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	<title>Pagine Tessili &#187; Prato</title>
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	<description>Moda, Tessile, Abbigliamento</description>
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		<title>“È di moda il mio futuro”: conoscere la moda per scegliere la propria professione</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 16:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[È giunto al traguardo simbolico della 10a edizione &#8220;È di moda il mio futuro&#8221;, il progetto di orientamento verso le professioni del tessile, dell&#8217;abbigliamento e del calzaturiero promosso dalla sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord. Il progetto è rivolto agli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado di Lucca, Pistoia e Prato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Visita-ad-azienda-tessile-edizione-precedente-del-progetto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20906" title="Visita ad azienda tessile (edizione precedente del progetto)" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/Visita-ad-azienda-tessile-edizione-precedente-del-progetto.jpg" alt="" width="750" height="563" /></a></p>
<p>È giunto al traguardo simbolico della 10a edizione &#8220;È di moda il mio futuro&#8221;, il progetto di orientamento verso le professioni del tessile, dell&#8217;abbigliamento e del calzaturiero promosso dalla sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord. Il progetto è rivolto agli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado di Lucca, Pistoia e Prato e anche, se la capienza dei singoli eventi lo consente, di altre province. Rinnovati i patrocini e la collaborazione dei partner del progetto, che lo hanno accompagnato fin dalla prima edizione: Comuni di Monsummano Terme e di Prato, Province di Pistoia e di Prato e il PTP Moda &#8211; Formazione Moda Toscana.</p>
<p>Le scuole sono state invitate ad aderire entro il <strong>19 ottobre</strong> al ricco programma di iniziative del progetto.</p>
<p>&#8220;Dieci anni fa siamo partiti da un&#8217;idea semplice: aiutare i ragazzi a scoprire un mondo che spesso hanno molto vicino, ma di cui non sempre colgono la ricchezza e le opportunità – commenta <strong>Andrea Cavicchi</strong>, delegato per l&#8217;Education di Confindustria Toscana Nord –. Dietro un tessuto, un capo o una calzatura ci sono creatività e tecnica, manualità e tecnologia, ricerca e design, e soprattutto tante professionalità diverse, alcune radicate nella tradizione dei nostri territori, altre nuove e in continua evoluzione. Farle conoscere significa dare ai giovani qualche strumento in più per orientarsi consapevolmente, accompagnandoli nei diversi momenti in cui sono chiamati a fare delle scelte: dalla scuola dopo le medie all&#8217;indirizzo dopo il biennio delle superiori, fino alla decisione, dopo il diploma, fra prosecuzione degli studi e ingresso nel mondo del lavoro. I numeri ci dicono che questa impostazione ha funzionato: in dieci anni abbiamo coinvolto 7.000 studenti, 26 scuole e 55 aziende, dando continuità al progetto anche durante gli anni della pandemia.<br />
Quest&#8217;anno introduciamo una novità che attraversa tutto il progetto: oggi non basta avere un&#8217;idea o saper realizzare un prodotto, bisogna anche saperlo raccontare. La moda è creatività e manifattura, ma è anche comunicazione. Per questo chiederemo ai ragazzi di imparare a presentare, spiegare e documentare i loro progetti: una competenza sempre più importante anche nel mondo del lavoro.&#8221;</p>
<p>Il programma della 10a edizione debutta con un appuntamento ormai consueto, rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie: un incontro di orientamento, in calendario per il <strong>7 novembre</strong> nella sede di Prato dell&#8217;associazione, per le scelte da effettuare dopo la terza media. Sempre per i ragazzi più piccoli è previsto il concorso &#8220;<strong>Una T-shirt per i 10 anni di E&#8217; di moda il mio futuro</strong>&#8220;, che metterà alla prova la creatività dei partecipanti attraverso laboratori e attività formative organizzate dal Museo del tessuto, anche quest&#8217;anno partner essenziale del progetto.</p>
<p>Per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado il programma prevede anche quest&#8217;anno le visite aziendali, sia a Prato per il tessile-abbigliamento che in Valdinievole per il calzaturiero. Nel caso delle aziende tessili, i soli ragazzi del biennio che parteciperanno alle visite possono concorrere a uno dei premi previsti dal progetto, realizzando un <strong>moodboard digitale</strong> che evidenzi impressioni, emozioni e idee emersi durante l&#8217;esperienza. Più impegnativo il concorso per gli studenti del triennio, chiamati anche quest&#8217;anno a realizzare il progetto per un tessuto: <strong>&#8220;Il cappotto del futuro: dalla tradizione all&#8217;innovazione&#8221;</strong> prende infatti le mosse dal prodotto forse più tipicamente pratese, appunto il tessuto laniero per capispalla, per immaginarne evoluzioni in chiave contemporanea e di design. Tre, con pari importanza, i premi: per la creatività, lo stile e l&#8217;aderenza alle tipicità tessili del distretto pratese. Essenziale anche in questo caso l&#8217;attività formativa del Museo del Tessuto.</p>
<p>Altrettanto ricche le proposte per i giovani delle scuole secondarie di secondo grado interessati al calzaturiero: oltre alle già citate visite alle aziende della Valdinievole, il concorso <strong>&#8220;Le sneakers del futuro: identità, innovazione e design in movimento&#8221;</strong> vuole essere uno stimolo a ragionare non solo sul prodotto in sé ma anche sulle sue connotazioni in termini di sostenibilità e di evoluzione tecnologica. I progetti dovranno infatti essere accompagnati anche da note esplicative sulle scelte di materiali, forme e stili. L&#8217;attività dei giovani sarà agevolata da momenti di formazione a cura delle aziende stesse e del Museo del Tessuto. Anche quest&#8217;anno le attività per il calzaturiero sposano, con il richiamo alle &#8220;scarpette rosse&#8221;, la causa della <strong>lotta alla violenza di genere</strong>, con un incontro nella sede di Pistoia dell&#8217;associazione con alcuni esperti. A questo specifico evento ha concesso il patrocinio il <strong>Comune di Pistoia</strong>.</p>
<p>Il programma completo della 10a edizione di &#8220;È di moda il mio futuro&#8221; è disponibile <a href="https://www.confindustriatoscananord.it/chi-siamo/attivita-e-progetti-speciali/e-di-moda-il-mio-futuro-10a-edizione" target="_blank">qui</a>.</p>
<div><em><br />
</em></p>
<div><em>Allegate foto dell&#8217;edizione 2025 di &#8220;E&#8217; di moda il mio futuro&#8221;</em></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Milano Unica 44: le date della prossima edizione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 2 al 4 febbraio 2027, Milano Unica presenta a Fiera Milano (Rho) le collezioni Primavera/Estate 2028. Tre giornate dedicate a tessuti e accessori di alta gamma per l’abbigliamento La 44^ edizione di Milano Unica si svolgerà il 2, 3 e 4 febbraio 2027 a Fiera Milano (Rho).  Un appuntamento da inserire fin da ora in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MU02.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20886" title="MU02" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MU02.jpg" alt="" width="750" height="500" /></a></p>
<p><em>Dal 2 al 4 febbraio 2027, Milano Unica presenta a Fiera Milano (Rho) le collezioni Primavera/Estate 2028. Tre giornate dedicate a tessuti e accessori di alta gamma per l’abbigliamento</em></p>
<p><strong><em>La 44^ edizione di Milano Unica si svolgerà il 2, 3 e 4 febbraio 2027 a Fiera Milano (Rho)</em></strong><em>.  Un appuntamento da inserire fin da ora in agenda per buyer, professionisti della moda e media.</em></p>
<p><em> <a href="https://www.milanounica.it/it/chi-siamo-milano-unica-info-corporate" target="_blank"><strong>Milano Unica</strong></a> è la <strong>fiera internazionale di riferimento per i tessuti e gli accessori di alta gamma dedicati all’abbigliamento Donna, Uomo e Bambino</strong>. Si svolge due volte l’anno a Fiera Milano (Rho) e mette in relazione produttori italiani ed europei con buyer internazionali del settore moda. </em></p>
