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Centro Studi Tessile: nel 2014 tornate le dinamiche favorevoli

luglio 4 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Dopo un biennio 2012-2013 contrassegnato da performance insoddisfacenti, per l’industria italiana della filatura il 2014 si apre con il ritorno di dinamiche favorevoli. Sono alcuni dei dati resi noti dal Centro Studi Federazione Tessile e Moda, in vista di Pitti Filati, in corso alla Fortezza da Basso di Firenze.

“Considerando l’interscambio con l’estero -rileva- relativamente alle merceologie in esame, i dati Istat permettono di rilevare un’inversione di tendenza sia per l’import sia per l’export: da gennaio a marzo 2014 l’export della filatura italiana segna, infatti, una variazione positiva nell’ordine del +2,4%, mentre l’import mostra un più deciso recupero, pari al +6,8%”.

Guardando ai risultati evidenziati dalle singole tipologie di filato in esame, il primo trimestre del 2014 inizia positivamente per le vendite estere di filati lanieri pettinati (+2,8%), per quelle di filati misti chimico-lana (+1,2%), ma soprattutto per quelle dei filati in cotone (+5,4%) e di lino (che rimbalzano del +19,9%); di contro, il filato cardato frena al -0,7%, mentre l’export di filati per aguglieria, scontando la forte crescita del primo trimestre 2013, cede quest’anno il -2,2%.

Sul fronte delle importazioni dall’estero, si rilevano un rimbalzo del +15,8% nel caso del filato pettinato e una variazione del +6,9% nel caso del filato di cotone, mentre il filato laniero cardato e il filato di lino segnano rispettivamente un +1,6% e +1,1%. Resta, invece, colpito da una dinamica negativa l’import di filato chimico-lana (-12,7%), su ritmi simili, peraltro, a quelli già accusati nel medesimo periodo del 2013.

Anche se si osservano i risultati in termini di quantità, fa notare il Centro studi federazione tessile e moda, l’export torna complessivamente positivo (con l’unica eccezione del filato cardato), così come l’import (con l’eccezione, come a valore, del filato misto chimico-lana, nonché di quello liniero). Nel medio periodo, se si valutano e si confrontano i livelli raggiunti dalle vendite estere nei soli primi tre mesi dell’anno, si rileva come l’export, a valore corrente, proprio in queste prime battute dell’anno 2014 si mantenga inferiore ai livelli (peraltro anche viziati dai rincari delle materie prime) del 2011-2012 per tutte le tipologie in esame, crescendo comunque rispetto al più deludente 2013 (con la sola eccezione del cardato).

In relazione alla geografia degli scambi, Hong Kong primeggia sempre come sbocco per i filati di lana cardati pur mostrando ancora, anche con riferimento al primo trimestre del 2014, una decrescita del -5%. Anche la Turchia risulta cedente (-11,5%), mentre si rilevano incrementi vigorosi per Croazia (+72,1%), Regno Unito (+27,8%), e Tunisia (+23,6%).

L’export di filati pettinati vede, invece, al primo posto la Romania (+5%), mentre Hong Kong è sceso in seconda posizione (-13,8%); se la Francia frena al -0,4%, crescono Germania (+27,8%) e Repubblica Ceca (+3,4%). Nel caso dei filati chimico-lana, ai cali accusati dall’export diretto in Turchia (-23,2%), Francia (-24,7%) piuttosto che Hong Kong (-0,8%), si contrappongono gli incrementi verso l’Austria (+4%) e il ‘boom’ della Croazia. Relativamente ai maggiori sbocchi dei filati di cotone, i principali mercati registrano tutti variazioni in aumento di un certo rilievo: la Germania cresce del +9,9%, la Repubblica Ceca del +9,7%, la Spagna del +24,3% e la Croazia del +49,5%; di contro, risulta negativo l’export verso l’Austria (-24,9%).

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