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Macchine tessili: la tecnologia italiana traccia la rotta del rilancio

luglio 2 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

“PUNTARE SU INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ PER VINCERE LE SFIDE GLOBALI”

Operare in uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica, rallentamento degli investimenti industriali e nuove spinte protezionistiche. È questa la principale sfida per l’industria italiana delle macchine tessili emersa durante l’Assemblea Generale di ACIMIT (Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinari per l’Industria Tessile), tenutasi oggi a Milano presso la Sala Azionisti di Palazzo Edison.

Il presidente Marco Salvadè, presentando i dati consuntivi del comparto per il 2025 elaborati su fonte ISTAT, ha evidenziato come la debolezza del quadro manifatturiero europeo e globale abbia condizionato i risultati del settore, ma, nonostante l’instabilità diffusa e la contrazione nei mercati tradizionali, la tecnologia italiana si conferma leader mondiale.

Il Presidente: “La strada per il rilancio passa da innovazione, transizione sostenibile e dalla preparazione del grande appuntamento di ITMA 2027”.

Nel 2025, la produzione nazionale del meccanotessile si è attestata a circa 1,94 miliardi, registrando una diminuzione del 9% rispetto all’anno precedente. Anche le esportazioni hanno subìto una contrazione, calando dell’8% per un valore complessivo di 1.675 miliardi di euro. Sul fronte interno, le vendite domestiche si sono attestate a 266 milioni di euro (-14%), evidenziando una domanda che, sebbene mostri una moderata crescita nel consumo domestico complessivo grazie all’aumento delle importazioni (+14%), risulta ancora insufficiente per generare una vera accelerazione degli investimenti nazionali.

La flessione delle esportazioni italiane ha interessato numerosi mercati di riferimento storici, tra cui il Nord America e la stessa Turchia, che ha vissuto un andamento particolarmente difficile. L’Asia si conferma tuttavia la destinazione privilegiata assorbendo il 40% dell’export totale (667 milioni di euro), seguita dall’Unione Europea (24%) e dall’Europa Extra UE (11%). Dal punto di vista merceologico, a guidare le vendite oltreconfine sono i macchinari di nobilitazione/finissaggio (33% del totale), seguiti dagli accessori (20%) e dalle macchine per filatura (15%).

In questo quadro complesso spicca l’exploit dell’India, diventata nel 2025 il primo mercato assoluto per l’export meccanotessile italiano, con vendite balzate a ben 176 milioni di euro (+28% rispetto al 2024). Un segnale che premia il dinamismo della filiera locale e il valore riconosciuto alla qualità della tecnologia italiana.

Il Presidente: “I dati del 2025 richiedono attenzione ma vanno letti all’interno di una congiuntura globale inedita e frammentata. Il nostro settore compete nel mondo attraverso qualità tecnologica e soluzioni personalizzate ad alto valore aggiunto. Per sostenere questa spinta, ribadiamo alle istituzioni la necessità di politiche industriali coerenti, con strumenti di incentivo all’innovazione e alla digitalizzazione stabili nel tempo e facilmente accessibili”.

La sostenibilità si conferma l’autentico pilastro competitivo della tecnologia italiana. I costruttori di ACIMIT continuano a investire massicciamente in R&S per sviluppare macchinari ad alta efficienza energetica, automazione avanzata, guardando anche alle soluzioni capaci di abbattere drasticamente i consumi delle aziende tessili clienti, contribuendo, allo stesso tempo, ad una riduzione dei costi di produzione.

Il Presidente: “Oggi la transizione ecologica non è più un elemento accessorio, ma il nostro principale tratto distintivo sui mercati internazionali. La priorità è quella di rafforzare il dialogo con il sistema scolastico e della ricerca per attrarre giovani talenti, poiché senza competenze non esiste innovazione”.

Se il 2025 è stato un anno di transizione e resilienza, il biennio 2026-2027 sarà interamente focalizzato sulla preparazione e sul rilancio globale, con il mirino puntato verso ITMA 2027, la massima vetrina mondiale del settore, dal 16 al 22 settembre 2027 ad Hannover, Germania. ACIMIT ha già avviato intensi programmi di internazionalizzazione, che si traducono in numerose attività promozionali dedicate, condotte in sinergia con Agenzia ICE e il Ministero degli Affari Esteri.

I grandi mutamenti in atto sono stati al centro della successiva Assemblea Pubblica intitolata “Competere in un mondo che cambia”. Il dibattito, moderato dal giornalista e inviato de Il Sole 24 Ore Luca Orlando, ha visto confrontarsi istituzioni e autorevoli esponenti del mondo economico e manifatturiero.

Oltre alla relazione di Marco Salvadè, l’evento ha ospitato i preziosi contributi macroeconomici e geopolitici di Marco Fortis (Vicepresidente Fondazione Edison), e di Paolo Magri (Presidente Comitato Scientifico ISPI), allargando poi la prospettiva alle sfide della filiera e del mercato europeo con gli interventi di Luca Sburlati (Presidente Confindustria Moda), e Dirk Vantyghem (Direttore Generale di Euratex).

Dagli interventi dei relatori, è emerso con chiarezza come la capacità di fare sistema e la fedeltà ai cardini dell’identità industriale italiana – flessibilità, innovazione e qualità – siano fattori determinanti per confermare la leadership del Made in Italy nel mondo.

 


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