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	<title>Pagine Tessili &#187; Prato</title>
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	<description>Moda, Tessile, Abbigliamento</description>
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		<title>Pitti Filati 99 dal 24 giugno. 70 le aziende pratesi espositrici</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[A un passo dall&#8217;edizione che segnerà il traguardo a tre cifre, la 99a Pitti Filati inizierà a Firenze, alla Fortezza da Basso, il prossimo 24 giugno; la stagione di riferimento per le collezioni di filati per maglieria in fiera è l&#8217;autunno-inverno 2027-2028. Il plotone delle imprese pratesi è come al solito numeroso, con 30 aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/PF2026b.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20515" title="PF2026b" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/PF2026b.jpg" alt="" width="750" height="422" /></a></p>
<p>A un passo dall&#8217;edizione che segnerà il traguardo a tre cifre, la 99a Pitti Filati inizierà a Firenze, alla Fortezza da Basso, il prossimo 24 giugno; la stagione di riferimento per le collezioni di filati per maglieria in fiera è l&#8217;autunno-inverno 2027-2028. Il plotone delle imprese pratesi è come al solito numeroso, con 30 aziende espositrici, alcune delle quali con più linee e brand. A queste si aggiungono alcune altre aziende della filiera della maglieria o impegnate in attività di servizio.</p>
<p>&#8220;Quella che si apre il 24 giugno è per Pitti Filati un&#8217;edizione importante, in particolare per le imprese specializzate nelle produzioni di lana, cashmere e in generale delle fibre di utilizzo più comune nell&#8217;autunno-inverno &#8211; dichiara <strong>Stefano Borsini</strong>, componente il Comitato tecnico di Pitti Immagine oltre che imprenditore del settore ed espositore in fiera -. La stagione fredda è storicamente la più congeniale alle tipologie pratesi, che pure ormai coprono con le loro proposte tutti i periodi dell&#8217;anno con la stessa efficacia ed eccellenza. Questo appuntamento fieristico, il più prestigioso per il nostro settore a livello internazionale, si colloca in un momento delicato per il settore filati, che soffre come molti altri per le difficoltà di contesto, a cominciare dalla stasi dei mercati. Molto opportuna quindi l&#8217;iniziativa di Pitti Immagine e di ICE che in occasione della fiera hanno promosso un incoming che coinvolge buyer di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud: mercati geograficamente lontani ma potenzialmente interessanti. Questa edizione di Pitti Filati prevede anche un nuovo ed efficace allestimento dell&#8217;area tendenze, da sempre fiore all&#8217;occhiello della fiera. I presupposti per una fiera soddisfacente e di successo in definitiva ci sono tutti, dalla qualità delle collezioni all&#8217;impegno dell&#8217;organizzazione.&#8221;</p>
<p>Sono 70 le imprese produttrici di filati del distretto pratese; in media nel 2025 hanno impegnato 1750 addetti diretti, con un fatturato di 650 milioni di euro, in contrazione del 7% rispetto al 2024. L&#8217;andamento del comparto filati di Prato è stato negli ultimi anni peculiare, con un 2022 che, dopo il forte rimbalzo post pandemico del 2021, fu eccezionalmente positivo; da allora si è assistito a un arretramento, in parte fisiologico, delle attività. Gli ultimi dati annuali disponibili, quelli del 2025, segnano -1,6% di produzione sull&#8217;anno precedente a sua volta negativo. Segno meno ancora più netto per l&#8217;export, a quota -6,2%. Il 40% del fatturato del settore è realizzato con l&#8217;estero: un dato che nasce dalla media fra i produttori di filati per maglieria, che in valori esportano oltre la metà della produzione, e di filati da tessitura, assorbiti per lo più dal mercato interno. Nei dati del 1° trimestre 2026 si è registrata un&#8217;attenuazione della discesa (+0,1% in termini di produzione e -4,9% il tendenziale dell&#8217;export in valori). Per quanto riguarda i mercati, quello principale &#8211; l&#8217;Unione Europea &#8211; cede il -3,7%, a fronte dei paesi europei extra UE che viceversa crescono di +9,6%, così come aumentano di +7,3% anche i BRICS. Nonostante un arretramento superiore al 7%, il primo mercato per i filati pratesi rimane la Germania, seguita da Romania, Portogallo (unica destinazione in aumento fra le principali), Francia e Bulgaria.</p>
<p>&#8220;I filati pratesi non sfuggono alle difficoltà che investono l&#8217;intero settore moda &#8211; commenta <strong>Gabriele Innocenti</strong>, coordinatore del gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Il momento che stiamo vivendo è complesso, a causa di molti fattori esterni che concorrono a rendere difficile la vita delle imprese. La filiera pratese rischia di uscire da questa fase avendo perso molti pezzi, soprattutto aziende piccole e poco strutturate che non riescono a far fronte alle difficoltà: sono spesso imprese fortemente specializzate, portatrici di competenze difficilmente riproducibili e che sono alla base della straordinaria ricchezza creativa dei filati pratesi. Le chiusure di queste realtà sono perdite gravi, già in atto e che potrebbero accentuarsi. Oltre alla stagnazione dei mercati, una criticità importante è rappresentata dai costi: dall&#8217;energia alle materie prime, dai prodotti chimici ai trasporti, sono molte le voci di costo che hanno subito degli incrementi molto significativi. Complesso anche il percorso indispensabile per documentare e valorizzare l&#8217;impegno della filiera per la sostenibilità. Un tema, quello della tracciabilità e delle certificazioni, che vede la nostra associazione in prima linea: non a caso saremo presenti al talk, organizzato da ICEA nel pomeriggio del giorno di apertura di Pitti Filati, &#8216;Dalla fibra al claim&#8217;.&#8221;</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/StefanoBorsini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20516" title="StefanoBorsini" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/StefanoBorsini.jpg" alt="" width="749" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Stefano Borsini</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/GabrieleInnocenti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20517" title="GabrieleInnocenti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/GabrieleInnocenti.jpg" alt="" width="750" height="453" /></a><em>Gabriele Innocenti</em></p>
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		<title>&#8220;Oltre il distretto parallelo&#8221;, il documento della Chiesa di Prato su lavoro e legalità</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda alla città: siamo disposti a rinunciare alla ricchezza che deriva da un sistema iniquo? Tra le proposte, la sottoscrizione di un Patto etico per il lavoro degno e lo sviluppo a Prato Cessare la retorica del distretto parallelo cinese, visto come corpo estraneo alla realtà industriale di Prato, ammettere l’esistenza di una «patologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/DP11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20463" title="DP1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/DP11.jpg" alt="" width="750" height="423" /></a></p>
<p><em>La domanda alla città: siamo disposti a rinunciare alla ricchezza che deriva da un sistema iniquo? Tra le proposte, la sottoscrizione di un Patto etico per il lavoro degno e lo sviluppo a Prato</em></p>
