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La congiuntura a Lucca, Pistoia e Prato nel 3° trimestre 2017: leggero incremento della produzione

novembre 23 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Il Centro Studi di Confindustria Toscana Nord Lucca Pistoia Prato ha elaborato i risultati della rilevazione congiunturale relativa al terzo trimestre del 2017 (consuntivo periodo luglio-settembre e previsioni ottobre-dicembre). L’indagine è realizzata trimestralmente con un campione statistico di imprese manifatturiere di 10 o più addetti, intervistate nell’arco di tre settimane al termine di ogni trimestre di riferimento.

Le strutture di Confindustria Toscana Nord gestiscono internamente sia le oltre 500 interviste a trimestre, sia il calcolo dei risultati. Il campione risponde soltanto ai criteri metodologici necessari a produrre risultati statistici attendibili, e quindi comprende aziende associate e non associate; l’obiettivo di Confindustria Toscana Nord, oltre a sostenere le attività di servizio e rappresentanza verso i soci, è quello di offrire un monitoraggio affidabile e tempestivo a tutte le forze istituzionali dei tre territori.

La produzione industriale complessiva nell’area Lucca-Pistoia-Prato

Nel 3° trimestre 2017 la produzione industriale dell’area Lucca-Pistoia-Prato ha registrato una leggera variazione positiva (+0,6%) rispetto allo stesso periodo del 2016, in miglioramento rispetto al risultato tendenziale del 2° trimestre che aveva registrata una variazione nulla.

A livello settoriale, nel terzo trimestre 2017 le industrie alimentari dell’area hanno registrato una variazione tendenziale della produzione del -1,1%.

I settori della moda hanno mantenuto invece gli stessi livelli produttivi del 2016 (-0,2%); il dato aggregato incorpora la contrazione del settore abbigliamento e maglieria (-4,8%, in linea con il risultato nazionale a -4,7%, il miglioramento del +0,8% di cuoio e calzature e la stabilizzazione delle industrie tessili (+0,1%).

Aumenta tendenzialmente la produzione nel trimestre del +1,8% (Italia +0,7%) nella carta e cartotecnica, mentre risultano peggiori rispetto al dato medio dell’area le variazioni del settore chimica e plastica (-1,5%).

La variazione della produzione del 3° trimestre nel macro settore della lavorazione dei metalli non metalliferi (-0,7%) per la nostra area sono pressoché corrispondenti al dato del lapideo (-0,6%) che influenza l’intero aggregato.

A livello nazionale la metalmeccanica in complesso cresce del +2,0% soprattutto grazie alla produzione di mezzi di trasporto e spinta anche dagli incentivi; a Lucca, Pistoia e Prato ha messo a segno un +2,5% da attribuire alla produzione di oggetti in metallo, macchinari e apparecchi. Il settore del mobile (comprensivo della produzione di materassi) ha registrato un segnale positivo (+0,6%) dopo 5 trimestri consecutivi di contrazione.

Dal punto di vista dimensionale sembra in fase di riduzione la forbice a favore delle aziende di maggiori dimensioni; nel terzo trimestre le imprese con 50 addetti e più hanno messo a segno, in aggregato, una variazione della produzione del +0,8%; quelle più piccole (tra 10 e 49 addetti) hanno avuto un leggero aumento della produzione (+0,4%) dopo 5 trimestri consecutivi di segno meno.

Lucca

I dati La produzione industriale nel trimestre luglio-settembre 2017 a Lucca ha registrato una variazione del +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2016.

La scomposizione del dato nei settori merceologici rilevanti a livello provinciale evidenzia la  ripresa nella produzione di macchinari e nella elettromeccanica (+6,0% rispetto al terzo trimestre 2016); le attese degli operatori per il 4° trimestre sono di ulteriore aumento.

