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	<title>Pagine Tessili &#187; News</title>
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	<description>Moda, Tessile, Abbigliamento</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 16:51:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La congiuntura su Marzo 2026 col commento del presidente di Confindustria Como</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[“I dati che emergono dall’indagine congiunturale – dichiara Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como &#8211; confermano anche per il mese di marzo la sostanziale tenuta del sistema produttivo comasco, con livelli di attività e occupazione complessivamente stabili e segnali ancora discreti sul fronte di fatturato ed export, in uno scenario internazionale che resta complesso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/Brenna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20388" title="Brenna" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/Brenna.jpg" alt="" width="750" height="491" /></a></p>
<p>“I dati che emergono dall’indagine congiunturale – dichiara <strong>Gianluca Brenna</strong>, Presidente di Confindustria Como &#8211; confermano anche per il mese di marzo la sostanziale tenuta del sistema produttivo comasco, con livelli di attività e occupazione complessivamente stabili e segnali ancora discreti sul fronte di fatturato ed export, in uno scenario internazionale che resta complesso e condizionato da instabilità geopolitica e pressioni sui costi.</p>
<p>All’interno di questo quadro, però, emergono con maggiore evidenza le difficoltà legate ai costi energetici e delle materie prime, che continuano a comprimere la marginalità e a incidere sulle decisioni di investimento. In questo contesto, il settore tessile – prosegue il Presidente Brenna – mostra elementi di maggiore fragilità rispetto agli altri settori, soprattutto sul fronte dell’utilizzo della capacità produttiva e della redditività.</p>
<p>Le imprese comasche confermano comunque una buona capacità di adattamento e tenuta sui mercati esteri, ma prevale un atteggiamento di prudenza sulle prospettive dei prossimi mesi, con un aumento delle ipotesi di rallentamento.</p>
<p>In questa fase – conclude il Presidente di Confindustria Como &#8211; la priorità resta quella di preservare la capacità competitiva del sistema produttivo, in un contesto che continua a presentare elementi di forte incertezza e pressioni significative sui costi. La tenuta dimostrata dalle imprese è un segnale importante, ma richiede di essere accompagnata da condizioni sempre più stabili e prevedibili per poter essere mantenuta nel tempo”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Commento relativo ai dati delle aziende di Como</strong></p>
<p>Le aziende di Como rivelano, attraverso i giudizi espressi nell’ambito dell’Osservatorio Congiunturale sul mese di marzo, un quadro caratterizzato da una prevalente stabilità degli indicatori, in coerenza con quanto analizzato per il campione delle imprese dei tre territori provinciali globalmente considerati.</p>
<p>Gli ordini mostrano performance differenziate tra mercato domestico e quello estero; nonostante sia principalmente segnalato il mantenimento dei livelli (rispetto a quanto registrato a febbraio), in caso variazione in Italia risulta più diffusa la diminuzione mentre per quanto riguarda l’export lo scenario complessivo risulta più bilanciato.</p>
<p>Nel dettaglio, gli <strong>ordinativi interni</strong> sono considerati mantenersi sui livelli del mese precedente dal 42,9% del campione, in espansione dal 23,8% mentre in calo da un’impresa su tre (33,3%).</p>
<p>La <strong>domanda estera</strong> è invece valutata come stabile dal 43,9% delle realtà comasche aderenti all’Osservatorio, in riduzione dal 29,3% mentre in espansione dal restante 26,8%.</p>
<p>L’indicatore associato all’<strong>attività produttiva</strong> risulta generalmente orientato alla stabilizzazione rispetto a febbraio, con tre aziende su cinque (60%) che indicano il mantenimento dei livelli. Nei casi di variazione, risultano però più diffusi i pareri di crescita (25%) rispetto a quelli di diminuzione (15%).</p>
<p>Il <strong>tasso medio di utilizzo degli impianti</strong> di produzione si attesa a quota 77,2%, dato più favorevole di circa un punto percentuale rispetto a quanto esaminato nel corso della precedente edizione dell’Osservatorio (76% ad ottobre 2025).</p>
<p>Nell’ambito del campione d’indagine sono riscontrabili differenze riguardo l’impiego medio della capacità produttiva, sia distinguendo le aziende comasche in base alla dimensione, sia classificandole rispetto al comparto di attività realizzata.</p>
<p>Esaminando nel dettaglio, le realtà con oltre 50 occupati indicano un utilizzo medio (82,4%) maggiore rispetto a quanto mediamente rilevato per le aziende più piccole, per le quali il tasso si attesta al 72,5%.</p>
<p>Analizzando invece imprese di Como in base al comparto merceologico, si riscontra un impiego medio dell’83,5% per le realtà metalmeccaniche e meccatroniche, del 80,4% per quelle afferenti agli altri settori e del 68,6% per le aziende tessili.</p>
<p>Sul versante del <strong>fatturato</strong> è riscontrabile, al pari di quanto evidenziato a livello congiunto, una situazione caratterizzata da una prevalenza di giudizi di crescita, sia per quanto riguarda le vendite in Italia, sia per l’export.</p>
<p>Il <strong>fatturato sul mercato domestico</strong> è segnalato come stabile sui livelli di febbraio dal 32,6% del campione, in espansione dal 41,9% mentre in diminuzione dal restante 25,5%.</p>
<p>L’<strong>export</strong> è invece valutato come in crescita da quasi quattro realtà su dieci (38,5%), in mantenimento rispetto al mese precedente da un’azienda su tre (33,3%) e in contrazione dal rimanente 28,2%.</p>
<p>Le <strong>ipotesi formulate riguardo l’andamento del business</strong> per il secondo trimestre 2026 delineano un quadro principalmente orientato alla stabilità, segnalata direttamente da oltre la metà del campione (51,2%). In caso di variazione, tuttavia, le attese di rallentamento (30,2%) risultano prevalenti rispetto a quelle di aumento (18,6%).</p>
<p>Con riferimento alla <strong>visibilità sulla domanda</strong>, grazie agli ordini in portafoglio il 26,8% delle realtà comasche aderenti all’Osservatorio riesce a pianificare l’attività per alcune settimane, il 56,1% per un periodo di qualche mese mentre il rimanente 17,1% per un tempo superiore al trimestre.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sul fronte dell’<strong>approvvigionamento delle materie prime</strong> le aziende di Como hanno segnalato, nel mese di marzo, criticità in termini di inasprimento dei listini praticati dai fornitori nonché di conseguenze sulla gestione dell’attività.</p>
<p>Oltre tre realtà del campione su quattro (77,3%) hanno comunicato di aver dovuto far fronte ad <strong>aumenti dei costi</strong> delle principali commodities acquistate e necessarie per i propri processi produttivi.</p>
<p>Per effetto combinato dell’inasprimento dei listini dei fornitori e dei rincari subiti dall’energia elettrica e dal gas naturale, oltre che dalle quotazioni del petrolio, il 40,9% delle aziende comasche ha dovuto ridimensionare o, in casi più gravi, posticipare gli investimenti aziendali mentre oltre otto realtà su dieci (81,8%) hanno subito una contrazione della propria marginalità.</p>
<p>In aggiunta a quanto finora citato, sono stati riscontrati una riduzione parziale dell’attività aziendale e la necessità di riorganizzazione del lavoro o di parte dell’attività produttiva per circa una realtà su cinque (18,2%).</p>
<p>Gli sviluppi del <strong>contesto geo-politico internazionale</strong> registrati a febbraio e a marzo hanno determinato effetti sulle imprese comasche, influendo perlopiù negativamente sulla loro gestione.</p>
<p>Una prima conseguenza riscontrata è stata relativa all’<strong>inasprimento dei costi</strong>.</p>
<p>Quelli relativi alle <strong>materie prime</strong> sono stati visti in aumento significativo dal 36,4% del campione, in incremento moderato dal 38,6% mentre per il restante 25% delle imprese non sono state comunicate variazioni particolari.</p>
<p>Nel caso delle <strong>fonti energetiche</strong>, in particolare gas ed energia elettrica, la metà (50%) delle imprese di Como ha segnalato crescite molto rilevanti, il 34,1% aumenti moderati mentre il rimanente 15,9% non ha indicato modifiche degne di nota.</p>
<p>Per quanto riguarda, infine, il <strong>trasporto e le attività di logistica</strong>, quasi due realtà su cinque (39,5%) hanno rivelato aumenti di notevole importanza, il 46,5% degli incrementi moderati mentre per il 14% non sono stati segnalati effetti rilevanti.</p>
<p>Un secondo ambito di criticità riguarda le <strong>difficoltà generate lungo le catene di approvvigionamento</strong> riguardanti ad esempio l’estensione delle tempistiche necessarie a ricevere le merci o il venir meno della disponibilità di componenti e materiali. Oltre un’azienda comasca su dieci (11,4%) ha riscontrato effetti rilevanti, il 22,7% problematiche di entità moderata e il 63,6% fenomeni distorsivi lievi; solo il restante 2,3% del campione non ha segnalato criticità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I pareri qualitativi espressi dalle realtà di Como rispetto ai <strong>rapporti con gli Istituti di credito</strong> hanno delineato, per il mese di marzo, un quadro di generale e diffuso mantenimento delle condizioni praticate.</p>