<p>Cessare la retorica del distretto parallelo cinese, visto come corpo estraneo alla realtà industriale di Prato, ammettere l’esistenza di una «patologia endemica» e contrastare le profonde interconnessioni economiche che legano la città al sistema produttivo cinese. È un richiamo forte e urgente quello che la Chiesa pratese rivolge a tutta la comunità, dalle parrocchie alla società civile, passando per i sindacati, le associazioni di categoria e naturalmente le istituzioni cittadine. In un documento – intitolato significativamente «Oltre il Distretto Parallelo» – l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro invoca a chiare lettere «la fine dell’innocenza e l’urgenza della verità» sull’esistenza di un lavoro cattivo e di un sistema 12×7 (turni di lavoro di 12 ore giornaliere per 7 giorni alla settimana) che coinvolge lavoratori cinesi, pachistani e di altre nazionalità duramente sfruttati.</p>
<p>«La Chiesa non è una agenzia sindacale, né un partito politico – dice il vescovo Giovanni Nerbini – ma la sua missione profetica la obbliga a non tacere di fronte all’ingiustizia».</p>
<p>Il documento, presentato in Palazzo vescovile da monsignor Nerbini insieme a Giuseppe Rossi ed Enrico Mongatti, rispettivamente direttore e membro dell’equipe di Pastorale sociale e del lavoro, contiene delle proposte concrete, sulla scorta delle parole pronunciate da papa Francesco durante la sua storica visita a Prato nel 2015, quando esortò la città a combattere «il cancro della corruzione, il cancro dello sfruttamento umano e lavorativo e il veleno dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità e la giustizia». I fatti avvenuti nell’ottobre 2024 a Seano, con l’aggressione ai danni di lavoratori organizzati dal sindacato Sudd Cobas in sciopero per i propri diritti, sono stati all’origine del percorso di riflessione e condivisione promosso dalla Chiesa pratese su quale risposta mettere in campo per creare in città una nuova cultura del lavoro.</p>
<p>«Uno degli ostacoli principali alla risoluzione dei problemi di Prato è culturale – afferma Enrico Mongatti –: non si può dire genericamente è “colpa dei cinesi”, ignorando che il sistema opera su suolo pratese, in immobili pratesi e con servizi pratesi, né si può dire è “colpa di Roma”, invocando l’intervento del Governo centrale per avere più forze dell’ordine e riducendo una questione socio-economica solo a un problema di polizia».</p>
<p>Nel proprio documento la Pastorale sociale denuncia l’esistenza di una «osmosi finanziaria ed economica continua che rende la città corresponsabile». Ad esempio nel mercato immobiliare, con «rendite parassitarie» basate su affitti a prezzi alti che monetizzano il lavoro non degno.</p>
<p>Si evidenzia inoltre il ruolo dei «professionisti cerniera», emerso dalle inchieste della Procura, secondo le quali esistono professionisti, spesso italiani, che forniscono know-how tecnico per aggirare il fisco, creare società apri e chiudi e schermare patrimoni.</p>
<p>Il rogo del Teresa Moda, avvenuto nel 2013 e che portò alla morte di sette operai cinesi intrappolati in una fabbrica dormitorio, è «una ferita mai rimarginata». La reazione istituzionale fu forte – nacque il piano lavoro sicuro – ma insufficiente a modificare il dna del sistema produttivo.</p>
<p>In considerazione di ciò, la Chiesa di Prato pone una domanda alla città intera: è giusto tutto questo? Siamo disposti a denunciare che questo modo di procedere impoverisce la città e non dà prospettive ai giovani? Siamo disposti a rinunciare alla ricchezza che deriva, direttamente o indirettamente, da questo sistema iniquo? In primis si invitano le comunità parrocchiali e le associazioni cattoliche a un serio esame di coscienza su come è generato il benessere economico della città.</p>
<p>La sfida che attende Prato, secondo l’analisi della Diocesi, è quella di trovare canali di comunicazione con il mondo cinese, che «non può essere gestito quasi esclusivamente attraverso le forze di polizia o gli ispettori del lavoro. Manca un dialogo politico, culturale e istituzionale». E allora è fondamentale individuare e sostenere le forze sane all’interno della comunità cinese. Vale il motto: gettare ponti, isolando i violenti e gli sfruttatori, stringendo alleanze con la parte buona. In questo senso occorre riprendere l’invito di papa Francesco ai pratesi: «stabilite patti di prossimità», fate cose nuove che aiutino la convivenza.</p>
<p>Le proposte. La prima è quella di sottoscrivere un Patto etico per il lavoro degno e lo sviluppo a Prato. Un manifesto frutto di un percorso, compiuto secondo lo stile sinodale dell’ascolto e del confronto, che parta da una lettura della condizione socioeconomica del territorio e «dal nostro patrimonio più grande, la parola di Dio e la dottrina sociale della Chiesa – sottolinea Giuseppe Rossi –, con l’obiettivo di rafforzare una coscienza individuale e collettiva».</p>
<p>Da questo Patto, condiviso con tutti i soggetti del mondo sociale e del lavoro che vorranno partecipare, potranno nascere attività di formazione alla legalità e alla cittadinanza.</p>
<p>La Diocesi annuncia la disponibilità ad aprire oratori e parrocchie per attivare percorsi per giovani di origine italiana, cinese e di altre nazionalità per creare quella integrazione tra scuola e doposcuola che ancora manca nella società degli adulti e di organizzare corsi di formazione di lingua per immigrati per promuovere un efficace inserimento sociale e lavorativo.</p>
<p>Si propone di aprire sportelli di ascolto sui bisogni di coloro che vivono situazioni di ingiustizia (sfruttamento lavorativo, difficoltà abitative, economiche, di fruibilità dei servizi) per presentarle ai soggetti partecipanti al Patto etico. La Diocesi inoltre vorrebbe aprire il Premio Santo Stefano (lo Stefanino d’oro) alle aziende cinesi virtuose e celebrare messe nelle aziende a conduzione straniera. Infine, si intende pubblicare il documento «Oltre il Distretto Parallelo» in lingua cinese, araba e urdu.</p>
<p>La volontà della Chiesa di Prato è di puntare sulla concretezza, a partire dai contenuti del Patto etico. «Da un confronto costante potrebbero nascere forme di regolazione delle attività produttive e sociali e far riprendere un ruolo sociale all’imprenditoria e ai lavoratori», conclude Giuseppe Rossi.</p>
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		<title>Prato, le categorie economiche commentano il documento della Diocesi sul &#8220;distretto parallelo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Il documento dell&#8217;Ufficio Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato in tema di legalità è un contributo prezioso alla riflessione su un aspetto cruciale della vita della città. Molti dei contenuti del documento sono largamente condivisibili ed evidentemente, quasi naturalmente, riscontrabili nella realtà, a cominciare dalle relazioni esistenti fra le varie componenti della cittadinanza pratese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/DP1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20460" title="DP1" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/DP1.jpg" alt="" width="750" height="423" /></a></p>
<p>Il documento dell&#8217;Ufficio Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato in tema di legalità è un contributo prezioso alla riflessione su un aspetto cruciale della vita della città.</p>
