nel primo semestre del 2026 ha già raggiunto 85.7 miliardi di euro, facendo ben sperare in un nuovo anno da record per il nostro commercio internazionale. Iniziative come il roadshow con il Corpo Consolare, ma anche l’imminente World Manufacturing Forum, sono accomunate dall’impegno e dalla volontà di accompagnare le imprese lombarde, in una fase di grande incertezza e caos economico, energetico e geopolitico, per garantire al nostro sistema manifatturiero un futuro ancora all’insegna della competitività e della riconoscibilità globale.”</p>
<p>Per la Decana del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, <strong>Veronica Crego Porley</strong> “il valore di un incontro come quello odierno risiede, innanzitutto, nella possibilità di mettere in relazione mondi che, pur avendo funzioni e prospettive differenti, condividono un elemento essenziale: la convinzione che la conoscenza reciproca costituisca il fondamento di ogni relazione duratura. È questo, a mio avviso, il significato più profondo del progetto che ci riunisce oggi. Il dialogo tra il Corpo Consolare e il sistema imprenditoriale di Como, Lecco e Sondrio, con le sue molteplici specializzazioni produttive e una spiccata propensione all’innovazione non rappresenta soltanto un’opportunità di conoscenza, ma anche un’occasione per approfondire le modalità attraverso le quali le relazioni internazionali possono favorire l’incontro tra competenze, esperienze e culture economiche differenti&#8221;.</p>
<p><strong>Marco Campanari</strong>, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, nel suo intervento di apertura dell’incontro, ha dichiarato: “Ringrazio il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, e in particolare la decana Verónica Crego Porley, per la preziosa presenza alla giornata di oggi, che ci onora e ci dà occasione di intessere ulteriormente la rete di rapporti fra il nostro territorio, con le imprese e il sistema di ricerca e innovazione, e le Rappresentanze ufficiali di numerosi Paesi. Il fatto di trovarci nella sede del Polo Territoriale di Lecco del Politecnico di Milano ci consente di dare a questo incontro un taglio e una valenza istituzionale, di per sé preziosa, ma anche concreta. Oggi alti Rappresentanti della diplomazia internazionale potranno vedere da vicino un fiore all’occhiello non solo del nostro territorio, ma dell’intero sistema italiano di ricerca e innovazione, simbolo del nostro potenziale grazie al connubio tra questi due fattori, la ricerca e l’innovazione, e la manifattura, abituati a lavorare insieme facendo sistema. Questo potenziale, che già oggi trova espressione e genera risultati importanti, sarà ulteriormente sviluppato, non da ultimo grazie alla recente approvazione della ZIS HRL &#8211; Healthcare, Rehabilitation and Longevity, che ha proprio a Lecco il suo epicentro.”</p>
<p>Per il vicepresidente di Confindustria Como, <strong>Walter Pozzi</strong>: “È motivo di grande soddisfazione aver collaborato per la realizzazione di questa tappa del Road Show presso la sede Territoriale del Politecnico di Milano, la presenza del Corpo Consolare rappresenta un&#8217;opportunità particolarmente significativa per il nostro territorio, il dialogo tra i sistemi produttivi e le istituzioni che rappresentano i diversi Paesi assume un valore sempre più strategico. Como è un territorio fortemente orientato all’export e all&#8217;apertura verso mercati internazionali. Le nostre imprese operano quotidianamente sui mercati globali, investendo in innovazione, sostenibilità e competenze. Per questo motivo consideriamo il confronto con i rappresentanti diplomatici e consolari un&#8217;occasione preziosa per rafforzare relazioni, sviluppare nuove collaborazioni e comprendere meglio le dinamiche che stanno ridefinendo gli scenari economici internazionali”.</p>
<p>Nell’ambito della tavola rotonda moderata dal giornalista del Sole 24 Ore Luca Orlando, il Direttore del Digital Innovation Hub di Confindustria Lombardia, <strong>Pierluigi Petrali</strong>, ha illustrato lo stato dell’innovazione regionale: nel 2025 la Lombardia, con 1.352 domande, si è confermata la prima pregione italiana per attività brevettuale ed è la seconda regione, dopo il Lazio, in termini di partecipazione al Programmi UE 2021-27 dedicati alla Ricerca con 2.224 partecipanti e 914 milioni € di finanziamento UE ricevuto. Secondo dati Digital Innovation Hub, inoltre, la Lombardia e l’area vasta Como-Lecco-Sondrio esprimono in media una maturità digitale superiore alla media nazionale (3,02 Lombardia, 3,02 Area vasta, 2,81 Italia).</p>