<p><em> Gli <strong>espositori </strong>sono selezionati secondo criteri di qualità e <strong>capacità produttiva</strong> in <strong>territorio italiano ed europeo</strong>. L’offerta si sviluppa nei Saloni <strong>Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue</strong>, a cui si affiancano gli Osservatori dedicati a realtà qualificate provenienti da Giappone e Corea e le Aree Speciali. </em></p>
<p><em> La manifestazione è rivolta a un pubblico professionale: buyer internazionali, brand, designer, uffici stile e operatori del settore moda. L’accesso è riservato e regolato tramite badge; tra le categorie ammesse figurano buyer autorizzati, giornalisti e scuole di moda. </em></p>
<p><em> <a href="https://www.milanounica.it/it/milano-unica-43-comunicato-chiusura" target="_blank"><strong>I numeri</strong></a> della 43^ edizione di luglio 2026 restituiscono la dimensione della manifestazione: 737 adesioni complessive sul fronte espositivo, di cui 604 nei Saloni Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue. Tra i visitatori, la componente internazionale ha rappresentato quasi il 50% delle presenze.</em></p>
<p><em> <strong>Milano Unica 44: date e orari</strong></em></p>
<p><em>La prossima edizione della <strong>fiera del tessile e degli accessori per abbigliamento</strong> sarà dedicata alle <strong>collezioni Primavera &#8211; Estate 2028</strong>.</em></p>
<p><em> <strong>Martedì 2 febbraio 2027</strong><br />
9:00 – 18:30</em></p>
<p><strong><em>Mercoledì 3 febbraio 2027</em></strong><em><br />
9:00 – 18:30</em></p>
<p><strong><em>Giovedì 4 febbraio 2027</em></strong><em><br />
9:00 – 17:00</em></p>
<p><em> Tre giornate per incontrare le aziende espositrici, conoscere le nuove collezioni e programmare gli appuntamenti professionali della stagione.</em></p>
<p><em> <strong>Dove si svolge Milano Unica 44</strong></em></p>
<p><strong><em>Fiera Milano – Rho</em></strong><em><br />
Strada Statale del Sempione 28<br />
20017 Rho (MI)</em></p>
<p><strong><em>Padiglioni 13–15 e 22–24</em></strong><em> </em></p>
<p><em>La sede di Fiera Milano (Rho) ospita abitualmente Milano Unica ed è il riferimento logistico della manifestazione per visitatori ed espositori.</em></p>
<p><em><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MU1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20887" title="MU1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/10/MU1.jpg" alt="" width="750" height="421" /></a><br />
</em></p>
<p><em> <strong>Accesso a Milano Unica e badge</strong></em></p>
<p><em>Milano Unica è una manifestazione <strong>B2B ad accesso riservato</strong>. Per entrare in fiera è necessario essere in possesso del badge. </em></p>
<p><em> Le modalità di accredito e le informazioni dedicate a buyer, media e professionisti saranno disponibili attraverso i canali ufficiali di Milano Unica.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Assemblea di Confindustria Toscana Nord. La relazione della Presidente</title>
		<link>http://paginetessili.it/assembla-di-confindustria-toscana-nord-la-relazione-della-presidente.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 06:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[E fra 10 anni? Tecnologia, economia, imprese: scenari e visioni per il prossimo decennio Relazione della presidente Fabia Romagnoli Un’assemblea diversa dalle altre: la location, il decennale dell’associazione Quella di oggi non è un’assemblea come le altre. Non lo è innanzitutto per il luogo in cui ci troviamo: è la prima volta che Confindustria Toscana Nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/FabiaRomagnoli25.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20830" title="FabiaRomagnoli25" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/FabiaRomagnoli25.jpg" alt="" width="750" height="486" /></a></p>
<p><em>E fra 10 anni? Tecnologia, economia, imprese: scenari e visioni per il prossimo decennio</em></p>
<p><em> Relazione della presidente Fabia Romagnoli</em></p>
<p><strong> Un’assemblea diversa dalle altre: la location, il decennale dell’associazione</strong></p>
<p>Quella di oggi non è un’assemblea come le altre.<br />
Non lo è innanzitutto per il luogo in cui ci troviamo: è la prima volta che Confindustria Toscana Nord si riunisce in assemblea all’interno di un’azienda. Ringrazio quindi Verallia Italia per l’ospitalità: essere qui, in un luogo di lavoro vero e vivo, rappresenta nel modo migliore tutte le nostre imprese.<br />
Ma quella di oggi non è un’assemblea come le altre anche perché coincide con il decennale della nostra associazione, nata dalla fusione di tre importanti e storiche realtà territoriali: Lucca, Pistoia e Prato.<br />
Dieci anni, nel mondo che abbiamo vissuto, sono un’intera epoca.<br />
E oggi possiamo guardare a quella scelta con una consapevolezza ancora maggiore.<br />
Non fu semplicemente un’operazione organizzativa, né soltanto la condivisione di strutture, risorse e competenze. Fu soprattutto una scelta di visione.<br />
Abbiamo capito che, in un mondo destinato a cambiare rapidamente, anche la rappresentanza delle imprese doveva cambiare. Abbiamo scelto di superare confini che appartenevano al passato per costruire una realtà più forte, più autorevole e più capace di rappresentare le imprese.<br />
E quella fusione ha avuto un significato ancora più profondo: ha messo in relazione tre territori, tante comunità imprenditoriali e settori industriali differenti.<br />
Questa diversità non è un limite. È una straordinaria opportunità.<br />
Non abbiamo bisogno che tutti pensino allo stesso modo. Abbiamo bisogno di condividere una direzione, mettendo insieme punti di vista, competenze ed esperienze diverse. Un’impresa può trovare una soluzione confrontandosi con un’impresa di un altro settore; una tecnologia sviluppata in un comparto può trovare applicazione in un altro; una competenza maturata in un territorio può diventare un’opportunità per un’impresa di un altro territorio.<br />
È quella che possiamo chiamare contaminazione positiva.<br />
Ed è una delle ragioni per cui le relazioni tra imprenditori hanno un valore che va ben oltre la rappresentanza: condividere non significa soltanto condividere problemi, ma anche visioni, strategie e possibilità.</p>
<p><strong>I 10 anni trascorsi</strong></p>
<p>Il futuro di allora è il nostro presente di oggi.<br />
Negli ultimi dieci anni il mondo è cambiato profondamente.<br />
Nel 2016 l’Europa si confrontava con la Brexit; negli Stati Uniti era presidente Barack Obama; in Italia il presidente del Consiglio era Matteo Renzi. Il rapporto euro/dollaro chiuse il 2016 quasi in parità, a quota 1,05. La libera circolazione delle merci al di là e al di qua dell’Atlantico appariva giusta, auspicabile e perfino scontata. I costi dei noli erano poco più di un terzo di quelli attuali.<br />
Era un mondo diverso, molto diverso.<br />
Poi sono arrivati: la pandemia, che nel 2020 ha messo in discussione le catene globali del commercio, i modelli organizzativi e il modo stesso di lavorare; la guerra in Ucraina, dal 2022, che ha riportato al centro energia, materie prime, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia strategica; le nuove tensioni commerciali e l’introduzione dei dazi americani; una crescente instabilità geopolitica.<br />
Sono arrivati inflazione, aumento dei tassi di interesse, aumento dei costi e una percezione di incertezza che oggi non riguarda più soltanto singoli eventi, ma il quadro complessivo nel quale le imprese sono chiamate a operare.<br />
Parallelamente abbiamo conosciuto una straordinaria accelerazione tecnologica.<br />
La digitalizzazione, l’automazione e soprattutto l’intelligenza artificiale stanno cambiando il modo stesso nel quale concepiamo il lavoro e la produzione. La sostenibilità è diventata parte integrante delle strategie aziendali e della sensibilità sociale.<br />
In questi dieci anni le nostre imprese hanno dovuto reagire molte volte, spesso in tempi brevissimi. Lo hanno fatto dimostrando una capacità di adattamento che rappresenta uno dei grandi patrimoni del nostro sistema produttivo.</p>
<p><strong>I 10 anni futuri</strong></p>
<p>Ma proprio guardando a ciò che abbiamo attraversato dobbiamo porci una domanda: come vogliamo arrivare al 2036?<br />
Se il periodo 2016-2026 è stato il decennio nel quale abbiamo imparato a gestire l’incertezza, il periodo 2026-2036 deve essere quello nel quale torniamo ad avere una visione orientata allo sviluppo e alla crescita.<br />
Dieci anni sono un orizzonte sufficientemente lungo per programmare e investire, ma abbastanza vicino per pretendere che le scelte di oggi producano risultati concreti.<br />
