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Meccanotessile pratese, Marco Becheri: “Riaprire prima possibile, ma rimarrà il nodo trasferte”

aprile 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Anche il meccanotessile, come quasi tutto il resto della filiera della moda, è fermo dal 23 marzo. Il settore, che fin dall’inizio delle restrizioni è sempre stato incluso nei documenti che Confindustria Toscana Nord ha inviato incessantemente alle istituzioni per chiedere la riapertura, ha quindi la propria attività produttiva tuttora sospesa. Impossibile, allo stato attuale, programmare le attività, anche per l’assenza di regole certe, la cui mancanza rende le aziende più deboli rispetto ai concorrenti di altri stati.

“Per noi che abbiamo nell’export un riferimento commerciale fondamentale questa chiusura è particolarmente pericolosa – commenta Marco Becheri, coordinatore del gruppo Meccanotessili della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord -. I nostri concorrenti a livello internazionale sono in attività e di certo coglieranno l’occasione per insidiare anche i nostri mercati. E’ necessario che si riprenda quanto prima, perché per un settore come il nostro dover recuperare quote di mercato perse può significare impieghi ingenti di risorse sia di tempo che finanziarie. Comunque anche auspicando una riapertura nella prossima settimana come stiamo chiedendo con forza, rimarrà per noi un problema molto serio: quello dell’impossibilità di effettuare trasferte all’estero dei nostri installatori, manutentori e commerciali. Di fatto, se permarrà questa situazione non potremo installare macchinari e impianti già spediti né collaudare quelli installati, operazione quest’ultima che segna la conclusione dei nostri obblighi contrattuali; a causa dell’impossibilità delle trasferte e dell’assenza di date certe per il ripristino della normalità, gli ordini in portafoglio vengono già oggi posticipati a date che vanno da settembre a ottobre; per gli stessi motivi, che non ci consentiranno di garantire i tempi dei montaggi, sarà difficilissimo acquisire nuovi ordini; del resto, nemmeno i nostri commerciali potranno effettuare trasferte all’estero, facendo venire meno una funzione essenziale. Sarà quindi molto arduo riprendere in pieno l’attività con le limitazioni al movimento delle persone che sono in atto e che colpiscono in maniera particolare le provenienze dall’Italia, vista come paese particolarmente a rischio. Ma intanto sarebbe già importante poter riaprire: chiediamo alle autorità di ascoltare la nostra voce e di farci ripartire presto, comunque prima della data del 3 maggio. Per parte nostra avevamo già messo in atto le misure di cautela che ci erano state richieste prima della chiusura e siamo pronti ad applicare tutte le cautele possibili a salvaguardia della salute dei nostri collaboratori e di noi stessi. Non c’è dubbio che la salute venga prima di tutto; lavorare in sicurezza è possibile e occorre farlo per non distruggere l’economia.”

Gli stabilimenti di produzione del meccanotessile pratese sono 26, per un totale di oltre 500 addetti; a questi si aggiungono altre 72 unità locali con ulteriori 250 addetti (dati Istat), per lo più officine artigiane produttrici di componentistica. Il settore conta quindi complessivamente 98 unità locali e 775 addetti. Le macchine per finissaggio, filatura, torcitura, produzione di tessuti non tessuti sono i principali comparti della produzione meccanotessile del distretto pratese. Circa il 60% della produzione viene venduta all’estero: fra i principali mercati Cina, USA, Brasile, Polonia, India e Turchia.

 

Nella foto: Marco Becheri

 


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