<p>La parte conclusiva della tappa del roadshow è stata dedicata a una visita al campus e ai laboratori di ricerca del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti: <strong>Marco Campanari</strong>, Presidente Confindustria Lecco e Sondrio, <strong>Walter Pozzi</strong>, Vicepresidente Confindustria Como, <strong>Veronica Crego Porley</strong>, Decana del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, <strong>Claudia Sartirani</strong>, Presidente PI Confindustria Lombardia, <strong>Marco Tarabini</strong>, Prorettore Polo territoriale di Lecco – Politecnico di Milano, <strong>Ezio Vergani</strong>, Presidente Camera di Commercio di Como-Lecco, <strong>Pierluigi Petrali</strong>, Direttore Digital Innovation Hub Lombardia.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DATI EXPORT E INNOVAZIONE PROVINCIA DI COMO:</span></strong></p>
<ul>
<li>Il territorio provinciale di Como è fortemente      vocato all’internazionalizzazione e nel 2025 ha realizzato <strong>esportazioni </strong>per oltre 6,2 miliardi €, a fronte di un <strong>import </strong>che si è      attestato a circa 4 miliardi;</li>
<li>Sempre con riferimento ai dati sul 2025, i <strong>principali      paesi per destinazione</strong> dell’export comasco globalmente considerato      sono rappresentati dalla <strong>Germania</strong> (in 1° posizione con oltre circa      967 milioni € il 15,5% delle esportazioni totali del semestre), dalla <strong>Francia</strong> (2° posizione con 747 milioni €, pari all’12% dell’export totale), dalla <strong>Svizzera </strong>(3° posizione con circa 609 milioni di Euro, il 9,8% dell’export      totale), dagli <strong>Stati Uniti</strong> (4° posizione con 458 milioni di Euro,      7,4% dell’export totale) e dalla <strong>Spagna</strong> (5° posizione con circa 351      milioni di Euro, il 5,6% dell’export totale);</li>
<li>Le esportazioni comasche riguardano      principalmente i settori del <strong>Tessile</strong>, i cui prodotti rappresentano      una quota di oltre un quinto dell’export complessivo (1,28 miliardi €,      pari ad oltre il 20% del totale) e della <strong>Chimica e Gomma</strong> (1,14      miliardi di Euro, pari ad oltre il 18% del totale);</li>
<li>Il territorio di Como esprime anche una      marcata propensione all’innovazione. Considerando il panorama a      disposizione secondo le banche dati dell’Ufficio Italiano Brevetti e      Marchi (UIBM) e con specifico riferimento ai brevetti per invenzioni, ai      Modelli di Utilità e ai Disegni, prendendo in esame solo i documenti      “concessi” ogni 100.000 abitanti, il territorio di Como ha un indice di      120,1 documenti di Proprietà Intellettuale ogni 100.000 abitanti.</li>
</ul>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DATI EXPORT E INNOVAZIONE PROVINCE DI LECCO e SONDRIO:</span></strong></p>
<ul>
<li>I territori provinciali di Lecco e di Sondrio      sono fortemente vocati all’<strong>internazionalizzazione</strong> e nel 2025 hanno      realizzato esportazioni per oltre 7,4 miliardi €, a fronte di un import      che si è attestato a circa 4 miliardi €. Esaminando i dati più recenti,      nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni lecchesi sono risultate pari a      <strong>3,47 miliardi </strong>€, in crescita del <strong>10%</strong> rispetto alla prima      metà del 2025, mentre le esportazioni sondriesi si sono attestate a circa <strong>mezzo      miliardo </strong>€ (495 milioni);</li>
<li>Sul versante dell’import, invece, il      territorio di Lecco ha acquistato tra gennaio e giugno 2026 merci e      servizi per circa <strong>1,77 miliardi </strong>€mentre il dato per Sondrio si è      attestato a <strong>393 milioni</strong>,</li>
<li>Sempre con riferimento ai dati sul primo      semestre 2026, i principali <strong>paesi per destinazione dell’export lecchese      e sondriese</strong> globalmente considerato sono rappresentati dalla <strong>Germania</strong> (in 1° posizione con oltre circa 549 milioni €, il 13,9% delle      esportazioni totali del semestre), dalla <strong>Svizzera</strong> (2° posizione con      444 milioni, pari all’11,3% dell’export totale), dalla <strong>Francia</strong> (3°      posizione con circa 361 milioni €, il 9,2% dell’export totale), dagli <strong>Stati      Uniti</strong> (4° posizione con 279 milioni, 7,1% dell’export totale) e da <strong>Taiwan</strong> (5° posizione con circa 270 milioni €, il 6,8% dell’export totale).</li>
