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Calo degli ordini a inizio 2018 per il meccanotessile

maggio 9 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Il 2018 si apre in calo per il settore delle macchine tessili. Nel primo trimestre la raccolta ordini è diminuita sia in Italia che sui mercati esteri. Alessandro Zucchi, presidente ACIMIT: “L’andamento degli ordini ad inizio 2018 non deve preoccuparci. E’ la conseguenza di un 2017 caratterizzato da investimenti in forte crescita nel settore tessile”.

L’indice degli ordini per le macchine tessili elaborato da ACIMIT, l’Associazione dei costruttori italiani di macchine tessili, nel periodo gennaio-marzo 2018 è diminuito del 12% rispetto al medesimo periodo del 2017. Il valore dell’indice si è attestato a 104,8 punti (base 2015=100).

La flessione ha interessato soprattutto la raccolta ordini sul mercato interno. In Italia, infatti, l’indice ha fatto segnare un valore assoluto di 94,1 punti, vale a dire il 22% in meno rispetto al primo trimestre 2017. Sui mercati esteri il calo è stato più contenuto (-9%) ed il valore assoluto dell’indice pari a 107,2 punti.

Il presidente di ACIMIT Alessandro Zucchi non si preoccupa del risultato dei primi tre mesi: “In Italia si è avuto un effetto rimbalzo dopo i forti investimenti effettuati nel corso del 2017. I primi mesi di quest’anno sono stati caratterizzati da una frenata fisiologica che non preoccupa le nostre aziende, impegnate ad evadere un portafoglio ordini di oltre 4 mesi”. Anche all’estero la situazione è considerata ancora positiva. “L’anno scorso la raccolta ordini è stata soddisfacente anche all’estero, prosegue il presidente di ACIMIT. Nel 2018 permangono le condizioni per consolidare il trend di crescita, come testimonia il buon risultato delle recenti manifestazioni fieristiche tenutesi in diversi Paesi e a cui molti costruttori italiani hanno partecipato”.

A preoccupare il settore è piuttosto l’incertezza politica che si registra in Italia e le tensioni geopolitiche che permangono in determinate aree del mondo. “Perché le aziende investano, conclude Zucchi, in Italia come all’estero, occorre ripristinare al più presto un quadro politico più stabile. La digitalizzazione del processo produttivo nel settore tessile è stata avviata, ora è necessario che non venga meno il clima di fiducia che ha spinto gli investimenti nel 2017“.

 

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