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Campagna per la trasparenza dei marchi di moda, due anni dopo Rana Plaza

aprile 23 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Scattarsi una foto con l’etichetta dei vestiti bene in vista e condividerla attraverso i social media con l’hashtag #WhoMadeMyClothes. E’ l’iniziativa lanciata quest’anno in occasione del Fashion Revolution Day.

Nel secondo anniversario della strage di Rana Plaza a Dhaka, in Bangladesh, dove nel 2013 hanno perso la vita 1133 operai del tessile, torna infatti, venerdì 24 aprile, la campagna internazionale per una moda etica con filiere trasparenti e giuste.

“Fashion Revolution Day vuole essere il primo passo per la presa di coscienza di ciò che significa acquistare un capo d’abbigliamento, verso un futuro più etico e sostenibile per l’industria della moda, nel rispetto delle persone e dell’ambiente – commenta Marina Spadafora, direttrice creativa di Auteurs du Monde, la linea di moda etica di Altromercato, e coordinatrice del Fashion Revolution Day in Italia. – Scegliere cosa acquistiamo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo”.

Alla campagna hanno già aderito, tra gli altri, il maestro Bernardo Bertolucci, il creativo Elio Fiorucci, il musicista Saturnino Celani, l’artista/attrice Domiziana Giordano, l’attore e regista Giampiero Judica, il tenore Noah Steward, il filmmaker Jordan Stone facendosi ritrarre con gli abiti al contrario.

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