<p>Molti dei contenuti del documento sono largamente condivisibili ed evidentemente, quasi naturalmente, riscontrabili nella realtà, a cominciare dalle relazioni esistenti fra le varie componenti della cittadinanza pratese. Del resto sarebbe impossibile che una popolazione immigrata che costituisce un quarto del totale rimanesse come un&#8217;isola a sé stante, senza alcun legame con i cittadini &#8220;storici&#8221; di Prato. Oltre che impossibile, non sarebbe affatto auspicabile, in quell&#8217;ottica di accoglienza che proprio nella Chiesa trova un autorevolissimo sostenitore; il problema è, viceversa, che questi legami col territorio sono troppo blandi, spesso per scelta degli stessi &#8220;nuovi pratesi&#8221; o di chi esercita un qualche potere su di essi.</p>
<p>Le persone e le aziende non devono essere discriminate o isolate in base all&#8217;origine etnica: questa è sempre stata la base del pensiero delle nostre associazioni. Nello stesso tempo, però, è innegabile che dal punto di vista sistemico vi sia una profondissima differenza sul piano economico, sociale e umano fra ciò che viene praticato &#8211; nella generalità e non certo nella totalità dei casi - da un lato nelle imprese cinesi e dall&#8217;altro nelle esperienze prevalenti fra le imprese italiane. Se l&#8217;espressione &#8220;distretto parallelo&#8221; è ritenuta insoddisfacente o inattuale, è possibile trovarne altre che diano comunque conto di una oggettiva diversità a livello di sistema; i valori più alti, a cominciare dal rispetto della persona umana del lavoratore, non sono rispecchiati con la stessa attenzione in tutti i contesti. Negare questo significherebbe chiudere gli occhi sulla realtà.</p>
<p>Per lo stesso motivo sopra richiamato (non sarebbe né possibile né auspicabile che la popolazione immigrata costituisse una sorta di enclave senza legami col territorio) è evidente &#8211; e mai negato da nessuno, a quanto ci risulta &#8211; che esistano, e siano aumentati col tempo, rapporti economici fra le imprese cinesi e il territorio. Il discrimine valoriale dipende dalla natura e qualità di questi rapporti, non dall&#8217;origine etnica di chi li intrattiene. Una locazione immobiliare gestita in legalità e trasparenza a beneficio di un&#8217;impresa straniera corretta non è né un reato né una colpa morale: è, a ben vedere, un atto di accoglienza. Le risorse economiche che si generano in questo modo sono a loro volta un bene per la collettività e non c&#8217;è motivo di screditarle o rinnegarle. Diverso è invece quando - a opera di cittadini italiani, cinesi o di qualsiasi altra provenienza - si generano ricchezze frutto consapevole di malaffare: in quei casi non deve esserci alcuna tolleranza. Tuttavia ciò che si è manifestato per molti anni non è stato certo un eccesso di repressione: al contrario, non si sono esercitati a sufficienza, da parte dei soggetti pubblici preposti, quei poteri di controllo che sono una garanzia per tutti i cittadini corretti &#8211; autoctoni o immigrati che siano &#8211; e che li devono mettere al riparo non solo dai danni materiali dell&#8217;illegalità ma anche dal generarsi di cattiva reputazione e discriminazione pregiudiziale.</p>
<p>Il &#8220;Patto etico&#8221; promosso dalla Chiesa pratese fa seguito a molte altre iniziative che, a partire dai primi anni Duemila, sono state promosse anche da queste stesse associazioni allo scopo di promuovere la legalità e l&#8217;integrazione: dall&#8217;accoglienza fra i soci di imprese straniere &#8211; fortemente valorizzate anche come auspicio di ulteriori avvicinamenti &#8211; alla sottoscrizione di patti per la legalità (uno per tutti, del 2016, sottoscritto dalle nostre associazioni), dalle traduzioni come strumento di dialogo alla promozione di normative volte alla diffusione di pratiche sane e corrette nei rapporti di lavoro, essendo determinante affermare e preservare in ogni modo e in ogni luogo la difesa e la tutela della legalità economica. Un impegno forte che sarebbe ingeneroso non riconoscerci e che è stato espresso in ogni modo nei rapporti con le istituzioni, la politica e i media. Apprezziamo l&#8217;iniziativa della Diocesi, alla quale le nostre associazioni si dichiarano disponibili a collaborare nelle forme e nei modi appropriati. Per gli aspetti etici e spirituali riconosciamo il magistero della Chiesa, che riteniamo uno stimolo da seguire nella nostra operatività in tema di regolazione delle attività produttive ai tavoli di concertazione, ferme restando le prerogative e le competenze di ogni soggetto coinvolto in questi processi.</p>
<p><strong><em>Confindustria Toscana Nord, CNA Toscana Centro e Confartigianato Imprese Prato</em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>È online Botanica con le proposte sviluppo prodotto di Filo66</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Botanica vuole rappresentare una “Primavera” di rinascita e ripresa per il tessile e per tutto il sistema moda – spiega Federica Bazzani della Direzione di Filo – Abbiamo scelto questo concept perché incarna la mission di Filo: guardare sempre al futuro, coniugando innovazione e sapienza tessile tradizionale, bellezza e contenuti tecnici, sostenibilità e concretezza industriale. Filo è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/Filo66a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20446" title="Filo66a" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/Filo66a.jpg" alt="" width="750" height="125" /></a></p>
<p>«Botanica vuole rappresentare una “Primavera” di rinascita e ripresa per il tessile e per tutto il sistema moda – spiega Federica Bazzani della Direzione di Filo – Abbiamo scelto questo concept perché incarna la mission di Filo: guardare sempre al futuro, coniugando innovazione e sapienza tessile tradizionale, bellezza e contenuti tecnici, sostenibilità e concretezza industriale. Filo è la fiera di riferimento internazionale per filati e materiali tessili ed è per questo che la pubblicazione on line delle nostre proposte sviluppo prodotto è da sempre un appuntamento molto atteso dagli operatori del settore. Botanica ne è un’ulteriore conferma e propone ai produttori esempi concreti di sviluppo dei materiali, partendo dai filati, passando per tessuti e nobilitazione, fino a prefigurare il capo finito. Per noi di Filo, infatti, la presentazione di Botanica è l’inizio di un percorso che faremo a fianco delle aziende espositrici e che ci porterà alla realizzazione della nuova edizione di “Made in Filo”, la collezione di tessuti ideata e interamente prodotta da Filo, proprio a partire dalle suggestioni presentate oggi, e che a settembre proporremo in fiera. Questa iniziativa è un ulteriore esempio concreto ed efficace di quello che intendiamo per “dialogo continuo” con gli espositori, uno scambio costante che arricchisce e consolida il legame tra Filo e le aziende che vi partecipano».</p>