<li>Le esportazioni lecchesi e sondriesi      riguardano principalmente i settori della <strong>Meccanica e della      Meccatronica</strong>, i cui prodotti rappresentano una quota di oltre i due      terzi dell’export complessivo (2,67 miliardi €, pari al 67,9% del totale).      Ulteriori settori di rilevanza per l’export riguardano i prodotti <strong>Alimentari      e le Bevande</strong> (349 milioni €, pari all’8,9% del totale), il <strong>Tessile</strong> (178 milioni, pari al 4,5% del totale) e i comparti della <strong>Gomma,      Plastica, Chimica e Farmaceutica</strong> (170 milioni, pari al 4,3% del      totale);</li>
<li>I territori di Lecco e Sondrio esprimono anche      una marcata propensione all’<strong>innovazione</strong>. Considerando il panorama a      disposizione secondo le banche dati dell’Ufficio Italiano Brevetti e      Marchi (UIBM) e con specifico riferimento ai brevetti per invenzioni, ai      Modelli di Utilità e ai Disegni, prendendo in esame solo i documenti      “concessi” ogni 100.000 abitanti, il territorio di Lecco ha un indice di <strong>88,6</strong> documenti di Proprietà Intellettuale ogni 100.000 abitanti e il territorio      di Sondrio  ha un indice di <strong>65,3</strong> documenti di Proprietà      Intellettuale ogni 100.000 abitanti; la media Lombarda si attesta invece a      <strong>612</strong> documenti di Proprietà Intellettuale ogni 100.000 abitanti.</li>
</ul>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Consoli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20994" title="Consoli" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Consoli.jpg" alt="" width="750" height="432" /></a></p>
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		<title>Tessile e meccanotessile: l&#8217;Italia protagonista in Brasile con due workshop&#8221;</title>
		<link>http://paginetessili.it/tessile-e-meccanotessile-litalia-protagonista-in-brasile-con-due-workshop.html</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 19 al 24 ottobre 2026 il Brasile ospiterà una missione dedicata alle eccellenze italiane della filiera tessile e meccanotessile, con due workshop in programma il 20 ottobre nello Stato di Santa Catarina e il 22 ottobre a San Paolo. L’iniziativa coinvolgerà aziende italiane produttrici di macchine tessili, filati, tessuti e accessori per il confezionamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/ACIMIT.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20989" title="ACIMIT" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/ACIMIT.jpg" alt="" width="750" height="657" /></a></p>
<p>Dal 19 al 24 ottobre 2026 il Brasile ospiterà una missione dedicata alle eccellenze italiane della filiera tessile e meccanotessile, con due workshop in programma il 20 ottobre nello Stato di Santa Catarina e il 22 ottobre a San Paolo. L’iniziativa coinvolgerà aziende italiane produttrici di macchine tessili, filati, tessuti e accessori per il confezionamento, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni commerciali e industriali tra i due Paesi e promuovere nuove opportunità di collaborazione.</p>
<p>Organizzata da ICE Agenzia, in collaborazione con ACIMIT e Confindustria Moda, la missione si articolerà in due tappe nelle principali aree di riferimento dell’industria tessile brasiliana. Il programma prevede seminari con presentazioni delle aziende italiane, incontri B2B con gli operatori locali e visite presso realtà produttive del territorio. La prima tappa interesserà lo Stato di Santa Catarina, nelle aree di Blumenau, Joinville e Brusque, mentre la seconda si svolgerà nello Stato di San Paolo, con attività previste anche ad Americana e presso Denim City São Paulo, importante centro di innovazione e riferimento per il settore tessile e del denim.</p>
<p>L’iniziativa intende valorizzare le competenze e le capacità innovative dell’intera filiera italiana, riconosciuta a livello internazionale per l’elevata qualità delle produzioni e delle tecnologie. In particolare, l’industria meccanotessile italiana si distingue per la capacità di sviluppare soluzioni avanzate e personalizzate, in grado di rispondere alle esigenze di un settore sempre più orientato all’efficienza produttiva, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.</p>