<p>Oltre nove aziende su dieci (95,4%) hanno infatti segnalato la stabilità dei costi di accesso al credito e della disponibilità degli Istituti bancari a concederlo mentre, nei casi di variazione, le indicazioni di miglioramento e peggioramento sono state residuali (per entrambe pari al 2,3%).</p>
<p>Con riferimento al giudizio formulato riguardo alla propria liquidità, oltre due quinti (44,2%) del campione ha valutato il proprio quadro come nella norma, il 30,2% ha espresso soddisfazione mentre il rimanente 25,6% ha ritenuto la propria posizione finanziaria come migliorabile.</p>
<p>Anche sul versante dell’<strong>occupazione</strong> è riscontrabile, per le imprese di Como aderenti all’Osservatorio, un quadro principalmente orientato alla conservazione dei livelli rispetto a quanto registrato a febbraio.</p>
<p>Nel dettaglio, quasi nove realtà su dieci (88,4%) hanno comunicato la stabilità, il 9,3% ha segnalato l’espansione mentre il restante 2,3% ha indicato una riduzione.</p>
<p>Le <strong>aspettative occupazionali</strong> formulate per il secondo trimestre 2026 confermano sostanzialmente il permanere del quadro di generale stabilità tracciato per marzo; a fianco del 79,1% del campione che prevede un mantenimento degli organici, è riscontrabile un sostanziale bilanciamento tra le ipotesi di crescita (9,3%) e di diminuzione (11,6%).</p>
<p><strong>OSSERVATORIO CONGIUNTURALE RAPIDO PER LE PROVINCE DI COMO, LECCO E SONDRIO: MARZO 2026</strong></p>
<p>I dati dell’<strong>Osservatorio congiunturale rapido</strong> relativo al mese di marzo, realizzato dai <strong>Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio</strong> e <strong>Confindustria Como</strong>, delineano uno scenario principalmente orientato alla tenuta degli indicatori, nonostante sia riscontrabile anche, in caso di indicazioni di variazione, una maggior incidenza dei giudizi di miglioramento rispetto a quelli di peggioramento.</p>
<p>Gli <strong>ordini a livello italiano</strong> sono valutati come stabili rispetto a febbraio dal 43,2% del campione, in espansione dal 25,9% e in riduzione dal restante 30,9%</p>
<p>La <strong>domanda estera</strong> si mantiene sui livelli del mese precedente dal 42,7%, è in crescita per oltre un’azienda su quattro (25,3%) mentre in decelerazione per il rimanente 32,0%.</p>
<p>L’<strong>attività produttiva</strong> è considerata in conservazione nei confronti di quanto realizzato a febbraio dal 55,8% del campione, in aumento dal 26,0% e in diminuzione dal restante 18,2%.</p>
<p>L’esame della <strong>capacità produttiva mediamente impiegata</strong> dalle realtà dei tre territori in marzo evidenzia un utilizzo sostanzialmente in linea rispetto a quanto esaminato nell’ edizione dell’Osservatorio congiunturale per lo scorso mese di ottobre 2025 (76,1%) mentre una situazione più favorevole di quella mediamente riscontrata nel secondo semestre dello scorso anno (72,7%).</p>
<p>Nell’ambito del campione sono presenti differenze nel tasso medio di utilizzo degli impianti e in generale si riscontra un maggior impiego per le aziende di medie dimensioni (81,1%) rispetto a quelle più piccole (73,1% nel caso delle realtà fino a 50 occupati).</p>
<p>Classificando le imprese sulla base del comparto merceologico di attività, è rilevabile inoltre un maggior ricorso agli impianti produttivi per le aziende metalmeccaniche e meccatroniche (78,6%) e degli altri settori (79,4%) rispetto a quelle tessili (68,8%).</p>
<p>L’indicatore associato al <strong>fatturato</strong> descrive un scenario caratterizzato principalmente da giudizi di crescita e di mantenimento.</p>
<p>Le <strong>vendite in Italia</strong> sono valutate come stazionarie, rispetto ai livelli di febbraio, per circa una realtà su tre (36,6%) in espansione per il 43,9% mentre in diminuzione per il restante 19,5%.</p>
<p>Il <strong>fatturato oltre confine</strong> è segnalato in mantenimento sui livelli del mese precedente dal 36,1% delle aziende, in aumento dal 38,9% e, infine, in calo dal 25,0%.</p>
<p>Le <strong>previsioni</strong> espresse dalle imprese lecchesi, sondriesi e comasche riguardo l’evoluzione del business nel corso del secondo trimestre 2026 si confermano principalmente orientate al mantenimento, così come segnalato da quasi sei realtà su dieci (58,5%); in caso di pareri di variazione, le ipotesi di miglioramento (12,2%) risultano però meno diffuse rispetto a quelle di riduzione (29,3%).</p>
<p>Per quanto concerne l’<strong>orizzonte di visibilità sulla domanda</strong>, gli ordini in portafoglio consentono di pianificare l’attività per qualche settimana nel 28,8% dei casi, per due-tre mesi nel 55% mentre per un periodo che supera il trimestre nel restante 16,3%.</p>
<p>Sul versante dell’<strong>approvvigionamento delle materie prime</strong> otto realtà lecchesi, sondriesi e comasche su dieci (80%) hanno rivelato, in marzo, un inasprimento dei listini praticati dai fornitori rispetto ai livelli registrati per il mese di febbraio.</p>
<p>Le dinamiche legate al costo delle materie prime e delle forniture energetiche hanno determinato, o perlomeno hanno iniziato a generare in marzo, impatti sotto molteplici fronti.</p>
<p>Tra le principali conseguenze sono stati indicati la necessità di riorganizzare parte del lavoro e dall’attività produttiva (18,1% del campione), il ridimensionamento o il posticipo di investimenti aziendali già pianificati (31,3%) nonché la contrazione dei margini di profitto (75,9%).</p>
<p>I giudizi formulati dalle realtà dei tre territori riguardo il loro <strong>rapporto con gli Istituti di credito</strong>, valutati nello specifico sulla base delle condizioni praticate, sono risultati diffusamente orientati alla stabilità nel mese di marzo: per oltre nove imprese su dieci (96,3%) i costi di accesso al credito non sono variati, per l’1,2% sono risultati più favorevoli e per il restante 2,5% sono peggiorati.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la valutazione espressa riguardo la liquidità aziendale, il 45,7% del campione ha considerato il proprio quadro nella norma, il 33,3% ha indicato soddisfazione mentre il 21% ha ritenuto la situazione finanziaria come migliorabile.</p>
<p>Risulta complessivamente in tenuta il <strong>quadro occupazionale</strong> delle imprese dei tre territori a marzo: a fianco del mantenimento dei livelli comunicato da oltre otto realtà su dieci (85,4%), si riscontra una crescita per l’11% mentre un calo per il rimanente 3,6%.</p>
<p>Le <strong>aspettative per l’occupazione</strong> per il periodo aprile-giugno 2026 confermano il permanere del diffuso clima di stabilità.</p>
<p><strong>EFFETTI DELLE DINAMICHE GEO-POLITICHE </strong></p>
<p>In sostanziale coerenza con quanto esaminato nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio congiunturale, nel mese di marzo le realtà lecchesi, sondriesi e comasche del campione hanno segnalato effetti provocati dalle tensioni geo-politiche in atto e dal conseguente aumento dell’incertezza sui mercati.</p>
<p>Sul <strong>versante dei costi</strong>, l’<strong>approvvigionamento delle materie prime</strong> è stato accompagnato da aumenti significativi per il 36,6% del campione, da incrementi moderati per il 45,1% mentre il 18,3% delle aziende aderenti all’Osservatorio non ha segnalato particolari variazioni.</p>
<p>Per quanto concerne i costi delle <strong>forniture energetiche</strong>, in particolare gas e energia elettrica, il 41% delle imprese ha comunicato inasprimenti significativi, il 42,2% aumenti moderati mentre per il rimanente 16,8% non sono state riscontrate dinamiche.</p>
<p>Con riferimento ai costi inerenti il <strong>trasporto e le operazioni di logistica</strong> il 37% delle aziende ha indicato crescite significative dei costi, circa la metà del campione (49,4%) aumenti moderati e il rimanente 13,6% nessun effetto.</p>
<p>Per quanto attiene alle <strong>distorsioni determinate lungo le catene di approvvigionamento</strong>, valutate in particolare in termini di estensione delle tempistiche e di variazioni della disponibilità di materiali, una realtà su dieci (11,1%) ha indicato criticità rilevanti, il 22,2% difficoltà moderate, il 49,4% problematiche di lieve intensità mentre il rimanente 17,3% del campione non ha registrato variazioni.</p>
<p>Analizzando infine i pareri formulati riguardo gli effetti generati sull’andamento degli <strong>ordini provenienti dai clienti</strong> <strong>e</strong>, più in generale, sulle <strong>prospettive di breve periodo</strong>, il 28,7% ha segnalato difficoltà con riduzione della domanda, il 25,3% ha indicato un crescente grado di incertezza, il 5,7% un aumento degli ordinativi mentre per il rimanente 40,3 non sono state comunicate situazioni particolari.</p>
<p><strong>DOMANDA</strong></p>
<p>L’indicatore associato alla <strong>domanda</strong> nel mese di marzo è risultato caratterizzato principalmente da una conservazione dei livelli rispetto a quanto registrato a febbraio, sia per quanto concerne il mercato domestico, sia per l’export.</p>
<p>Gli <strong>ordini in Italia</strong> sono stati valutati come stabili dal 43,2% del campione, in espansione dal 25,9% mentre in contrazione dal rimanente 30,9%.</p>
<p>La domanda estera è stata invece indicata come in mantenimento sui livelli di febbraio dal 42,7%, in aumento dal 25,3% mentre in diminuzione dal restante 32%.</p>
<p><strong>PRODUZIONE</strong></p>
<p>L’<strong>attività produttiva</strong> in marzo ha mostrato andamenti stabili, rispetto a quanto registrato nel mese precedente, per oltre la metà del campione (55,8%); in caso di variazione, il 26% delle imprese ha indicato un aumento dei livelli mentre il 18,2% ha comunicato un rallentamento dei volumi realizzati.</p>
