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La congiuntura a Lucca, Pistoia e Prato nel 2° trimestre 2017

agosto 3 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Il Centro Studi di Confindustria Toscana Nord Lucca Pistoia Prato ha elaborato i risultati della rilevazione congiunturale relativa al secondo  trimestre del 2017 (consuntivo periodo aprile-giugno e previsioni luglio-settembre). L’indagine è realizzata trimestralmente con un campione statistico di imprese manifatturiere di 10 o più addetti, intervistate nell’arco di tre settimane al termine di ogni trimestre di riferimento.

Le strutture di CTN gestiscono internamente sia le oltre 500 interviste a trimestre, sia il calcolo dei risultati. Il campione risponde soltanto ai criteri metodologici necessari a produrre risultati statistici attendibili, e quindi comprende aziende associate e non associate; l’obiettivo di Confindustria Toscana Nord, oltre a sostenere le attività di servizio e rappresentanza verso i soci, è quello di offrire un monitoraggio affidabile e tempestivo a tutte le forze istituzionali dei tre territori.

La produzione industriale complessiva nell’area Lucca-Pistoia-Prato

Nel 2° trimestre 2017 la produzione industriale dell’area Lucca-Pistoia-Prato ha registrato una variazione nulla (0%) rispetto allo stesso periodo del 2016, in leggero miglioramento rispetto al risultato tendenziale del 1° trimestre (-0,6%).

In Italia è in atto una ripresa dei beni d’investimento, poiché le aziende, favorite dalle condizioni monetarie e finanziarie espansive e dagli incentivi fiscali (es. il piano nazionale industria 4.0), aumentano gli acquisti di beni strumentali con un impatto diretto sul potenziale produttivo. Coerentemente con quanto avviene a livello nazionale, anche a Lucca, Pistoia e Prato, tra i macrosettori troviamo in crescita l’aggregato della metalmeccanica che ha messo a segno nel 2° trimestre un risultato tendenziale del +2,1%.
Il settore della carta e cartotecnica aumenta nel 2° trimestre del +0,7%; cuoio e calzature migliorano del +0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; a seguire chimica e plastica che ha conseguito un aumento del +0,5%.
Sotto il risultato medio dell’area Lucca Pistoia Prato si sono piazzate le variazioni del settore alimentare (-0,7%), del tessile (-1,2%), e delle lavorazioni di metalli non metalliferi (lapideo, -1,8%). Ancora negativi i settori del mobile (-7,6%) e dell’abbigliamento e maglieria (-4,4%), dato, quest’ultimo, supportato anche dal forte aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate nel settore dall’INPS, su Prato e Pistoia, a partire dalla fine del 2016.
Dal punto di vista dimensionale, nel secondo trimestre 2017 si sono attenuate le differenze di andamento a favore delle aziende più grandi che avevamo registrate sinora: le imprese maggiori (50 addetti e più) hanno, in aggregato, una variazione della produzione del +0,3% mentre quelle tra 10 e 49 addetti, del -0,1%.

Lucca

I dati La produzione industriale nel trimestre aprile-giugno 2017 a Lucca (dopo il +0,2% del primo trimestre) ha registrato una variazione del +1,2% rispetto allo stesso periodo del 2016.

La scomposizione del dato nei settori merceologici rilevanti a livello provinciale mette in evidenza una ripresa tendenziale nella produzione di macchinari (+3,7%) prevalentemente collegati alla produzione di macchine per il settore cartario cartotecnico che cresce a sua volta del +0,8%. Positiva la nautica di Viareggio che nel secondo trimestre aumenta la produzione del +0,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, così come la moda, che a Lucca include anche il rilevante settore calzaturiero, al +2,9%. In crescita anche il settore metallurgico (+5,1%). Il lapideo lucchese invece vede una contrazione tendenziale del -3,6% rispetto secondo trimestre del 2016 (dal -6,2% del trimestre scorso). In diminuzione l’alimentare (-1,1%), e in rallentamento la chimica e plastica (-0,2%).
Il commento del presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi

“​L’economia lucchese ha ripreso ad avanzare​, sempre ad un ritmo piuttosto lento ma in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti: il punto in più di crescita della produzione, +1,2% del secondo trimestre rispetto a +0,2% del primo, è comunque un dato apprezzabile.​Sono decisamente di buon auspicio le prestazioni della metalmeccanica, che premiano la forte specializzazione della nostra area nelle macchine per carta e cartotecnica​. Quanto appunto al settore carta e cartotecnica, ne va sottolineata la costante crescita, che, per quanto lieve​ (+0,8%), è comunque in controtendenza rispetto all’andamento negativo del settore a livello nazionale​. Buoni i risultati del settore moda.​ Pur in questo quadro complessivamente rassicurante, nelle previsioni per il terzo trimestre le imprese si dichiarano prudenti, con una doverosa cautela dovuta alle turbolenze dei mercati.”

