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La regione finanzia progetti per far emergere e integrare le aziende straniere a Prato

novembre 27 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

La risposta è spesso quella di non sapere. Accade di frequente tra gli imprenditori stranieri di Prato (per lo più cinesi) multati per un impianto non a norma, per cucine e bombole del gas distese accanto ai macchinari o per irregolarità nei registri.

Da qui i progetti che puntano a far emergere e regolarizzare le imprese che oggi a Prato non sono regolari e a integrarle, finanziati dalla Regione Toscana e dalla Provincia, assieme anche alla Camera di commercio. I primi esiti sono stati presentati il 26 novembre scorso, nel corso della tre giorni che la città e la Regione dedicano al racconto di una città che cambia.

“Così, anche se l’ignoranza non può mai essere addotta a scusante, assieme ai controlli nelle aziende e alle sanzioni è giusto lavorare anche sulla prevenzione, sulla comunicazione e sull’integrazione, un’integrazione auspicata che farebbe la fortuna e un’ulteriore punto di forza della città”, sottolinea l’assessore alle Attività produttive della Regione Toscana, pratese, Stefano Ciuoffo.
Ben venga, quindi, una squadra di giovani tecnici e manager con conoscenze culturali e linguistiche in grado di far breccia nel muro che troppo a lungo ha diviso tra loro le diverse comunità straniere nel particolarissimo distretto della moda pratese.
E ben vengano anche metodi di comunicazione più diretta come ad esempio Molly, il cartone animato disponibile in streaming su YouTube e condiviso sui social – wechat sopra tutti, per la sua ampia diffusione tra i cinesi – capace di dispensare consigli per la buona impresa. Consigli diluiti in più episodi e apparentemente banali e scontati, ma che banali in fondo non sono: dal non cucinare nei luoghi di lavoro al di fuori degli spazi a questo adibiti, che oltre a non essere sicuro fa rischiare anche multe onerose e per questo non si dovrebbe fare, dagli impianti elettrici che devono rispettare precisi standard alla corretta gestione dei rifiuti speciali.
In realtà, i progetti sono ben tre – Asci, Face e Integrazione imprenditoriale – e hanno già coinvolto più di 150 aziende. C’è un numero che aiuta a capire l’importanza della prevenzione: un numero che riguarda un altro progetto, il piano ‘Lavoro sicuro’ lanciato sempre dalla Regione a settembre dell’anno scorso dopo il rogo della Teresa moda, che inghiottì sette operai che in quel capannone pratese lavoravano, vivevano, dormivano e spesso mangiavano.
Quel numero racconta che, una volta multate, più di otto aziende su dieci si mettono in regola, otto aziende pratesi straniere su dieci, tutte a conduzione cinese. Non chiudono e spariscono nel nulla come accadeva un tempo, per poi rinascere con un altro nome e in un altro capannone, ma invece pagano e, dopo aver pagato, alla seconda visita di controllo dimostrano di essersi messa in regola. “Per questo – conferma Ciuoffo – la Regione Toscana ha deciso di muoversi su un doppio binario: non solo controlli, ma anche prevenzione. Multare ma anche spiegare e insegnare cosa correttamente si dovrebbe fare: alle aziende di imprenditori cinesi ma non solo a loro”.

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