<p>La <strong>capacità produttiva</strong> mediamente impiegata dalle realtà delle tre province si è attestata in marzo al 76,8%, sostanzialmente in linea con quanto esaminato per il campione nel corso del precedente Osservatorio congiunturale rapido (76,1% ad ottobre 2025) e più favorevole rispetto alla capacità mediamente indicata della realtà dei tre territori per il secondo semestre del 2025 (72,7%).</p>
<p>Il tasso medio di utilizzo degli impianti rivela differenze all’interno del campione sia classificando le aziende in base alla dimensione, sia suddividendole a seconda dei comparti merceologici di appartenenza.</p>
<p>Le aziende con oltre 50 occupati evidenziano un impiego del 81,1%, superiore a          quello mediamente riscontrato per il campione delle realtà più piccole (73,1%).</p>
<p>Per quanto concerne invece l’attività realizzata, si registra un tasso medio del 78,6% per le imprese metalmeccaniche, del 68,8% per quelle tessili e, infine, del 79,4% per le realtà afferenti agli altri settori.</p>
<p><strong>FATTURATO</strong></p>
<p>Le <strong>vendite</strong> delle aziende lecchesi, sondriesi e comasche rivelano un quadro eterogeneo nel quale però i giudizi di espansione risultano più diffuse rispetto a quelle di diminuzione, sia per quanto concerne il fatturato estero, sia a livello italiano.</p>
<p>Il <strong>fatturato domestico</strong> è indicato come stabile sui livelli di febbraio da circa una realtà su tre (36,6%) del campione, in aumento dal 43,9% mentre in riduzione dal restante 19,5%.</p>
<p>Le <strong>vendite oltre confine</strong> sono invece valutate come in mantenimento rispetto al mese precedente dal 36,1% delle imprese dei tre territori, in crescita dal 38,9% e in calo dal restante 25,0%.</p>
<p><strong>PREVISIONI</strong></p>
<p>Sul fronte delle <strong>previsioni</strong> formulate dalle aziende di Lecco, Sondrio e Como riguardo l’andamento del business per le prossime settimane è riscontrabile nuovamente una prevalenza di aspettative di mantenimento, così come comunicato dal 58,5%.</p>
<p>In caso di ipotesi di variazione, risultano però più diffuse le segnalazioni di diminuzione (29,3%) rispetto a quelle di crescita (12,2%).</p>
<p>Esaminando il giudizio espresso per l’<strong>orizzonte temporale di visibilità sulla domanda</strong>, gli ordini in portafoglio consentono una pianificazione di alcune settimane (inferiori ad un mese) per circa tre imprese del campione su dieci (28,8%), di qualche mese per il 55% mentre di un intervallo di tempo superiore al trimestre per il rimanente 16,2%.</p>
<p><strong>CREDITO E LIQUIDITA’</strong></p>
<p>Nel <strong>rapporto tra le imprese dei tre territori e gli Istituti di credito</strong> si registra, in marzo rispetto a febbraio, un diffuso mantenimento delle condizioni praticate: il 96,3% del campione non indica infatti variazioni rispetto ai costi di accesso al credito o alla disponibilità degli Istituti bancari a concederlo. Nei limitati casi di modifiche dello scenario, si riscontra un peggioramento per il 2,5% mentre un miglioramento per il rimanente 1,2%).</p>
<p>Per quanto concerne il <strong>giudizio formulato riguardo la situazione finanziaria</strong>, oltre quattro aziende su dieci (45,7%) comunicano una situazione nella norma, un terzo del campione (33,3%) risulta soddisfatto della propria liquidità mentre il rimanente 21% la ritiene migliorabile.</p>
<p><strong>OCCUPAZIONE</strong></p>
<p>I pareri qualitativi formulati riguardo l’<strong>andamento dell’occupazione</strong> nel mese di marzo tracciano un quadro di generale conservazione dei livelli a fianco della quale è riscontrabile, però, anche una prevalente indicazione di espansione rispetto alla riduzione.</p>
<p>Oltre otto imprese lecchesi, sondriesi e comasche su dieci (85,4%) comunicano un mantenimento degli organici rispetto a febbraio, l’11% del campione comunica una crescita e il restante 3,6% una diminuzione.</p>
<p>Le <strong>aspettative occupazionali</strong> per il secondo trimestre 2026 delineano un quadro caratterizzato ancora da un diffuso mantenimento degli organici; la stabilità, indicata dall’84,2% del campione, è ulteriormente avvalorata dal sostanziale bilanciamento tra le previsioni di crescita (7,3%) e di contrazione (8,5%) che assumono entità simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La produzione industriale a Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 condizionata anche dalle vicende belliche</title>
		<link>http://paginetessili.it/la-produzione-industriale-a-lucca-pistoia-e-prato-nel-1%c2%b0-trimestre-2026-condizionata-anche-dalle-vicende-belliche.html</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Relativa stabilità o minimo arretramento: così può essere letto il risultato -0,4% della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 nel confronto con lo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, come emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Dopo un avvio d&#8217;anno relativamente tranquillo, il primo quarto del 2026 ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20383" title="CapecchiRomagnoliPieretti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg" alt="" width="750" height="478" /></a>Relativa stabilità o minimo arretramento: così può essere letto il risultato <strong>-0,4%</strong> della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 nel confronto con lo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, come emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord.</p>
<div>Dopo un avvio d&#8217;anno relativamente tranquillo, il primo quarto del 2026 ha subito, per motivi diversi, una sorte analoga ai corrispondenti mesi del 2025: se allora furono i preannunci dei dazi USA a introdurre un fattore di destabilizzazione, quest&#8217;anno è stato lo scoppio della guerra USA-Iran a generare un&#8217;instabilità di cui si continua a pagare ancora oggi il prezzo. L&#8217;offerta di materie prime, da quelle energetiche ai componenti dei prodotti industriali, è divenuta più difficoltosa e costosa, contribuendo, assieme al ristagno della domanda, al rallentamento della produzione di molti settori. Un altro fattore in gioco è la dinamica dell&#8217;export, condizionata da un lato dal cambio sfavorevole euro-dollaro e dall&#8217;altro dalle politiche daziarie USA che hanno indotto la Cina a guardare con ancora maggior interesse al mercato europeo. Le rilevazioni sulla fiducia dei consumatori non sono confortanti e fanno pensare a una riduzione dei consumi a vantaggio di una crescita del tasso di risparmio.&nbsp;</p>
<p>&#8220;La relativa tenuta della produzione nel 1° trimestre di quest&#8217;anno è per l&#8217;industria di Lucca, Pistoia e Prato un risultato certo non soddisfacente ma comunque apprezzabile &#8211; commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord <strong>Fabia Romagnoli</strong> -. L&#8217;attività delle imprese è stata segnata negli ultimi anni da una sfida continua per i motivi più diversi ma sempre gravi e pesanti, tali da compromettere l&#8217;equilibrio di interi sistemi produttivi. Le imprese resistono, con grande fatica e talvolta con perdite dolorose, ma continuano a lottare, confidando nel recupero di una stabilità geopolitica che deve rappresentare il primo e fondamentale obiettivo di tutti. Per l&#8217;Italia i nodi energia e disponibilità di materie prime a prezzi congrui sono prioritari e il nostro territorio non fa eccezione. Condivido l&#8217;allarme che il presidente di Confindustria Orsini ha rilanciato anche ieri in occasione dell&#8217;assemblea della confederazione: la deindustrializzazione è un rischio reale, che l&#8217;Italia, e prima ancora l&#8217;Europa, devono fare di tutto per scongiurare. Occorrono politiche europee più attente alla competitività delle imprese, a cominciare dall&#8217;energia e quindi dal sistema ETS che va quantomeno radicalmente rivisto; ma sul versante energetico anche il nostro paese porta responsabilità dirette, che devono indurre a riconsiderare scelte come quelle sul nucleare. Anche l&#8217;idea della ZES unica nazionale è buona: sarebbe uno strumento utile per stimolare gli investimenti. Pur in tutte queste difficoltà infatti gli imprenditori continuano a investire con fiducia e coraggio; sta alla politica e alle istituzioni creare con senso di responsabilità condizioni di contesto che non vanifichino quella fiducia e quel coraggio, ma che li alimentino e che rendano possibile concretizzare gli obiettivi delle imprese.&#8221;</p>
<p>Il risultato dell&#8217;area Confindustria Toscana Nord non è lontano da quello nazionale (+0,2%), che beneficia di una più ampia molteplicità di settori e non subisce quindi le conseguenze della forte concentrazione territoriale di alcune produzioni che stanno vivendo difficoltà particolarmente acute. I settori che, nel confronto con il 1° trimestre 2025, hanno avuto i migliori risultati nel complesso del territorio Lucca-Pistoia-Prato sono stati la chimica-plastica-materiali non metalliferi con +2,9%, l&#8217;alimentare con +2,1% e la metalmeccanica con +1,2%; in territorio negativo invece la moda con -4,1% e la carta-cartotecnica con -1,8%.</p>
<p><strong>Lucca &#8211; commento del vicepresidente Tiziano Pieretti</strong><br />