<p>Rossano Bisio, il Fabric Designer che ne ha curato la realizzazione per Filo, si sofferma invece sulla filosofia che ispira Botanica e sui contenuti stilistici che propone: «Botanica vuole essere un manifesto di rinascita del tessile, dove la sapienza manifatturiera si fa radice e l’innovazione si fa futuro. Crediamo infatti che sia necessario dare un segno di speranza e di vigore per restituire slancio e visione a un mercato in attesa, anche a causa di situazioni estranee all’industria». Bisio entra quindi nel dettaglio delle proposte sviluppo prodotto per Filo66: «Il tema generale racchiude tre principali linee di sviluppo prodotto: Botanica Spontanea, Botanica Espansa, Botanica Ibridata. Il primo tema esprime l’eleganza delle fibre naturali e celebra la forza della semplicità; il secondo è il simbolo di una ripresa solida, colta e razionale, mentre il terzo progetta soluzioni per una resilienza funzionale d’avanguardia. Nel suo insieme, Botanica delinea un&#8217;eleganza sostenibile e d&#8217;avanguardia, dove i toni organici della terra incontrano vibrazioni cromatiche sofisticate. Il filato si fa materia viva, in un dialogo fluido tra sfumature neutre, texture tattili e profondi riflessi di luce. Una visione quiet luxury e senza tempo».</p>
<p>La 66a edizione di Filo è in programma il martedì 15 e mercoledì 16 settembre 2026 a Fiera Milano Rho.</p>
<p>Il video “Botanica” è già disponibile su <a href="https://filo.it/trends/66a-edizione/" target="_blank">filo.it</a>: buona visione!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sulla app ufficiale di MIlano Unica sono disponibili i contenuti della 43^ edizione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Catalogo espositori, mappa interattiva, eventi, news e servizi dedicati ai buyer: l’app accompagna la preparazione e la visita alla 43^ edizione di Milano Unica Pensata per accompagnare buyer, espositori e visitatori nella preparazione della visita in fiera, l’app consente di consultare in modo semplice e immediato tutte le informazioni utili: mappa, aziende partecipanti, eventi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/MuApp.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20441" title="MuApp" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/MuApp.jpg" alt="" width="750" height="312" /></a></p>
<p><em>Catalogo espositori, mappa interattiva, eventi, news e servizi dedicati ai buyer: l’app accompagna la preparazione e la visita alla 43^ edizione di Milano Unica</em></p>
<p>Pensata per accompagnare buyer, espositori e visitatori nella preparazione della visita in fiera, l’app consente di consultare in modo semplice e immediato tutte le informazioni utili: mappa, aziende partecipanti, eventi e servizi disponibili durante la manifestazione.</p>
<p>I contenuti verranno aggiornati costantemente nelle settimane che precedono la fiera: per questo motivo si consiglia di consultare regolarmente l’app per restare aggiornati su novità, appuntamenti e servizi disponibili.</p>
<p><strong>COME SCARICARE O AGGIORNARE L’APP</strong></p>
<p>Chi ha già utilizzato l’app nelle precedenti edizioni di Milano Unica può semplicemente aggiornarla tramite il proprio store di riferimento.</p>
<p>L’app è disponibile su:</p>
<ul>
<li><a href="https://apps.apple.com/app/milano-unica-official/id6745779066" target="_blank"><strong>App Store</strong></a></li>
<li><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.milanounica.milanounicaapp" target="_blank"><strong>Google Play</strong></a></li>
</ul>
<p>È inoltre possibile scaricarla tramite QR code.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/MuApp2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20442" title="MuApp2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/MuApp2.jpg" alt="" width="235" height="217" /></a></p>
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		<title>“Feel the Contest &#8211; Master Edition&#8221; celebra l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Feel the Yarn® stringe una collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato, facendone teatro della mostra &#8220;Feel the Contest. Il filo che unisce l&#8217;ispirazione alla creazione&#8221;. Protagonisti della rassegna saranno 34 outfit realizzati dai designers candidati al concorso alla sua diciassettesima edizione, che saranno premiati nell’edizione 2026 di Pitti Immagine Filati #99. Arte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/“FEEL-THE-CONTEST-202601.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20418" title="“FEEL THE CONTEST 202601" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/“FEEL-THE-CONTEST-202601.jpg" alt="" width="750" height="500" /></a></p>
<p><em>Feel the Yarn® stringe una collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato, facendone teatro della mostra &#8220;Feel the Contest. Il filo che unisce l&#8217;ispirazione alla creazione&#8221;. Protagonisti della rassegna saranno 34 outfit realizzati dai designers candidati al concorso alla sua diciassettesima edizione, che saranno premiati nell’edizione 2026 di Pitti Immagine Filati #99. </em></p>
<p>Arte e colore: un binomio vincente per Feel The Yarn® che, per dare ulteriore lustro alle creazioni dei partecipanti a “<strong>Feel the Contest 2026 – Master Edition</strong>”, organizza in partnership con il Museo del Tessuto di Prato, la mostra <em>&#8220;Feel the Contest: il filo che unisce l&#8217;ispirazione alla creazione&#8221;, </em>dal 3 luglio al 27 settembre a Prato.</p>
<p>L’esposizione farà conoscere, anche nelle sale del Museo, i 34 outfit realizzati dai designer selezionati per prendere parte alla finale del Contest a tema “<em>Color</em>”, fil rouge della sua diciassettesima edizione. In abbinamento ad ogni capo realizzato ci saranno anche le opere <em>di </em><strong>Irene Pietrobono </strong>della collezione <em>&#8220;ArteMonium, Il filo di Arianna la materia oltre la forma&#8221;, </em>i cui quadri, ispirati dalla forma e dal colore di ogni outfit, saranno presenti anche durante la tre giorni di Pitti Immagine Filati #99.</p>
<p>“<em>Esiste una profonda connessione tra arte e moda e, ad esprimere la fortunata contaminazione tra questi due mondi, ci penseranno anche i quadri di Pietrobono: ciascuno, partendo dal tema “Color”, unisce infatti l&#8217;ispirazione di ogni designer alla creatività materica dell&#8217;artista, espressa attraverso l’uso di filati e campioni provenienti anche dalle filature associate a CPF &#8211; Consorzio Promozione Filati</em>”, puntualizzano da Feel The Yarn®.</p>
<p>“<em>Negli anni, la tendenza a fondere arte e moda, è stata confermata dai più famosi stilisti italiani ed internazionali che hanno realizzato capi che erano vere opere d’arte per le loro linee e uso dei materiali. Per questa edizione del Contest abbiamo voluto celebrare questo connubio perfetto, dando vita ad una rassegna che potesse concretamente mettere in mostra la creatività dei nostri designer. I loro outfit, opere uniche e originali, saranno chiamati a “vestire” gli spazi del Museo del Tessuto, trasformatosi in prezioso scrigno per le loro realizzazioni. Ci sembra davvero un’ottima occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza dell’unione delle aziende, che sostengono i giovani nella ricerca del loro posto nel mondo del lavoro, con la capacità di questi designers di </em>CONSORZIO PROMOZIONE FILATI – CPF Via Valentini 14 I 59100 Prato www.feeltheyarn.it IG | FB | IN @feeltheyarn <em>esprimersi facendo qualcosa che amano, a regola d’arte</em>” afferma il Presidente del CPF &#8211; Consorzio Promozione Filati, <strong>Leonardo Mannelli</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Il Museo del Tessuto di Prato conferma la propria vocazione a sostegno della cultura del tessuto e della storia della moda. Da diversi anni Feel The Yarn® favorisce il talento delle nuove generazioni facendo incontrare i migliori designer internazionali con la manifattura italiana dei filati di altissima qualità, frutto di ricerca e innovazione. Siamo felici di contribuire alla valorizzazione dei filati italiani e accogliere a Prato i talenti di domani provenienti dalle migliori scuole del mondo</em>” puntualizza <strong>Filippo Guarini</strong>, Direttore Museo del Tessuto di Prato.</p>
