Distretto tessile di Prato: CNA e Confartigianato chiedono controlli strutturali e filiere tracciabili
gennaio 21 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato
Rafforzare in modo strutturale e coordinato i controlli, introdurre strumenti di tracciabilità digitale delle filiere produttive, garantire una tutela effettiva ai lavoratori che denunciano e valorizzare le imprese che operano nella legalità.
Sono queste le priorità indicate oggi da CNA e Confartigianato nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Lavoro della Camera sulle risoluzioni in materia di sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato.
Le Confederazioni hanno evidenziato l’esigenza di contrastare in modo sistematico l’illegalità, superando gli interventi episodici o emergenziali e orientando l’azione pubblica verso un modello stabile, continuativo e misurabile, fondato su una task force permanente dedicata al distretto e sostenuta da risorse pluriennali.Particolare rilievo è stato attribuito alla trasparenza e alla governance della filiera produttiva. Secondo le Confederazioni, l’introduzione di strumenti digitali di tracciabilità e una chiara responsabilizzazione dei committenti e delle imprese capofila rappresentano passaggi essenziali per contrastare i subappalti a cascata, rendere identificabile la catena delle responsabilità e impedire che l’illegalità si scarichi sull’ultimo anello produttivo.
Un altro punto centrale riguarda la tutela dei lavoratori vittime di sfruttamento. CNA e Confartigianato hanno ribadito che l’emersione delle irregolarità è possibile solo se accompagnata da protezioni concrete per chi denuncia, capaci di ridurre la ricattabilità legata alle condizioni lavorative, abitative e amministrative, e di favorire percorsi reali di uscita dall’illegalità.Le Confederazioni hanno inoltre evidenziato l’importanza di affiancare all’azione repressiva misure di qualificazione del distretto, in grado di premiare e rendere riconoscibili le imprese virtuose che rispettano le regole e investono in qualità, sicurezza e sostenibilità. In questo quadro è stato richiamato il progetto “Laboratorio Legalità Prato – Task Force permanente”, ispirato alle migliori pratiche già sperimentate sul territorio, come il Piano “Lavoro Sicuro” della Regione Toscana, e pensato come modello replicabile anche in altri distretti industriali.
«Il contrasto all’illegalità – hanno sottolineato CNA e Confartigianato – è una condizione imprescindibile per tutelare il lavoro regolare, garantire una concorrenza leale e salvaguardare la reputazione del distretto tessile di Prato e del Made in Italy. Solo un presidio pubblico stabile, coordinato e misurabile può impedire che lo sfruttamento continui a penalizzare imprese sane e lavoratori».