È con questo spirito che abbiamo voluto lanciare ai nostri ospiti la domanda che dà senso a questa assemblea. Li saluto e li ringrazio per la loro presenza.<br />
Un ringraziamento speciale al nostro presidente Emanuele Orsini per la determinazione, la passione e la vicinanza con cui ci rappresenta.</p>
<p><strong>Da dove partiamo</strong></p>
<p>Per costruire una visione dobbiamo prima conoscere con precisione il nostro punto di partenza.<br />
Per questo stiamo lavorando con Prometeia a uno studio sul futuro dell’industria del nostro territorio, assumendo come benchmark le aree manifatturiere italiane ed europee più performanti. Lo studio sarà presentato a fine anno, ma alcuni dati ci offrono già indicazioni importanti.<br />
Ne sottolineo uno: il moltiplicatore del valore aggiunto del manifatturiero nel territorio Lucca-Pistoia-Prato è pari a 1,1. Significa che ogni euro di valore aggiunto prodotto dal manifatturiero ne genera un altro, più dieci centesimi, nel resto dell’economia.<br />
Fra impatto diretto, indiretto e indotto, il valore aggiunto manifatturiero delle tre province raggiunge 14,6 miliardi di euro. Dietro questo numero ci sono imprese che hanno investito, assunto, innovato e mantenuto le persone in azienda anche nei momenti più difficili. Ci sono collaboratori, filiere, competenze, talento e capacità imprenditoriale.<br />
È questo il nostro punto di forza.</p>
<p><strong>La permanenza dell’industria non è scontata</strong></p>
<p>Ed è proprio per questo che non possiamo considerare scontata la permanenza dell’industria nei nostri territori.<br />
Quando un’impresa industriale chiude o decide di non investire più, non perdiamo soltanto posti di lavoro. Perdiamo competenze, professionalità, indotto, servizi, capacità di innovazione e, nel tempo, anche attrattività e fiducia nel futuro.<br />
La manifattura è quindi una componente fondamentale non soltanto del nostro sistema economico, ma anche della nostra struttura sociale.<br />
Un territorio industriale forte ha maggiori possibilità di offrire lavoro qualificato, trattenere competenze, attrarre investimenti e costruire opportunità per le nuove generazioni.</p>
<p><strong>La competitività come obiettivo comune</strong></p>
<p>I dati sulla competitività regionale europea ci dicono che abbiamo un percorso importante da compiere. L’ultimo dato disponibile della Commissione Europea, relativo al 2022, assegna alla Toscana un indice di competitività di 86,9, contro 103,2 della Lombardia, 93,6 dell’Emilia-Romagna e 92,6 del Veneto.<br />
E anche il confronto internazionale è significativo: l’Alta Franconia, in Germania, raggiunge 108,6; il Norte, in Portogallo, 92,1.<br />
Sono numeri che non devono diventare motivo di scoraggiamento. Devono diventare uno stimolo.<br />
Ci dicono che esiste un margine importante per migliorare e che abbiamo bisogno di una strategia condivisa per farlo.<br />
La transizione energetica e quella digitale devono essere parte di questa strategia. Devono rendere le nostre imprese più forti, più efficienti e più competitive.<br />
Dobbiamo accompagnare le imprese nell’innovazione, nella decarbonizzazione, nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale.<br />
Il Piano Transizione 5.0 ha dimostrato una forte efficacia nel sostenere gli investimenti in beni strumentali materiali, ma presenta ancora margini di miglioramento.<br />
L’obiettivo deve essere quello di mettere le imprese nelle condizioni di investire davvero nelle tecnologie che aumentano produttività e competitività.</p>
<p><strong>Energia: oggi è un’emergenza, domani deve diventare una strategia</strong></p>
<p>Fra le condizioni di competitività, oggi l’energia occupa un posto centrale.<br />
Ma su questo punto dobbiamo essere ancora più chiari.<br />
Quella energetica non è soltanto una questione di medio-lungo periodo. Per molte delle nostre imprese è un problema di oggi. È un’emergenza di oggi.<br />
E come tale deve essere affrontata.<br />
Il nostro territorio è caratterizzato dalla presenza di aziende manifatturiere ed esportatrici di vari settori energivori e gasivori (e penso in primis al nostro distretto cartario, al tessile, alle vetrerie come l’azienda che oggi ci ospita ma non solo): per queste il costo dell’energia rappresenta oggi una vera emergenza.<br />
Anche il confronto con dieci anni fa rende evidente quanto sia cambiato il quadro.<br />
Parlando della sola materia prima, il gas metano costava circa 15 euro a MWh nel 2016, contro i circa 48 euro della media del 2026, e oggi è arrivato ad oltre 80 euro.<br />
Il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica è passato dai 42 euro per megawattora del 2016 ad oltre 140 euro di media del 2026 ad oggi.<br />
Il gasolio per autotrazione è aumentato nel decennio del 150%.<br />
Non sono numeri astratti.<br />
La bolletta energetica (gas ed energia elettrica) dell’industria di Lucca, Pistoia e Prato è passata in meno di 24 mesi da 890 milioni (del 2024) a quasi 1,1 miliardi di euro (delle stime 2026).<br />
A parità di consumi, facendo il confronto con il 2019, arriviamo a costi aggiuntivi pari a 435 milioni rispetto all’anno in corso. Un aumento del 70%.<br />
Sono costi che entrano direttamente nei bilanci delle imprese, riducono i margini, rendono più difficili gli investimenti e, per le attività più energivore, possono arrivare a mettere in discussione la convenienza stessa di produrre in Italia.<br />
Il problema è ancora più serio perché questi costi si sommano a un differenziale energetico rispetto ad altri Paesi europei che da tempo rappresenta uno svantaggio competitivo per le nostre imprese.<br />
E dobbiamo dirlo con chiarezza: non possiamo chiedere alle imprese di aspettare che le politiche energetiche strutturali producano i loro effetti.<br />
Il nucleare, le nuove rinnovabili, le reti, gli accumuli, le infrastrutture energetiche, la riforma dei meccanismi europei di formazione del prezzo e dell’ETS sono tutti interventi necessari.<br />
Ma richiedono tempo.<br />
Le imprese, invece, oggi devono pagare le bollette.<br />
Devono produrre oggi.<br />
Devono decidere oggi se confermare un investimento, se mantenere una linea produttiva, se assumere, se esportare, se competere.<br />
Non possiamo rispondere a un’emergenza del presente soltanto con soluzioni del futuro.<br />
Per questo, accanto alla strategia energetica di medio-lungo periodo, chiediamo un intervento urgente, straordinario e immediatamente operativo a sostegno della competitività delle imprese.<br />
Non chiediamo una politica permanente di sussidi.<br />
Chiediamo un intervento-ponte che impedisca che l’attuale shock dei prezzi produca conseguenze permanenti sul nostro apparato industriale.<br />
Le istituzioni hanno già dimostrato, in passato, di poter intervenire: dagli oneri di sistema alle accise, dai trattamenti per le imprese elettrivore e gasivore agli incentivi per l’efficientamento e le rinnovabili.<br />
Questi strumenti vanno utilizzati e, dove necessario, rafforzati rapidamente per affrontare la fase attuale, con quella rapidità che sta mancando ad esempio nell’attuazione del “Decreto Bollette”.<br />
Servono misure che abbattano nell’immediato il costo dell’energia per le imprese maggiormente esposte, che riducano il differenziale rispetto ai concorrenti europei e che consentano alle aziende di superare questa fase senza essere costrette a comprimere investimenti, occupazione e produzione.</p>
<p><strong>Per l’energia misure emergenziali e soluzioni strutturali</strong></p>
<p>L’emergenza energetica non può diventare un’emergenza industriale.<br />
Questo è il punto.<br />
E proprio perché abbiamo fiducia nella capacità delle istituzioni di intervenire, chiediamo che ciascun livello faccia subito la propria parte.<br />
A livello nazionale occorrono misure rapide e realmente accessibili per contenere il costo energetico per tutte le imprese, grandi e piccole, e sostenere quelle maggiormente esposte.<br />
A livello regionale si può intervenire semplificando le autorizzazioni, accelerando gli investimenti, sostenendo l’autoproduzione e mettendo a disposizione strumenti mirati attraverso bandi semplici e rapidamente fruibili.<br />
A livello europeo occorre agire sul differenziale di costo che penalizza la nostra industria e affrontare con maggiore decisione i meccanismi che contribuiscono a mantenere elevato il prezzo dell’energia elettrica.<br />
E contemporaneamente dobbiamo costruire la soluzione strutturale.<br />