<p>Talenti che saranno celebrati nel corso di Pitti Immagine Filati #99 dove, il 25 giugno, saranno anche eletti i vincitori del Contest. A ricevere un premio dalle mani della madrina del concorso Ornella Bignami saranno 4 dei 34 partecipanti all’edizione 2026.</p>
<p>Accanto al “<strong>Vincitore Assoluto Feel the Yarn®”, </strong>cui saranno destinati 3.000 euro funzionali a proseguire gli studi nel mondo della maglieria, a salire sul podio saranno anche i designer che si saranno meritati il “<strong>Premio Creatività</strong>” e il “<strong>Premio Tecnica</strong>”, ambedue consistenti in 1.000 euro per continuare nella propria formazione, e il <strong>“Premio Social” </strong>(500 euro), determinato dalla somma dei voti raccolti sul sito feeltheyarn.it e durante la kermesse fiorentina.</p>
<p><strong>About </strong><strong><em>Feel the Contest: </em></strong>24 &#8211; 26 giugno 2026.</p>
<p>25 giugno 2026, premiazione a Pitti Immagine Filati, Fortezza del Basso, Firenze</p>
<p><strong>Museo del Tessuto di Prato &#8211; via Puccetti 3, Prato</strong></p>
<p><em>Feel the Contest. Il filo che unisce l&#8217;ispirazione alla creazione </em></p>
<p>Dal 3 luglio al 27 settembre 2026</p>
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<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/FTY.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20425" title="FTY" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/FTY.jpg" alt="" width="750" height="184" /></a></p>
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		<title>Next Technology Tecnotessile, Andrea Cavicchi è il nuovo presidente</title>
		<link>http://paginetessili.it/next-technology-tecnotessile-andrea-cavicchi-e-il-nuovo-presidente.html</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[“Vogliamo consolidare il rapporto col territorio e rafforzare la presenza in Europa” Imprenditore tessile, membro del Consiglio di Presidenza di Confindustria Toscana Nord, Cavicchi subentra a Massimo Biancalani. Andrea Falchini nominato nuovo amministratore delegato: “Società solida, con capacità di investimento e decine di bandi europei attivi. Vogliamo affiancare le Pmi nel trasferimento tecnologico” Andrea Cavicchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/cavicchi-e-falchini-next-technology-tecnotessile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20409" title="cavicchi e falchini next technology tecnotessile" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/06/cavicchi-e-falchini-next-technology-tecnotessile.jpg" alt="" width="751" height="563" /></a></p>
<p><em>“Vogliamo consolidare il rapporto col territorio e rafforzare la presenza in Europa”</em></p>
<p><em>Imprenditore tessile, membro del Consiglio di Presidenza di Confindustria Toscana Nord, Cavicchi subentra a Massimo Biancalani. Andrea Falchini nominato nuovo amministratore delegato: “Società solida, con capacità di investimento e decine di bandi europei attivi. Vogliamo affiancare le Pmi nel trasferimento tecnologico”</em></p>
<p>Andrea Cavicchi è il nuovo presidente di Next Technology Tecnotessile. A nominarlo l&#8217;assemblea della società nazionale di ricerca, con sede a Prato, ma operativa su scala europea, specializzata in sviluppo tecnologico. Architetto, imprenditore tessile, Cavicchi ha alle spalle numerose esperienze alla guida di realtà istituzionali. E&#8217; presidente del Comitato della Piccola Industria di Confindustria Toscana Nord, membro del Consiglio di Presidenza di Ctn (con deleghe all&#8217;Education e all&#8217;Europa), presidente del Consorzio Detox e in passato ha guidato Confindustria Prato, Ctn e Centro di Firenze per la Moda Italiana.</p>
<p>La nomina di Cavicchi rispecchia anche il nuovo assetto societario di Next Technology Tecnotessile. Confindustria Toscana Nord, infatti, attraverso la partecipata Saperi, ha rilevato il 40% delle quote di Next Technology precedentemente in possesso del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Ctn ha così oggi il 51% delle quote della compagine societaria, mentre il restante 49% è suddiviso fra varie realtà private afferenti ai settori del tessile, meccanotessile, abbigliamento, logistica e chimico. Con la recente approvazione del bilancio, la società di ricerca ha dimostrato di essere solida dal punto di vista finanziario, con decine di bandi europei attivi e con capacità di investimento.</p>
<p>Cavicchi resterà in carica per un triennio e va a prendere il posto di Massimo Biancalani che per quasi dieci anni ha guidato Next Technology. Il cda è composto da nove soci: il nuovo amministratore delegato è Andrea Falchini (in precedenza direttore di Ntt).</p>
<p>“Intanto voglio ringraziare tutti per la fiducia – spiega Cavicchi -. Un grazie particolare va a Massimo Biancalani per l&#8217;importante lavoro portato avanti in tutti questi anni e ai consiglieri uscenti del Cda. Il rafforzamento di Confindustria Toscana Nord all&#8217;interno della compagine societaria di Next Technology rafforza ulteriormente il radicamento della società di ricerca sul territorio. Questo è uno degli obiettivi del mio mandato: affiancare le Pmi per favorire il trasferimento tecnologico. Poi vogliamo potenziare sempre di più l&#8217;accesso ai fondi europei, proseguendo sulla strada attuale che vede numerosi finanziamenti ottenuti. E ancora lavorare sull&#8217;economia circolare e sul riciclo tessile, sulla transizione verde e digitale, e sulla formazione tecnica avanzata magari lavorando sempre più al fianco di Buzzi e Pin. Inoltre, vogliamo rafforzare la relazione con i centri tecnologici e di ricerca italiani ed europei”.</p>
<p>Nella visione del nuovo presidente vanno supportate anche le “collaborazioni con i nuovi mercati e con i tessili tecnici”. “Senza dimenticare la valorizzazione del cluster regionale, composto da università, aziende, centri di ricerca per il tessile-moda che ha l&#8217;obiettivo di concretizzare il trasferimento tecnologico – aggiunge Cavicchi -. Proveremo ad avere una relazione diretta con le imprese su bandi, ricerca e tematiche centrali per lo sviluppo del territorio. Vorremmo inoltre stringere accordi col sistema dei centri di ricerca nazionali ed europei per avere una rete di scambio di buone pratiche, conoscenze, convegnistica, nell&#8217;ottica della valorizzazione dei territori”.</p>
<p>Come detto, l&#8217;altra novità è la nomina di Andrea Falchini come amministratore delegato di Next Technology Tecnotessile: “Sono onorato della fiducia dell&#8217;Assemblea, un incarico che accolgo nel segno della continuità con il mio ruolo operativo di direttore – conclude Falchini -. Se oggi Ntt si presenta come una realtà solida e come un centro di ricerca d&#8217;eccellenza, forte di un team di ricercatori di prim&#8217;ordine e di laboratori all&#8217;avanguardia, il merito va alle scelte condivise con il past president Massimo Biancalani, impostate dal precedente direttore Solitario Nesti e sostenute dal consiglio di amministrazione uscente. È proprio questo patrimonio scientifico ad aver convinto Confindustria Toscana Nord a incrementare il proprio impegno e ad acquisire la maggioranza tramite la controllata Saperi. Si tratta di un passaggio che, come ha giustamente sottolineato il presidente Cavicchi, risponde alla volontà strategica di stringere un legame ancora più stretto con il territorio e le sue Pmi. In un momento complesso per il distretto tessile di Prato, il più importante d&#8217;Europa, la nostra missione è proprio quella di tradurre il lavoro dei laboratori in soluzioni concrete per lo sviluppo industriale. Condivido pienamente gli obiettivi operativi tracciati dal presidente Cavicchi, con il quale lavorerò in totale sinergia per dare un impulso decisivo ai progetti di trasferimento tecnologico e di innovazione”.</p>
