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L’Italia è il parco giochi delle multinazionali? di F. Pontelli

marzo 27 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

lungi da me l’idea di una economia italiana chiusa alle integrazioni internazionali specialmente in un mercato sempre più globale e competitivo. Ma consultando il link

http://www.eurispes.eu/content/outlet-italia-cronaca-di-un-paese-svendita-eurispes-uil-pa una qualche riflessione dovrà pur nascere se l’ Italia risulta ormai il “ parco giochi” delle multinazionali che riescono a sviluppare brand italiani che invece languono nel solo mercato domestico. ( qualsiasi riferimento alla vicenda Pirelli  a partire dalla vendita di Pirelli cavi nel 2005 per poi finire ai pneumatici  è decisamente  voluto ).

Esiste evidentemente una mancanza di visione globale e  di sviluppo economico  che investe tanto la classe imprenditoriale quanto  quella politica.

La prima che ha avuto il merito di far nascere e crescere le loro  aziende con la sola propria capacità imprenditoriale ma ora  si trova spiazzata ( ovviamente in termini generali in quanto il settore delle 4A esporta da tempi immemori  ) da mercati e soprattutto da nuovi consumatori  che non conosce nè , e questo è sicuramente molto più grave ,  ha intenzione di conoscere  dovendo investire  risorse economiche umane e culturali.

Al tempo stesso la politiche economiche dei diversi governi con il fondamentale apporto dei  loro ” esperti economisti ” e consulenti  dalla fine degli anni 80

hanno  abbracciato la scellerata  e ridicola visione del mondo dell’economia nella quale  l’ italia come le altre nazioni occidentali sono  ormai delle economie post-industriali nelle quali  lo sviluppo economico scaturirà  dalla società dei servizi e principalmente quelli alla persona.
I risultati di tali “ dotte vishion ” sono evidenti a tutti ma nessuno ha intenzione di assumenrsi qualsiavoglia responsabilità .

Al tempo stesso , in un  assoluto silenzio quasi omertoso ,  dall’inizio della  crisi del 2008 come  d’incanto questi termini ( post-industriale e società dei servizi ) sono spariti dal lessico economico giornalistico senza che nessun commentatore avesse l’intelligenza ma anche la decenza  di rilevarlo.

Ora infatti gli stessi che santificavano  l’importanza della economia post-industriale purchè venisse mantenuta la HEAD ITALIANA ( CHI RICORDA??)

ora sono gli stessi che disquisiscono di nuova politica industriale : allora come adesso incapaci di elaborare strategie di sviluppo economico che sappiano andare oltre il brevissimo termine.
ed in questo contesto nel frattempo ,  che presenta una schiera molto più numerosa di sostenitori di quanto non si creda , il discorso relativo alla tutela delle prerogative delle nostre produzioni perde importanza se non addirittura dimenticato .
Altrimenti non si spiegherebbe il comportamento del governo nel semestre di presidenza della Ue e la sordità ad allarmi sempre più frequenti che arrivano dagli operatori del mercato …
Ma ancora una volta avranno  ragione loro . L’ Italia è un paese nel quale la capacità di dimenticare  assicura il successo eterno per  qualsiasi personaggio : indipendentemente dalle bestialità  economiche  avesse mai  partorito anche nel più recente passato.
Ovviamente con la mediocre complicità di Media servili e Università che vivono al di fuori dal contesto contemporaneo ed ora , tanto per fare un esempio , si esaltano per la app-economy la quale avrà  una ricaduta occupazione nel medio termine vicina allo zero.

Ma  probabilmente le intelligenze fin qui espresse sono inversamente proporzionali alla loro supponenza ed arroganza : per contro hanno perfettamente compreso come si galleggia qui in Italia.

Francesco Pontelli

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