Tessile sostenibile: si rafforza la cooperazione tra Ghana e Italia
giugno 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, NewsÈ in corso ad Accra presso i locali dell’UPSA (Università degli Studi Professionali di Accra), il Ghana – Italy Circular Economy Dialogue organizzato da UNIDO ITPO Italia e Agenzia Ice per rafforzare la cooperazione tra Ghana e Italia nei settori del tessile sostenibile, della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, della produzione verde e dell’imprenditorialità innovativa.
L’iniziativa vede il sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e il supporto del Ministero del Commercio, dell’Agroindustria e dell’Industria del Ghana e si svolto in collaborazione con una rete di importanti stakeholder italiani e ghanesi. Tra loro CNA Federmoda, Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Ecomondo – The Green Technology Expo, MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, Alliance Bioversity & CIAT, E4Impact Foundation, CIDCI, World Trade Center Accra e International Water Management Institute (IWMI).
L’agenda ha previsto una conferenza, dei workshop tecnici e delle sessioni B2B che hanno riunito istituzioni, leader del settore, università, innovatori, società civile e partner per lo sviluppo. La due-giorni ha incluso anche un focus sullo sviluppo delle competenze, laboratori e un modello di venture studio a supporto delle imprese innovative. Obiettivo è quello di mettere in evidenza il potenziale locale nel riciclo e nel riutilizzo del tessile, condividere competenze e know-how preziosi per identificare modelli di economia circolare e promuovere trasferimento tecnologico e partnership, anche per individuare opportunità di progetti congiunti, investimenti e trasferimento tecnologico, rafforzando le partnership tra istituzioni, imprese e mondo accademico e aggiornando le aziende italiane sulle opportunità economiche e di ricerca in Ghana.
La manifestazione è stata aperta la mattina del 16 giugno con gli interventi della Ministra del Commercio, dell’Agroindustria e dell’Industria e Membro del Parlamento del Ghana On. Elizabeth Ofoso-Adjare; dell’Ambasciatrice d’Italia in Ghana e Togo, S.E. Lara Ranalli; di Emanuela Forcella, Direttrice AICS per il Burkina Faso e Ghana, del Prof. John Mensah Mawutor, Vice Cancellor UPSA; di Luigi Puca, Direttore ICE Accra, di Fabio Petroni, Direttore Generale della Fondazione E4Impact e del rappresentante di UNIDO ITPO Italia, Dino Fortunato. Il Forum è poi proseguito con una serie di panel tra i quali quello dal titolo
“Sustainable Textiles & Circular Fashion Value Chains: Innovation and Ghana–Italy
Collaboration” che ha visto l’intervento di Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda che tra l’altro ha affermato “Quando parliamo di tessili circolari non stiamo parlando soltanto di una migliore gestione dei rifiuti. Stiamo parlando della nascita di un nuovo ecosistema industriale capace di trasformare materiali che oggi vengono considerati scarti in nuove risorse economiche. L’esperienza italiana dimostra che la circolarità funziona quando diventa parte integrante del sistema produttivo: dalla progettazione dei prodotti alla produzione, dalla raccolta alla valorizzazione dei materiali, fino alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali” ed ha poi evidenziato come molte delle micro e piccole imprese italiane abbiano adottato pratiche sostenibili ben prima che la sostenibilità diventasse una priorità politica o normativa.
“Produzione di qualità, filiere corte, attenzione alla durata dei prodotti, recupero dei materiali e valorizzazione delle competenze artigianali fanno parte da tempo della cultura produttiva italiana” ha poi concluso Franceschini.
Dal dibattito complessivo è emerso come per il Ghana, il successo nei prossimi anni non dovrebbe essere misurato soltanto in termini di riduzione dei rifiuti tessili, ma anche attraverso la crescita di nuove imprese, la creazione di occupazione qualificata, il rafforzamento delle competenze tecniche e l’emergere di filiere circolari capaci di generare valore economico sul territorio.
L’Italia può condividere metodologie, strumenti, modelli organizzativi e buone pratiche maturate nel tempo, adattandole alle specificità economiche e sociali del Ghana.






