Moda, Tessile, Abbigliamento

I dati del distretto di Prato nel 2025: tiene il tessile, giù il metalmeccanico

marzo 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Non sono di facile interpretazione i dati 2025 dell’export manifatturiero delle province di Lucca, Pistoia e Prato. A renderne complicata la lettura è il fatto che la fonte più autorevole – l’ISTAT, su cui il Centro studi di Confindustria Toscana Nord basa le sue elaborazioni – per il livello provinciale fornisce i dati non in volumi ma solo in valori. Dati, quindi, che sono determinati anche da fattori quali le oscillazioni valutarie e i costi delle materie prime, che non forniscono indicazioni dirette attendibili sulle reali prestazioni delle imprese esportatrici in termini di entità di produzione destinata ai mercati esteri. Un limite interpretativo che è sempre presente, ma che è particolarmente acuto in momenti segnati da turbolenze, come accadeva già nel 2025 e come, ancor di più, accade nel momento attuale.

“Pur con queste importanti cautele, alcune considerazioni sono comunque possibili – osserva la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Per il complesso delle esportazioni di Lucca-Pistoia-Prato il 2025 torna in territorio negativo, a quota -1,7%, dopo un 2024 che aveva segnato +2,3%. Un risultato quindi non certo esaltante ma neppure drammatico se si considerano i forti timori che ci sono stati, e che si sono oggi ulteriormente acuiti, per le politiche daziarie statunitensi e per le tensioni internazionali.”

Riguardo alle prestazioni di Prato, Romagnoli continua: “Stabilità quasi assoluta per il valore delle esportazioni pratesi nel 2025: +0,2% rispetto a un 2024 che era stato a sua volta stagnante, a quota -0,5%. Vede di nuovo il segno positivo, dopo due anni con un netto segno meno, il tessile (+1,6%) e lo mantiene, sia pure di poco, l’abbigliamento, che era già positivo nel 2024. Continua invece la serie negativa per la metalmeccanica, con -6,2%. Rivolgendo lo sguardo al tessile a livello dell’intero distretto, comprendendo quindi i comuni fiorentini e pistoiesi che ne fanno parte, il risultato è leggermente inferiore, a quota -0,9%. Rimane comunque la percezione di un tessile che – pur con tutte le difficoltà interpretative dovute ai dati in valori – si batte strenuamente, e con un certo successo, per mantenere la propria competitività in un contesto molto difficile.”

 


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