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44ª edizione di Filo: bilancio nettamente positivo

ottobre 22 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, News

 

La 44ª edizione di Filo, salone internazionale dei filati e delle fibre, si è svolta in un clima nettamente positivo. Da sottolineare in particolare l’ulteriore aumento dei visitatori stranieri.

Sono stati due giorni importanti quelli della 44a edizione di Filo: al Palazzo delle Stelline di Milano nei giorni 30 settembre – 1° ottobre si sono potuti ammirare filati davvero innovativi e, come sempre, di grande qualità. A ripagare le aziende nella loro continua ricerca di nuovi sviluppi e prodotti è stato l’arrivo in fiera di buyer molto qualificati, con un aumento di quelli stranieri.

Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, ha così commentato i risultati della fiera: “Questa edizione di Filo si chiude con un ottimo bilancio. I nostri espositori dichiarano di aver ricevuto un buon numero di visitatori, che hanno mostrato un interesse concreto per le loro collezioni. Per noi di Filo ciò conferma la validità della nostra scelta di porre grande attenzione alla qualità dei visitatori, perché il nostro primo obiettivo è essere una reale piattaforma d’affari, dove un’offerta di alta qualità – rappresentata a Filo da espositori che propongono filati d’eccellenza – incontra una domanda altrettanto qualificata. Agli stessi fini è orientato il progetto che da molte edizioni portiamo avanti con Ice-Agenzia e che ci permette di avere in fiera una delegazione di buyer provenienti da paesi di particolare interesse per le aziende espositrici. È il nostro modo di sostenere le aziende nel loro “pensare futuro”, come suggerito dal tema di questo 44° appuntamento di Filo”.

La visita di Carlo Calenda a Filo

A confermare il successo della 44a edizione è stata la visita in fiera di Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico, nella seconda giornata di lavoro. Il viceministro si è soffermato a lungo tra gli stand di Filo e nell’Area Tendenze.

Tra le molte note positive della 44a edizione di Filo, va senz’altro citata la visita del viceministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che dimostra la rinnovata consapevolezza del Ministero dell’importanza di tutta la filiera tessile italiana, segmenti “a monte” compresi. Il viceministro ha visitato gli stand di Filo nel secondo giorno di fiera e ha manifestato tutto il suo apprezzamento per lo spirito imprenditoriale dimostrato dagli espositori di Filo. Calenda ha sottolineato in particolare lo “stile” di Filo, concreto ed efficace, e ha riconfermato la sua fiducia nella fiera, quale appuntamento di riferimento dei filati per tessitura made in Italy a livello internazionale.

FiloHappening per “pensare futuro”

“Un contesto e un’atmosfera emozionanti, irripetibili”: è con queste parole che Marilena Bolli, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha aperto il FiloHappening della 44a edizione di Filo. La tavola rotonda si è infatti svolta all’interno della mostra “Inside the Last Supper – Dentro l’ultima cena” ed è stata preceduta da una visita guidata, che ha permesso di scoprire aspetti ancora nascosti del celeberrimo dipinto di Leonardo da Vinci, compresa una sua inedita “dimensione olfattiva”.

Alle emozioni e ai profumi della Milano che fu, la tavola rotonda del FiloHappening ha come di consueto aggiunto riflessioni interessanti per tutto il sistema tessile-abbigliamento, grazie a un parterre di relatori d’eccezione. Marilena Bolli, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha ribadito che “Pensare futuro è un pensiero più ampio di pensare il futuro. È proprio “pensando futuro” che le aziende tessili sono riuscite a rafforzarsi pur in anni di crisi. Ed è “pensando futuro” che nelle imprese come nelle istituzioni e nelle associazioni di categoria in questi ultimi anni si sta realizzando il cambiamento di approccio da tempo auspicato, ma non semplice da realizzare nella pratica: andare al di là dei propri interessi particolari e imparare a fare sistema. Solo così potremo affermare il valore del made in Italy sui mercati internazionali, beneficiandone come singole imprese e come paese nel suo complesso”. Una consapevolezza condivisa da Silvio Albini, past president di Milano Unica (ed espositore di Filo) che si augura che “pensare futuro” significhi “superare i campanilismi e riuscire a fare sistema, in una attività imprenditoriale e associativa volta a favorire soprattutto le piccole e medie imprese, che possono trarre vantaggio da un valore aggiunto garantito di regole che garantiscano sostenibilità e tracciabilità dei prodotti made in Italy”. Marinella Loddo (direttore di Ice-Agenzia-Milano) si è detta “onorata di accompagnare le aziende italiane ad affermare la loro creatività e capacità di innovazione sui mercati esteri”. Mentre Claudio Marenzi ha voluto sottolineare “l’importanza delle relazioni personali per costruire rapporti di fiducia che travalichino le differenze tra distretti e tra comparti: dobbiamo fare tabula rasa dei retaggi del passato e imparare a lavorare insieme per gli obiettivi comuni e condivisi, come per esempio l’obbligatorietà dell’etichetta made in Italy”.

“Bene la prima” per Filo Shanghai

Appena il tempo di chiudere i battenti della 44a edizione di Filo a Milano, e subito è partita una nuova sfida: la prima edizione di Filo Shanghai, che si è tenuta dal 13 al 15 ottobre 2015, in collaborazione con Milano Unica Cina. Positivi i primi commenti delle sette aziende che vi hanno partecipato.

