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Prato in controtendenza (+8%) rispetto al calo dei distretti toscani

luglio 19 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

In linea con l’andamento complessivo dei distretti italiani che nel primo trimestre 2016 sperimentano un lieve calo (-0,9%), i distretti tradizionali toscani registrano nello stesso periodo un’inversione di tendenza, seguendo una dinamica negativa (-1,8%) per la prima volta dal 2009.

Nell’analisi che emerge dal Monitor dei distretti della Toscana realizzato dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, emerge che nell’ambito del sistema moda seguono un profilo di crescita il tessile e abbigliamento di Prato (+8%), beneficiando del buon andamento dell’export sul mercato europeo, la pelletteria e calzature di Firenze (+4,5%), che registra il miglior primo trimestre di sempre con 35 milioni di euro aggiuntivi di export, l’abbigliamento di Empoli (+4,2%). Torna a crescere anche la concia e calzature di Santa Croce sull’Arno (+1,5%).

Nel comparto rimane in territorio lievemente negativo l’oreficeria di Arezzo (-0,6%) a causa principalmente del forte regresso dell’export negli Emirati Arabi Uniti (-19,5%, prima meta commerciale) non compensato dai pur buoni risultati conseguiti in alcuni mercati emergenti (Hong Kong +14,8%, Turchia +22,2% rispettivamente secondo e terzo mercato di sbocco) e dal grosso impulso dell’export negli Stati Uniti (+64,9%).

Subiscono un arretramento sia la pelletteria e calzature di Arezzo (-48,9%) che il tessile e abbigliamento di Arezzo (-23,8%), e seguono una dinamica negativa anche le calzature di Lucca (-13,2%) e le calzature di Lamporecchio (-1,3%).

Il risultato complessivo del primo trimestre del 2016 è da attribuirsi ai consistenti cali di export subiti principalmente sui mercati emergenti (in primis Emirati Arabi Uniti, quinta meta commerciale che prosegue nel trend negativo, Hong Kong, Cina, Repubblica di Corea), non controbilanciati dal buon andamento negli Stati Uniti (+11,7%, primo sbocco con 440 milioni di euro di valori esportati) e dalla tenuta dei mercati europei (in particolare Francia, Svizzera, Germania e Spagna).

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