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Oggi “Filo” presenta a Prato l’edizione di settembre

giugno 22 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Nel corso delle conferenze stampa di Biella e Milano,  Gianni Bologna (responsabile creatività e stile di Filo) ha presentato le proposte sviluppo prodotto elaborate per la 48a edizione di Filo. Oggi ultima tappa a Prato  (ore 14.30 – Sala convegni – Camera di commercio di Prato – via del Romito 71).

La macro-tendenza

Nonostante il dovuto encomio a chi da tempo porta avanti il discorso della naturalità, sostenibilità, eco-compatibilità nel nostro settore tessile e non solo, anche in questa sede non parleremo né di eco né di bio. Non è mai stato fatto né si vorrebbe iniziare a farlo adesso, per il semplice motivo che questi armamentari dialettici son sempre suonati un poco fuori luogo non fosse altro perché a ogni giorno che passa viviamo in un ambiente più innaturale e più artefatto e, soprattutto, più ambiguamente comunicato. E ciò non solo nell’ambito “biologico” o “ecologico” ma anche, e forse soprattutto, in quello simbolico e informativo/comunicativo, con innegabili conseguenze anche sul nostro mestiere. Restiamo peraltro in ansiosa attesa che le condizioni generali di fondo cambino e rendano possibile un approfondimento in merito, senza peraltro dimenticare che nel caso di specie del tessile le tipologie di ogni azienda meritano attenzione e che i risultati raggiunti dalle fibre man-made e tecnologiche fanno ormai parte della storia e rappresentano la punta più avanzata del presente.

Pare inoltre sia in vistoso aumento il numero di coloro che considerano questi discorsi come pretesti mediatici, alla stregua di mille altri, un seguito di idee e parole pre-digerite e distribuite, come qualsiasi altro spot pubblicitario, a una platea di consumatori di non-idee e di iper-immagini sempre più spesso svianti dal nòcciolo del problema. È ovvio che il problema c’è, è annoso e incombente, ma poiché per troppe ragioni (note), troppo raramente è data la possibilità di risolverlo concretamente – né sinora se ne è trovato l’interesse macroeconomico a farlo – si è deciso di trasformarlo in “spot” con il dovuto linguaggio propagandistico di marketing. Anche su questo tema siamo scivolati in un’irrealtà evanescente e programmata. Anche qui restiamo in attesa che almeno alcune delle promesse attuali portino frutti reali.

Partiamo allora da questi presupposti di “sovrappieno” comunicativo (sottolineo ancora: non solo nell’ambito tessile e non solo nel caso di specie) e sulla base di evidenti segnali di stanchezza generalizzata verso questi artifici dialettici, facciamo un semplice, umile atto di coscienza e di empatia diretto, senza troppi giri di parole né capriole linguistiche, all’unica cosa che noi genere umano abbiamo in comune: la “casa” che ci ospita da qualche milione di anni. Il nostro PIANETA. Lasciamo allora l’esercizio di dizione e predizione a coloro che pensano di poter gestire gli avvenimenti con elaborazioni “conoscitive” e “anticipatorie” certi del fatto che la realtà seguirà le previsioni. È inconfutabile, però, che di quando in quando qualcosa si inceppi e il meccanismo non funzioni. Facciamo invece un atto di affezione verso questo minuscolo corpo celeste che appare in precario stato di salute e che di questo malessere ci manda messaggi a volte devastatori, a volte inquietanti, sempre spiazzanti. Ma spesso abbaglianti di meraviglia.

Prendiamo ispirazione dalla indubbia poesia che emanano le immagini di questo pianeta azzurro che è origine e parte del nostro Dna e che si vorrebbe preservare nella sua bellezza e bontà, ma che ci sta sfuggendo di mano. E soprattutto facciamolo alla stregua di un invito a un gesto di positività, malgrado tutto, anche a costo di sfidare le evidenze, cercando ispirazione per la nuova stagione in queste bellezze, con un invito a restare, molto semplicemente e senza giri di parole, ipertrofie verbali e comunicative né retro-pensieri, con i piedi “per terra”. Con l’obbiettivo che quanto prima tutto diventi molto più sostenibile materialmente e psicologicamente e ci si impegni a conservare il futuro (non solo il passato) visto che il significato primo della parola “natura” è “ciò che nascerà”.

***

I temi tessili

1. Sottosuoli – Underground

Movimenti e irregolarità su aspetti tessili opachi, non solo grezzi ma anche leggermente rozzi.

L’ispirazione è fornita dai legni delle radici, pietre, marmi, sabbie argillose e terre.