<p>Il Brasile rappresenta uno dei mercati più strategici per i costruttori italiani di macchine tessili in America Latina. Nel 2025, infatti, le esportazioni italiane di macchinari tessili verso il Paese hanno raggiunto i 48 milioni di euro, mentre nel primo semestre del 2026 si sono attestate a 20 milioni di euro, collocando il Brasile al decimo posto tra i principali mercati di destinazione del meccanotessile italiano. Le tecnologie maggiormente richieste riguardano il finissaggio, che rappresenta il 57% delle esportazioni italiane verso il Brasile, seguito da accessori e altre macchine (11% ciascuno) e macchine per maglieria (10%).</p>
<p>“Il Brasile rappresenta un mercato di grande interesse per la nostra industria, con il quale esistono relazioni commerciali consolidate e importanti prospettive di collaborazione”, ha dichiarato Marco Salvadè, Presidente di ACIMIT. “Questa missione costituisce un’opportunità concreta per rafforzare il dialogo tra le imprese italiane e gli operatori brasiliani, favorendo nuove sinergie lungo l’intera filiera tessile. La capacità delle nostre aziende di offrire tecnologie innovative, flessibili e sostenibili può contribuire in modo significativo ai processi di modernizzazione e al miglioramento della competitività dell’industria tessile locale. La scelta di organizzare due workshop in differenti aree produttive del Paese testimonia inoltre la volontà di sviluppare un confronto diretto con le diverse realtà industriali brasiliane, valorizzando le opportunità offerte da questo importante mercato.”</p>
<p>L’iniziativa promossa da ICE Agenzia, ACIMIT , e con il prezioso supporto di Confindustria Moda, vedrà la partecipazione complessiva di 22 aziende italiane, di cui 18, di seguito indicate, appartenenti al settore meccanotessile: <a href="http://www.biancalani.com/" target="_blank">Biancalani</a>, <a href="http://www.btsr.com/" target="_blank">BTSR</a>, <a href="http://www.colorservice.net/" target="_blank">Color Service</a>, <a href="http://www.corinomacchine.com/" target="_blank">Corino Macchine</a>, <a href="http://www.durst.com.br/" target="_blank">DURST</a>, <a href="http://www.efi.com/reggiani" target="_blank">Reggiani Macchine</a>, <a href="http://www.erhardt-leimer.it/" target="_blank">Erhardt + Leimer</a>, <a href="http://www.ferraro.it/" target="_blank">Ferraro</a>, <a href="http://www.imaitaly.it/" target="_blank">I.M.A.</a>, <a href="http://www.itemagroup.com/" target="_blank">Itema</a>, <a href="http://www.lawer.com/" target="_blank">Lawer</a>, <a href="http://www.mcstextile.it/" target="_blank">M.C.S. Officina Meccanica</a>, <a href="http://www.mesdan.com/" target="_blank">Mesdan</a>, <a href="http://www.montimac.it/" target="_blank">Monti – Mac</a>, <a href="http://www.msitaly.com/" target="_blank">MSJK (MS Printing &amp; JK Group)</a>, <a href="http://www.pintercaipo.com/" target="_blank">Pinter Caipo Italia</a>, <a href="http://www.salvade.com/" target="_blank">Salvade’</a>, <a href="http://www.saviospa.it/" target="_blank">Savio Macchine Tessili</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il carattere internazionale di FILO alla base del suo successo</title>
		<link>http://paginetessili.it/il-carattere-internazionale-di-filo-alla-base-del-suo-successo.html</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’eco del successo di Filo66 non si è ancora spenta. Un successo che dipende anche dal carattere internazionale di Filo. Non è solo una vocazione dimostrata fin dall’esordio, è un fatto, confermato di edizione in edizione da un numero di visitatori ed espositori stranieri in costante aumento. L’internazionalizzazione di Filo è frutto di un lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/FILO890.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20985" title="FILO890" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/FILO890.jpg" alt="" width="749" height="492" /></a></p>
<p><em>L’eco del successo di Filo66 non si è ancora spenta. Un successo che dipende anche dal carattere internazionale di Filo. Non è solo una vocazione dimostrata fin dall’esordio, è un fatto, confermato di edizione in edizione da un numero di visitatori ed espositori stranieri in costante aumento.</em></p>
<p>L’internazionalizzazione di Filo è frutto di un lungo processo, in cui la fiera è impegnata fin dagli esordi e che si rafforza di edizione in edizione. Per quanto riguarda le aziende espositrici, si tratta di un processo di allargamento ragionato, basato su criteri rigidi di selezione, che si incentrano sull’alta qualità dei prodotti, sulla capacità di innovazione, sul rispetto delle normative ambientali e sociali.</p>
