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Como. Seta, nelle esportazioni la Cina ha scavalcato la Germania

ottobre 10 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, News

Pechino compra più stoffe lariane di Berlino. È il quarto mercato per il made in Como

La Cina ha scavalcato la Germania, diventando il quarto acquirente al mondo dei tessuti serici made in Como, dopo Francia, Spagna e Stati Uniti. «Se una dozzina di anni fa avessi detto che Pechino avrebbe superato Berlino, mi avrebbero preso per matto», commenta Guido Tettamanti, segretario del Gruppo filiera tessile di Confindustria Como.
Nei primi sei mesi di quest’anno, nella classifica dell’export italiano di tessuti di seta, in gran parte realizzati nel Comasco, la Cina è salita al quarto posto, con un incremento del 35% rispetto al medesimo semestre del 2010, superando la Germania come mercato di sbocco delle stoffe lariane.
«Nel Paese asiatico – sottolinea Tettamanti – c’è una grande richiesta di prodotti più belli e più ricchi che in passato. La Cina è diventata un mercato estremamente interessante. E abbiamo registrato un forte sviluppo delle esportazioni verso Pechino anche per quanto riguarda i foulard, mentre sul fronte delle cravatte gli incrementi sono più ridotti».
Nei giorni scorsi l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha diffuso l’analisi dell’andamento dei distretti produttivi della Lombardia, dando sì conto dell’aumento delle esportazioni tessili lariane, ma ponendo l’accento sul fatto che «la Cina sta divenendo sempre più competitiva nell’offerta di prodotti di alta qualità». Ciò significa che presto i cinesi potrebbero fare concorrenza ai setaioli comaschi anche sul fronte dei tessuti di alta gamma, cioè proprio in quella fascia di mercato su cui hanno puntato i produttori lariani per sopravvivere alla crisi. Ma è una prospettiva che non preoccupa Tettamanti.
«In questo momento tutto è in evoluzione e tutto può cambiare – spiega il segretario del Gruppo filiera tessile – In termini assoluti non si può negare l’affermazione del servizio studi di Intesa Sanpaolo. Resta però il fatto che le statistiche evidenziano dinamiche ben precise, che hanno portato la Cina a superare la Germania come mercato di sbocco per i nostri tessuti. Per noi la percezione più importante è che, in questo momento, la Cina dà soddisfazioni che altri mercati nel mondo non danno».
Che per il tessile lariano il momento sia favorevole lo testimonia anche il rapporto congiunturale redatto dal centro studi di Sistema Moda Italia in collaborazione con il Gruppo filiera tessile di Confindustria Como, secondo cui «il secondo trimestre del 2011 si conferma positivo per la tessitura serica italiana», concentrata, come detto, in riva al Lario.
Secondo le analisi di Smi, infatti, il fatturato è cresciuto del 23,7% rispetto al medesimo trimestre del 2010, mentre in termini di quantità le vendite sono aumentate del 13,4%. «L’andamento del fatturato – si legge nel rapporto congiunturale – è stato assai dinamico sia sui mercati esteri (+21%), sia soprattutto per le vendite destinate al mercato nazionale (+27,3%)».
Entrando nel dettaglio, i tessuti serici per abbigliamento femminile, che rappresentano la voce più importante, hanno chiuso il secondo trimestre con un incremento pari al 23,3% per il fatturato e all’11,2% per i volumi venduti.
I tessuti per cravatteria sono invece cresciuti del 22,7% in termini di fatturato e del 20,6% per quanto riguarda le quantità. Sviluppo consistente anche per quanto riguarda gli accessori serici femminili, ovvero foulard, scialli, sciarpe e così via: +27,2% il fatturato e +16,2% le quantità vendute.
«Il tessuto serico – concludono gli esperti di Smi e Confindustria Como – ha archiviato la prima metà dell’anno con risultati assai soddisfacenti in termini di quantitativi di vendita e di fatturato. Il prodotto gode dell’attenzione e del favore del mercato, ma le aspettative degli operatori, a partire dall’estate, si sono raffreddate per le turbolenze dello scenario macroeconomico, che non potranno non avere ripercussioni anche su questo settore».

(da il Corriere di Como)

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