Moda, Tessile, Abbigliamento

Sono 48 le aziende pratesi in partenza per ITMA (20-26 giugno, Barcelona)

giugno 16 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Il meccanotessile pratese scalda i motori per l’appuntamento fieristico più atteso e importante per il settore: ITMA, che si tiene ogni quattro anni, si aprirà a Barcellona giovedì 20 giugno per chiudersi mercoledì 26.

Nel grande plotone italiano (360 aziende, il gruppo nazionale più numeroso della fiera e quello che ne occupa la superficie maggiore) i 48 operatori del distretto pratese, più altre due aziende di Pistoia e Lucca, presentano un profilo di forte specializzazione. Alle macchine per il finissaggio, la filatura e la torcitura, principali filoni della produzione meccanotessile del distretto, si accompagna anche la componentistica in metallo e in plastica.

“Le nostre sono aziende piccole o medie, con un alto grado di specializzazione e abituate a lavorare più ‘con’ il cliente che ‘per’ il cliente.” commenta Marco Becheri, coordinatore del Gruppo meccanotessili della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord “La personalizzazione è il nostro punto di forza che, assieme all’attenzione per l’innovazione e a uno spiccato radicamento nella dimensione internazionale, ci ha consentito di ottenere buoni risultati di mercato anche in anni non buoni per il settore tessile. I dati attuali segnalano una certa stasi, dovuta certamente al generale rallentamento dell’economia internazionale ma forse anche, in parte, all’attesa delle novità di ITMA, un appuntamento imprescindibile sia per chi produce macchine tessili che per chi le utilizza. Le aziende meccanotessili pratesi hanno ovviamente ciascuna la propria specificità ma di certo possiamo trovare un tratto comune negli investimenti fatti per adeguarci alle esigenze di Impresa 4.0 e alle crescenti richieste di macchine con consumi e impatto ambientale ridotti. Andiamo a ITMA fiduciosi nell’accoglienza che le nostre proposte potranno ricevere da visitatori e clienti. Con la sezione Sistema moda, con la quale ci siamo già riuniti nelle scorse settimane, stiamo progettando per settembre un incontro post-ITMA per evidenziare le novità emerse dalla fiera.”

Gli stabilimenti di produzione del meccanotessile pratese sono 25, per un totale di 410 addetti; a questi si aggiungono altre 70 unità locali con ulteriori 300 addetti (dati Istat), per lo più officine artigiane produttrici di componentistica. Il settore conta quindi complessivamente 95 unità locali e 710 addetti. I ricavi delle 25 imprese produttrici ammontano a 150 milioni e sono pressoché raddoppiati nell’ultimo decennio; dai calcoli del Centro studi di Confindustria Toscana Nord l’incremento è stato del 5,78% nel 2016, del 4,20% nel 2017 e del 5,43% nel 2018, mentre il 2019 si è aperto con una contrazione del -1,70%. L’export ha superato nel 2018 i 91 milioni e vede la Cina come primo mercato, che da solo vale il 14,9% del totale; molto rilevanti anche i mercati USA (diventato il secondo per dimensione dopo un 2018 che lo ha visto crescere del 155%), brasiliano, polacco, indiano e turco. In una ottica per continenti, Asia, Europa e Americhe costituiscono per l’export del meccanotessile pratese rispettivamente il 36% (in contrazione, -4% nel 2018), il 33,6% (anch’esso in contrazione, -9% nel 2018) e il 27,9% (in aumento del 50%). Molto limitata e in diminuzione (-52%) la quota dell’Africa, che pesa sul totale solo per il 2,3% e che è oggetto dell’attenzione di ACIMIT (l’associazione nazionale del settore, facente parte del sistema confindustriale e alla quale afferiscono anche i meccanotessili pratesi di Confindustria Toscana Nord) per le potenzialità che quel mercato potrebbe offrire al meccanotessile italiano.

La meccanica pratese (non solo meccanotessile ma anche le altre specializzazioni) e pistoiese è anche fortemente impegnata sul piano dell’orientamento scolastico: il settore necessita di competenze fresche e di personale giovane e motivato.

“Siamo molto sensibili al tema delle risorse umane e della loro qualificazione – spiega Sara Dell’Orco, componente del Comitato education di Confindustria Toscana nord oltre che imprenditrice del settore meccanotessile. -  Per progettare e produrre le nostre macchine occorrono in primo luogo competenze, in tutte le accezioni del termine: conoscenze tecniche ma anche propensione e apertura all’innovazione, curiosità, approcci nuovi, doti queste tipiche dei giovani. Da tempo lavoriamo per un migliore raccordo con le scuole, in modo da evidenziare le opportunità professionali che possiamo offrire e da poter intercettare talenti. Stiamo lavorando soprattutto con l’Istituto professionale Marconi, con il quale lo scorso anno abbiamo sottoscritto un protocollo di collaborazione. Solo negli ultimi 4 mesi abbiamo realizzato col Marconi 5 diverse iniziative: visite aziendali, testimonianze di imprenditori e  vari incontri, uno dei quali al Museo del tessuto nel contesto della mostra sulle macchine tessili di Leonardo, che come Gruppo meccanotessili abbiamo sponsorizzato. Abbiamo voluto dare organicità e continuità alle nostre iniziative, varando il progetto ‘Metti in moto…’ e dandogli un’immagine in cui viene evocato tutto ciò che secondo noi il nostro settore può innescare – mettere in moto, appunto – come l’ingegno, i sogni, la passione, la creatività, l’idea di futuro. L’interesse che abbiamo riscontrato nei ragazzi del Marconi ci fa ben sperare, così come la disponibilità e la collaborazione che abbiamo colto nella dirigenza scolastica e negli insegnanti. Confidiamo in un ricambio generazionale che dia soddisfazione alle nostre imprese e ai giovani.”

Che al meccanotessile pratese occorra personale specializzato è emerso con chiarezza da un’indagine promossa dalla sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord e realizzata dal Centro studi dell’associazione. Tutte le imprese hanno evidenziato la necessità di profili specializzati, soprattutto tecnici e ingegneri. Gli addetti al montaggio e al collaudo, i progettisti e i disegnatori sono le figure più ambite, ma anche gli operai specializzati sono molto richiesti (montatori e assemblatori, manutentori elettrici-meccatronici-programmatori PLC). Quasi tutte le imprese hanno riferito di incontrare difficoltà nel reperimento di queste figure, di cui ritengono di aver necessità, in maggiore o minore misura, già nei prossimi 12/24 mesi.

 


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