<p>Punto di forza di Filo è anche l’alta qualità dei buyer che visitano la fiera. L’interesse di Filo è concentrato sui professionisti internazionali che possono garantire alle aziende espositrici una reale espansione sui mercati esteri, soprattutto perché si tratta per lo più di imprese medio-piccole, che possono incontrare più difficoltà nel perseguire da sole l’obiettivo.</p>
<p>Nel percorso di internazionalizzazione Filo ha due “alleati storici”: ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Regione Piemonte.</p>
<p>La sinergia con Agenzia Ice – che quest’anno celebra i cento anni di attività – ha permesso di organizzare la visita a Filo66 di una delegazione di 20 buyer provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e India. ICE-Agenzia è al fianco di Filo nel suo “notevole percorso di crescita degli ultimi anni”, come lo ha definito Matteo Masini, Dirigente Ufficio Beni di consumo di ICE-Agenzia, nel corso del suo intervento alla Cerimonia di apertura di Filo66. Un sostegno testimoniato dal patrocinio a una iniziativa come “Made in Filo”.</p>
<p>L’internazionalizzazione è al centro anche della collaborazione tra Filo e Regione Piemonte, sviluppata nell’ambito delle attività del Progetto Integrato di Filiera (PIF) “Tessile” della Regione Piemonte, finanziato dal PR FESR 2021-2027, attuato da Ceipiemonte – l’Agenzia regionale per l’internazionalizzazione e l’attrazione investimenti. In occasione della 66a edizione di Filo, sono stati organizzati i “Buyers’ Days”, che hanno messo in contatto le eccellenze del tessile piemontese presenti a Filo con buyer internazionali, tra i quali una significativa rappresentanza proveniente dal Regno Unito, paese di lunga tradizione tessile e mercato di particolare interesse per le imprese italiane. Grazie a un’agenda di oltre 20 appuntamenti preorganizzati, l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per favorire la nascita di nuove opportunità di business. Gli incontri B2B sono proseguiti infatti nei giorni successivi anche sul territorio biellese, con l’obiettivo di offrire agli operatori internazionali una conoscenza più approfondita del distretto e delle sue aziende.</p>
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		<title>Como riscopre la produzione del filo di seta dal bozzolo: un’iniziativa didattica per studenti e insegnanti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’Istituto Setificio Paolo Carcano sono stati installati macchinari che trasformano il bozzolo in filo, un lavoro che a Como e in Italia è scomparso con la chiusura delle ultime filande. Si tratta di un nuovo progetto formativo attivato da Fondazione della Seta ETS Como, 13 ottobre 2026 – Per la prima volta, dopo molti decenni, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/fondazione_della_seta_avvio_nuove_macchine_lav_seta_ott_2026_gruppo1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-20981" title="fondazione_della_seta_avvio_nuove_macchine_lav_seta_ott_2026_gruppo1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/fondazione_della_seta_avvio_nuove_macchine_lav_seta_ott_2026_gruppo1.jpeg" alt="" width="750" height="505" /></a></p>
<p><em>All’Istituto Setificio Paolo Carcano sono stati installati macchinari che trasformano il bozzolo in filo, un lavoro che a Como e in Italia è scomparso con la chiusura delle ultime filande. Si tratta di un nuovo progetto formativo attivato da Fondazione della Seta ETS</em></p>
<p><em>Como, 13 ottobre 2026 –</em><strong> </strong>Per la prima volta, dopo molti decenni, a Como un bozzolo è diventato un filo di seta, pronto per essere messo a telaio e diventare un tessuto. Questo è avvenuto non in un’azienda, ma in un’aula del Setificio, la storica scuola comasca nata per il distretto serico e oggi divenuta una delle più importanti a livello nazionale. Pochi giorni fa, infatti, al Carcano di Como sono state avviate le nuove macchine per la trattura e la filatura della seta, fortemente volute dalla Fondazione della Seta ETS.</p>
<p><strong>Un mestiere scomparso</strong></p>
<p>Nell’era che si apre all’intelligenza artificiale può sembrare un’operazione fuori tempo, ma non lo è, e di seguito spieghiamo il perché.  Trasformare il bozzolo in filo era certamente il lavoro delle filande, che per generazioni hanno riempito l’Italia di camini, vapore, mosse dalle mani sottili e dalla perizia di tante donne. Poi le filande hanno chiuso, una dopo l’altra, e quel mestiere in Italia e in Europa è sparito. Com’ è noto questa attività in gran parte è svolta in Cina, paese dove la seta è nata e dove ancora oggi viene coltivata in grandi quantitativi per poi fornirla all’industria tessile.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Macchine italiane</strong></p>
