Moda, Tessile, Abbigliamento

“Le buone prassi di fabbricazione” le linee guida green di CNMI (scaricala qui)

aprile 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Cnmi-Camera nazionale della moda ha presentato ieri il documento “Le buone prassi di fabbricazione”, le linee guida sull’utilizzo dei prodotti chimici nelle filiere produttive della moda”, documento che segue i due già pubblicati nel 2016 e nel 2018 sull’utilizzo delle sostanze chimiche nei prodotti e nei processi produttivi.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Associazione tessile e saluteSmi-Sistema moda Italia, Federchimica, UnicQuantis Italy ed è frutto dell’impegno della commissione Chemicals di Cnmi, della quale fanno parte Giorgio Armani, Gucci, Prada, Valentino e Versace. Le linee guida sono veri e propri strumenti di lavoro volti ad aiutare le imprese manifatturiere e i brand a gestire al meglio la chimica nel modus operandi dell’industria.

«Questo è un documento di sistema che dà sempre più centralità e valore alla filiera italiana, serve perché tutte le aziende possano andare verso l’azzeramento dell’impatto ambientale», ha spiegato Carlo Capasa, presidente Cnmi, «Siamo percepiti come il Paese che fa la moda più sostenibile, siamo i primi produttori di alta qualità al mondo, abbiamo una grande responsabilità».

Cnmi ha gettato le basi per un nuovo approccio alla sostenibilità del sistema moda nel 2012, quando ha pubblicato il Manifesto per la sostenibilità. Infatti per dare vita a un prodotto nel pieno rispetto dell’ambiente non sono sufficienti i parametri chimici inerenti alle miscele, ma è necessario agire secondo buone prassi di fabbricazione lungo tutta la filiera. Basti pensare alla fase di confezionamento, che nelle variabili creative e tecniche può impattare sul consumo di energia e risorse.

Avviato anche un percorso dedicato all’economia circolare. «Ogni scarto è un valore. Stiamo affrontando questo tema da un punto di vista tecnico, con un tavolo stabile con i nostri brand che potrà avvicinare maggiormente le aziende a questo tipo di processo», ha proseguito Capasa. «La nostra filiera ha delocalizzato poco, per questo dobbiamo prenderci sempre più cura del territorio», ha poi aggiunto Andrea Crespi, presidente del Comitato sostenibilità di Smi e direttore generale di Eurojersey. «La sostenibilità va misurata, solo così si potranno fare modifiche all’interno dei processi», ha concluso.

SCARICA LA GUIDA QUI: linee_guida_it_4 -

 


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