Moda, Tessile, Abbigliamento

La produzione industriale di Prato nel 1° trimestre 2024: minima flessione, con punti di criticità

giugno 6 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Nel suo complesso, il manifatturiero dell’area Lucca-Pistoia-Prato registra nel 1° trimestre 2024 un livello produttivo con una flessione minima rispetto allo stesso periodo del 2023: -1,2%, come attestano le rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Un risultato migliore, quindi, di quello riportato nel 4° trimestre 2023, che rispetto allo stesso periodo del 2022 si chiuse con un -3,4% condizionato anche dalla disastrosa alluvione che a novembre aveva colpito aree importanti del distretto tessile pratese e vari territori del pistoiese. Il dato negativo del territorio di Confindustria Toscana Nord nel 1° trimestre 2024 è anche nettamente più contenuto del -4,6% riportato nello stesso periodo dal manifatturiero nazionale.

Gli effetti dell’alluvione si sono comunque inevitabilmente sentiti anche nei mesi immediatamente successivi, contribuendo a contenere le prestazioni soprattutto della moda, cui si debbono i risultati più negativi (-9,1% rispetto al 1° trimestre 2023). Pochi altri sono i casi di segno meno rispetto allo stesso periodo del 2023: la metallurgia (-7,3%), il mobile (-4,6%) e la lavorazione dei non metalliferi (lapideo/vetro/materiali da costruzione -3,8%), mentre è in minima flessione l’alimentare (-0,6%); sono invece tutti positivi gli altri settori, da valori modesti come quelli della produzione di macchine (+1,3%), ad altri più netti come quelli di carta (+3,1%) ma soprattutto di mezzi di trasporto (nautica e ferrotranviario +7,2%) e chimica-plastica-farmaceutica (+10%).

“E’ un quadro molto composito quello che osserviamo tra i settori del nostro territorio – commenta il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini -. Del resto ogni settore fa storia a sé e la sua maggiore o minore concentrazione nelle diverse aree ne determina le prestazioni. Quel che è certo è il valore delle nostre imprese: l’anno scorso le loro prestazioni sono state, nel loro complesso, sensibilmente migliori del dato italiano. La conclusione è chiara: le imprese di Lucca, Pistoia e Prato si stanno battendo bene nei mercati mondiali, investono e sanno sia cogliere efficacemente le opportunità sia gestire al meglio, limitando i danni, le situazioni critiche. Sono certo che accadrà così anche in questo 2024 che sta procedendo fra le preoccupazioni sul fronte geopolitico ma anche fra i dati positivi della crescita – non clamorosa ma sensibile – del commercio mondiale, la prosecuzione del processo di disinflazione e le buone aspettative per le condizioni monetarie a livello sia europeo che americano. Il fattore geopolitico comunque rimane un freno fortissimo, che condiziona negativamente il clima di fiducia di imprese e consumatori.” (in seguito ulteriore commento di Daniele Matteini sull’industria pistoiese)

Prato

“Il quadro che emerge dai dati del Centro studi di Confindustria Toscana Nord per il 1° trimestre 2024 nel confronto con lo stesso trimestre del 2023 non è inaspettato ma comunque severo – conclude la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Il totale, nel confronto con il 1° trimestre dell’anno precedente (peraltro positivo, in linea con quello del 2022), è a quota -7,8%. Il maggior contributo a questo risultato negativo deriva dal -9,8% del tessile, peraltro esattamente in linea con le prestazioni dello stesso comparto a livello nazionale; ma portano un netto segno meno anche la metalmeccanica (-9%), che include il meccanotessile, e l’abbigliamento-maglieria (-8,3%). Solo in parte questi risultati possono essere imputati alle conseguenze dell’alluvione di novembre, anche se questa ha indubbiamente continuato a far sentire i suoi effetti anche nei mesi successivi e tuttora non può dirsi un capitolo del tutto chiuso. Il problema dell’andamento del tessile a livello nazionale, e anche al di là dei confini italiani, ha vari risvolti, ed è stato al centro della recente assemblea della sezione Sistema moda. Hanno destato particolare interesse i dati relativi ai prodotti di fascia alta, segnati da un eccesso di stoccaggi che sono in corso di allocazione sul mercato: nel frattempo, gli ordinativi inevitabilmente ristagnano. Un quadro, questo, che è rimasto in essere al di là del termine del 1° trimestre, condizionando anche quello in corso.”


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