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TheMicam: stabili le visite ma l’assenza della Russia mette paura

febbraio 19 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Bilancio positivo per theMicam, la mostra internazionale della calzatura che ha chiuso a Fiera Milano l’edizione numero 81 con 32.703 visitatori, per la metà stranieri. Sono stati 1.456 gli espositori di cui 821 italiani e 635 esteri, su una superficie netta di 64.144 metri quadrati.

Rispetto all’edizione di febbraio 2015 si è registrato un incremento dei visitatori dell’1,8% mentre rispetto all’edizione di settembre le percentuali registrano un +6%. Un bel segnale quindi per questo comparto fondamentale del Made in Italy, un settore che dà lavoro a quasi 80.000 persone.

Sul fronte internazionale theMicam ha registrato 16.343 visitatori provenienti da oltre 130 Paesi. Spagna, Germania e Francia (quest’ultima con un significativo +12,5%) guidano la classifica. Ma a stupire è arrivata, a sorpresa, una rilevante crescita dei buyer russi (+13%).

“Siamo molto soddisfatti – ha scritto in una nota la presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti-. TheMicam si è confermato il più importante appuntamento al mondo per il settore calzaturiero e un’occasione unica per fare business a livello internazionale. Siamo partiti con tanta incertezza, avendo alle spalle anni difficili e un 2015 che, pur tenendo nel complesso le posizioni, ha pagato la caduta della domanda interna e l’arretramento di alcuni importanti mercati esteri, a cominciare da quello russo e dell’area Csi. I risultati invece sono stati decisamente buoni e abbiamo registrato, tra l’altro, un ritorno dei clienti italiani, che avevano subito un’importante flessione”.

“La soddisfazione delle aziende che hanno preso parte alla mostra è tangibile e da domani possono riprendere la loro attività più serene. Ci piace pensare che la vitalità che abbiamo visto in questi giorni sia la prima conferma di un 2016 in ripresa. Le aziende calzaturiere italiane, che danno lavoro a 77 mila persone, restano però in trincea e meritano maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Per questo chiediamo che il governo riconosca la defiscalizzazione degli investimenti sostenuti per realizzare i campionari. Per questo continueremo a batterci affinché l’Europa non riconosca alla Cina lo status di economia di mercato, a meno che il gigante asiatico produca le scarpe che vende da noi rispettando gli standard qualitativi, ambientali e di sicurezza che abbiamo in Italia” – ha aggiunto.

Il calzaturiero cerca anche nuovi sbocchi per le sue esportazioni. Guarda agli Stati Uniti e al Medio Oriente, in particolare per le scarpe di fascia alta e alla Corea del Sud, che da qualche anno dà ottime soddisfazioni. La Cina resta un mercato chiave sia per le quantità che assorbe sia per il prezzo mediamente alto del prodotto che vi viene venduto. C’è poi il Sud America e, in una prospettiva di più lungo termine, l’Iran, dove Assocalzaturifici ha condotto una missione esplorativa lo scorso dicembre.

L’appuntamento è per il prossimo autunno, dal 3 al 6 settembre con la 82esima edizione di theMICAM, la prima mostra al mondo delle calzature, sempre a Fiera Milano.

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