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Moda: l’e-commerce sfiora ormai il 4%

ottobre 22 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Cresce del 17% l’e-commerce b2c in Italia nel 2014, per un valore di 13,3 miliardi di euro. Tra i settori che hanno registrato gli incrementi più elevati c’è l’abbigliamento (+25%), merceologia in cui la penetrazione dell’e-commerce sul totale delle vendite retail passa dal 2,9% a quasi il 4%. Sono questi i dati salienti sulla moda emersi oggi, 21 ottobre, all’Osservatorio eCommerce b2c del PolitecnicoNetcomm.

Dal convegno si apprende che le vendite via smartphone e tablet arrivano a incidere per il 20% sull’e-commerce totale in Italia. Un altro aspetto su cui riflettere è la sempre maggiore affermazione delle dot com (aziende nate con Internet) rispetto alle imprese tradizionali, che non sempre interpretano e affrontano nella maniera adeguata il canale online.

«L’e-commerce nel nostro Paese è sempre più appannaggio delle dot com, prevalentemente straniere (come AmazonBooking.comeBayExpediaPrivalia evente-privee.com), ma anche italiane (ad esempio BanzaiYoox Group), che complessivamente pesano per il 54% delle vendite (oltre il 70% se consideriamo solo i prodotti e non i servizi) – ha affermato Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c di Politecnico di Milano e Netcomm -. Questa percentuale, in sé positiva, mette però in luce le debolezze degli operatori tradizionali (produttori e retailer), che ancora stentano a interpretare l’online come un reale canale alternativo e che per questo non riescono a giocare un ruolo da protagonisti, come è invece avvenuto in molti mercati occidentali».

«Gli e-shopper non solo sono in crescita, ma si stanno evolvendo – ha osservatoRoberto Liscia, presidente di Netcomm -. Siamo di fronte alla nascita di un nuovo tipo di cliente: il “superconsumatore”, che ha preso il pieno controllo del processo di acquisto per soddisfare i propri bisogni. Acquista online e, al tempo stesso, utilizza il web per effettuare acquisti tradizionali consapevoli».

L’e-commerce può essere una valida risorsa per incrementare l’export di prodotti made in Italy, come è stato ribadito al convegno. Le esportazioni italiane realizzate grazie all’e-commerce b2c crescono del 24% e superano i 2,5 miliardi di euro nel 2014. Le vendite “cross border” valgono dunque un quinto di quelle totali da siti italiani.

Per oltre il 50% riguardano il settore del turismo e per circa un terzo l’abbigliamento, grazie alla presenza di operatori con una spiccata vocazione internazionale: alcuni esempi sono Yoox Group, LuisaViaRomaGiglio). Ma anche alle iniziative di e-commerce di alcuni brand, come DieselFranklin & MarshallLa PerlaLiuJoMax MaraPrada. I principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e Usa), con l’aggiunta di Giappone e Russia. Rimangono sostanzialmente insondati gli altri mercati, tra cui Cina e Sudamerica (Brasile in primis).

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