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Prezzo dei coloranti tessili, l’allarme è sempre più alto

marzo 6 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Il presidente dell’Unione Cavicchi: “Un serio problema per tutta la filiera moda”.

La corsa forsennata dei prezzi dei coloranti tessili non accenna ad arrestarsi: lo scorso novembre (v. qui il comunicato) l’Unione Industriale Pratese levò il primo allarme, che si estese a livello nazionale ed europeo, ed oggi l’associazione è di nuovo costretta a richiamare l’attenzione su un fenomeno sempre più incontrollato.

“E’ dall’estate scorsa che assistiamo ad un costante rialzo dei prezzi dei coloranti tessili, accompagnato anche da qualche difficoltà di approvvigionamento – ricorda il vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese Franco Ciampolini – Il problema è sempre più insostenibile per il bilanci delle nostre imprese e riguarda tutto il comparto, con accentuazioni più o meno spiccate a seconda delle tipologie produttive, dalle tintorie in fiocco fino al capo, oltre che le stamperie. Difficile individuare le motivazioni puntuali del fenomeno. Va sottolineato comunque che il mercato è in mano a pochi operatori, precisamente a multinazionali che producono in paesi extra-europei.”

“Le tintorie in fiocco e in tops sono in prima linea rispetto a questo problema – aggiunge Riccardo Matteini Bresci, presidente della sezione Materie tessili di base e lavorazioni dell’Unione Industriale Pratese – Questa tipologia produttiva infatti è caratterizzata da un’incidenza particolarmente elevata dei coloranti sul totale dei propri costi. Basti dire che vi sono alcuni prodotti sui quali i coloranti incidono fino al 35% del prezzo medio di fatturazione e che gli aumenti dei coloranti sono stati negli ultimi mesi anche del 100%. E’ evidente l’effetto devastante degli aumenti che stiamo subendo.”

“Il problema che sollevano i colleghi tintori è del tutto giustificato e molto serio – conclude il presidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Cavicchi -. Gli incrementi che denunciano sono un fatto che non può essere né negato né, di fatto, scalfito: muoversi in un mercato così specialistico e semi-monopolistico come quello dei coloranti è difficile e consente ben poche ottimizzazioni. Le tintorie e le stamperie sono i segmenti produttivi su cui il problema si abbatte direttamente: ma è tutta la filiera a risentire della situazione. Sappiamo che SMI-Sistema Moda Italia ha ben presente la questione, esposta a suo tempo anche al Governo e sul quale è richiesto l’intervento dell’Unione Europea: l’auspicio è che l’attenzione al fenomeno non venga meno e anzi si rafforzi.”

 

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