&#8220;La produzione manifatturiera di Lucca si presenta nel 1° trimestre 2026 in ulteriore consolidamento, <strong>+1%</strong>, rispetto allo stesso periodo del 2025 che era stato a sua volta positivo, sia pure per poco (+0,7%). Un risultato, quello del 1° trimestre, che arriva dopo una chiusura del 2025 all&#8217;insegna della stabilità. Per questa prima parte dell&#8217;anno si segnalano fra tutte le prestazioni eccellenti delle macchine e dell&#8217;elettromeccanica, che include anche i macchinari per il cartario e che segna un ottimo +7,8%: un segnale da leggere in chiave positiva anche in rapporto al settore di destinazione, il cartario appunto. Quest&#8217;ultimo registra invece un risultato negativo, -1,9% rispetto a un 1° trimestre 2025 che a sua volta però aveva avuto un incremento pressoché equivalente, +2%. Nettamente positivi anche alimentare (+5,2%), chimica-plastica-farmaceutica (+2,3%), infine nautica e lapideo-vetro-materiali da costruzione, entrambi con +1% dopo che erano stati entrambi negativi nel corrispondente periodo del 2025. Andamento inverso per la metallurgia e la moda: mentre con l&#8217;inizio del 2025 avevano avuto entrambe segnali positivi, sono tornate in territorio nettamente negativo, rispettivamente a quota -7,1% e -5,8%. Un quadro complesso e variegato, in definitiva, quello lucchese, in cui comunque prevalgono importanti punti di forza.&#8221;</p>
<p><strong>Pistoia &#8211; commento del vicepresidente Massimo Capecchi</strong><br />
&#8220;Positiva, seppure in misura modesta (<strong>+1,2%</strong>), e comunque con un risultato migliore rispetto alla media dell&#8217;area e migliore del contesto italiano, la produzione industriale a Pistoia. Un buon risultato che si confronta con i corrispondente mesi del 2025, viceversa nettamente negativi. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il 1° trimestre di quest&#8217;anno ha fatto registrare una buona performance soprattutto del settore chimica, plastica e lavorazioni non metallifere (+9,1%) grazie a ordini che provengono soprattutto dall&#8217;interno; positiva, e non solo per il contributo del settore ferrotranviario, anche la metalmeccanica (+2,3%) come pure, anche se di poco e con un dato sostenuto principalmente da ordini interni, l&#8217;alimentare (+0,7%). Positivo anche il dato di abbigliamento e maglieria (+1%), unica voce con il segno più nell&#8217;intero comparto moda, dove invece sia il tessile (-3,5%) e soprattutto le calzature (-5,3%) flettono; negativo il dato del mobile (-2,4%) e, seppur di poco, quello della carta (-0,9%). Ancora una volta la molteplice tipologia delle imprese della provincia consente di ottenere, alla fine, un valore complessivo positivo; non possiamo però negare di essere ancora in una fase di sostanziale fragilità, che investe molti settori tipicamente pistoiesi e che preoccupa.&#8221;</p>
<p><strong>Prato &#8211; commento della presidente Fabia Romagnoli</strong><br />
&#8220;Un risultato severo quello della produzione industriale pratese nel 1° trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: <strong>-5,1%</strong>, un arretramento importante, maggiore di quello dello stesso periodo del 2025. E&#8217; a quota -3% il volume della produzione tessile del distretto nel 1° trimestre 2026; a questo dato si accompagnano contrazioni a due cifre sia dell&#8217;abbigliamento-maglieria (-13,4%) che della metalmeccanica, rappresentata in gran parte dal meccanotessile, a quota -18%. Quest&#8217;ultimo è uno dei risultati più pesanti degli ultimi anni, condizionato però anche dalle incertezze sugli incentivi e sui prezzi. Non è comunque un risultato sorprendente, bensì lo specchio delle difficoltà del settore moda a un livello che va ben al di là dei confini territoriali e nazionali. Le imprese pratesi stanno lavorando intensamente per affrontare nel migliore dei modi questo passaggio così difficile; come associazione l&#8217;impegno è massimo per sostenere i loro sforzi e assicurare la rappresentanza degli interessi del territorio, a cominciare dal capitolo fondamentale del cardato rigenerato. Sta emergendo comunque con sempre maggior chiarezza che un fattore decisivo di debolezza delle aziende è quello delle piccole dimensioni: un tema tutt&#8217;altro che inedito che richiederà una rinnovata attenzione.&#8221;</p>
<p><em>Nella foto: Capecchi, Romagnoli e Pieretti</em></p>
</div>
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		<title>CNA Federmoda presenta il Piano Strategico 2030</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[“RIPARTIRE DAL VALORE” PER RILANCIARE LA FILIERA DELLA MODA ITALIANA Roma, 28 maggio 2026 – CNA Federmoda ha presentato ieri all’Intergruppo Parlamentare Moda co-presieduto dal Sen. Ivan Scalfarotto e dall’On. Fabio Pietrella, il Piano Strategico 2030, una roadmap ambiziosa e concreta per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la coesione della filiera moda italiana, mettendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/Gruppo-CNA-Federmoda-allIntergruppo-Parlamentare-Moda-_-27.07.2026-IMG-20260527-WA0009-5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20380" title="Gruppo CNA Federmoda all'Intergruppo Parlamentare Moda _ 27.07.2026 IMG-20260527-WA0009 (5)" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/Gruppo-CNA-Federmoda-allIntergruppo-Parlamentare-Moda-_-27.07.2026-IMG-20260527-WA0009-5.jpg" alt="" width="750" height="563" /></a></p>
<p><strong>“</strong><strong>RIPARTIRE DAL VALORE” PER RILANCIARE LA FILIERA DELLA MODA ITALIANA</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Roma, 28 maggio 2026</em> – CNA Federmoda ha presentato ieri all’Intergruppo Parlamentare Moda co-presieduto dal <strong><em>Sen. Ivan Scalfarotto</em></strong> e dall’<strong><em>On. Fabio Pietrella</em></strong>, il <strong>Piano Strategico 2030</strong>, una roadmap ambiziosa e concreta per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la coesione della filiera moda italiana, mettendo al centro il valore economico, sociale e ambientale del sistema produttivo.</p>
<p>«La filiera moda italiana è un patrimonio unico, ma fragile. Senza un riequilibrio economico e contrattuale rischiamo di perdere competenze e valore in modo irreversibile. Con questo Piano proponiamo soluzioni concrete per rendere sostenibile e competitivo il sistema, partendo da chi produce ogni giorno nei territori», ha sottolineato <strong><em>Doriana Marini</em></strong>, <strong><em>Presidente Nazionale CNA Federmoda</em></strong>, che chiosa “Mettiamo a disposizione delle Istituzioni e della politica questo nostro Piano auspicando di trovare accoglimento delle proposte frutto di un approfondito e condiviso lavoro nell’ambito del sistema imprenditoriale da noi rappresentato”.</p>
<p>Il settore moda rappresenta infatti un pilastro dell’economia nazionale, con oltre <strong>83.000 imprese, 456.000 addetti, 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto e 60,8 miliardi di export</strong>. Un comparto caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese (96% del totale), che costituiscono la struttura portante del Made in Italy. Negli ultimi anni, però, il sistema ha subito una significativa contrazione: tra il 2009 e il 2025 si sono perse oltre <strong>30.000 imprese (-26,5%)</strong>, con impatti rilevanti su competenze, occupazione e presidio territoriale.</p>
<p><strong>Una strategia per invertire la rotta</strong></p>
<p>Il Piano CNA Federmoda nasce per rispondere a queste criticità e prevenire rischi sistemici che potrebbero tradursi in perdite fino a <strong>80 miliardi di fatturato e centinaia di migliaia di posti di lavoro</strong>.</p>
<p>La strategia si fonda su tre pilastri integrati:</p>
<ul>
<li><strong>Valore      Economico</strong>: garantire      equilibrio e sostenibilità lungo la filiera, attraverso il “prezzo giusto”      delle lavorazioni, maggiore stabilità contrattuale e semplificazione degli      adempimenti.</li>
<li><strong>Valore      Sociale</strong>: rafforzare      l’occupazione, migliorare la qualità del lavoro e rendere attrattivi i      mestieri del saper fare, soprattutto per i giovani.</li>
<li><strong>Valore      Ambientale</strong>:      valorizzare la sostenibilità già presente nelle pratiche produttive delle      imprese e tradurla in strumenti di conformità e competitività.</li>
</ul>
<p>Elemento chiave del Piano è il principio della <strong>responsabilità condivisa lungo tutta la filiera</strong>, per superare squilibri contrattuali e distribuire equamente costi, rischi e benefici tra tutti gli attori.<strong> </strong></p>
<p><strong>Strumenti concreti per la filiera</strong></p>
<p>Il Piano introduce un insieme strutturato di azioni operative: <strong>Comitati distrettuali di filiera</strong>, per coordinare domanda e capacità produttiva; <strong>Certificazione unica della moda</strong>, per semplificare audit e controlli; <strong>Carta della filiera equa</strong>, con regole chiare su pagamenti, contratti e diritti; <strong>Academy CNA Federmoda</strong>, per rafforzare competenze manageriali, tecniche e di sostenibilità; <strong>Osservatorio sul costo della commessa</strong>, per definire benchmark trasparenti e garantire prezzi sostenibili.</p>
<p>Parallelamente, CNA Federmoda promuove azioni di advocacy a livello nazionale ed europeo per un quadro normativo proporzionato alle micro e piccole imprese e per una reale tutela del Made in Italy dalla concorrenza sleale.</p>
<p>“Siamo di fronte a questioni strutturali come il passaggio generazionale. Le filiere della moda hanno le condizioni per partecipare all&#8217;evoluzione del settore, per fare questo è però necessario mantenere le competenze. Grande sfida è anche quella di rendere di nuovo appetibili i mestieri della moda, Quello che ci avete presentato è un documento di buon senso che contempla pilastri fondamentali per supportare il settore” ha dichiarato <strong><em>Ivan Scalfarotto</em></strong>.</p>
<p><strong>Un nuovo patto per il Made in Italy</strong></p>
