Moda, Tessile, Abbigliamento

Di Piega in Piega Il gesto tessile tra tecnica, moda e arte contemporanea

ottobre 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, Eventi, News

“Il problema non è come finire una piega, ma come continuarla, come farle attraversare il soffitto e portarla all’infinito” Gilles Deleuze.

La piega come gesto capace di trasformare una superficie, generare volume, modificare la luce e costruire una forma. È da questa idea che nasce “Di piega in piega. Il gesto tessile tra tecnica, moda e arte contemporanea”, la mostra del Museo della Seta di Como che attraversa cultura manifatturiera, progettazione della moda e ricerca artistica, seguendo le molte possibilità racchiuse nell’atto del piegare. Dalla precisione del fare alla libertà dell’arte, la piega conserva la stessa forza generativa: trasforma la superficie senza esaurirla, moltiplicando la forma attraverso le possibilità infinite della materia.

Il progetto prende avvio dalle collezioni e dagli archivi del Museo, mettendo in relazione materiali storici, strumenti, campioni, documenti, abiti e opere d’arte. Al centro del percorso, sei abiti di alta moda di Roberto Capucci e una selezione di 18 opere di Umberto Mariani.

Il percorso espositivo: dalla tecnica alla moda

Il primo nucleo entra nel vivo dei processi tecnici e produttivi. Strumenti e materiali conservati negli archivi del Museo raccontano la storia del plissé e delle lavorazioni capaci di modificare la superficie tessile: dalla piegatura manuale con i sistemi tradizionali a cartoni ai procedimenti meccanici, fino alle sperimentazioni contemporanee sulla stropicciatura. Il percorso evidenzia come la trasformazione del tessuto nasca dall’incontro tra conoscenza dei materiali, precisione tecnica e ricerca.

In questo racconto, il patrimonio storico del Museo dialoga con la manifattura contemporanea grazie alla collaborazione con Omniapiega, azienda specializzata nella plissettatura e nelle trasformazioni tessili. Insieme all’azienda il Museo ha realizzato video dedicati alle tecniche e alle fasi di lavorazione, che permettono di osservare i procedimenti e i gesti attraverso cui il tessuto acquista nuove forme.

Dalla tecnica lo sguardo si sposta alla moda, dove la piega diventa strumento di progettazione e costruzione del corpo. Accanto a Capucci sono presentate creazioni di Pierre Cardin, Romeo Gigli e Titta Porta. Geometrie rigorose, increspature e superfici mosse restituiscono interpretazioni differenti del rapporto tra materia, forma e movimento. Particolare attenzione è riservata a Titta Porta, stilista e textile designer comasca, di cui il Museo conserva l’intero archivio, la cui esperienza unisce sensibilità creativa, conoscenza dei tessuti e confronto diretto con le manifatture comasche.

Roberto Capucci: sculture di seta

Un nucleo significativo è dedicato a Roberto Capucci attraverso sei abiti di alta moda della Collezione Roberta Noseda Droulers, recentemente entrati nelle collezioni del Museo della Seta. Realizzate tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, queste creazioni mostrano la capacità dello stilista di trasformare la seta in architetture di colore e volume, nelle quali la piega diventa elemento strutturale e conferisce all’abito una dimensione scultorea.

L’esposizione restituisce anche il lavoro di ricerca storica e documentaria condotto dal Museo per ricostruire la relazione tra Capucci e Como, attraverso testimonianze della rassegna stampa d’epoca. A questa indagine si affianca lo studio svolto in sinergia con l’Archivio Taroni per identificare i tessuti degli abiti della Collezione Roberta Noseda Droulers. Sono presentate cartelle colore e tre stampe di bozzetti realizzati da Capucci per Roberta Noseda Droulers: materiali che avvicinano il visitatore al processo creativo e al rapporto tra progetto e manifattura serica.

Una postazione tattile consente di sperimentare la struttura del plissé di uno degli abiti esposti, attraverso campioni realizzati grazie a Taroni, che ha donato i tessuti, e a Omniapiega, che ha curato la plissettatura. L’esperienza permette di cogliere con il tatto consistenza, ritmo e costruzione delle pieghe.

Particolare rilievo assume il progetto di arte performativa realizzato con la danzatrice Arianna Zappa. La video-performance esplora il rapporto tra gli abiti di Capucci e Titta Porta e il corpo in movimento: il gesto coreografico anima le pieghe, muta la percezione dei volumi e dona dinamismo alle opere che rivivono attraverso l’arte coreutica.

Umberto Mariani: l’essenza della piega attraverso l’arte contemporanea

La mostra presenta 18 opere di Umberto Mariani, nelle quali il panneggio si afferma come elemento centrale. All’origine di questo linguaggio vi è anche un ricordo preciso: l’incontro, durante gli anni della formazione, con l’Hera di Samo, il cui drappeggio suscitò nell’artista un’impressione profonda, legata alla spiritualità della figura. Quell’immagine, dapprima custodita nella memoria, è diventata nel tempo un riferimento essenziale del suo lavoro. La ricerca di Umberto Mariani sulla piega prende forma negli anni Settanta a partire dal tema dell’incomunicabilità. Nel ciclo dell’Alfabeto afono le lettere vengono avvolte da un fitto panneggio: restano riconoscibili, ma il loro messaggio è trattenuto, quasi privato della voce. Il drappeggio introduce così nel suo lavoro una tensione destinata a durare: quella tra ciò che appare e ciò che resta nascosto.

Dagli anni Novanta Mariani dà corpo al drappeggio attraverso sottili lamine di piombo, materiale duttile che è modellato quasi come un tessuto. Nelle Forme Celate il panneggio custodisce una forma senza svelarla; lo sguardo è chiamato a misurarsi con una presenza intuita, mai interamente restituita. La piega diventa il luogo in cui la materia rende percepibile il mistero di ciò che non appare.

Patrocini, archivi e collaborazioni

La mostra nasce dal dialogo tra il Museo della Seta, archivi e realtà produttive che hanno contribuito con materiali, competenze e attività di ricerca.

La mostra si svolge con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, della Delegazione FAI di Como, della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e di Arte & Arte APS. In collaborazione con Fondazione Roberto Capucci, Taroni, Omniapiega, Archivio Loiacono, ARC Gallery, Associazione è, Associazione Germana Marucelli. L’esposizione si inserisce tra le iniziative strategiche di Como Città Creativa UNESCO, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio manifatturiero, dei saperi artigianali e del dialogo tra tradizione, creatività e innovazione.

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Il Museo della Seta di Como è l’unica istituzione museale al mondo in grado di raccontare l’intero processo di produzione, dal baco da seta ai filati colorati, dalla stampa a mano al finissaggio.

Il Museo raccoglie, custodisce ed espone le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca, come macchine, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle lavorazioni tessili che hanno dato vita all’età dell’oro della seta a Como.

In ogni sala è allestito un ciclo lavorativo specifico ed il percorso espositivo illustra, anche con l’impiego di manufatti tessili, il progresso dell’industria serica nei suoi aspetti scientifici, tecnologici e creativi.

Il Museo si trova in via Castelnuovo, 9 – 22100 Como

Contatti:

+39 031 303 180 – prenota@museosetacomo.com -press@museosetacomo.com

www.museosetacomo.com Apertura Mar 14-18

Mer-Dom 10-13- 14-18 FONDAZIONE DELLA SETA ETS Via Castelnuovo, 9 – 22100 Como – Ph + 39 031 303180 – www.fondazionedellaseta.it Cod. Fiscale 95024770133 – N° iscrizione RUNTS 147216

 


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