La meccanica è collegata alla fabbricazione specifica di macchine per l’industria cartario-cartotecnica, che nella sola provincia ha aumentato la produzione del +1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le aspettative degli imprenditori per gli ultimi tre mesi del 2017 sono di un moderato aumento della produzione e degli ordinativi, sia interni che esteri.

La nautica italiana è in ripartenza grazie agli ordini internazionali e a una crescita dimensionale delle barche offerte sul mercato; a livello nazionale si prevede di chiudere il 2017 con un aumento del fatturato a due cifre. A Viareggio, la nautica ha registrato nel 3° trimestre una leggera variazione negativa (-0,4% rispetto al 3° trimestre 2016); la flessione potrebbe essere dovuta alla messa in produzione di barche tendenzialmente più grandi e con maggiori esigenze temporali di progettazione e realizzazione. Per i costruttori viareggini sono aumentati gli ordini internazionali (+7,9%) e si sono registrati segnali di ritorno degli ordini interni soprattutto per le misure di barca più piccole. Le previsioni per la produzione del 4° trimestre sono sostanzialmente positive.

Coerentemente con i risultati della elettromeccanica, anche il settore della metallurgia e prodotti in metallo balza del +9,1%, con aspettative di moderato aumento anche per il 4° trimestre grazie a una crescita attesa sul mercato interno.

Negativa nel terzo trimestre 2017 la variazione della produzione per il settore aggregato della moda lucchese (-4,3%), a causa delle performances non brillanti del tessile-abbigliamento, mentre il settore calzaturiero ha messo a segno un aumento della produzione del +0,8%,. Le previsioni per le produzioni della moda nell’ultima parte dell’anno non sono positive ma in miglioramento rispetto ai trimestri scorsi, mentre nel settore calzaturiero prevalgono le attese di stabilità.

Il lapideo lucchese ha diminuito la produzione del -0,6% rispetto al 2016, in linea con il risultato nazionale (-0,5%), con previsioni di leggera diminuzione. In calo la produzione delle industrie alimentari (-1,5%), e così anche per il settore chimica e plastica (-3,4%).

Il commento del presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi

“Prosegue la lieve crescita produttiva dell’industria lucchese che dura ininterrottamente dall’inizio dell’anno. In una fase di forte espansione del commercio internazionale sono solo i settori più vocati all’export, e più diffusi sul territorio, a registrare i risultati migliori (carta, metalmeccanica, nautica), mentre una parte del nostro sistema industriale soffre maggiormente il divario di competitività con i nostri concorrenti dei paesi vicini. Le opinioni espresse dagli imprenditori intervistati fanno bene sperare nel proseguimento della crescita dell’economia lucchese anche nell’ultima parte dell’anno, grazie al favorevole clima internazionale.”

Pistoia

I dati La produzione delle imprese manifatturiere pistoiesi nel terzo trimestre 2017 ha registrato una variazione del +0,5% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Analizzando i singoli settori manifatturieri della provincia di Pistoia, vediamo che nel terzo trimestre prosegue la fase positiva per la produzione dei materiali da costruzione, chimica e plastica con un aumento pari a +0,9.

Le industrie del cuoio e delle calzature registrano un aumento del +4,1% della produzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’industria alimentare stabilizza la produzione (+0,4%), mentre il settore cartario e cartotecnico provinciale pistoiese aumenta del +4,5%.

In leggera ripresa tendenziale la produzione del settore tessile che chiude il terzo trimestre a +0,8%, Contrazione per abbigliamento e maglieria, con una variazione del -5,4%, attribuibile principalmente a minori ordinativi sul mercato interno, in particolare per i maglifici.

La produzione di mobili, che comprende anche i materassi, ha registrato la prima variazione non negativa (+0,3%) dall’inizio delle indagini (2016).

Il settore aggregato della metalmeccanica a Pistoia, il cui risultato complessivo è influenzato dalla presenza di alcune grandi imprese, ha subito nel 3° trimestre una diminuzione della produzione del -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, con un aumento degli ordini dall’estero (+14,1%) e una diminuzione degli ordini interni (-8,7%).