Servono il rilancio del nucleare, una forte accelerazione sulle rinnovabili, semplificazione degli iter autorizzativi, reti e sistemi di accumulo adeguati.<br />
Occorre affrontare il tema del sistema ETS e superare, dove necessario, meccanismi di formazione del prezzo che non riflettono adeguatamente la crescente presenza di fonti rinnovabili.<br />
Nel caso della Toscana, ad esempio, affrontare in modo più efficace il tema dei rifiuti può significare contemporaneamente risolvere un problema e creare una fonte di energia.<br />
Emergenza e strategia devono quindi procedere insieme.<br />
Una serve a proteggere il sistema industriale oggi.<br />
L’altra serve a renderlo più competitivo domani.<br />
Questa distinzione è fondamentale.<br />
Perché se oggi perdiamo imprese, capacità produttiva e competenze, domani avremo meno industria da trasformare, meno investimenti da accompagnare e meno possibilità di cogliere le opportunità della transizione.<br />
Per questo l’energia è forse il tema nel quale più di ogni altro si misura la credibilità della nostra attenzione alla manifattura.<br />
Non chiediamo parole.<br />
Chiediamo decisioni.<br />
E soprattutto chiediamo tempi coerenti con quelli delle imprese.</p>
<p><strong>Un nuovo patto per la competitività</strong></p>
<p>Se vogliamo che nel 2036 i nostri territori siano ancora forti e industriali, dobbiamo costruire le condizioni perché le imprese possano restare, investire, crescere e innovare.<br />
Servono infrastrutture adeguate e realizzate in tempi certi.<br />
Servono collegamenti efficienti, comprese opere che attendiamo da troppo tempo, come il completamento della terza corsia dell’A11.<br />
Serve un sistema formativo realmente sintonizzato sulle esigenze del mondo produttivo.<br />
Servono ricerca e università capaci di lavorare con le imprese e per le imprese.<br />
Serve una pubblica amministrazione più semplice ed efficiente, con tempi certi e procedure comprensibili.<br />
Servono aree industriali adeguate.<br />
Serve una fiscalità che non penalizzi chi crea valore e occupazione.<br />
E serve, naturalmente, un sistema che garantisca la tutela della legalità.<br />
Sono condizioni che non riguardano soltanto le imprese. Riguardano la capacità di un territorio di generare sviluppo.<br />
Per questo vorremmo che il rapporto fra imprese e istituzioni diventasse ancora più intenso.<br />
Il sistema Confindustria sta facendo un grande lavoro di analisi, di elaborazione e di rappresentanza delle esigenze delle imprese. Ma il confronto funziona davvero quando esiste una disponibilità reciproca ad ascoltarsi, a comprendere i problemi e a costruire soluzioni.<br />
Alle istituzioni chiediamo quindi di coinvolgere maggiormente il mondo produttivo nelle scelte che riguardano lo sviluppo.<br />
Non perché le imprese debbano sostituirsi alle istituzioni, ma perché le politiche economiche funzionano meglio quando tengono conto della realtà concreta di chi ogni giorno investe, assume e compete sui mercati.<br />
È un invito al dialogo, ma anche alla responsabilità condivisa.</p>
<p><strong>Imprese, lavoro e competenze</strong></p>
<p>Accanto alle istituzioni abbiamo un altro interlocutore fondamentale: il mondo del lavoro.<br />
In questi anni abbiamo costruito con le organizzazioni sindacali relazioni serie e responsabili. Possono esserci, come è naturale, posizioni diverse e anche una dialettica vivace. Ma esiste un patrimonio comune che dobbiamo continuare a coltivare: la consapevolezza del valore del sistema industriale e della qualità del lavoro che il manifatturiero può offrire.<br />
Impresa e lavoro sono parti essenziali dello stesso futuro.<br />
Relazioni industriali mature consentono di affrontare meglio le trasformazioni, accompagnare i cambiamenti organizzativi, prevenire i conflitti e costruire soluzioni condivise.</p>
<p><strong>Intelligenza artificiale e dimensione delle imprese</strong></p>
<p>Uno dei grandi cambiamenti del prossimo decennio sarà quello tecnologico.<br />
L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. È già uno strumento operativo.<br />
Secondo il report Confindustria “L’intelligenza artificiale per il sistema Italia”, nel 2025 utilizzava l’AI l’8,2% delle imprese italiane, contro una media europea del 13,5%.<br />
È un divario, che colpisce soprattutto le piccole imprese, che dobbiamo colmare.<br />
Qui la responsabilità è anche nostra. Dobbiamo avere la lungimiranza di comprendere che l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento fondamentale per aumentare produttività, efficienza e capacità competitiva.<br />
Il tema della dimensione delle imprese, del resto, attraversa molte delle sfide che abbiamo davanti. La crescita dimensionale, le aggregazioni, la collaborazione fra imprese e la condivisione di competenze possono diventare strumenti importanti per affrontare investimenti e trasformazioni che una singola impresa, soprattutto se piccola, può avere difficoltà a sostenere.<br />
Ancora una volta, fare sistema può diventare un vantaggio competitivo.</p>
<p><strong>I giovani sono la nostra vera prospettiva</strong></p>
<p>E poi ci sono i giovani.<br />
Sono la nostra speranza, ma anche uno dei punti sui quali dobbiamo concentrarci maggiormente.<br />
Il declino demografico comporta sempre meno giovani. Nel 2016 il tasso di natalità italiano era già basso, al 7,8 per mille; per il 2025 le stime parlano del 6 per mille.<br />
A questo si aggiunge la mobilità verso l’estero e la difficoltà, per molti giovani, di costruire in Italia un percorso autonomo.<br />
Quei pochi giovani che avremo meritano quindi la massima attenzione.<br />
Dobbiamo investire nella loro formazione, rafforzare il rapporto fra scuola e imprese, facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, sostenere le loro competenze e creare condizioni che permettano loro di costruire qui il proprio futuro.<br />
Perché il tema demografico non è soltanto un tema sociale.<br />
È un tema economico, industriale e competitivo.<br />
Se vogliamo immaginare il 2036, dobbiamo immaginare soprattutto chi lo costruirà.</p>
<p><strong>I 10 punti strategici di Confindustria</strong></p>
<p>Il presidente Orsini proprio pochi giorni fa ha lanciato la proposta di definire dieci punti strategici su cui chiedere alle istituzioni interventi strutturali per l’economia e per le imprese.<br />
Pensiamo che da luoghi come questi, dai territori, dal confronto con imprese determinate ad investire e competere nel mondo possa venire un contributo importante per definire questa agenda strategica che dovrebbe, secondo noi, avere al centro l’industria.<br />
Parlare in termini strategici di industria significa occuparsi di energia, di strumenti certi per sostenere gli investimenti, di misure per la crescita delle piccole imprese, di credito a costi sostenibili, di norme da superare e di certezza del diritto.</p>
<p><strong>La nostra responsabilità per il 2036</strong></p>
<p>A questo punto possiamo porci nuovamente la domanda iniziale: come vogliamo arrivare al 2036?<br />
Vogliamo imprese più solide, più produttive, più innovative e più internazionalizzate.<br />
Vogliamo imprese capaci di utilizzare pienamente le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale.<br />
Vogliamo affrontare la transizione energetica ed ecologica senza perdere competitività.<br />
Vogliamo giovani che trovino nei nostri territori opportunità professionali e imprenditoriali.<br />
Vogliamo competenze adeguate anche ai lavori che oggi ancora non conosciamo.<br />
Vogliamo infrastrutture, energia, formazione, ricerca e servizi all’altezza delle ambizioni delle nostre imprese.<br />
Per ottenere tutto questo non basta chiedere.<br />
Dobbiamo anche costruire.<br />
Costruire relazioni.<br />
Costruire alleanze.<br />
Costruire competenze.<br />
Costruire progetti.<br />
Costruire una cultura della collaborazione.</p>
<p><strong>Il senso della nostra associazione</strong></p>
<p>E qui torna il senso profondo della nostra associazione.<br />
Dieci anni fa abbiamo capito che, per essere più forti, dovevamo stare insieme.<br />
Oggi dobbiamo capire come essere ancora più forti insieme.<br />
Allora abbiamo superato i confini territoriali.<br />
Oggi dobbiamo superare anche i confini tra settori, competenze e generazioni.<br />
Allora abbiamo costruito una nuova associazione.<br />
Oggi dobbiamo contribuire a costruire una nuova stagione per le nostre imprese e per i nostri territori.<br />
Non sappiamo esattamente come sarà il mondo nel 2036.<br />
Ma possiamo decidere come vogliamo arrivarci.</p>
