La produzione industriale a Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 condizionata anche dalle vicende belliche
maggio 28 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato
Relativa stabilità o minimo arretramento: così può essere letto il risultato -0,4% della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato nel 1° trimestre 2026 nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, come emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord.
“La relativa tenuta della produzione nel 1° trimestre di quest’anno è per l’industria di Lucca, Pistoia e Prato un risultato certo non soddisfacente ma comunque apprezzabile – commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. L’attività delle imprese è stata segnata negli ultimi anni da una sfida continua per i motivi più diversi ma sempre gravi e pesanti, tali da compromettere l’equilibrio di interi sistemi produttivi. Le imprese resistono, con grande fatica e talvolta con perdite dolorose, ma continuano a lottare, confidando nel recupero di una stabilità geopolitica che deve rappresentare il primo e fondamentale obiettivo di tutti. Per l’Italia i nodi energia e disponibilità di materie prime a prezzi congrui sono prioritari e il nostro territorio non fa eccezione. Condivido l’allarme che il presidente di Confindustria Orsini ha rilanciato anche ieri in occasione dell’assemblea della confederazione: la deindustrializzazione è un rischio reale, che l’Italia, e prima ancora l’Europa, devono fare di tutto per scongiurare. Occorrono politiche europee più attente alla competitività delle imprese, a cominciare dall’energia e quindi dal sistema ETS che va quantomeno radicalmente rivisto; ma sul versante energetico anche il nostro paese porta responsabilità dirette, che devono indurre a riconsiderare scelte come quelle sul nucleare. Anche l’idea della ZES unica nazionale è buona: sarebbe uno strumento utile per stimolare gli investimenti. Pur in tutte queste difficoltà infatti gli imprenditori continuano a investire con fiducia e coraggio; sta alla politica e alle istituzioni creare con senso di responsabilità condizioni di contesto che non vanifichino quella fiducia e quel coraggio, ma che li alimentino e che rendano possibile concretizzare gli obiettivi delle imprese.”
Il risultato dell’area Confindustria Toscana Nord non è lontano da quello nazionale (+0,2%), che beneficia di una più ampia molteplicità di settori e non subisce quindi le conseguenze della forte concentrazione territoriale di alcune produzioni che stanno vivendo difficoltà particolarmente acute. I settori che, nel confronto con il 1° trimestre 2025, hanno avuto i migliori risultati nel complesso del territorio Lucca-Pistoia-Prato sono stati la chimica-plastica-materiali non metalliferi con +2,9%, l’alimentare con +2,1% e la metalmeccanica con +1,2%; in territorio negativo invece la moda con -4,1% e la carta-cartotecnica con -1,8%.
Lucca – commento del vicepresidente Tiziano Pieretti
“La produzione manifatturiera di Lucca si presenta nel 1° trimestre 2026 in ulteriore consolidamento, +1%, rispetto allo stesso periodo del 2025 che era stato a sua volta positivo, sia pure per poco (+0,7%). Un risultato, quello del 1° trimestre, che arriva dopo una chiusura del 2025 all’insegna della stabilità. Per questa prima parte dell’anno si segnalano fra tutte le prestazioni eccellenti delle macchine e dell’elettromeccanica, che include anche i macchinari per il cartario e che segna un ottimo +7,8%: un segnale da leggere in chiave positiva anche in rapporto al settore di destinazione, il cartario appunto. Quest’ultimo registra invece un risultato negativo, -1,9% rispetto a un 1° trimestre 2025 che a sua volta però aveva avuto un incremento pressoché equivalente, +2%. Nettamente positivi anche alimentare (+5,2%), chimica-plastica-farmaceutica (+2,3%), infine nautica e lapideo-vetro-materiali da costruzione, entrambi con +1% dopo che erano stati entrambi negativi nel corrispondente periodo del 2025. Andamento inverso per la metallurgia e la moda: mentre con l’inizio del 2025 avevano avuto entrambe segnali positivi, sono tornate in territorio nettamente negativo, rispettivamente a quota -7,1% e -5,8%. Un quadro complesso e variegato, in definitiva, quello lucchese, in cui comunque prevalgono importanti punti di forza.”
Pistoia – commento del vicepresidente Massimo Capecchi
“Positiva, seppure in misura modesta (+1,2%), e comunque con un risultato migliore rispetto alla media dell’area e migliore del contesto italiano, la produzione industriale a Pistoia. Un buon risultato che si confronta con i corrispondente mesi del 2025, viceversa nettamente negativi. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il 1° trimestre di quest’anno ha fatto registrare una buona performance soprattutto del settore chimica, plastica e lavorazioni non metallifere (+9,1%) grazie a ordini che provengono soprattutto dall’interno; positiva, e non solo per il contributo del settore ferrotranviario, anche la metalmeccanica (+2,3%) come pure, anche se di poco e con un dato sostenuto principalmente da ordini interni, l’alimentare (+0,7%). Positivo anche il dato di abbigliamento e maglieria (+1%), unica voce con il segno più nell’intero comparto moda, dove invece sia il tessile (-3,5%) e soprattutto le calzature (-5,3%) flettono; negativo il dato del mobile (-2,4%) e, seppur di poco, quello della carta (-0,9%). Ancora una volta la molteplice tipologia delle imprese della provincia consente di ottenere, alla fine, un valore complessivo positivo; non possiamo però negare di essere ancora in una fase di sostanziale fragilità, che investe molti settori tipicamente pistoiesi e che preoccupa.”
Prato – commento della presidente Fabia Romagnoli
“Un risultato severo quello della produzione industriale pratese nel 1° trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: -5,1%, un arretramento importante, maggiore di quello dello stesso periodo del 2025. E’ a quota -3% il volume della produzione tessile del distretto nel 1° trimestre 2026; a questo dato si accompagnano contrazioni a due cifre sia dell’abbigliamento-maglieria (-13,4%) che della metalmeccanica, rappresentata in gran parte dal meccanotessile, a quota -18%. Quest’ultimo è uno dei risultati più pesanti degli ultimi anni, condizionato però anche dalle incertezze sugli incentivi e sui prezzi. Non è comunque un risultato sorprendente, bensì lo specchio delle difficoltà del settore moda a un livello che va ben al di là dei confini territoriali e nazionali. Le imprese pratesi stanno lavorando intensamente per affrontare nel migliore dei modi questo passaggio così difficile; come associazione l’impegno è massimo per sostenere i loro sforzi e assicurare la rappresentanza degli interessi del territorio, a cominciare dal capitolo fondamentale del cardato rigenerato. Sta emergendo comunque con sempre maggior chiarezza che un fattore decisivo di debolezza delle aziende è quello delle piccole dimensioni: un tema tutt’altro che inedito che richiederà una rinnovata attenzione.”
Nella foto: Capecchi, Romagnoli e Pieretti