Il commento del vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini

Il commento che mi sento di fare è qualitativo e quantitativo. I dati della produzione del periodo analizzato mostrano una crescita complessiva. Ci fa piacere vedere che settori caratteristici della provincia, come la produzione di calzature, sostengono il comparto moda, e che ci sono anche segni di interruzione nella caduta dell’arredamento. Per il nostro territorio, caratterizzato da una componente significativa di piccola industria, anche i risultati complessivamente migliori delle aziende fino a 50 addetti rappresentano un segnale positivo. La lettura dei dati di Pistoia insieme a quelli delle altre province dove opera Confindustria Toscana Nord, indicano andamenti abbastanza simili in settori omogenei, e ci rafforzano nella convinzione di far parte di un sistema di area più vasta, un sistema che non si interrompe ai confini amministrativi, dove si inserisce in modo naturale la scelta fatta dalla nostra associazione, che è quella di affrontare temi, criticità e proposte progettuali di sostegno e rilancio insieme a Lucca e Prato”.

Prato

I dati La produzione industriale nel terzo trimestre 2017 a Prato è rimasta sostanzialmente invariata rispetto ai livelli dello stesso trimestre 2016 (+0,1%).

Nel distretto tessile i livelli produttivi si sono stabilizzati al +0,1%. Il dato complessivo del tessile incorpora un miglioramento nella produzione dei filati, che chiudono a -0,9% (il 2° trimestre aveva subito una diminuzione tendenziale del -6,6%, il primo del -11,6%), un andamento comunque migliore rispetto alla tendenza media della produzione di filati nazionale (-5%). Le aspettative di produzione per i filati del distretto si mantengono in campo negativo anche per il 4° trimestre.

Nel dato complessivo del tessile pratese troviamo anche il progresso dei tessuti (per abbigliamento, tecnici, per arredo e speciali), che hanno registrato nel 3° trimestre una variazione del +1,4%. Le lavorazioni tessili conto terzi si sono attestate al -1,1% di produzione rispetto allo stesso trimestre del 2016.

Prosegue la fase di contrazione del settore abbigliamento e maglieria, con una produzione inferiore del -4,7% rispetto al terzo trimestre del 2016, da attribuire per la maggior parte a un andamento insoddisfacente delle vendite di capi e accessori in maglia. Anche nelle confezioni si registra una minore vivacità sul mercato interno. Le attese espresse dagli operatori per il 4° trimestre non introducono margini di cambiamento (è a zero il saldo ottimisti-pessimisti).

Si attenua nel terzo trimestre 2017 il trend molto positivo della produzione metalmeccanica pratese, espressa anche dai produttori di macchine per l’industria tessile: +0,9% dopo una media del +7,9 nel primo semestre 2017 rispetto al 2016: le attese per l’ultimo periodo del 2017 sono buone. Positivo l’andamento dei rimanenti settori manifatturieri (+2,4%).

Il commento del vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Tempestini

“Il dato congiunturale di Prato, all’insegna della stabilità, risente di vari fattori. In positivo, del progressivo arrestarsi della caduta dei filati da maglieria, che soffrono ancora gli effetti di tendenze negative della moda, ma che comunque hanno prestazioni migliori rispetto al recente passato e al dato nazionale del settore. Sempre in positivo, anche se in minor misura rispetto agli eccellenti trimestri precedenti, il meccanotessile. In negativo, si registra soprattutto il consistente segno meno della maglieria stessa, per la quale valgono le stesse considerazioni fatte per i filati, assieme all’abbigliamento. Non buono infine il dato delle lavorazioni tessili conto terzi: il -1,1% che si registra evidenzia le difficoltà del settore e la necessità di tenere alto il confronto, la collaborazione e la progettualità tra tutti gli attori e componenti della filiera tessile.”



 

 

 

 

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