<p><strong>Governare il cambiamento</strong></p>
<p>Non dobbiamo limitarci a difenderci dal cambiamento. Dobbiamo imparare a governarlo.<br />
Per farlo serviranno visione e pragmatismo.<br />
Serviranno valori solidi, ma anche la capacità di guardare alla realtà senza pregiudizi e senza approcci ideologici.<br />
Servirà il coraggio di scegliere, anche quando le scelte sono difficili.<br />
Questa è la sfida che abbiamo davanti.<br />
Non una sfida facile, ma una sfida profondamente stimolante che siamo pronti ad affrontare.<br />
Oggi abbiamo la responsabilità di avere una nuova visione.<br />
Perché difendere ciò che abbiamo costruito è importante.<br />
Ma ancora più importante è avere il coraggio di costruire ciò che ancora non esiste.<br />
E possiamo farlo insieme.<br />
Mi ripeto: non sappiamo quale sarà il mondo del 2036.<br />
Ma sappiamo che possiamo contribuire a decidere quale sarà il posto delle nostre imprese, dei nostri territori e delle nostre comunità in quel mondo.</p>
<p><strong>Guardare ai prossimi 10 anni con fiducia</strong></p>
<p>E forse è proprio questa la ragione per cui, dopo dieci anni segnati da così tante trasformazioni, possiamo guardare ai prossimi dieci con fiducia.<br />
Non una fiducia ingenua, che ignora le difficoltà.<br />
Una fiducia consapevole, fondata sulla nostra capacità di affrontarle.<br />
Buon lavoro a tutti noi.<br />
E buon futuro alle nostre imprese, ai nostri territori e, soprattutto, alle nuove generazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le sfide dei prossimi 10 anni all’Assemblea pubblica di Confindustria Toscana Nord</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 settembre si svolgerà l’Assemblea di Confindustria Toscana Nord presso lo stabilimento di Pescia di Verallia Italia, eccellenza nel settore del packaging alimentare in vetro. L’evento si aprirà alle ore 15 con una prima parte riservata ai soci. A partire dalle ore 16 invece si terrà la sessione pubblica &#8211; circoscritta comunque ai soli invitati &#8211; dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/cot.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20781" title="cot" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/cot.jpg" alt="" width="747" height="602" /></a></p>
<p>Il <strong>17 settembre</strong> si svolgerà l’Assemblea di Confindustria Toscana Nord presso lo stabilimento di Pescia di <strong>Verallia Italia</strong>, eccellenza nel settore del packaging alimentare in vetro.</p>
<p>L’evento si aprirà alle ore 15 con una prima parte riservata ai soci. A partire dalle ore 16 invece si terrà la sessione pubblica &#8211; circoscritta comunque ai soli invitati &#8211; dal titolo “<strong>E fra 10 anni? Tecnologia, economia, imprese: scenari e visioni per il prossimo decennio</strong>”.</p>
<p>Dieci anni non sono soltanto una misura del tempo: nel contesto economico e tecnologico contemporaneo, rappresentano un’intera era di trasformazioni. Porsi la domanda “E fra 10 anni?” non è quindi una semplice curiosità da futurologi, ma una necessità strategica fondamentale per chiunque faccia impresa oggi. Quella del decennio è del resto una suggestione legata anche all’importante ricorrenza dell’associazione, che celebra quest’anno i 10 anni dalla sua costituzione.</p>
<p>Ad aprire i lavori della parte pubblica sarà, con un saluto, <strong>Marco Ravasi</strong>, amministratore delegato di Verallia Italia; faranno seguito <strong>Fabia Romagnoli</strong>, presidente di Confindustria Toscana Nord, ed <strong>Emanuele Orsini</strong>, presidente di Confindustria, che sarà intervistato da <strong>Daniele Moretti</strong>, vicedirettore di Sky TG24.</p>
<p>Sarà poi la volta di un panel di approfondimento &#8211; moderato dallo stesso Moretti -, che coinvolgerà <strong>Carlo Cottarelli</strong>, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano; <strong>Alessandra Lanza</strong>, Senior Partner di Prometeia; <strong>Riccardo Luna</strong>, giornalista, e <strong>Daniele Vignoli</strong>, professore ordinario di Demografia dell’Università di Firenze.</p>
<p>L&#8217;Assemblea pubblica di Confindustria Toscana Nord, organizzata con il contributo di <strong>Umana</strong>, rappresenterà dunque un importante momento di riflessione, pensato per offrire alle imprese del territorio strumenti utili a orientarsi in un contesto globale in profonda e rapida evoluzione e ad affrontare le sfide tecnologiche ed economiche del prossimo decennio.</p>
<p><em>Nella foto: <strong>Carlo Cottarelli</strong>, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AZETA Filati per la moda e l&#8217;interior design</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 08:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Azeta Filati presenta a FILO66 la collezione SS 2028, espressione di una cultura tessile che affonda le proprie radici nel distretto di Prato, dove materia, tecnica e armonia convivono da generazioni. Più che una semplice collezione, la SS 2028 di Azeta Filati rappresenta un percorso costruito intorno a quattro aree identitarie che raccontano differenti modi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/AZF.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20772" title="AZF" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/AZF.jpg" alt="" width="750" height="563" /></a></p>
<p><strong>Azeta Filati presenta a FILO66</strong> la collezione SS 2028, espressione di una cultura tessile che affonda le proprie radici nel distretto di Prato, dove materia, tecnica e armonia convivono da generazioni.</p>
<p>Più che una semplice collezione, la SS 2028 di Azeta Filati rappresenta un percorso costruito intorno a quattro aree identitarie che raccontano differenti modi di interpretare il filato.</p>
<ul>
<li>
<strong>Raw White</strong> celebra la purezza della materia allo stato originario: filati greggi concepiti come punto di partenza per nuove interpretazioni creative.<br />
Essence raccoglie le qualità che rappresentano l’identità di Azeta: filati che, stagione dopo stagione, hanno dimostrato equilibrio, affidabilità e versatilità, diventando il cuore della collezione.</li>
<li></li>
<li><strong>Reboot</strong> interpreta l’evoluzione come naturale conseguenza dell’esperienza, rileggendo costruzioni consolidate attraverso nuovi colori, effetti e strutture.</li>
<li></li>
<li> <strong>Halo</strong>, infine, esplora il rapporto tra luce e materia, dando vita a filati che valorizzano texture, riflessi e profondità per tessuti dal carattere contemporaneo e raffinato. Accanto alla proposta dedicata alla moda.</li>
<li></li>
<li><strong>Azeta Home Collection</strong> amplia la visione del gruppo con una selezione di filati destinati al tessile d’arredo, sviluppati in pregiate fibre naturali e pensati per coniugare qualità, innovazione e cultura della materia.</li>
<li>
Una ricerca che nasce dalla tradizione manifatturiera di Prato e continua a evolvere attraverso nuovi materiali, nuove tecnologie e una costante attenzione alle esigenze della tessitura contemporanea, offrendo soluzioni per il mondo della moda e dell’interior design.</li>
<li><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/AZF2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20773" title="AZF2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/AZF2.jpg" alt="" width="750" height="319" /></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Première Vision Paris si conferma hub internazionale della Fashion Industry</title>
		<link>http://paginetessili.it/premiere-vision-paris-si-conferma-hub-internazionale-della-fashion-industry.html</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 07:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;edizione appena conclusa a Paris Nord Villepinte conferma il percorso di trasformazione intrapreso da due stagioni: una manifestazione nella quale i protagonisti dell&#8217;industria tessile e della moda si incontrano per dialogare, creare relazioni, prendere decisioni strategiche e sviluppare opportunità di sourcing, sempre con lo stesso obiettivo: sviluppare nuove opportunità di business. VISITATORI SEMPRE PIÙ ATTRATTI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/PV1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20767" title="PV1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/PV1.jpg" alt="" width="750" height="511" /></a></p>