<p>Il Piano si propone come piattaforma operativa per l’attuazione del <strong>Libro Bianco Made in Italy 2030</strong>, traducendo gli indirizzi strategici in strumenti concreti per le imprese.</p>
<p>Tra gli obiettivi prioritari:</p>
<ul>
<li>rafforzare      la governance di filiera, migliorare l’accesso al credito, sostenere il      ricambio generazionale, promuovere una nuova cultura del valore presso      consumatori e brand.</li>
</ul>
<p>&#8220;Per il comparto vi è necessità che le rappresentanze dialoghino in maniera unitaria e condivisa.  È importante che sulle principali tematiche ci sia confronto per trovare condivisione, è necessario che il settore si presenti compatto anche per salvaguardare l&#8217;identità e l&#8217;immagine del Made in Italy&#8221; ha puntualizzato <strong><em>Fabio Pietrella</em></strong> durante l&#8217;incontro.</p>
<p>“Come CNA Federmoda, ormai da tempo abbiamo messo al centro delle nostre azioni la filiera nella consapevolezza che questo sia il valore aggiunto del made in Italy, un patrimonio ineguagliabile ed invidiatoci a livello internazionale che non possiamo disperdere” dichiara <strong><em>Antonio Franceschini</em></strong>, <strong><em>Responsabile Nazionale CNA Federmoda</em></strong>.</p>
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		<title>Turkmenistan: il meccanotessile italiano punta sull&#8217;alta tecnologia e la specializzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’industria meccanotessile italiana vola ad Ashgabat per partecipare con un’ampia delegazione Made in Italy al TURKMEN TEXTILE EXPO 2026, l’importante vetrina internazionale che si terrà dal 4 al 6 giugno 2026. La presenza italiana, coordinata da ICE Agenzia e ACIMIT (l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinari per l’Industria Tessile), punta a consolidare il ruolo tecnologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/turk1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20377" title="turk1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/turk1.jpg" alt="" width="750" height="499" /></a></p>
<p>L’industria meccanotessile italiana vola ad Ashgabat per partecipare con un’ampia delegazione Made in Italy al TURKMEN TEXTILE EXPO 2026, l’importante vetrina internazionale che si terrà dal 4 al 6 giugno 2026. La presenza italiana, coordinata da ICE Agenzia e ACIMIT (l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinari per l’Industria Tessile), punta a consolidare il ruolo tecnologico primario dell’Italia in un mercato altamente strategico e dalle interessanti prospettive.</p>
<p>Il Turkmenistan si conferma infatti un hub cruciale per il settore tessile globale. Con il cotone che rappresenta la terza voce di export del Paese, le autorità nazionali sono fortemente impegnate nel potenziamento di una filiera interna integrata, capace di lavorare in loco le materie prime per generare prodotti ad alto valore aggiunto. Il successo di questo ambizioso piano industriale richiede una continua integrazione tecnologica, posizionando la domanda di macchinari avanzati come un pilastro fondamentale per la diversificazione economica del Paese.</p>
<p>In questo scenario, l’Italia si propone come il partner d’eccellenza per i produttori turkmeni. Dopo i risultati positivi registrati nel 2023, anno in cui le esportazioni italiane verso il Turkmenistan hanno raggiunto i 13 milioni di euro, il mercato sta entrando in una fisiologica fase di transizione in attesa dei piani di investimento dedicati al settore più volte annunciati dalle autorità governative.</p>
<p>Tra le tecnologie italiane più richieste sul mercato turkmeno spiccano gli accessori (che coprono il 56% dell’export totale verso il Paese), seguiti dalle macchine per la filatura (31%) e dalle macchine per la maglieria (13%).</p>
<p>“Il mercato turkmeno sta vivendo un momento di maturazione” — dichiara il Presidente di ACIMIT — “e per il futuro prossimo vediamo significative opportunità legate all’upgrading degli impianti esistenti e al piano di investimenti programmato dalle autorità pubbliche locali con un focus su specializzazione ad alta tecnologia. La flessibilità, la versatilità e l’alto livello tecnologico guidato dalla costante attività di R&amp;S delle nostre aziende ci permettono di offrire risposte su misura e soluzioni innovative, confermando la tecnologia italiana come la scelta ottimale per il futuro industriale del Turkmenistan.”</p>
<p>Le aziende italiane presenti nel Padiglione Italia sono: BIANCO, COLOR SERVICE, CORINO MACCHINE, DOVER INDUSTRIES ITALY, ITEMA, M.C.S. OFFICINA MECCANICA, MARZOLI MACHINES TEXTILE, MESDAN, SALVADE’, SAVIO MACCHINE TESSILI, STALAM.</p>
<p>Si segnala inoltre, la partecipazione dell’azienda FERRARO che esporrà in uno stand individuale.</p>
<p>*********</p>
<p>ACIMIT <em>(Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinari per l’Industria Tessile) è nata nel 1945 con l’obiettivo prioritario di promuovere l’industria meccanotessile italiana supportandone l’attività in Italia e all’estero. Senza fini di lucro, attualmente riunisce circa 200 aziende produttrici di macchine tessili che rappresentano l’85% del fatturato del settore in Italia, per un valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro, di cui circa l’86% viene esportato in 130 Paesi in tutto il mondo. Le tecnologie prodotte sono suddivise nelle diverse categorie di riferimento: filatura, tessitura, maglieria, nobilitazione e altre macchine. Creatività, tecnologia sostenibile, affidabilità e qualità sono le caratteristiche che hanno reso le macchine tessili italiane leader in tutto il mondo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dieci nuovi tecnici specializzati per il Distretto del tessile di Carpi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Consegnati gli attestati del corso tecnico promosso da ForModena con il sostegno di Fondazione CR Carpi e la collaborazione di Carpi Fashion System. Otto partecipanti hanno già ricevuto proposte di collocamento in azienda. Diversi gli inserimenti già avviati nelle aziende del territorio tra sviluppo campionario e programmazione digitale SHIMA SEIKI Sono dieci i nuovi tecnici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/I-partecipanti-al-corso-e-i-promotori-delliniziativa.jpg"><img class="size-full wp-image-20370 alignleft" title="I partecipanti al corso e i promotori dell'iniziativa" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/I-partecipanti-al-corso-e-i-promotori-delliniziativa.jpg" alt="" width="750" height="409" /></a></p>
<p><em>Consegnati gli attestati del corso tecnico promosso da ForModena con il sostegno di Fondazione CR Carpi e la collaborazione di Carpi Fashion System. Otto partecipanti hanno già ricevuto proposte di collocamento in azienda. Diversi gli inserimenti già avviati nelle aziende del territorio tra sviluppo campionario e programmazione digitale SHIMA SEIKI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Sono <strong>dieci i nuovi tecnici specializzati che hanno concluso il corso di formazione superiore “Tecnico di campionario di maglieria” promosso da ForModena</strong>, i cui attestati sono stati consegnati nel corso di una cerimonia <strong>a Carpi</strong>, <strong>venerdì 22 maggio presso la sede della Fondazione CR Carpi</strong>, partner strategico dell’iniziativa e punto di riferimento per lo sviluppo culturale, formativo ed economico del territorio.</p>
<p>L’iniziativa rappresenta un esempio concreto della collaborazione tra enti formativi, sistema imprenditoriale e istituzioni territoriali, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione CR Carpi e al lavoro sinergico sviluppato nell’ambito di Carpi Fashion System, il progetto condiviso di valorizzazione e promozione del Distretto moda carpigiano.</p>
<p>Dei 12 partecipanti inizialmente selezionati, <strong>due hanno trovato un’occupazione prima del termine del corso</strong>, mentre <strong>per altri 8 sono arrivate proposte concrete nel comparto maglieria alla sua conclusione</strong>, confermando l’elevata richiesta di figure tecniche specializzate da parte delle imprese del territorio.</p>
<p>Il percorso formativo, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, ha <strong>formato professionisti in grado di sviluppare e realizzare campionari di maglieria attraverso competenze progettuali</strong>, <strong>modellistiche e digitali</strong>, con particolare attenzione all’utilizzo delle tecnologie SHIMA SEIKI.</p>
<p>La formazione, della durata complessiva di <strong>500 ore</strong> – di cui 300 di formazione teorico-pratica e 200 di stage in azienda – ha coinvolto giovani diplomati provenienti da diversi Comuni delle province di Modena e Reggio Emilia, tra cui Carpi, Soliera, Mirandola, Correggio, Medolla e Nonantola. La partecipazione ha visto <strong>una significativa presenza femmini</strong>le e una <strong>prevalenza di corsisti under 30</strong>, a testimonianza dell’interesse delle nuove generazioni verso le professioni tecniche della filiera moda. Grazie a un ulteriore cofinanziamento attivato nell’ambito di Carpi Fashion System, <strong>il percorso è stato potenziato con 60 ore aggiuntive dedicate alla programmazione digitale di maglieria</strong>, nate da una richiesta specifica delle aziende del territorio per rispondere alla crescente domanda di tecnici specializzati.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/DA-SX_Francesca-Malagoli_Mario-Arturo-Ascari_Federico-Poletti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20371" title="DA SX_Francesca Malagoli_Mario Arturo Ascari_Federico Poletti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/DA-SX_Francesca-Malagoli_Mario-Arturo-Ascari_Federico-Poletti.jpg" alt="" width="750" height="422" /></a></p>