Estetica irregolare e rappresentazioni a macchia, striscia, pennellata grossolana, bolle irregolari, stralcio. Sovrapposizione di materiali quasi sempre disparati ma di base essenzialmente naturale. Importante è il contrasto tra la materia molto grezza e la limpidezza e i colori smaglianti delle pietre rare e preziose.

Armature visibili soprattutto su jacquard, ma anche grazie a filati molto corposi e con corpi spesso irregolari

Fibre cellulosiche naturali, frisottini di cotone, ondati, fiammati e bottonati, lino e lino non sbianchito, fibre vegetali come canapa, iuta e ramié anche per maglieria. Superfici imperfette nel punto e nell’armatura. Filati mixati tra loro. Reti, pizzo e macramè grossi, canvas e tele doppie.

Disegnature evanescenti, non visivamente invasivi, consumati, riquadri non definiti e richiami a elementi naturali come cortecce, fiori, pietre.

2. Acque – Waters

Gli aspetti di filati e tessuti ricordano le piccole increspature delle masse acquatiche dove le luminosità si mescolano a qualche ombra materica più opaca prendendo anche spunto dalle tre consistenze dell’acqua: liquida, solida, vaporea.

I risultati finali rispecchiano la leggerezza e la scivolosità, gli aspetti vetrosi, plastici, opalini e cangianti che richiamano la materia vivente e le tonalità irreali dei molluschi e delle conchiglie più colorate e irreali, quelli della vegetazione subacquea in movimento perenne così come paiono essere in movimento pure le decorazioni irregolari, sfumate, sfuggenti negli stampati, nei jacquard e nei maltinti alonati. Gli aspetti serici (naturali e man made), lisci e leggermente mossi, hanno un ruolo importante e si basano su filati di composizione conseguente e con titoli mediofini e fini.

Evoluzione e fusione di outerwear con lingerie e sportswear, vellutini estivi, sete plissettale, pizzi aerei e drappeggi morbidi, organze e georgette e tulle.

Sovrapposizioni di tessuti-velo per effetti cangianti 3D

Poliammide e poliestere di qualità per spolverini e capi spalla voluminosi, arricciati, plissettati.

Maglie leggere e compatte o a rete colorate.

Jersey jacquard con disegnatura a imitazione del digitale.

3. Superfici – Surfaces

Gioco di linearità (come il tempo) e di circolarità (come le stagioni). In una alternanza di materie prime naturali e materiali man made, di aspetti tessili (dal filato al tessuto) tra il medio ed il fine, tra il lucido ed il semi opaco, tra il leggerissimo ed il corposo.

Materiali disparati come disparati sono gli aspetti di ciò che ci circonda nell’ambiente naturale ma in senso lato, dove si uniscono le forme eterne della natura e l’opera dell’uomo “artefice”, instancabile produttore di “artefatti” che, come indicato dal nome stesso, sono artificiali e non generati spontaneamente dalla natura. Ricordiamo ancora che in origine la parola “natura” significa “Ciò che nascerà” e ciò rimanda dunque le componenti evolutive del concetto. Evoluzione che può garantire mille opportunità.

Filati tinti anche con effetto tye and dye. Mescolanza di filati fini cotonieri, viscosieri o sintetici con piccoli stoppini, piccole ciniglie per strutture semplici, tele anche un po’ rigide, popeline e rasetti leggeri. Seta e viscosa di qualità per i pongé e le giavanesi.

Filati crespi per aspetti leggermente mossi, buccia d’arancia e moiré.

Mescolanza di stili e culture per un etnico blando e sofisticato, non esasperato ma con la classe del Made in Italy.

4. Cieli – Skies

Le nuvole e venti sono elementi celesti e familiari a tutti ma esiste anche la tecnologia che li frequenta e li conquista. Dunque aspetti di bellezza e poesia accostati a immagini della tecnologia umana più avanzata. Il cielo, ultimo territorio della conquista dell’Uomo che rappresentiamo e con materiali eterei squisitamente man made nonché con materiali tecnologici di ultima generazione che incarnano il savoir-faire dell’homo faber. Materie di ultima generazione e materie tecnologiche leggerissime e tenacissime ed aspetti principalmente semilucidi e lucidi che giocano su estetica minimale ma estremamente innovativa e etereità, su compattezze tecnologiche e pesi piuma “angelici”.

Pvc, denim elaborato, finiture poliuretaniche anche stampate, metalli finissimi, iridescenze e effetti specchio, micro pile e materie tecnologiche protettive di ultima generazione da sport estremo anche per lo streetwear. Tele paracadute ed altri usi dei monofil.

Effetti metalloplastici, vitrei.

Fantasie minime tra optical e pop.

 

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