<p>L&#8217;edizione appena conclusa a Paris Nord Villepinte conferma il percorso di trasformazione intrapreso da due stagioni: una manifestazione nella quale i protagonisti dell&#8217;industria tessile e della moda si incontrano per dialogare, creare relazioni, prendere decisioni strategiche e sviluppare opportunità di sourcing, sempre con lo stesso obiettivo: sviluppare nuove opportunità di business.</p>
<p><strong>VISITATORI SEMPRE PIÙ ATTRATTI DA INNOVAZIONE E CREAZIONE DI VALORE </strong></p>
<p>Il trend più evidente di questa edizione è il rafforzamento della presenza degli operatori che incidono direttamente sulle strategie del mercato. Le maison di alta moda ed i designer registrano una crescita del 19% rispetto a settembre 2025; gli attori della distribuzione aumentano del 30%, mentre i <em>decision maker</em>, uffici stile e agenti, il cui parere influenza le collezioni, guadagnano ciascuno oltre 10 punti percentuali. Anche le funzioni commerciali seguono questa tendenza.</p>
<p>In aumento la presenza di attori internazionali: 6 visitatori su 10 provengono dall’estero, con una crescita della partecipazione dai principali distretti industriali di Italia, Germania e Svizzera, insieme a Turchia e India.</p>
<p>Parallelamente, il salone rafforza il proprio ruolo istituzionale. Per il secondo anno consecutivo, le federazioni tessili europee si sono riunite nell’ambito di Première Vision sotto l’egida di Euratex, alla presenza di Valère Moutarlier, Deputy Director General “European Industry and Decarbonisation” della Commissione europea, e di numerosi parlamentari francesi. Sébastien Martin, ministro delegato all’Industria francese, è inoltre intervenuto tramite videomessaggio.</p>
<p>A distanza di un anno, la dichiarazione firmata durante l&#8217;edizione di Première Vision 2025, ha già prodotto i primi effetti normativi, in particolare l’introduzione del regime doganale europeo applicabile alle spedizioni di basso valore. Ciò che viene condiviso e discusso a Première Vision Paris contribuisce quindi a definire il quadro entro il quale l’intera filiera opererà in futuro.</p>
<p><strong>I CONTENUTI DEL SALONE SI CONFERMANO UNA LEVA STRATEGICA DI ATTRAZIONE </strong></p>
<p>Talk, pitch e visite guidate hanno coinvolto un terzo dei visitatori. I partecipanti vi hanno preso parte per ottenere una lettura del mercato, presente e futuro, volta ad orientare in modo più chiaro e definito le proprie scelte e strategie. Dai forum alle attività di networking e matchmaking, ogni iniziativa sviluppata contribuisce a sostenere lo sviluppo ed il business del settore. L’interesse manifestato per l&#8217;area dedicata al beauty dimostra inoltre come questa parte della industry sia in forte fermento.</p>
<p><strong>Florence Rousson, Direttrice Generale della Divisione Moda di GL Events: &#8220;Le maison di moda, i <em>decision maker </em>e i distributori hanno partecipato in numero crescente, e un terzo dei nostri visitatori ha seguito il programma di contenuti proposto. Siamo diventati il luogo in cui la filiera si incontra, si informa e prende decisioni. Tutto ciò che costruiamo risponde a un unico obiettivo: accompagnare l&#8217;industria tessile verso un modello creativo, sostenibile e redditizio.&#8221; </strong></p>
<p>Appuntamento dal 26 al 28 gennaio 2027 a Paris Nord Villepinte per un’edizione dedicata ai territori e ai saperi artigianali, con l’India come Paese ospite d’onore.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/PV2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20768" title="PV2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/09/PV2.jpg" alt="" width="750" height="450" /></a></p>
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		<title>ICE in collaborazione con MilanoUnica porta a Shanghai il valore del tessile italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Como]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 25 al 27 agosto 2026, 27 linee raccontano qualità, innovazione e cultura manifatturiera a Intertextile Apparel Fabrics Dal 25 al 27 agosto 2026 il tessile italiano presenterà le collezioni Autunno-Inverno 2027/2028 a Intertextile Apparel Fabrics di Shanghai, uno dei principali appuntamenti fieristici del settore moda in Asia. La partecipazione si svilupperà su una superficie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/mush.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20714" title="mush" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/mush.jpg" alt="" width="750" height="368" /></a></p>
<p><em> Dal 25 al 27 agosto 2026, 27 linee raccontano qualità, innovazione e cultura manifatturiera a Intertextile Apparel Fabrics </em></p>
<p>Dal 25 al 27 agosto 2026 il tessile italiano presenterà le collezioni Autunno-Inverno 2027/2028 a <strong>Intertextile Apparel Fabrics </strong>di Shanghai, uno dei principali appuntamenti fieristici del settore moda in Asia. La partecipazione si svilupperà su una superficie espositiva di 480 metri quadrati presso il National Exhibition and Convention Center.</p>
<p>Organizzata da <strong>ICE Agenzia </strong>in collaborazione con Milano Unica, la partecipazione italiana conferma Shanghai quale piattaforma strategica per accompagnare le imprese nel Far East e per promuovere i valori distintivi del tessile d’eccellenza, fiore all’occhiello della produzione Made in Italy.</p>
<p>La Cina si conferma uno dei mercati più rilevanti per il tessile italiano, con una domanda sempre più orientata verso prodotti di fascia alta, nei quali il valore della manifattura rappresenta un elemento distintivo e competitivo.</p>
<p>Le 27 linee presenti offriranno una panoramica dell&#8217;eccellenza tessile italiana, dai tessuti high-end per l&#8217;abbigliamento maschile alle proposte dedicate al womenswear, espressione di una filiera capace di coniugare ricerca, stile e competenze produttive.</p>
<p><em>“Intertextile Apparel Fabrics rappresenta una piattaforma strategica imprescindibile per rafforzare il dialogo commerciale tra l&#8217;eccellenza tessile italiana e la crescente domanda di qualità del mercato cinese. I buyer e i professionisti cinesi che visiteranno il Padiglione Italia troveranno molto più di una semplice esposizione di tessuti: scopriranno la sintesi perfetta tra tradizione artigianale, innovazione stilistica e sostenibilità. L&#8217;Italia continua a essere il punto di riferimento globale per il design, la ricerca sui materiali e la tracciabilità delle filiere. Oggi il consumatore cinese è sempre più attento alla qualità intrinseca del prodotto, all&#8217;esclusività e alla responsabilità ambientale; elementi che costituiscono il DNA della nostra manifattura. Visitare la nostra collettiva offre ai buyer locali un&#8217;opportunità unica di accedere direttamente ai trend setter del settore, avviare collaborazioni su misura e integrare nelle proprie collezioni tessuti in grado di fare la differenza in termini di valore aggiunto e competitività”</em>, ha dichiarato il Direttore di ICE Shanghai <strong>Fabio De Cillis</strong>.</p>
<p><em>“Dopo gli ottimi risultati della 43^ edizione di Milano Unica, la consolidata collaborazione con ICE Agenzia ci permette di accompagnare il tessile italiano in un mercato strategico come quello cinese. La partecipazione a Intertextile conferma l&#8217;impegno delle imprese italiane a presidiare uno dei mercati più dinamici, valorizzando ricerca, qualità manifatturiera, innovazione e sostenibilità. In un contesto globale in continua evoluzione, questo supporto rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare la competitività delle nostre aziende e creare nuove opportunità di sviluppo internazionale. Desidero pertanto rivolgere un sincero ringraziamento a ICE Agenzia per la consolidata e proficua collaborazione”</em>, ha dichiarato <strong>Massimo Mosiello</strong>, Direttore Generale di Milano Unica.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/mush2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20715" title="mush2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/mush2.jpg" alt="" width="750" height="374" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>All&#8217;insegna della stabilità la produzione industriale di Prato nel 2° trimestre 2026</title>
		<link>http://paginetessili.it/allinsegna-della-stabilita-la-produzione-industriale-di-prato-nel-2%c2%b0-trimestre-2026.html</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Sostanzialmente stabile, a quota +0,3%, la produzione industriale manifatturiera di Lucca, Pistoia e Prato nel 2° trimestre di quest&#8217;anno nel confronto con lo stesso periodo del 2025: è quanto emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Fra i settori presenti trasversalmente nelle tre province, le prestazioni migliori appartengono alla meccanica (+1,7%), mentre sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20711" title="CapecchiRomagnoliPieretti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/08/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg" alt="" width="750" height="478" /></a></p>