<p>Nonostante la dominante cinese, in Italia però non manca la passione per lavorazioni che nei secoli hanno dato luogo a grandi capolavori della storia del tessuto e poi della moda internazionale. E infatti i nuovi strumenti per la trattura e la filatura della seta sono stati progettati in Italia, da Tecnoseta, giovane azienda di Zagarolo, nei pressi di Roma, e poi messi a punto insieme alle imprese comasche. Sono macchine protette da brevetto e consentono di produrre piccoli lotti di filato di seta di alta qualità all’interno di spazi ridotti come ad esempio quelli scolastici.</p>
<p><strong>Una lavorazione antica si rinnova</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il percorso è davvero affascinante da svolgere e da osservare. I bozzoli vengono prima ammorbiditi, poi immersi in acqua tiepida: da ciascuno si sfila un filamento sottilissimo, lungo centinaia di metri, e poi più filamenti vengono uniti in un unico filo. Otto postazioni lavorano insieme e in una giornata producono circa un chilo di seta. Il filo viene poi avvolto in matasse e infine ritorto, a 3.000 giri al minuto, per renderlo resistente e pronto per il telaio.  Un sistema digitale sorveglia il tutto e dà l’allarme se il filo si spezza.</p>
<p><strong>Il futuro della seta si impara a scuola</strong></p>
<p>Che tutto questo si trovi in una scuola non è un caso. Como lavora una parte rilevante della seta italiana ed è un’eccellenza riconosciuta nel mondo, ma questa forza proviene dalle competenze uniche di persone del distretto comasco. E queste competenze devono essere trasmesse ai giovani, per non “spezzare il filo” di una sapienza unica al mondo. Per questo a scuola i ragazzi del Setificio potranno adesso seguire in diretta l’intero percorso della seta, dal bozzolo al tessuto, comprendendo molto meglio qualità e criticità insite in una fibra naturale di eccezionale pregio. E le imprese del distretto potranno avvalersi di giovani ancor più preparati e competenti.</p>
<p>“<em>Aver creato la Fondazione della Seta ETS unendo le forze di tre enti prima separati – Ass. Ex Allievi, Fondazione Setificio e Museo della Seta</em>“, dichiara<strong> Graziano Brenna, presidente della Fondazione della Seta ETS</strong> – “<em>ha permesso di migliorare sensibilmente rispetto al passato le attività a favore della scuola e del distretto serico, come in questo caso. Siamo un gruppo molto affiatato che cerca di fare il meglio possibile per il comparto tessile comasco”.</em><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8220;In un’epoca in cui i ragazzi trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi, lavorare con le proprie mani su un bozzolo di seta è un’esperienza che lascia il segno”, </em>commenta <strong>Gianluca Mandanici, Dirigente Scolastico dell’Istituto Setificio Paolo Carcano di Como</strong>.<em> Dal bozzolo al filo, i nostri studenti avranno l’occasione di riscoprire il valore della pazienza, della precisione e dell’attenzione, ripercorrendo millenni di storia della seta e secoli di tradizione manifatturiera comasca. Un’esperienza che unisce il sapere al saper fare, arricchisce la loro formazione tecnica e rafforza il legame con il territorio. Ringrazio Fondazione della Seta per l&#8217;opportunità offerta ai nostri studenti.&#8221;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&#8220;<em>Tecnoseta sta sviluppando impianti ad alto contenuto tecnologico per innovare i processi di produzione della seta, in un contesto internazionale che guarda con crescente interesse al rilancio della filiera serica in Europa”,</em> ci racconta<strong> Massimo </strong><strong>Proia, responsabile area tecnica della Tecnoseta Srl di Zagarolo. </strong>“L<em>a Fondazione della Seta ha saputo interpretare con lungimiranza questo momento come un’importante opportunità per Como, città simbolo della cultura e della produzione serica, per valorizzare nuovamente la propria vocazione attraverso il recupero delle competenze e l’introduzione di tecnologie innovative. L’installazione dei nuovi impianti per la trattura del filo dai bozzoli rappresenta un passo concreto verso una filiera della seta capace di unire tradizione, innovazione e sostenibilità, creando nuove prospettive per il futuro del settore&#8221;.</em></p>
