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Mongolia: il meccanotessile chiede spazio per la lavorazione del cashmere

luglio 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Como, News, Prato

Durante la recente missione organizzata da ACIMIT e ICE-Agenzia in Mongolia gli incontri con le autorità locali confermano la necessità di ammodernamento della tecnologia esistente per la lavorazione del cashmere. Raffaella Carabelli, Presidente di ACIMIT: “La Mongolia è un mercato dove le aziende italiane potranno trovare ottime opportunità grazie alle competenze sviluppate nella tecnologia per la lavorazione di questa materia prima”.

Una missione istituzionale e commerciale in Mongolia, organizzata da ACIMIT (l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinario per l’Industria Tessile) e ICE-Agenzia, si è svolta dal 7 al 9 luglio a Ulaanbaatar. 9 aziende italiane, tra cui le Associate ACIMIT: Bellini, Bianco, Bigagli-Proxima, Cormatex, Fadis, Stalam e Sant’Andrea Novara, hanno avuto modo di presentare la loro tecnologia più adatta alla lavorazione del cashmere nel corso del simposio “Italian advanced technology for improving Mongolian cashmere sector“. Soddisfatti gli operatori italiani presenti, che hanno potuto visitare anche alcune importanti aziende locali e che hanno riscontrato l’interesse della controparte locale.

La tre giorni in terra mongola ha avuto anche lo scopo di rafforzare i rapporti tra le autorità locali e i vertici di ACIMIT. In particolare, il Vice Ministro dell’Industria e dell’Agricoltura, Mr. B. Tsogtgerel, ha illustrato alla controparte italiana il progetto mongolo di sviluppare l’industria tessile del Paese, lavorando gran parte della lana grezza di cashmere attualmente esportata. In 5 anni, infatti, la quantità di materia prima destinata ai mercati esteri è prevista praticamente azzerarsi, rispetto alle 6300 tonnellate attuali.

La lavorazione del cashmere in loco, commenta Raffaella Carabelli, Presidente di ACIMIT, amplierà le possibilità commerciali in Mongolia per i costruttori italiani, da anni al vertice nel fornire tecnologie adatte alla lavorazione di questa materia prima pregiata“. Nel 2013 sono già stati stanziati 68 milioni di euro per investimenti in nuove tecnologie di produzione e altri 145 sono previsti per un ulteriore incremento della capacità produttiva.

Siamo di fronte a cifre, conclude Carabelli, che daranno un forte impulso al settore del cashmere in Mongolia, ad iniziare dal comparto della filatura, per interessare successivamente i comparti di maglieria, tessitura e nobilitazione. Di tutto ciò beneficerà sicuramente il meccanotessile italiano, che, grazie all’impegno di ACIMIT, da alcuni anni ha attivato un canale privilegiato con  le autorità mongole, supportato anche dalla competenza sviluppata nel settore, grazie alla collaborazione con i più importanti produttori di manufatti in cashmere italiani“.


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