<p><em>Sostanzialmente stabile, a quota +0,3%, la produzione industriale manifatturiera di Lucca, Pistoia e Prato nel 2° trimestre di quest&#8217;anno nel confronto con lo stesso periodo del 2025: è quanto emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Fra i settori presenti trasversalmente nelle tre province, le prestazioni migliori appartengono alla meccanica (+1,7%), mentre sono in negativo chimica-plastica (-0,3%), macchine-elettromeccanica (-1,1%) e soprattutto moda (-2,6) e metallurgia-prodotti in metallo (-4,6). Molto diversificati i risultati degli altri settori, caratterizzati da forte specializzazione territoriale.<br />
</em><br />
&#8220;I risultati che emergono dalle nostre rilevazioni su base locale sono in linea con quelli nazionali, a quota +0,2% &#8211; commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Niente di nuovo, quindi, in uno scenario stagnante che non rassicura e che presenta scarse prospettive di cambiamento positivo anche per il trimestre in corso. Non si vede la fine delle guerre scoppiate negli ultimi anni e mesi, con tutte le conseguenze che soprattutto il conflitto con l&#8217;Iran comporta sui costi di petrolio e gas; per l&#8217;industria aumenta la bolletta energetica e diminuiscono le opportunità di collocare i propri prodotti su mercati generalmente fiacchi e penalizzati da un tasso di inflazione di entità ormai significativa; inevitabile il rallentamento degli investimenti, nonostante tassi di interesse che, per quanto in lieve aumento, rimangono abbordabili. Stenta anche l&#8217;export, nonostante l&#8217;apprezzamento del dollaro che in teoria sarebbe positivo per i prodotti UE. Territori manifatturieri come quelli di Confindustria Toscana Nord riescono a tenersi a galla, con fatica, solo grazie a un impegno delle imprese particolarmente forte e determinato. Un impegno che sono certa non mancherà nemmeno nel prossimo futuro, ma che meriterebbe maggiore attenzione attraverso una politica industriale altrettanto forte ed efficace, di cui si colgono alcuni tratti ma non quella visione organica e incisiva che occorrerebbe. Questo vale per la politica nazionale e locale ma anche e forse soprattutto per le istituzioni europee, la cui disattenzione nei confronti delle esigenze della manifattura sta creando problemi sempre più seri: la normativa sugli imballaggi, ad esempio, che sta entrando in vigore e presenta numerose criticità. Altro esempio il sistema ETS, da ridiscutere radicalmente se non da eliminare, in un momento in cui l&#8217;energia è un tema centrale per la competitività delle imprese. Questo per tacere delle infinite rigidità e della propensione alla burocratizzazione generate dalle normative UE. Con queste zavorre l&#8217;industria europea arranca e continua a perdere terreno rispetto ai suoi concorrenti, prima fra tutti la Cina che, già di per sé favorita dallo sviluppo tecnologico che ha reso indispensabili i suoi semiconduttori, continua la sua corsa nella produzione industriale e soprattutto nell&#8217;export. Rispetto alla Cina è fondamentale il principio di reciprocità, sul quale l&#8217;Europa è chiamata direttamente in causa. Fare industria sta diventando sempre più difficile, anche per scelte strategiche autolesioniste.&#8221; <em>(ulteriori commenti della presidente sulla situazione di Prato in calce al comunicato)</em></p>
<p><strong>Prato<br />
</strong>&#8220;Prato ha chiuso il 2° trimestre con una diminuzione della produzione, rispetto allo stesso periodo 2025, del -1,9%, con un calo nel tessile (-1,8%), nell&#8217;abbigliamento (-2,7%) e nella metalmeccanica (-8,9%) &#8211; conclude la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Le buone prestazioni (+4,3%) dell&#8217;aggregato degli altri settori manifatturieri (chimica, plastica, mobili, materassi, alimentare) non bastano a compensare i risultati negativi delle specializzazioni maggiormente presenti nel territorio. Nel caso specifico del tessile pratese il confronto fra l&#8217;andamento della produzione nello stesso periodo &#8211; il 2° trimestre &#8211; degli ultimi anni sugli anni rispettivamente precedenti sembra avvalorare l&#8217;ipotesi di un progressivo avvicinamento al punto di stabilizzazione del sistema: dal -7,5% del 2024 si è passati al -2,5% del 2025 e alla contrazione più contenuta di questo 2026. Una lettura che non può certo dirsi soddisfacente, dato che il nostro auspicio è di una ripresa significativa, ma tuttavia un segnale di possibile relativa rassicurazione in un momento di criticità generale per il manifatturiero italiano ed europeo. Il tessile nazionale, peraltro, nello stesso 2° trimestre segna -3,3% (stima), confermando una tendenza alla riduzione della produzione che in maggiore o minore misura si manifesta dal 2022, per lo più con risultati inferiori a quelli pratesi. Quella della moda, e di conseguenza di Prato, è una situazione del tutto particolare che richiede attenzioni altrettanto particolari: dalla disponibilità agevole e continuativa di incentivi su fronti strategici come l&#8217;innovazione e l&#8217;internazionalizzazione a condizioni infrastrutturali favorevoli all&#8217;attività d&#8217;impresa.&#8221;</p>
<p><em>In foto, da sx: Massimo Capecchi, Fabia Romagnoli, Tiziano Pieretti</em></p>
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		<title>Indice degli ordini macchine tessili, II trimestre 2026</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, la raccolta ordini per i costruttori italiani di macchine tessili ha mostrato segnali contrastanti ma incoraggianti per la seconda metà dell’anno. L’indice degli ordini a prezzi costanti si è attestato a 46,6 punti (assumendo come base 2021=100), evidenziando una lieve flessione del 3% rispetto allo stesso trimestre del 2025. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/07/ACIMIT-Salvade.jpg"><img class="size-full wp-image-20703 alignleft" title="ACIMIT Salvade" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/07/ACIMIT-Salvade.jpg" alt="" width="750" height="499" /></a></p>
<p>Nel periodo compreso tra <strong>aprile e giugno 2026</strong>, la raccolta ordini per i costruttori italiani di macchine tessili ha mostrato segnali contrastanti ma incoraggianti per la seconda metà dell’anno. L’<strong>indice degli ordini a prezzi costanti </strong>si è attestato a 46,6 punti (assumendo come base 2021=100), evidenziando una <strong>lieve flessione del 3%</strong> rispetto allo stesso trimestre del 2025. Tale andamento tendenziale è dipeso in larga misura dalla <strong>contrazione registrata sul mercato interno</strong>, sceso del 25% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Guardando al bilancio complessivo dei primi sei mesi del 2026, <strong>gli ordini totali hanno segnato una riduzione del 4%</strong> rispetto al primo semestre del 2025, ripartita tra il -11% dell’Italia e il -3% dell’estero.</p>
<p>Se il confronto sull’anno risente di basi di paragone particolarmente sfidanti, <strong>la prospettiva congiunturale restituisce tuttavia un quadro di marcato recupero</strong>. Rispetto al primo trimestre del 2026 (gennaio-marzo), la raccolta ordini totale ha infatti registrato <strong>un balzo del 25%</strong>, spinta da un vivace rimbalzo sia della <strong>domanda interna (+39%)</strong> sia di quella <strong>internazionale (+23%)</strong>.</p>
<p>Sul fronte operativo, <strong>il carico di lavoro complessivo accumulato</strong> dalle aziende garantisce attualmente circa <strong>3,5 mesi di produzione assicurata</strong>, mentre il tasso di utilizzo della capacità produttiva degli impianti si è attestato al 79,7%.</p>
<p>Analizzando la dinamica dei singoli comparti produttivi rispetto al primo trimestre dell’anno, sul <strong>mercato nazionale </strong>l’andamento degli ordini è risultato <strong>in crescita o stazionario per tutti i segmenti</strong>, con spunti di deciso aumento per la <strong>filatura e la tessitura</strong>. Sui <strong>mercati internazionali</strong>, il segno positivo ha prevalso in particolare nei settori della <strong>tessitura, della maglieria e della nobilitazione</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>previsioni di vendita</strong> per il terzo trimestre del 2026, le aspettative delle aziende indicano una sostanziale <strong>stabilità dei volumi</strong> rispetto al periodo precedente; sul mercato interno prevale un orientamento alla prudenza, mentre sui mercati esteri le attese tra aumento e diminuzione si bilanciano, riflettendo un <strong>cauto ottimismo</strong>.</p>
