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Denim: in Europa importazioni in aumento dell’8,6%

giugno 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Messe Frankfurt, organizzatore di Texworld, ha pubblicato uno studio sul mercato dei jeans, in termini di importazioni europee. Dal report si possono ricavare due valutazioni: si tratta di un mercato in forma migliore di quello del prêt-à-porter in generale e soprattutto la Cina è stata superata dalla Turchia e dal Bangladesh come importazioni, ma in valore e non in volume.


In primo luogo, pertanto, secondo i dati di Eurostat, l’Europa dei 27, che comprende circa 505 milioni di abitanti, ha importato nel 2013 circa 500 milioni di jeans, per un valore totale di 3,69 miliardi di euro.

Nel corso degli ultimi sei anni, le importazioni di jeans hanno ottenuto una crescita annua media del 5,3%, contro il 2,2% dell’insieme dell’abbigliamento.

Dopo un’annata 2012 in calo, il denim, in termini di importazioni, è tornato a crescere l’anno scorso. Nel 2013, le importazioni di jeans sono aumentate in valore del 4,4%, e dell’8,6% come volume.

Il secondo fatto significativo, sottolineato dallo studio condotto da Jean-François Limantour, consigliere strategico della società tedesca che organizza saloni come Texworld e Intertextile, è la posizione della Cina.

L’Impero di Mezzo in un anno passa dalla prima alla terza posizione in valore ed è sopravanzato dalla Turchia e dal Bangladesh, che valgono rispettivamente il 22% e il 21% delle importazioni, contro il 19% per la Cina. Il trio di testa per valore è seguito dal Pakistan (11%), dalla Tunisia (9%), dal Marocco (4%), dalla Cambogia (3%), dall’Egitto (2%), dall’India (2%), dal Vietnam (1%)….

In volume, la Cina, che esporta verso l’Unione Europea 142 milioni di paia di jeans, resta prima, ma non di molto, con il Bangladesh molto vicino con le sue 141 milioni di paia esportate, mentre la Turchia arriva circa a 47 milioni.

Ma per unità, sempre secondo Eurostat, i jeans cinesi sono a 4,97 euro, contro i 13,98 per la Turchia e i 5,5 per il Bangladesh. In volume, le importazioni provenienti dalla Cina, dall’Egitto e dal Marocco sono calate rispettivamente del 4,1%, del 7,8% e del 10,9%. I grandi vincitori sono il Pakistan (+23,2%), il Bangladesh (+20,6%), la Cambogia (+48%) e il Vietnam (+22%).

Per quanto concerne i Paesi consumatori, la Germania è il più attraente fra i mercati europei importatori di jeans. E’ infatti il maggiore importatore per valore e volume (114 milioni di jeans importati nel 2013), ma anche uno dei mercati con la più intensa percentuale di crescita (+ 7,2% all’anno dal 2005).

Il secondo mercato è la Gran Bretagna (499 milioni di euro e 74,4 milioni di jeans nel 2013, con un tasso annuo medio di crescita del 2,5% da 8 anni), che è seguita dalla Spagna, la quale, dopo una crescita annua media molto forte dal 2005 (+12,5%), ha raggiunto una dimensione paragonabile a quella della Gran Bretagna sia come valore che come numero di capi.

La Francia e l’Italia hanno un mercato di jeans importati che rappresenta ciascuno circa un terzo per valore di quello della Germania. La loro crescita dal 2005 è relativamente bassa (percentuale annua media del +1,9% per la Francia e del +1,8% per l’Italia).

Tuttavia, e non è una sorpresa, è l’Italia che compra i jeans più cari (15 euro al capo nel 2013 come prezzo all’ingrosso), seguita dall’Austria (10,49 euro), dalla Danimarca (9,31 euro), dalla Germania (8,77 euro), dalla Svezia (8,17 euro).

Al contrario, i prezzi dei jeans importati in Spagna (6,66 euro al capo), in Gran Bretagna (6,70 euro), in Francia (7,26 euro) o in Portogallo, suggeriscono che i jeans importati da queste nazioni sono di un livello di gamma sensibilmente più basso.

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