<p><strong>Dal museo al laboratorio</strong></p>
<p>La Fondazione della Seta ETS gestisce il Museo della Seta di Como, che racconta la storia e la produzione di questa fibra, dal baco alle collezioni di moda. Nel 2026 il Museo è stato riconosciuto da Regione Lombardia come Museo d’Impresa, un titolo che ne conferma il legame vivo con il lavoro e le aziende del territorio.</p>
<p>Con questo progetto la Fondazione della Seta ETS fa un passo in più: consente di svolgere concretamente e comprendere una lavorazione fondamentale per la produzione di questa fibra naturale, molto più impegnativa e costosa delle fibre man made che la sostituiscono sul mercato.</p>
<p><strong>________________________________________________</strong></p>
<p><em>La <strong>Fondazione della Seta ETS</strong> è stata costituita nel 2024 dalla fusione di tre realtà storiche &#8211; il Museo della Seta, l’Associazione Ex Allievi del Setificio e la Fondazione Setificio &#8211; e rappresenta un punto di riferimento unico nel panorama italiano per la valorizzazione della cultura tessile e della formazione. Il suo Consiglio di Amministrazione riunisce, in un modello di governance condivisa, enti pubblici, associazioni di categoria e il mondo dell’istruzione, tra cui la Camera di Commercio di Como-Lecco, la Provincia di Como, Setificio Paolo Carcano di Como, Confindustria Como, Confartigianato Imprese Como, Confcommercio Como, CNA del Lario e della Brianza, l’Associazione Italiana Disegnatori Tessili e l’Associazione Ex Allievi del Setificio.  La Fondazione si specializza sugli aspetti culturali ed educativi riferiti al patrimonio serico e alla cultura tessile e non si limita alla conservazione del sapere e a quella museale; infatti, investe nella formazione dei giovani e nell’innovazione del settore, contribuendo a un modello virtuoso di trasmissione delle competenze. Il ruolo della Fondazione risulta ancora più cruciale se si considera che il distretto tessile comasco produce l’80% dei tessuti in seta realizzati in Europa. In quest&#8217;ottica, l’Ente promuove una formazione scolastica ed extrascolastica che risponde alle esigenze del settore; la Fondazione valorizza in particolare il Setificio Paolo Carcano di Como, fondato nel 1868 e riconosciuto come uno dei più antichi e prestigiosi poli formativi europei per l&#8217;industria e la creatività tessile. Infine, la Fondazione della Seta ETS mira a rafforzare la visibilità e le relazioni nazionali e internazionali non solo nell’ambito della cultura tessile, ma in generale per tutto il mondo dell’imprenditoria, dell’innovazione e della ricerca, andando così a realizzare gli obiettivi individuati per la nostra città nel momento in cui è stata insignita del titolo di Como Città Creativa UNESCO, accettando la sfida di posizionarsi come Città della Moda Sostenibile a livello internazionale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Città Studi Biella: al via i nuovi moduli del Master in Business Design</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo dell&#8217;avvio primaverile del Corso di Perfezionamento Master in Business Design e Leadership Imprenditoriale ideato da Città Studi Biella in sinergia con il Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino, l’Unione Industriale Biellese (UIB) e il Gruppo Giovani Imprenditori UIB, si aprono ufficialmente le iscrizioni per la partecipazione ai singoli moduli dedicati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_1465-Copia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20977" title="IMG_1465 - Copia" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_1465-Copia.jpg" alt="" width="750" height="447" /></a></p>
<p>Dopo il successo dell&#8217;avvio primaverile del Corso di Perfezionamento <em>Master in Business Design e Leadership Imprenditoriale</em> ideato da <strong>Città Studi Biella</strong> in sinergia con il <strong>Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino</strong>, l’<strong>Unione Industriale Biellese (UIB)</strong> e il <strong>Gruppo Giovani Imprenditori UIB</strong>, si aprono ufficialmente le iscrizioni per la partecipazione ai singoli moduli dedicati a manager, professionisti e imprenditori del territorio.</p>