<p>Durante il corso, gli allievi hanno acquisito competenze nella progettazione del prodotto maglieria, nella conoscenza dei filati e delle strutture tessili, nella modellistica, nella confezione e nella programmazione digitale delle macchine da maglieria industriali. Particolare rilievo ha avuto il modulo dedicato alla programmazione SHIMA SEIKI, svolto presso la sede italiana dell’azienda, che ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente tecnologie avanzate utilizzate dalle imprese del settore.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra ForModena, Fondazione CR Carpi, Carpi Fashion System, SHIMA SEIKI Italia e numerose imprese del distretto tessile e moda, tra cui Liu Jo, Twinset, Stone Island, Staff Jersey, Sacchetti Maglierie, Centro Qualità Tessile, Metaphor Italy, Olgalab, S.M.T. e Tintoria Emiliana.</p>
<p>Gli esiti occupazionali confermano l’efficacia del percorso: diversi allievi sono già stati inseriti in aziende del territorio con contratti, tirocini o collaborazioni professionali, soprattutto negli ambiti dello sviluppo campionario e della programmazione.</p>
<p>“Ecco un esempio concreto di come formazione, imprese e istituzioni possano collaborare efficacemente per rispondere ai fabbisogni reali del territorio – dichiara <strong>Francesca Malagoli</strong>, direttrice di ForModena –. La collaborazione con Fondazione CR Carpi e Carpi Fashion System ha permesso di costruire un progetto altamente specialistico, che ha permesso ai partecipanti di acquisire competenze immediatamente spendibili nel settore moda e maglieria, favorendo al tempo stesso l’incontro tra giovani talenti e aziende del Distretto”.</p>
<p>Commenta così l’iniziativa il presidente della Fondazione CR Carpi, <strong>Mario Arturo Ascari</strong>: “Il mondo della maglieria sta vivendo importanti trasformazioni. Per affrontare le nuove sfide ha bisogno di professionisti altamente specializzati, capaci di utilizzare al meglio le nuove tecnologie senza però perdere il valore dell’esperienza artigianale.</p>
<p>Competenza, passione, creatività e dedizione sono fattori essenziali per affrontare queste sfide. È per questo che la Fondazione ha promosso e sostenuto, con convinzione, questo corso di specializzazione.</p>
<p>La consegna di questi diplomi rappresenta non solo un traguardo importante per i giovani partecipanti, ma anche un’opportunità concreta per il nostro territorio, perché contribuisce a rafforzare competenze strategiche e a sostenere la crescita e la competitività del tessuto economico locale”.</p>
<p>L’iniziativa conferma il valore strategico della formazione tecnica superiore per accompagnare l’innovazione e la competitività del comparto moda emiliano-romagnolo.</p>
<p>ForModena è un ente di formazione accreditato in Regione Emilia-Romagna e partecipato dai Comuni di Modena, Carpi, UCMAN (Unioni Comuni Modenesi Area Nord).</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/I-partecipanti-al-corso-promosso-da-ForModena-in-collaborazione-con-Carpi-Fashion-System-e-il-contributo-di-Fondazione-CR-Carpi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20372" title="I partecipanti al corso promosso da ForModena in collaborazione con Carpi Fashion System e il contributo di Fondazione CR Carpi" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/I-partecipanti-al-corso-promosso-da-ForModena-in-collaborazione-con-Carpi-Fashion-System-e-il-contributo-di-Fondazione-CR-Carpi.jpg" alt="" width="750" height="500" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Colombo Industrie Tessili apre al pubblico il proprio archivio per &#8220;La notte degli archivi&#8221; di Archivissima</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 06:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il progetto “L’anima della manifattura”, l’azienda racconta ciò che non si vede nel prodotto finito: gesti, competenze, prove, e tracce del sapere tessile Colombo Industrie Tessili partecipa a La Notte degli Archivi, l’iniziativa promossa nell’ambito di Archivissima, aprendo al pubblico il proprio archivio aziendale con il progetto “L’anima della manifattura”, in programma venerdì 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/NA1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20364" title="NA1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/NA1.jpg" alt="" width="750" height="1022" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Con il progetto “L’anima della manifattura”, l’azienda racconta ciò che non si vede nel prodotto finito: gesti, competenze, prove, e tracce del sapere tessile</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Colombo Industrie Tessili partecipa a <strong>La Notte degli Archivi</strong>, l’iniziativa promossa nell’ambito di <strong>Archivissima</strong>, aprendo al pubblico il proprio archivio aziendale con il progetto <strong>“L’anima della manifattura”</strong>, in programma <strong>venerdì 5 giugno alle ore 18.30</strong> presso la sede dell’azienda, in <strong>Via Guanzasca 6 a Fino Mornasco</strong>.</p>
<p>Realtà storica del distretto tessile comasco, attiva da oltre sessant’anni nel settore moda, Colombo Industrie Tessili invita i visitatori a scoprire una dimensione meno visibile ma fondamentale del proprio patrimonio: quella fatta di prove, campioni, gesti tecnici, lavorazioni, competenze e intuizioni progettuali che spesso non lasciano una traccia immediatamente riconoscibile nel prodotto finito, ma ne determinano in modo decisivo il valore.</p>
<p>Il progetto nasce attorno a una riflessione sull’<strong>anima della manifattura</strong>: da un lato ciò che fisicamente manca — campioni perduti, prove non archiviate, documentazioni incomplete — dall’altro ciò che resta implicito nei processi produttivi, nella sensibilità dei tecnici, nelle decisioni progettuali e nelle lavorazioni che trasformano il materiale in espressione tessile.</p>
<p>Attraverso materiali d’archivio, campioni, prototipi e contenuti audiovisivi, il percorso costruisce un dialogo tra presenza e assenza, mostrando come anche il non documentato, il non realizzato e il non immediatamente visibile siano parte integrante del sapere aziendale.</p>
<p>“Aprire il nostro archivio significa condividere non solo ciò che è conservato, ma anche ciò che sta dietro ogni tessuto: il lavoro, le prove, gli errori, le competenze e le intuizioni che rendono viva la manifattura &#8211; afferma <strong>Stefano Colombo, Presidente di Colombo Industrie Tessili -</strong>. Con questo progetto vogliamo raccontare il valore di un patrimonio che non è fatto soltanto di oggetti, ma anche di memoria, esperienza e cultura del fare”.</p>
<p>In occasione dell’evento saranno inoltre presentate alcune collaborazioni con scuole e realtà del territorio, a testimonianza dell’impegno dell’azienda nel trasmettere e rinnovare il proprio patrimonio culturale e produttivo.</p>
<p>Tra queste, una selezione di elaborati realizzati dagli studenti dell’<strong>Istituto Paolo Carcano di Como</strong> nell’ambito del progetto <strong>“A scuola d’impresa: l’Italia nei nostri musei e archivi d’impresa”</strong>. I lavori, ispirati all’archivio di Colombo Industrie Tessili, sono stati tradotti in tessuti realizzati poi a livello manifatturiero internamente all’azienda, dando forma a un dialogo concreto tra memoria industriale, formazione e creatività contemporanea.</p>
<p>Sarà inoltre esposta la <strong>“Collezione Travel”</strong>, nata dalla collaborazione tra <strong>IED Como</strong>, <strong>Colombo Industrie Tessili</strong> e la storica società di valigeria <strong>Bric’s</strong>: un progetto che ha portato alla realizzazione di borse da viaggio, sciarpe e accessori a partire dai disegni ideati dagli studenti e sviluppati attraverso il know-how delle aziende coinvolte nel progetto.</p>
<p>“Il confronto con i giovani e con le realtà formative del territorio è per noi un elemento fondamentale &#8211; dichiara <strong>Massimo Colombo, Amministratore Delegato di Colombo Industrie Tessili -</strong>. L’archivio non deve essere percepito come qualcosa di statico, ma come un punto di partenza per nuove interpretazioni, nuove collaborazioni e nuovi modi di immaginare il futuro della manifattura tessile”.</p>
<p>Con la partecipazione a <strong>Archivissima</strong>, Colombo Industrie Tessili conferma il proprio percorso di valorizzazione dell’archivio aziendale come luogo vivo di cultura, ricerca e relazione con il territorio, proseguendo un cammino che negli ultimi anni ha visto l’azienda aprire sempre di più le proprie porte al pubblico attraverso mostre, progetti culturali, collaborazioni con scuole, università e realtà creative.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3627.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20365" title="IMG_3627" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3627.jpeg" alt="" width="750" height="563" /></a></p>
<p>L’appuntamento è per <strong>venerdì 5 giugno alle ore 18.30</strong> presso <strong>Colombo Industrie Tessili, Via Guanzasca 6, Fino Mornasco</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È gradita conferma di partecipazione scrivendo a: <strong>info@colombogroup.it</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3801.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20366" title="IMG_3801" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3801.jpeg" alt="" width="750" height="563" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Egitto: concluso il workshop sulle tecnologie tessili italiane</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è concluso a Il Cairo il workshop dedicato alle tecnologie italiane per l’industria tessile, svoltosi il 5 e 6 maggio 2026 e focalizzato sulle più avanzate soluzioni innovative per il settore. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 23 aziende italiane del comparto meccanotessile e ben oltre 120 operatori egiziani, confermando il reciproco interesse a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/MacchineTessili1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20360" title="MacchineTessili1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/MacchineTessili1.jpg" alt="" width="750" height="448" /></a></p>