<p><em>Nella foto: Andrea Cavicchi, Andrea Falchini</em></p>
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		<title>La produzione industriale a Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 condizionata anche dalle vicende belliche</title>
		<link>http://paginetessili.it/la-produzione-industriale-a-lucca-pistoia-e-prato-nel-1%c2%b0-trimestre-2026-condizionata-anche-dalle-vicende-belliche.html</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Relativa stabilità o minimo arretramento: così può essere letto il risultato -0,4% della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 nel confronto con lo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, come emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Dopo un avvio d&#8217;anno relativamente tranquillo, il primo quarto del 2026 ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20383" title="CapecchiRomagnoliPieretti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CapecchiRomagnoliPieretti.jpg" alt="" width="750" height="478" /></a>Relativa stabilità o minimo arretramento: così può essere letto il risultato <strong>-0,4%</strong> della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 nel confronto con lo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, come emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord.</p>
<div>Dopo un avvio d&#8217;anno relativamente tranquillo, il primo quarto del 2026 ha subito, per motivi diversi, una sorte analoga ai corrispondenti mesi del 2025: se allora furono i preannunci dei dazi USA a introdurre un fattore di destabilizzazione, quest&#8217;anno è stato lo scoppio della guerra USA-Iran a generare un&#8217;instabilità di cui si continua a pagare ancora oggi il prezzo. L&#8217;offerta di materie prime, da quelle energetiche ai componenti dei prodotti industriali, è divenuta più difficoltosa e costosa, contribuendo, assieme al ristagno della domanda, al rallentamento della produzione di molti settori. Un altro fattore in gioco è la dinamica dell&#8217;export, condizionata da un lato dal cambio sfavorevole euro-dollaro e dall&#8217;altro dalle politiche daziarie USA che hanno indotto la Cina a guardare con ancora maggior interesse al mercato europeo. Le rilevazioni sulla fiducia dei consumatori non sono confortanti e fanno pensare a una riduzione dei consumi a vantaggio di una crescita del tasso di risparmio.&nbsp;</p>
<p>&#8220;La relativa tenuta della produzione nel 1° trimestre di quest&#8217;anno è per l&#8217;industria di Lucca, Pistoia e Prato un risultato certo non soddisfacente ma comunque apprezzabile &#8211; commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord <strong>Fabia Romagnoli</strong> -. L&#8217;attività delle imprese è stata segnata negli ultimi anni da una sfida continua per i motivi più diversi ma sempre gravi e pesanti, tali da compromettere l&#8217;equilibrio di interi sistemi produttivi. Le imprese resistono, con grande fatica e talvolta con perdite dolorose, ma continuano a lottare, confidando nel recupero di una stabilità geopolitica che deve rappresentare il primo e fondamentale obiettivo di tutti. Per l&#8217;Italia i nodi energia e disponibilità di materie prime a prezzi congrui sono prioritari e il nostro territorio non fa eccezione. Condivido l&#8217;allarme che il presidente di Confindustria Orsini ha rilanciato anche ieri in occasione dell&#8217;assemblea della confederazione: la deindustrializzazione è un rischio reale, che l&#8217;Italia, e prima ancora l&#8217;Europa, devono fare di tutto per scongiurare. Occorrono politiche europee più attente alla competitività delle imprese, a cominciare dall&#8217;energia e quindi dal sistema ETS che va quantomeno radicalmente rivisto; ma sul versante energetico anche il nostro paese porta responsabilità dirette, che devono indurre a riconsiderare scelte come quelle sul nucleare. Anche l&#8217;idea della ZES unica nazionale è buona: sarebbe uno strumento utile per stimolare gli investimenti. Pur in tutte queste difficoltà infatti gli imprenditori continuano a investire con fiducia e coraggio; sta alla politica e alle istituzioni creare con senso di responsabilità condizioni di contesto che non vanifichino quella fiducia e quel coraggio, ma che li alimentino e che rendano possibile concretizzare gli obiettivi delle imprese.&#8221;</p>
<p>Il risultato dell&#8217;area Confindustria Toscana Nord non è lontano da quello nazionale (+0,2%), che beneficia di una più ampia molteplicità di settori e non subisce quindi le conseguenze della forte concentrazione territoriale di alcune produzioni che stanno vivendo difficoltà particolarmente acute. I settori che, nel confronto con il 1° trimestre 2025, hanno avuto i migliori risultati nel complesso del territorio Lucca-Pistoia-Prato sono stati la chimica-plastica-materiali non metalliferi con +2,9%, l&#8217;alimentare con +2,1% e la metalmeccanica con +1,2%; in territorio negativo invece la moda con -4,1% e la carta-cartotecnica con -1,8%.</p>
<p><strong>Lucca &#8211; commento del vicepresidente Tiziano Pieretti</strong><br />
&#8220;La produzione manifatturiera di Lucca si presenta nel 1° trimestre 2026 in ulteriore consolidamento, <strong>+1%</strong>, rispetto allo stesso periodo del 2025 che era stato a sua volta positivo, sia pure per poco (+0,7%). Un risultato, quello del 1° trimestre, che arriva dopo una chiusura del 2025 all&#8217;insegna della stabilità. Per questa prima parte dell&#8217;anno si segnalano fra tutte le prestazioni eccellenti delle macchine e dell&#8217;elettromeccanica, che include anche i macchinari per il cartario e che segna un ottimo +7,8%: un segnale da leggere in chiave positiva anche in rapporto al settore di destinazione, il cartario appunto. Quest&#8217;ultimo registra invece un risultato negativo, -1,9% rispetto a un 1° trimestre 2025 che a sua volta però aveva avuto un incremento pressoché equivalente, +2%. Nettamente positivi anche alimentare (+5,2%), chimica-plastica-farmaceutica (+2,3%), infine nautica e lapideo-vetro-materiali da costruzione, entrambi con +1% dopo che erano stati entrambi negativi nel corrispondente periodo del 2025. Andamento inverso per la metallurgia e la moda: mentre con l&#8217;inizio del 2025 avevano avuto entrambe segnali positivi, sono tornate in territorio nettamente negativo, rispettivamente a quota -7,1% e -5,8%. Un quadro complesso e variegato, in definitiva, quello lucchese, in cui comunque prevalgono importanti punti di forza.&#8221;</p>
<p><strong>Pistoia &#8211; commento del vicepresidente Massimo Capecchi</strong><br />
