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Assocalzaturifici: una raccolta firme per l’obbligo di indicazione d’origine nella Ue

febbraio 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Un appello al Governo per difendere in sede europea la proposta di Regolamento comunitario sulla sicurezza dei prodotti, con l’obbligo di indicazione di origine: viene da Assocalzaturifici, che intende promuovere una mobilitazione dei principali distretti calzaturieri italiani con una raccolta firme.

Sono mesi fondamentali per la manifattura italiana: la discussione in merito all’articolo 7 del Regolamento Europeo si avvia a una fase decisiva. La proposta, sostenuta dalla Commissione e dal Parlamento Europeo, potrebbe finalmente equiparare l’Europa ai suoi principali concorrenti ed è quindi di importanza vitale per le imprese e per il futuro del made in Italy. Oltre alla Commissione europea che l’ha proposta, ha ottenuto il sostegno delle competenti Commissioni del Parlamento europeo.

«Allo stato attuale – spiega Assocalzaturifici in una nota – è in corso un negoziato in Consiglio per individuare un compromesso che possa favorire l’accordo tra le istituzioni senza il quale, per approvare entro la fine della Legislatura europea il pacchetto legislativo che contiene la proposta, il Parlamento europeo potrebbe andare presto al voto in seduta plenaria. Nel caso l’Assemblea confermasse il voto delle Commissioni competenti e il Consiglio non individuasse un compromesso in tempi molto rapidi, il dossier potrebbe passare alla prossima presidenza di turno, che sarà affidata all’Italia».

Diventa quindi sempre più cruciale il ruolo dell’Esecutivo italiano in questa vicenda, sulla quale il presidente Enrico Letta ha già parlato in sede europea sottolineandone l’importanza.

«La manifattura italiana non può più aspettare- afferma Cleto Sagripanti, presidente diAssocalzaturifici -perché ha già subito anni di dura prova a causa della concorrenza aggressiva dei Paesi emergenti e di una mancata legislazione in Europa, unica tra le principali economie mondiali a non richiedere l’obbligo di indicazione di origine sulle merci che vengono commercializzate al suo interno. Con grave danno per chi, come le aziende manifatturiere italiane, ha come risorsa principale l’alta qualità dei suoi prodotti».

«Chiediamo quindi alle aziende di essere protagoniste di questa battaglia – prosegue Sagripanti – e di aderire subito alla raccolta firme, che verrà gestita dalle Associazioni territoriali proprio per testimoniare che non si tratta di un appello calato dall’alto, ma di una vera e propria mobilitazione delle realtà produttive italiane».

L’introduzione di una norma che renda obbligatoria nella Ue l’indicazione di origine per le calzature porterebbe per l’intero settore – secondo le proiezioni di Assocalzaturifici – a un beneficio misurabile in un incremento del 30% dei livelli produttivi attuali (nella foto, giovani al lavoro presso gli stabilimenti di Loriblu, azienda che aderisce al progetto “Botteghe di Mestiere”, per la trasmissione del saper fare calzaturiero).

 

a.t. per Fashion magazine

 

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