Beachwear, il mercato italiano vale oltre 830 milioni di euro
luglio 2 | Pubblicato da Luigi Sorreca | NewsIl segmento premium cresce più del doppio della media e tengono le boutique multimarca
Presentata la prima ricerca dedicata al settore, realizzata dalla società Sita Ricerca per Underbeach ed AIMI-Associazione Italiana Mare Intimo. Il comparto si conferma stabile nel 2025, trainato dal segmento femminile. Export in surplus per il secondo anno consecutivo
Il mercato italiano del beachwear mostra segni di solidità, con un valore complessivo superiore agli 830 milioni di euro, sostenuto prevalentemente dalla componente femminile e dalla crescita della fascia premium. È quanto emerge dalla ricerca “Consumi, export e import dell’abbigliamento mare in Italia 2025”, realizzata da Sita Ricerca per Underbeach ed AIMI – Associazione Italiana Mare Intimo, che rappresenta in modo unitario produttori, aziende ed operatori della filiera intimo, lingerie e beachwear. Lo studio costituisce la prima analisi dedicata esclusivamente al mercato della moda mare in Italia, offrendo una fotografia dettagliata dei consumi, dei canali distributivi e delle dinamiche commerciali che caratterizzano il settore.
Dall’indagine si nota che i consumi italiani legati al beachwear si attestano ad un valore complessivo di 665 milioni di euro, in crescita di circa 29 milioni rispetto al biennio 2023-2025 e in sostanziale tenuta rispetto al 2024 (+0,1%). Se a questi numeri si aggiungono i consumi dei turisti in Italia, stimati in circa il 166 milioni di euro, il valore complessivo supera gli 830 milioni. A fare la parte del leone è la componente femminile, che incide per l’80% degli acquisti. A livello di mercato europeo il beachwear si attesta intorno ai 23 miliardi di euro, con proiezioni di forte crescita che stimano il superamento dei 35 miliardi di euro entro il 2032 (Fonte: Zion Market Research). Anche in questo caso il dominio assoluto delle vendite riguarda il comparto donna, con oltre il 70% del totale. Il bikini rimane il modello più acquistato, seguito dal costume intero, sempre più usato e costruito come “body” da sfoggiare anche fuori dalla spiaggia.
LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI
Carlotta Burroni, Direttrice Finanziaria di Underbeach
I risultati della ricerca restituiscono l’immagine di un settore solido e in evoluzione, capace di intercettare nuove tendenze di consumo e di rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, pur in un contesto economico complesso e caratterizzato da una crescita moderata della domanda. Si tratta di un’indagine che abbiamo voluto fortemente, insieme a quella sul mercato dell’intimo che abbiamo presentato a febbraio, perché finora non esistevano ricerche specifiche su questi settori, ed è fondamentale, per chi opera in questi mercati, poter disporre di dati dedicati, puntuali e realmente rappresentativi del comparto
Antonio Franceschini, responsabile Nazionale CNA Federmoda
Tra CNA Federmoda e Underbeach stiamo condividendo un percorso di sostegno a comparti quale quello del beachwear e della lingerie che rappresentano un’eccellenza nel panorama del sistema moda italiano. Il mondo dell’Artigianato e delle PMI esprime delle realtà di primo piano in questo contesto. La prossima edizione di Maredamare ci vede particolarmente presenti come CNA Federmoda, attraverso uno spazio collettivo strutturato per supportare la partecipazione di realtà nostre associate e con la fase finale del Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti che proprio alla Fortezza da Basso celebrerà i vincitori della 36esima edizione ed inoltre con Fashion from the World per offrire uno spaccato della creatività emergente da Nigeria e Mozambico
Giulio Felloni, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio
Maredamare si consolida come punto di riferimento strategico per i negozi di beachwear alla ricerca delle eccellenze del mercato. Il salone sarà anche un’importante occasione di confronto costruttivo tra l’associazione dei produttori del beachwear AIMI e Federazione Moda Italia-Confcommercio, per tracciare linee guida comuni dove trasparenza della filiera e sostenibilità – sia etica che ambientale – diventano i pilastri per qualificare l’offerta commerciale e garantire al consumatore finale un acquisto consapevole e di valore







