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Marenzi a Milano Unica: «Viaggiamo con il vento in poppa: bisogna sfruttarlo»

settembre 10 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Como, Eventi, News, Prato

«Il tessile-abbigliamento sta vivendo un momento positivo. Non sappiamo se sarà così anche domani, ma se ci impegniamo adesso possiamo raggiungere dei risultati». A Milano Unica Marenzi elenca le priorità della moda per «sfruttare il vento in poppa».

Alla cerimonia di apertura, questa mattina a Fieramilanocity, il presidente di Sistema Moda Italia, Claudio Marenzi, ha parlato a una platea che da molto tempo non si vedeva così compatta, nell’ottica di “fare squadra”. Erano presenti, oltre a esponenti delle autorità locali (Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università, Moda e Design del Comune di Milano e Mauro Parolini, assessore al Commercio, Turismo e Terziario in Regione Lombardia), anche Fiera Milano e rappresentati della filiera del fashion come Camera Nazionale della Moda ItalianaPittiLineapelle. A infondere ottimismo, Oscar Farinetti, fondatore della catena del buon gusto Eataly, che stasera nella sede di Milano celebra la creatività italiana, con Milano Unica e The Woolmark Company, conferendo un premio a Cesare Attolini, ideatore dei costumi del film di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza”.

Il discorso di Marenzi ha toccato tre temi: Europa, etichetta “made in” e innovazione. L’Europa è «un mercato da rivalutare»: con i suoi 500 milioni di consumatori è superiore anche agli Usa. Ma deve «rivedere la politica valutaria», nell’ottica di un indebolimento dell’euro, per rendere il made in Europe più competitivo. In più deve risolvere il problema con la Russia «con modalità diverse dalle sanzioni», i cui effetti si stanno facendo sentire anche sul Pil tedesco. «Non dovremmo seguire gli Stati Uniti in modo così pedissequo», ha dichiarato Marenzi.

Tra le note dolenti anche il “made in”, ancora lontano dall’essere obbligatorio per le merci che entrano in Ue, nonostante i notevoli passi avanti che hanno portato al via libera da parte dell’Eruoparlamento. «La maggior parte dei Paesi dell’Unione europea – spiega Marenzi – che non ha più una filiera della moda, non lo vuole. Speriamo comunque di portare a casa un risultato presto».

A proposito di innovazione, uno dei plus indiscussi della filiera italiana della moda, il presidente di Smi ha parlato dell’importanza della defiscalizzazione dei campionari. Per ottenerla, si spera nell’attività di pressing, in sede Ue, da parte di Euratex, la maggiore organizzazione europea del tessile-abbigliamento. Un compito arduo, dal momento che «la parola campionario – ha sottolineato Marenzi – non è nemmeno contemplata nella piattaforma tecnologica europea». Cosa che darebbe all’innovazione nella moda «la stessa dignità che ha in settori come la chimica e la meccanica».

 

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