<p><strong><em>Marco Salvadè, presidente di ACIMIT, ha commentato: </em></strong><em>“Nonostante la situazione di incertezza a livello internazionale, è confortante che l’indicatore, seppur di poco, sia positivo sul mercato estero, poiché circa l’80% della nostra raccolta ordini proviene dai paesi internazionali. Diverso è il contesto del mercato nazionale, che risente sia del confronto con un secondo trimestre 2025 positivo, sia del nuovo incentivo dell’iperammortamento 2026-2028 partito a giugno, i cui effetti non sono ancora visibili a livello di investimenti”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bilancio positivo per Milano Unica 43, la partecipazione internazionale è in crescita</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 10:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Per tre giorni Milano Unica è stata il luogo in cui ricerca, creatività e manifattura si sono incontrate, dando forma alle collezioni Autunno-Inverno 2027/28 e confermando il ruolo della manifestazione come appuntamento di riferimento per il tessile e gli accessori d&#8217;alta gamma. L&#8217;edizione appena conclusa racconta una filiera capace di evolversi senza perdere la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/07/mu43a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20681" title="mu43a" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/07/mu43a.jpg" alt="" width="750" height="461" /></a></p>
<p>Per tre giorni Milano Unica è stata il luogo in cui ricerca, creatività e manifattura si sono incontrate, dando forma alle collezioni Autunno-Inverno 2027/28 e confermando il ruolo della manifestazione come appuntamento di riferimento per il tessile e gli accessori d&#8217;alta gamma.</p>
<p>L&#8217;edizione appena conclusa racconta una filiera capace di evolversi senza perdere la propria identità, dove innovazione e competenze continuano a rappresentare il principale fattore competitivo.</p>
<p><strong>Una manifestazione sempre più internazionale</strong></p>
<p>I numeri della 43^ edizione confermano la solidità del percorso di crescita di Milano Unica. Sono state 737 le aziende partecipanti, con 604 espositori nei saloni Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue e una crescita del 15,2% degli espositori europei rispetto all&#8217;edizione corrispondente del 2025.</p>
<p>Anche sul fronte dei visitatori emerge un dato particolarmente significativo: per la prima volta i buyer internazionali hanno rappresentato quasi il 50% delle presenze complessive. In crescita le aziende provenienti da Francia, Corea, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, a conferma dell&#8217;attrattività internazionale della manifestazione.</p>
<p><strong>MU Tendenze e Sostenibilità: quando ricerca creativa e responsabilità dialogano</strong></p>
<p>Il cuore ispirazionale della manifestazione è stato ancora una volta l&#8217;area MU Tendenze e Sostenibilità, dove la ricerca sulle collezioni si è intrecciata con una riflessione più ampia sul futuro del settore.</p>
<p>Il concept <strong>MU IS PUNK!</strong> ha guidato il racconto creativo della stagione Fall-Winter 2027/28, entrando in dialogo con la mostra fotografica <strong>&#8220;Gian Paolo Barbieri. The Radical Elegance&#8221;</strong> e con i cinque pilastri della sostenibilità promossi da Milano Unica: Climate Action, Chemical Safety, Preservation of Biodiversity, Circular Economy e Social Justice.</p>
<p>Un percorso che ha mostrato come estetica, innovazione e responsabilità possano procedere nella stessa direzione.</p>
<p>L&#8217;esperienza continua anche dopo la chiusura della manifestazione: su <a href="https://e.milanounica.it/it/milanounica/fairs/milanounica43/exhibitors" target="_blank"><strong>e-MilanoUnica Connect</strong></a> è possibile proseguire la ricerca dei prodotti sostenibili presentati in fiera, mentre fino alla fine di luglio sono disponibili sul sito di Milano Unica <a href="https://www.milanounica.it/it/i-podcast-di-approfondimento-dellarea-mu-tendenze-sostenibilita" target="_blank"><strong>i podcast dedicati ai trend della stagione</strong></a>, per approfondire ispirazioni, materiali e visioni creative.</p>
<p><strong>Innovazione e competitività al centro della Opening Ceremony</strong></p>
<p>&#8220;Dalle radici al futuro: il percorso dell&#8217;innovazione nel tessile e nella moda&#8221; è stato il tema della Cerimonia Inaugurale, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprese e professionisti del settore per riflettere sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il comparto.</p>
<p>La Cerimonia è stata aperta dall&#8217;intervento di Simone Canclini, Presidente di Milano Unica, e dai saluti istituzionali di Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano, Matteo Zoppas, Presidente di Agenzia ICE, e Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy.</p>
<p>Moderato da Nicola Porro, l&#8217;incontro ha visto gli interventi di Chiara Beghelli, Erika Andreetta, Mauro Sampellegrini, Stefano Galassi, David Pambianco e Anna Mirenda, offrendo punti di vista differenti ma complementari sul valore dell&#8217;innovazione, delle competenze, della ricerca e della politica industriale per la competitività della filiera.</p>
<p><strong>MU Live Dinner &amp; Arts: il valore delle relazioni</strong></p>
<p>La prima giornata si è conclusa con <strong>MU Live Dinner &amp; Arts</strong>, ospitato nella suggestiva cornice del Museo Diocesano.</p>
<p>Un momento dedicato agli incontri, al dialogo e alle relazioni, dove cultura, musica e convivialità hanno accompagnato buyer, espositori e ospiti internazionali oltre gli spazi espositivi, confermando come il networking rappresenti una componente essenziale dell&#8217;esperienza Milano Unica.</p>
<p><strong>Un percorso ricco di aree speciali</strong></p>
<p>Accanto alle collezioni, la manifestazione ha ospitato numerosi progetti speciali che hanno ampliato il racconto del settore attraverso ricerca, formazione, innovazione e sostenibilità.</p>
<p>Tra questi, <strong>AquiLANA</strong> ha proposto &#8220;Eterne Transumanze&#8221;, un progetto che valorizza la lana italiana e la tradizione della transumanza attraverso una lettura contemporanea, trasformando materiali, territorio e artigianalità in una narrazione condivisa.</p>
<p>Insieme ad AquiLANA, le numerose Aree Speciali hanno offerto ai visitatori nuovi spunti, esperienze e prospettive sull&#8217;evoluzione della filiera.</p>
<p><strong>L&#8217;accoglienza internazionale nella ITA Lounge</strong></p>
<p>La ITA Lounge ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento per la delegazione internazionale di buyer e giornalisti, confermando il ruolo strategico della collaborazione con Agenzia ICE nel favorire l&#8217;incontro tra la manifattura italiana e i mercati esteri.</p>
<p><strong>L&#8217;esperienza continua su e-MilanoUnica Connect</strong></p>
<p>La chiusura della manifestazione non conclude il percorso di ricerca.</p>
<p>Su <strong>e-MilanoUnica Connect</strong> proseguono i racconti dedicati alle collezioni Fall-Winter 2027/28, insieme a contenuti ispirazionali, approfondimenti e strumenti che permettono a buyer e professionisti di continuare a esplorare materiali, aziende e innovazioni anche dopo la visita in fiera.</p>
<p><strong>Grazie a chi rende possibile Milano Unica</strong></p>
<p>Grazie agli espositori che hanno presentato le proprie collezioni, ai buyer, ai giornalisti e ai professionisti provenienti da tutto il mondo che hanno scelto Milano Unica come luogo di incontro, confronto e sviluppo.</p>
<p>Un ringraziamento particolare va ad <strong>Agenzia ICE</strong> e al <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</strong> per il costante sostegno all&#8217;internazionalizzazione della manifestazione, e ad <strong>Acqua Lauretana</strong>, acqua ufficiale di Milano Unica.</p>
<p><strong>Il prossimo appuntamento</strong></p>
<p>Il percorso continua. La prossima edizione di <strong>Milano Unica</strong> si terrà <strong>dal 2 al 4 febbraio 2027</strong> a Fiera Milano (Rho), con le nuove collezioni dedicate alla stagione Primavera/Estate 2028.</p>
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