&#8220;Positiva, seppure in misura modesta (<strong>+1,2%</strong>), e comunque con un risultato migliore rispetto alla media dell&#8217;area e migliore del contesto italiano, la produzione industriale a Pistoia. Un buon risultato che si confronta con i corrispondente mesi del 2025, viceversa nettamente negativi. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il 1° trimestre di quest&#8217;anno ha fatto registrare una buona performance soprattutto del settore chimica, plastica e lavorazioni non metallifere (+9,1%) grazie a ordini che provengono soprattutto dall&#8217;interno; positiva, e non solo per il contributo del settore ferrotranviario, anche la metalmeccanica (+2,3%) come pure, anche se di poco e con un dato sostenuto principalmente da ordini interni, l&#8217;alimentare (+0,7%). Positivo anche il dato di abbigliamento e maglieria (+1%), unica voce con il segno più nell&#8217;intero comparto moda, dove invece sia il tessile (-3,5%) e soprattutto le calzature (-5,3%) flettono; negativo il dato del mobile (-2,4%) e, seppur di poco, quello della carta (-0,9%). Ancora una volta la molteplice tipologia delle imprese della provincia consente di ottenere, alla fine, un valore complessivo positivo; non possiamo però negare di essere ancora in una fase di sostanziale fragilità, che investe molti settori tipicamente pistoiesi e che preoccupa.&#8221;</p>
<p><strong>Prato &#8211; commento della presidente Fabia Romagnoli</strong><br />
&#8220;Un risultato severo quello della produzione industriale pratese nel 1° trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: <strong>-5,1%</strong>, un arretramento importante, maggiore di quello dello stesso periodo del 2025. E&#8217; a quota -3% il volume della produzione tessile del distretto nel 1° trimestre 2026; a questo dato si accompagnano contrazioni a due cifre sia dell&#8217;abbigliamento-maglieria (-13,4%) che della metalmeccanica, rappresentata in gran parte dal meccanotessile, a quota -18%. Quest&#8217;ultimo è uno dei risultati più pesanti degli ultimi anni, condizionato però anche dalle incertezze sugli incentivi e sui prezzi. Non è comunque un risultato sorprendente, bensì lo specchio delle difficoltà del settore moda a un livello che va ben al di là dei confini territoriali e nazionali. Le imprese pratesi stanno lavorando intensamente per affrontare nel migliore dei modi questo passaggio così difficile; come associazione l&#8217;impegno è massimo per sostenere i loro sforzi e assicurare la rappresentanza degli interessi del territorio, a cominciare dal capitolo fondamentale del cardato rigenerato. Sta emergendo comunque con sempre maggior chiarezza che un fattore decisivo di debolezza delle aziende è quello delle piccole dimensioni: un tema tutt&#8217;altro che inedito che richiederà una rinnovata attenzione.&#8221;</p>
<p><em>Nella foto: Capecchi, Romagnoli e Pieretti</em></p>
</div>
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		<title>Il cardato riciclato di Prato tra ostacoli e successo</title>
		<link>http://paginetessili.it/il-cardato-riciclato-di-prato-tra-ostacoli-e-successo.html</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cardato riciclato pratese fra valenza ambientale, paradossi penalizzanti e crescente rilevanza nella produzione del distretto &#8211; i calcoli di Confindustria Toscana Nord Un impegno quotidiano talvolta poco visibile ma costante, un lavoro continuo che non deve lasciare niente di intentato: questo è quanto sta facendo Confindustria Toscana Nord per valorizzare e tutelare le produzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/FrancescoMarini21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20356" title="FrancescoMarini2" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/FrancescoMarini21.jpg" alt="" width="750" height="720" /></a></p>
<p><em>Il cardato riciclato pratese fra valenza ambientale, paradossi penalizzanti e crescente rilevanza nella produzione del distretto &#8211; i calcoli di Confindustria Toscana Nord</em></p>
<p>Un impegno quotidiano talvolta poco visibile ma costante, un lavoro continuo che non deve lasciare niente di intentato: questo è quanto sta facendo Confindustria Toscana Nord per valorizzare e tutelare le produzioni locali, di cui il cardato riciclato pratese è elemento fortemente caratterizzante. Il cardato riciclato si identifica con il distretto tessile stesso ma è tanto celebrato come virtuoso a livello di percezione comune &#8211; e nominalmente additato ad esempio anche ai massimi livelli istituzionali -, quanto minacciato da normative europee e nazionali. Una produzione, inoltre, che dal punto di vista dei dati statistici ufficiali nemmeno esiste e che il Centro studi Confindustria Toscana Nord ha stimato in questi giorni solo grazie alla sua conoscenza capillare del distretto, con la collaborazione delle altre associazioni del territorio interessate all&#8217;argomento.</p>
<p>&#8220;Si fa molta fatica a far comprendere davvero, al di là degli apprezzamenti generici, il valore ambientale del cardato riciclato &#8211; osserva Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Il legislatore europeo tende a omologare le norme fra settori, ignorando le specificità del tessile; a questo si aggiunge la peculiare organizzazione del distretto pratese, con la sua filiera complessa e iperspecializzata. E&#8217; emblematico il caso già noto del dibattito sull&#8217;End of Waste, la normativa che determina quando un materiale cessa di essere rifiuto per acquisire lo status di materia prima secondaria: andando a guardare la realtà operativa della filiera pratese, non ci sono dubbi che i materiali che arrivano alle sfilacciature, già selezionati e oggetto di primi trattamenti di condizionatura, siano a quel punto ormai pienamente reimmessi nel ciclo produttivo. Ma, secondo un orientamento piuttosto comune presso il legislatore europeo ed esteso al tessile a partire da altri settori, finché la materia non è tornata allo stato di fibra continua a essere un rifiuto. In questa impostazione le sfilacciature non sarebbero il primo passaggio per rigenerare le fibre, come in effetti sono, ma gestori di rifiuti, con tutti gli adempimenti conseguenti. Se finisse così, significherebbe infliggere un colpo pesantissimo alla filiera del cardato rigenerato, con tutte le conseguenze economiche e occupazionali del caso. E questo è solo un esempio degli abbagli che, assieme ad altre associazioni e col supporto delle istituzioni locali, cerchiamo di combattere.&#8221;</p>
<p>Un compito particolarmente arduo anche per la situazione paradossale che investe la disponibilità, o meglio indisponibilità, di dati ufficiali sul cardato riciclato. La stessa Unione Europea chiede al distretto di documentare flussi e volumi di materiali di partenza e prodotti finiti, ma a livello statistico generale questi dati non esistono: nessuno li ha mai introdotti nello stock di dati che i diversi operatori &#8211; aziende private e uffici pubblici come le dogane &#8211; sono tenuti a fornire. Qualcosa è possibile desumere dalle certificazioni acquisite dalle imprese, ma il dato complessivo non può comunque essere calcolato facendo affidamento su informazioni di base ufficiali e oggettive.</p>