Sono sette le filature italiane che hanno partecipato alla prima edizione di Filo Shanghai: Davifil, Filatura C4, Filatura Pettinata Luisa 1966, Ghezzi, Monvania, Ongetta, Servizi e Seta. Il settore Filo, situato all’interno del padiglione di Milano Unica, ma con un ingresso riservato e un’area tendenze dedicata, ha suscitato molto interesse tra i buyer asiatici, che hanno potuto così conoscere direttamente l’eccellenza della produzione italiana di filati. Le sette aziende di Filo Shanghai sono infatti diverse per produzione e distretti di provenienza e attraverso le loro collezioni hanno offerto al mercato asiatico un panorama completo della qualità e della capacità di innovazione dei filati made in Italy.

Come ha affermato Paolo Monfermoso, responsabile Filo, al termine della rassegna: “La prima edizione di Filo Shanghai è stato un progetto entusiasmante, che si è potuto realizzare solo grazie al contributo operativo di Carlo Calenda, Viceministro dello Sviluppo Economico, e di Ice-Agenzia, e al supporto di Silvio Albini, past president di Milano Unica, e di Sistema Moda Italia. Grazie al loro sostegno costante e puntuale, Filo ha potuto offrire ai propri espositori l’opportunità di partecipare a un evento così importante per la filiera tessile italiana”. Mentre Massimo Mosiello, direttore generale di Milano Unica, ha sottolineato che “La presenza di Filo accanto a Milano Unica e la contemporaneità di “La Moda Italiana” nella grande location espositiva shanghainese, sono un segnale tangibile del fatto che molto è cambiato e che molto altro potrà accadere”. Ottenuto l’apprezzamento e il confermato interesse al mercato cinese da parte delle aziende presenti, Filo sta già progettando le edizioni 2016 con l’obiettivo di aumentare considerevolmente il numero delle aziende presenti al fine di essere più rappresentativi del made in Italy e potenziare l’immagine e la visibilità delle aziende di Filo all’interno di Intertextile . La seconda edizione di Filo Shanghai è in programma per il 16, 17 e 18 marzo 2016.

Il Filo della conoscenza passa per la sostenibilità

La 44a edizione di Filo è stata anche l’occasione per presentare lo studio “Analisi comparativa tra Europa e Stati Uniti degli standard eco-tossicologici nei settori tessile, abbigliamento, pelli e pelletteria e calzature”, redatto dall’Associazione Tessile e Salute su incarico di Ice-Agenzia.

Lo studio – che è stato presentato in un incontro promosso da Ice-Agenzia di Milano in occasione di Filo – rientra nell’ambito del programma di promozione straordinaria del made in Italy promosso dal ministero dello Sviluppo economico e rappresenta un approfondimento finalizzato alle trattative per la definizione di un accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti (Transatlantic Trade and Investment Partnership – Ttip).

A introdurre l’incontro è stata Marinella Loddo (direttore Ice-Agenzia – Milano), che ha affermato “La conoscenza è un fattore importante per lavorare sui mercati esteri e lo studio redatto dall’Associazione Tessile e Salute è un’analisi tecnica che ci consente di avere una migliore comprensione del mercato Usa, che è uno dei più interessanti per il made in Italy nel suo insieme”.

Pier Francesco Corcione (direttore dell’Unione Industriale Biellese) ha ricordato come “Pensare futuro (tema della 44a edizione di Filo) e conoscenza siano elementi decisivi per le imprese che vogliono posizionarsi con successo in mercati in continuo cambiamento. Focalizzare l’attenzione delle aziende sull’innovazione, aiutarle a farsi conoscere sui mercati esteri e definire insieme una serie di regole di riferimento sono gli impegni sui quali tutto il sistema industriale italiano deve concentrarsi e fare squadra”.

Marino Vago (vicepresidente vicario di Sistema Moda Italia) si è invece soffermato sulla necessità di “far diventare un’opportunità quello che ora è visto come un vincolo”. E la sostenibilità dell’industria tessile-abbigliamento può esserne un esempio concreto.

Gianpaolo Bruno (Ice-Agenzia Roma) ha sottolineato come più ancora dei dazi, oggi “sono le barriere non tariffarie – che spesso mascherano intenti protezionisti – a costituire un ostacolo all’internazionalizzazione delle nostre imprese. Perciò, l’innovazione, specie se dettata da standard condivisi, è un imperativo categorico nelle catene del valore”.

Articolato l’intervento di Mauro Rossetti, che ha curato lo studio e ne ha illustrato al convegno caratteristiche e obiettivi, ricordando che “per le piccole e medie imprese italiane le regole per l’esportazione di prodotti verso gli Stati Uniti rappresentano un paradigma per esportare in tutto il mondo. Standard condivisi dall’industria tessile-abbigliamento nel suo insieme permetterebbero, dunque, di risparmiare su molti costi, a cominciare da quelli di consulenza o di gestione interna. E le nostre imprese possono trarre grande vantaggio da tracciabilità e trasparenza lungo tutta la filiera”.

 

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