<p>A partire da <strong>venerdì 6 novembre 2026</strong> prenderanno il via il <strong>Modulo II </strong>e, da febbraio 2027, il<strong> Modulo III</strong> del percorso executive, pensati per offrire competenze specialistiche e strumenti operativi ad immediata applicabilità aziendale. Nello specifico, il Modulo II sarà focalizzato sui &#8220;<strong>Modelli organizzativi aziendali</strong>&#8220;, analizzando la gestione dei processi e l&#8217;innovazione dei modelli di business per ottimizzare gli asset e rispondere in modo dinamico alle evoluzioni dei mercati. Il Modulo III affronterà invece il tema del &#8220;<strong>Valore dell&#8217;azienda</strong>&#8220;, concentrandosi sulla dimensione relazionale e strategica della guida d&#8217;impresa per affinare la leadership adattiva, valorizzare il capitale umano e promuovere un clima organizzativo orientato al cambiamento.</p>
<p>A testimonianza dell&#8217;efficacia e dell&#8217;impatto concreto del percorso, la validità del programma è rafforzata dalle parole di chi ha vissuto in prima persona l&#8217;esperienza del primo modulo: imprenditori e dirigenti del territorio che, mettendosi in gioco direttamente come corsisti, confermano il valore strategico di questa iniziativa.</p>
<p>La bontà della proposta formativa è sottolineata da <strong>Michele Tolu</strong>, Amministratore Delegato di OrangePix Srl: <em>“Il master è sicuramente un ottimo strumento di formazione che ci porta un arricchimento importante e ci fa dare uno sguardo su quello che saranno le tematiche del futuro e cosa dobbiamo attuare nelle nostre aziende”</em>.</p>
<p>Sull&#8217;importanza del percorso per la crescita delle competenze interviene <strong>Stefania Ploner</strong>, Amministratore Delegato di Tecnomeccanica biellese Srl: <em>“Questa esperienza formativa è valida sotto molti punti di vista. Prima di tutto perché spinge alla riflessione in un momento di pausa e quindi ci consente anche di fare dei ragionamenti rispetto a quella che è la nostra quotidianità. La formazione nel frattempo è cambiata, gli strumenti sono cambiati; tenersi aggiornati su determinati temi, essere in confronto con gli altri e con chi magari accademicamente ha delle sovrastrutture di modalità e di progetto che sono appunto più validanti, più accademiche appunto, consentono di avere degli spunti da portarci a casa e da condividere con i nostri collaboratori, con le persone che lavorano con noi. Questo aspetto formativo e il fatto di essere anche in una sede dove si fa formazione, non in un ufficio dell’azienda, renda il tutto ancora più efficace.”</em>.</p>
<p>A rimarcare il valore dell&#8217;iniziativa è anche <strong>Ludovico Maggia</strong>, Responsabile dello sviluppo e del prodotto del Maglificio Maggia Srl: <em>“Il master è un’occasione molto importante, intanto per rompere la routine dell’ufficio, potersi confrontare con altri colleghi imprenditori su tematiche attuali che tutti i giorni affrontiamo in azienda e prepararsi per il futuro con uno sguardo sempre più aperto proprio alle tematiche che sono in divenire. Ed è anche un modo per fermarsi ogni tanto a riflettere e non sempre rincorrere le emergenze, su soluzioni che si possono poi imparare qua e trasportare poi in azienda”</em>.</p>
<p>La formula a moduli singoli permette una fruizione flessibile dell&#8217;offerta formativa, consentendo a professionisti e aziende di selezionare i temi più strategici per le proprie esigenze di crescita. La didattica affianca alle lezioni frontali esercitazioni pratiche e project work guidati da una <em>faculty</em> d&#8217;eccellenza composta da docenti e ricercatori dell’Ateneo torinese ed esperti di settore. La partecipazione ai singoli moduli offre inoltre l&#8217;opportunità di integrarsi e confrontarsi direttamente con il gruppo classe di imprenditori e manager già attivo dall&#8217;inizio del percorso.</p>
<p>Il corso è aperto sia a diplomati sia a laureati ed è rivolto a imprenditori, manager, responsabili di area, dirigenti, consulenti e professionisti desiderosi di potenziare le proprie competenze strategiche ed executive.</p>
<p>Le lezioni si terranno presso la Palazzina Universitaria del Campus di Città Studi Biella in Corso G. Pella 2b, con avvio previsto per venerdì 6 novembre 2026.</p>
<p><strong>Il termine ultimo per presentare la domanda di iscrizione al II Modulo è fissato per venerdì 30 ottobre 2026.</strong></p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="mailto:unibiella@cittastudi.org">unibiella@cittastudi.org</a> | 015 8551110.</p>
<p>&nbsp;</p>
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