<p>&#8220;Una situazione bizzarra e incresciosa che ostacola i nostri sforzi per rappresentare adeguatamente il peso del cardato riciclato e il suo significato dal punto di vista sia ambientale che economico &#8211; aggiunge Francesco Marini -. Il lavoro che facciamo quotidianamente dal punto di vista tecnico e di rappresentanza richiede questi dati, che si tratti di informative verso l&#8217;Unione Europea o di documentazione da presentare al Ministero dell&#8217;ambiente italiano, con il quale avremo a breve un incontro. Da qui il lavoro effettuato dal nostro Centro studi, che, applicando criteri attendibili, stima in 70.000 tonnellate annue la massa di prodotti in lana e misto lana contenenti materie prime riciclate. Un volume, questo, che corrisponde a 1,75 miliardi di euro di fatturato e a un numero di addetti stimabili in 8.350. Parliamo solo di filati e tessuti destinati all&#8217;abbigliamento, ma esiste poi un altro importante comparto, quello dei prodotti tessili speciali come i feltri, che a sua volta assorbe una quantità significativa di queste fibre. Prato del resto è davvero il polo nazionale e mondiale del cardato riciclato: dalle stesse stime del nostro Centro studi emerge che il distretto rappresenta in Italia, in volumi, l&#8217;84% dei tessuti cardati riciclati di lana o peli fini e quote importanti anche nei filati con la stessa composizione.&#8221;</p>
<p>Per dare un ordine approssimativo di grandezza, fissando in 500 grammi il peso medio di un capo di lana cardata riciclata (solitamente impiegata in capi che vanno dal maglioncino al cappotto), le 70.000 tonnellate &#8211; cioè 70 milioni di chili di questi prodotti &#8211; si traducono in 140 milioni di capi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sinergia scuola-impresa: a Prato la meccanica punta sui giovanissimi con Confindustria Toscana Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Sorreca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prato]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese meccaniche pratesi associate a Confindustria Toscana Nord tornano a puntare sui giovanissimi. Con l’adesione al progetto nazionale “Eureka! Funziona!”, l’associazione lancia una nuova sfida creativa dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa “Eureka! Funziona!”, promossa da Federmeccanica in accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e finalizzata ad avvicinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/1B-dell’Istituto-Comprensivo-Il-Pontormo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20324" title="1B dell’Istituto Comprensivo Il Pontormo" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/1B-dell’Istituto-Comprensivo-Il-Pontormo.jpg" alt="" width="750" height="513" /></a></p>
<p>Le imprese meccaniche pratesi associate a Confindustria Toscana Nord tornano a puntare sui giovanissimi. Con l’adesione al progetto nazionale “Eureka! Funziona!”, l’associazione lancia una nuova sfida creativa dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado.</p>
<p>L’iniziativa “Eureka! Funziona!”, promossa da Federmeccanica in accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e finalizzata ad avvicinare le nuove generazioni alla cultura tecnica e scientifica tramite laboratori di progettazione, taglia il traguardo della XIV edizione. Sul territorio pratese, le imprese di Confindustria Toscana Nord hanno consolidato la presenza del progetto coinvolgendo, per il secondo anno consecutivo, gli istituti secondari di primo grado.</p>
<p>All&#8217;iniziativa in chiave pratese hanno aderito le scuole secondarie di primo grado dei seguenti istituti: Istituto Comprensivo Pier Cironi, Istituto Comprensivo Lorenzo Bartolini, Istituto Comprensivo Il Pontormo, Istituto Comprensivo Nord, Conservatorio San Niccolò, CPIA 1 – Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti e Istituto Comprensivo Margherita Hack, per un totale di 26 classi e circa 500 studenti coinvolti.</p>
<p>Alle classi partecipanti sono stati consegnati 118 kit contenenti materiali e componenti tecnici con cui gli studenti e le studentesse hanno ideato e realizzato giocattoli funzionanti. Durante il percorso, le aziende coinvolte nel progetto sono entrate nelle scuole per presentare l’iniziativa, consegnare i kit e seguire le diverse fasi di sviluppo dei lavori, fino alla selezione dei progetti finalisti. Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato la pneumatica: le classi hanno lavorato utilizzando i materiali presenti nei kit, come siringhe, tubicini, raccordi e palloncini, per comprendere il funzionamento dei sistemi ad aria e dei meccanismi di movimento.</p>
<p>I rappresentanti aziendali che hanno collaborato al progetto, consegnando i kit nelle scuole e partecipando alla selezione dei giochi finalisti, sono: Claudio Cipriani (Campinoti &amp; Bozzoni), Sara Dell’Orco (Dell’Orco &amp; Villani), Luca Cecchi (Prama Technology), Andrea Magheri (Effedue), Massimo Luchetti (Proxima) e Nicola Pesenti (Montenero OMTP).</p>
<p>La giuria esterna che ha valutato i progetti e decretato i vincitori è stata composta da: Lilia Andreotti (Lucca Crea), Marco Cheli (Fapim), Francesca Fani (Pafa System), Rossano Biancalani (Biancalani Textile Machinery) e Massimo Bassi (FAIT Group).</p>
<p>Per le classi prime ha vinto la 1°B dell’Istituto Comprensivo Il Pontormo con il progetto “Il razzo ad aria”, aggiudicandosi così un premio in denaro. Per le classi seconde, invece, ha raccolto i maggiori consensi la 2°B dell’Istituto Comprensivo Nord con il progetto “Nuvolandia”; il premio in questo caso consiste in un viaggio a Verona per partecipare all’evento nazionale di Federmeccanica, in programma il 26 novembre. Infine, per le classi terze, la vittoria è andata alla 3°F dell’Istituto Comprensivo Nord, che grazie al progetto “Labirinto in movimento” si è aggiudicata un premio in denaro.</p>
<p>Parallelamente al concorso indirizzato alle scuole secondarie di primo grado si è svolto un contest dedicato agli studenti del CPIA 1 – Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti. A vincere sono stati il gruppo 1 della classe 3° con il gioco “Putt &amp; Puff” e, ex aequo, il gruppo 2 della classe 3° con il progetto “Corsa ad ostacoli”.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CPIA-1-–-Centro-Provinciale-per-l’Istruzione-degli-Adulti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20327" title="CPIA 1 – Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/CPIA-1-–-Centro-Provinciale-per-l’Istruzione-degli-Adulti.jpg" alt="" width="750" height="520" /></a></p>
<p>Stando alle parole di Massimo Luchetti, coordinatore del gruppo Meccanotessili della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord oltre che presidente della stessa sezione, “Crediamo fermamente nel dialogo con le nuove generazioni: l’incontro tra studenti e meccanica genera valore per entrambi. Con i giovanissimi delle medie il nostro strumento è il gioco: stimoliamo la loro curiosità, traducendo concetti tecnologici complessi in un linguaggio fatto di creatività e piccoli progetti concreti.”</p>
<p>&#8220;Vedere l&#8217;entusiasmo dei ragazzi è stato straordinario. Eureka! Funziona! ha confermato che la meccanica può parlare ai giovanissimi se usa il linguaggio della sfida e della creatività. Nonostante le 20 ore di impegno richieste (una prova non banale), tutti i partecipanti hanno portato a termine i progetti con risultati che hanno sorpreso noi imprenditori per primi. È la prova che i talenti esistono: vanno solo stimolati con i giusti mezzi”, ha aggiunto Sara Dell&#8217;Orco, che nell&#8217;ambito della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord si occupa del tema Education.</p>
<p><a href="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/3F-dell’Istituto-Comprensivo-Nord.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20325" title="3F dell’Istituto Comprensivo Nord" src="http://paginetessili.it/wp-content/uploads/2026/05/3F-dell’Istituto-Comprensivo-Nord.jpg" alt="" width="750" height="445" /></a></p>
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