<p>Si è concluso a Il Cairo il workshop dedicato alle tecnologie italiane per l’industria tessile, svoltosi il 5 e 6 maggio 2026 e focalizzato sulle più avanzate soluzioni innovative per il settore. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 23 aziende italiane del comparto meccanotessile e ben oltre 120 operatori egiziani, confermando il reciproco interesse a rafforzare la collaborazione industriale tra i due Paesi e il ruolo strategico dell’Egitto per i costruttori italiani di macchine tessili.</p>
<p>Promosso da ICE Agenzia e ACIMIT, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia al Cairo e di UNIDO, il workshop ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo del settore tessile egiziano e sul contributo che la tecnologia italiana può offrire ai processi di modernizzazione industriale del Paese.</p>
<p>L’industria meccanotessile italiana è riconosciuta a livello internazionale come uno dei principali punti di riferimento per tecnologia, innovazione e qualità. Le aziende italiane del settore si distinguono per la capacità di offrire soluzioni avanzate e sostenibili, apprezzate dai produttori tessili di tutto il mondo per affidabilità, efficienza e alto contenuto tecnologico. Nel corso dell’iniziativa è stata evidenziata l’importanza del trasferimento tecnologico e della formazione specialistica per sostenere lo sviluppo competitivo dell’industria tessile egiziana nel medio-lungo periodo.</p>
<p>Secondo i dati a disposizione di ACIMIT, nel 2025 le esportazioni italiane di macchine tessili verso l’Egitto hanno raggiunto i 72 milioni di euro, confermando il Paese come primo mercato africano per il comparto meccanotessile italiano. Le tecnologie maggiormente richieste dagli operatori egiziani riguardano in particolare il finissaggio, la tessitura e la filatura.</p>
<p>“L’Egitto rappresenta oggi uno dei mercati più dinamici e strategici per il nostro settore,” ha dichiarato Marco Salvadè, Presidente di ACIMIT. “La forte partecipazione delle aziende italiane al workshop del Cairo testimonia la volontà di rafforzare ulteriormente la collaborazione industriale tra i due Paesi. Le tecnologie italiane possono contribuire concretamente alla competitività dell’industria tessile egiziana, soprattutto nei processi orientati a qualità, sostenibilità ed efficienza produttiva. Il workshop del Cairo si inserisce inoltre in un più ampio programma di iniziative volte a promuovere la presenza italiana a ITMA Hannover 2027, la principale manifestazione mondiale dedicata alle tecnologie per il tessile e l’abbigliamento, dove le aziende italiane presenteranno ancora una volta il meglio dell’innovazione meccanotessile.”</p>
<p>L’iniziativa promossa da ICE Agenzia, ACIMIT con il prezioso supporto dell’Ambasciata d’Italia a Il Cairo e UNIDO, ha ospitato le seguenti aziende italiane: <a href="http://www.cubotex.it/">Cubotex</a>, <a href="http://www.colorservice.net/">Color Service</a>, <a href="http://www.corinomacchine.com/">Corino Macchine</a>, <a href="http://www.danitech.it/">Danitech Engineering And Solutions</a>, <a href="http://www.msitaly.com/">Dover Industries Italy</a>, <a href="http://www.erhardt-leimer.it/">Erhardt Piu’ Leimer</a>, <a href="http://www.itemagroup.com/">Itema</a>, <a href="http://www.laip.it/">L.A.I.P.</a>, <a href="http://www.lawer.com/">Lawer</a>, <a href="http://www.marzoli.it/">Marzoli Machines Textile</a>, <a href="http://www.mcstextile.it/">M.C.S. Officina Meccanica</a>, <a href="http://www.mesdan.com/">Mesdan</a>, <a href="http://www.montimac.it/">Monti – Mac</a>, <a href="http://www.nexiaitaly.com/">Nexia</a>, <a href="http://www.noseda1893.it/">Noseda</a>, <a href="http://www.pintercaipo.com/">Pinter Caipo Italia</a><em>, <a href="http://www.efi.com/reggiani">Reggiani Macchine</a>, <a href="http://www.salvade.com/">Salvade’</a>, <a href="http://www.saviospa.it/">Savio Macchine Tessili</a>, <a href="http://www.stalam.com/">Stalam</a>, <a href="http://www.tecnorama.it/">Tecnorama</a>, <a href="http://www.tonello.com/">Tonello</a>, <a href="http://www.waternext.it/">Waternext</a>.</em></p>
<p><em></p>
<p><strong>ACIMIT</strong> <strong>(Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinari per l’Industria Tessile)</strong> è nata nel 1945 con l’obiettivo prioritario di promuovere l’industria meccanotessile italiana supportandone l’attività in Italia e all’estero. Senza fini di lucro, attualmente riunisce circa 170 aziende produttrici di macchine tessili, suddivise nelle diverse categorie di riferimento: filatura, tessitura, maglieria, nobilitazione e altre macchine. ACIMIT rappresenta un settore industriale che comprende circa 300 aziende (che impiegano quasi 13.000 persone) e che produce macchinari per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, di cui circa l’86% viene esportato. Creatività, tecnologia sostenibile, affidabilità e qualità sono le caratteristiche che hanno reso le macchine tessili italiane leader in tutto il mondo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cardato riciclato di Prato tra ostacoli e successo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cardato riciclato pratese fra valenza ambientale, paradossi penalizzanti e crescente rilevanza nella produzione del distretto &#8211; i calcoli di Confindustria Toscana Nord Un impegno quotidiano talvolta poco visibile ma costante, un lavoro continuo che non deve lasciare niente di intentato: questo è quanto sta facendo Confindustria Toscana Nord per valorizzare e tutelare le produzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/FrancescoMarini21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20356" title="FrancescoMarini2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/FrancescoMarini21.jpg" alt="" width="750" height="720" /></a></p>
<p><em>Il cardato riciclato pratese fra valenza ambientale, paradossi penalizzanti e crescente rilevanza nella produzione del distretto &#8211; i calcoli di Confindustria Toscana Nord</em></p>
<p>Un impegno quotidiano talvolta poco visibile ma costante, un lavoro continuo che non deve lasciare niente di intentato: questo è quanto sta facendo Confindustria Toscana Nord per valorizzare e tutelare le produzioni locali, di cui il cardato riciclato pratese è elemento fortemente caratterizzante. Il cardato riciclato si identifica con il distretto tessile stesso ma è tanto celebrato come virtuoso a livello di percezione comune &#8211; e nominalmente additato ad esempio anche ai massimi livelli istituzionali -, quanto minacciato da normative europee e nazionali. Una produzione, inoltre, che dal punto di vista dei dati statistici ufficiali nemmeno esiste e che il Centro studi Confindustria Toscana Nord ha stimato in questi giorni solo grazie alla sua conoscenza capillare del distretto, con la collaborazione delle altre associazioni del territorio interessate all&#8217;argomento.</p>
<p>&#8220;Si fa molta fatica a far comprendere davvero, al di là degli apprezzamenti generici, il valore ambientale del cardato riciclato &#8211; osserva Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Il legislatore europeo tende a omologare le norme fra settori, ignorando le specificità del tessile; a questo si aggiunge la peculiare organizzazione del distretto pratese, con la sua filiera complessa e iperspecializzata. E&#8217; emblematico il caso già noto del dibattito sull&#8217;End of Waste, la normativa che determina quando un materiale cessa di essere rifiuto per acquisire lo status di materia prima secondaria: andando a guardare la realtà operativa della filiera pratese, non ci sono dubbi che i materiali che arrivano alle sfilacciature, già selezionati e oggetto di primi trattamenti di condizionatura, siano a quel punto ormai pienamente reimmessi nel ciclo produttivo. Ma, secondo un orientamento piuttosto comune presso il legislatore europeo ed esteso al tessile a partire da altri settori, finché la materia non è tornata allo stato di fibra continua a essere un rifiuto. In questa impostazione le sfilacciature non sarebbero il primo passaggio per rigenerare le fibre, come in effetti sono, ma gestori di rifiuti, con tutti gli adempimenti conseguenti. Se finisse così, significherebbe infliggere un colpo pesantissimo alla filiera del cardato rigenerato, con tutte le conseguenze economiche e occupazionali del caso. E questo è solo un esempio degli abbagli che, assieme ad altre associazioni e col supporto delle istituzioni locali, cerchiamo di combattere.&#8221;</p>
<p>Un compito particolarmente arduo anche per la situazione paradossale che investe la disponibilità, o meglio indisponibilità, di dati ufficiali sul cardato riciclato. La stessa Unione Europea chiede al distretto di documentare flussi e volumi di materiali di partenza e prodotti finiti, ma a livello statistico generale questi dati non esistono: nessuno li ha mai introdotti nello stock di dati che i diversi operatori &#8211; aziende private e uffici pubblici come le dogane &#8211; sono tenuti a fornire. Qualcosa è possibile desumere dalle certificazioni acquisite dalle imprese, ma il dato complessivo non può comunque essere calcolato facendo affidamento su informazioni di base ufficiali e oggettive.</p>