Pistoia

I dati La produzione delle imprese manifatturiere pistoiesi nel secondo trimestre 2017 ha registrato una variazione del -1,7% rispetto allo stesso periodo del 2016, in frenata dopo il rallentamento (+0,2%) dello scorso trimestre e la crescita (+2,1%) del 4° trimestre 2016.

A livello settoriale prosegue la fase positiva per materiali da costruzione, chimica e plastica con una crescita pari a +5,6%. Positivi cuoio e calzature e l’industria alimentare (rispettivamente, aumentano del +1,2% e del +0,9%); risulta quasi nulla (+0,1%) rispetto allo stesso periodo del 2016 la variazione del settore cartario e cartotecnico pistoiese. In diminuzione tendenziale anche nel secondo trimestre il settore tessile, che chiude a -1,2%, mentre peggiora la contrazione per il settore dell’abbigliamento e maglieria, che nel secondo trimestre registra una diminuzione della produzione del -10,7%, e ancora una volta, per i mobili a -7,5%. Il settore aggregato della metalmeccanica a Pistoia ha registrato nel 2° trimestre una diminuzione della produzione del -6,8% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il commento del vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini

“L’andamento dei livelli produttivi non è stato soddisfacente, tuttavia la ragione di un consuntivo che si discosta in negativo rispetto alla media dell’area, va ricercata in alcuni risultati che sembrano del tutto isolati, in particolare nel settore metalmeccanico. Lo stesso comparto metalmeccanico mostra una percentuale di crescita importante negli ordini in Italia (+3,3%) ed ancora di più all’estero (+10%). Nello stesso tempo la congiuntura evidenzia una buona performance di settori importanti, quali i materiali da costruzione e la chimica, il cuoio e calzature e l’alimentare. Per questo nutriamo ragionevole speranza che nei prossimi mesi si possa assistere a un’inversione generale della tendenza. Dispiace per il settore legno-arredo, dove il segno negativo rappresenta invece la conferma di un trend prolungato. In generale restiamo fiduciosi sullo sviluppo della congiuntura nei prossimi mesi. In quasi tutti i comparti le previsioni delle aziende mostrano una prevalenza di ottimisti.”

Prato

I dati La produzione industriale nel secondo trimestre 2017 a Prato ha registrato una contrazione del -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando a gennaio-marzo 2017 era diminuita del -2,2%).

Nel tessile la contrazione a livello di distretto si è portata al -1,2%, un risultato che incorpora il miglioramento della produzione dei filati (-6,6% la variazione tendenziale della produzione del 2° trimestre, da -11,6% del 1°). I tessuti hanno registrato una piccola variazione positiva della produzione rispetto al secondo trimestre 2016 (+0,3%), mentre le lavorazioni conto terzi tessili si sono attestate al -0,7%.
Ancora contrazione per la produzione nel settore abbigliamento e maglieria, a -5,3%. Prosegue il ciclo positivo della metalmeccanica che, espressa anche dai produttori di macchine per l’industria tessile, ha messo a segno un aumento pari a +11,5%.
Positivo l’andamento di tutti gli altri settori manifatturieri (+2,5%).
Il commento del vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Tempestini

“Per Prato come a livello nazionale i ‘segni più’ nella produzione industriale si vedono soprattutto nei settori della meccanica, grazie al traino dei maggiori investimenti in beni strumentali. Il caso del meccanotessile è eloquente e testimonia della vitalità di questo nostro importante gruppo di imprese. Negli altri settori la situazione è per adesso meno dinamica con i produttori di tessuti che stanno comunque confermando i livelli produttivi dello scorso anno mentre per i produttori di filati la contrazione sul 2016, dopo anni di variazioni positive, è ancora legata al recente cambiamento delle tendenze moda, meno attente ai filati fantasia. La maggior parte del segno ‘meno’ per la produzione industriale di Prato in questa fase deriva però principalmente dalla battuta di arresto dell’abbigliamento. Una spiegazione tecnica sta nel fatto che l’anticipo del caldo ha inciso sulla domanda di capi primaverili e fatto slittare in avanti la produzione del pronto/programmato per l’autunno/inverno. Vedremo nei prossimi trimestri. In ogni caso il nostro sistema industriale tiene e anche le recenti fiere tessili – Pitti Filati, Milano Unica – hanno dato segnali confortanti”.

 

 

 

 

 

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