<p>&#8220;Una situazione bizzarra e incresciosa che ostacola i nostri sforzi per rappresentare adeguatamente il peso del cardato riciclato e il suo significato dal punto di vista sia ambientale che economico &#8211; aggiunge Francesco Marini -. Il lavoro che facciamo quotidianamente dal punto di vista tecnico e di rappresentanza richiede questi dati, che si tratti di informative verso l&#8217;Unione Europea o di documentazione da presentare al Ministero dell&#8217;ambiente italiano, con il quale avremo a breve un incontro. Da qui il lavoro effettuato dal nostro Centro studi, che, applicando criteri attendibili, stima in 70.000 tonnellate annue la massa di prodotti in lana e misto lana contenenti materie prime riciclate. Un volume, questo, che corrisponde a 1,75 miliardi di euro di fatturato e a un numero di addetti stimabili in 8.350. Parliamo solo di filati e tessuti destinati all&#8217;abbigliamento, ma esiste poi un altro importante comparto, quello dei prodotti tessili speciali come i feltri, che a sua volta assorbe una quantità significativa di queste fibre. Prato del resto è davvero il polo nazionale e mondiale del cardato riciclato: dalle stesse stime del nostro Centro studi emerge che il distretto rappresenta in Italia, in volumi, l&#8217;84% dei tessuti cardati riciclati di lana o peli fini e quote importanti anche nei filati con la stessa composizione.&#8221;</p>
<p>Per dare un ordine approssimativo di grandezza, fissando in 500 grammi il peso medio di un capo di lana cardata riciclata (solitamente impiegata in capi che vanno dal maglioncino al cappotto), le 70.000 tonnellate &#8211; cioè 70 milioni di chili di questi prodotti &#8211; si traducono in 140 milioni di capi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il lavoro tradito. Profitti e salari nell’industria toscana (2015-2024)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 18 maggio, presso la Sala Pegaso del Palazzo della Presidenza della Regione Toscana a Firenze, si è svolta l’iniziativa pubblica promossa da CGIL Toscana e Ires Toscana dal titolo “Il lavoro tradito. Profitti e salari nell’industria toscana (2015-2024)”. L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio della Regione Toscana. Dopo i saluti del Presidente della Regione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr1345.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20350" title="aftr1345" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr1345.jpg" alt="" width="750" height="504" /></a></p>
<p><strong><em>Lunedì 18 maggio, </em></strong><em>presso la Sala Pegaso del Palazzo della Presidenza della Regione Toscana a Firenze, si è svolta l’iniziativa pubblica promossa da CGIL Toscana e Ires Toscana dal titolo <strong>“Il lavoro tradito. Profitti e salari nell’industria toscana (2015-2024)”.</strong> L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio della Regione Toscana.</em></p>
<p><em>Dopo i saluti del Presidente della Regione Toscana<strong> Eugenio Giani</strong>. <strong>Anna Maria Romano</strong> (Segreteria CGIL Toscana) curerà il coordinamento della giornata.</em></p>
<p><em>Sono intervenuti: <strong>Maurizio Brotini</strong> (Presidente Ires Toscana), <strong>Nadia Garbellini </strong> (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), <strong>Matteo Gaddi</strong> (Centro Studi Fiom CGIL nazionale), <strong>Andrea Cagioni</strong> (Ires Toscana)</em></p>
<p><em>Le conclusioni son state affidate al Segretario Generale della CGIL Toscana <strong>Rossano Rossi</strong>.</em></p>
<p><em>Lo studio di Ires ha offerto strumenti di analisi e riflessione sulle trasformazioni dell’industria in Toscana nel periodo 2015-2024, ponendole a confronto con l’andamento occupazionale e salariale.</em></p>
<p><em>Il rapporto mostra come nel corso dell’ultimo decennio <strong>i profitti nelle aziende della manifattura toscana sono stati destinati in prevalenza a dividendi, attività finanziarie o immobilizzazioni immateriali, riversandosi in misura inadeguata in aumenti salariali e investimenti produttivi.</strong><br />
L’analisi dei dati condotta su volume della produzione, utili netti, marginalità lorda delle aziende manifatturiere toscane mostra un livello medio-alto di redditività lato capitale.<br />
Fra 2015 e 2024 la manifattura toscana ha accresciuto la propria produzione (+86,5%) e i propri utili netti (+70%), mentre <strong>la quota del valore aggiunto destinata al lavoro è scesa dal 58,3% al 53,0%</strong>.</em></p>
<p><em>Nel modello toscano di terziarizzazione debole si va configurando una distribuzione iniqua del valore all’interno dell’industria che rimane. Nei dieci anni di riferimento, l’occupazione è in crescita (+14,7%), la redditività del capitale in forte aumento (EBITDA +87%, quota sul valore aggiunto dal 39,7% al 44,6%), ma i salari reali sono stagnanti o in calo in 7 comparti su 13. Questi tre fenomeni vanno letti insieme, suggerendo come <strong>l’industria toscana abbia adottato un modello di crescita estensiva del lavoro – più occupati – senza tradurlo in crescita intensiva del salario.</strong></em></p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr13456.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20351" title="aftr13456" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr13456.jpg" alt="" width="750" height="468" /></a></p>
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		<title>Il meglio della moda africana torna a Parigi il 17 giugno</title>
		<link>http://paginetessili.it/il-meglio-della-moda-africana-torna-a-parigi-il-17-giugno.html</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Canex x Tranoï presentano 4 designer alle Galeries Lafayette Paris Hassmann Anche quest&#8217;anno, le Galeries Lafayette celebrano la moda del continente africano! Sulla scia del successo dello scorso anno con i brand presenti al pop-up, acclamato da clienti e media, l&#8217;evento torna in grande stile. Fedele alla sua missione di unire le persone, ispirare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20346" title="aftr1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/aftr1.jpg" alt="" width="750" height="498" /></a></p>
<p><em>Canex x Tranoï presentano 4 designer alle Galeries Lafayette Paris Hassmann</em></p>
<p>Anche quest&#8217;anno, le Galeries Lafayette celebrano la moda del continente africano! Sulla scia del successo dello scorso anno con i brand presenti al pop-up, acclamato da clienti e media, l&#8217;evento torna in grande stile. Fedele alla sua missione di unire le persone, ispirare e accendere i sogni, le Galeries Lafayette Paris Haussmann ribadiscono il loro speciale legame con l&#8217;Africa con un pop-up che si terrà dal 17 giugno all&#8217;8 luglio 2026.</p>
<p>In questa occasione, il grande magazzino invita nuovamente i suoi partner privilegiati CANEX x TRANOÏ, Adama Paris e Studio Ka x Africa Fashion Up a presentare una selezione di designer africani durante l&#8217;evento pop-up AFRICA NOW. Attraverso questa collaborazione, mette in mostra il ricco patrimonio culturale, creativo e artistico africano, che ha permeato l&#8217;industria della moda e, più in generale, la società.</p>
<p>Lanciato da Afreximbank in collaborazione con Tranoï, l&#8217;iconica fiera della Settimana della Moda di Parigi®, &#8220;CANEX Presents Africa&#8221; ​​fa parte del programma Creative Africa Nexus (CANEX), un&#8217;iniziativa di Afreximbank dedicata allo sviluppo delle industrie creative e culturali in Africa.</p>
<p>Da otto stagioni, CANEX ha a disposizione uno spazio dedicato all&#8217;interno di Tranoï, consentendo ai designer africani di presentare le proprie collezioni durante la Settimana della Moda di Parigi e di beneficiare di una visibilità strategica su uno dei palcoscenici internazionali della moda più influenti. La piattaforma mira ad ampliare la loro portata globale, facilitando al contempo l&#8217;accesso a opportunità di finanziamento, produzione, distribuzione e investimento nel settore della moda.</p>
<p>Questo pop-up offre un&#8217;opportunità unica per scoprire e acquistare capi delle collezioni primavera-estate 2026 di questi talenti emergenti a Parigi, rendendo disponibili creazioni di designer africani introvabili altrove.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">I DESIGNER SELEZIONATI DA CANEX x TRANOÏ</span></p>
<p><strong>LATE FOR WORK</strong></p>
<p>Vincitore del Grand Prize 2025 del Fashion Trust Arabia, il brand marocchino reinterpreta i codici del guardaroba professionale femminile attraverso silhouette strutturate e decise, in un equilibrio tra disciplina e libertà.</p>
<p><strong>JUDY SANDERSON</strong></p>
<p>Fondato nel 2020, l&#8217;omonimo brand sviluppa una visione contemporanea plasmata da influenze africane, europee e asiatiche, espressa attraverso silhouette femminili e delicate.</p>
<p><strong>WE ARE NBO</strong></p>
<p>Originario del Kenya, il brand di gioielli crea pezzi artigianali realizzati con materiali riciclati, combinando l&#8217;impegno per la sostenibilità con un&#8217;estetica contemporanea.</p>
<p><strong>VANHU VAMWE</strong></p>
<p>Vanhu Vamwe ridefinisce il lusso attraverso pezzi artigianali etici che fondono tradizione e modernità. Oltre al design delle sue borse concettuali, il brand racconta una storia: quella del dialogo tra le culture dello Zimbabwe e dell&#8217;Ecuador. È inoltre attivamente impegnato nell&#8217;emancipazione economica delle donne nelle comunità più vulnerabili.</p>
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