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Non si sblocca la trattativa per il rinnovo del contratto dei Tessili

ottobre 21 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Nessun passo avanti da parte dei Sindacati dei lavoratori nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore tessile abbigliamento moda, che viene applicato a circa 500.000 addetti, che è tra i più importanti contratti dell’industria manifatturiera italiana. Questa la valutazione espressa dalla delegazione di Sistema Moda Italia a seguito dell’incontro che si è svolto oggi a Milano, che ha invitato i Sindacati a trovare una nuova posizione unitaria più vicina alle proposte avanzate da SMI, prima di definire la data di un possibile nuovo incontro.

In questa ‘tornata’ contrattuale, al contrario di quanto avvenuto in passato - afferma Carlo Mascellani, Vice-Direttore Generale di Sistema Moda Italia  e capo delegazione delle imprese -, qualcosa sembra non funzionare nel rapporto tra le partiSM, pur in presenza di una situazione molto difficile per il settore, aveva individuato una via, coraggiosa ma praticabile, per definire tra le parti un rinnovo contrattuale in grado di rispondere sia alle esigenze di competitività delle imprese, che alle legittime necessità economiche dei lavoratori”.

Nel mese di marzo scorso, SMI aveva presentato ai sindacati un pacchetto di proposte, molto concrete, sulle quali ha chiesto di concentrare il confronto negoziale. La risposta dei sindacati c’è stata, fino ad ora, solo sull’impianto della parte economica: pur con modalità differenti da quelle proposte da SMI e in misura ancora da definire nel dettaglio, le organizzazioni sindacali hanno unitariamente proposto uno schema di rinnovo che risponde di fatto all’esigenza di potenziare il livello aziendale e che la delegazione imprenditoriale ha ritenuto accettabile.

Sulle proposte normative, invece -  continua Mascellani -, si è registrata in questi mesi una ‘melina’ da parte delle organizzazioni sindacali dalla quale sono via via emerse divisioni di approccio tra le tre organizzazioni sindacali e, complessivamente, una impossibilità ad affrontare con decisione e coraggio i temi proposti dalle imprese nel loro contenuto specifico”.

Sulla parte normativa, oltre all’aggiornamento del contratto rispetto alle modifiche intervenute in materia di mercato del lavoro (apprendistato, contratti a termine, ecc) ed alla definizione di una disciplina speciale per gli addetti alla distribuzione commerciale, SMI ha proposto di intervenire sui temi degli orari per rendere certa, nei tempi e nei modi, l’applicazione in azienda di alcuni istituti già previsti e disciplinati dal contratto nazionale.

In particolare – aggiunge il Vice Direttore di Sistema Moda Italia - abbiamo posto al tavolo l’esigenza di dare maggiore certezza e celerità all’applicazione di istituti storici del contratto nazionale, come il regime di orario 6×6 e l’istituto della flessibilità dell’orario di lavoro, che dà la possibilità di variare in aumento o in riduzione l’orario settimanale in relazione al mutare della domanda dei mercati”.

Infine, per quanto concerne la disciplina del singolo rapporto di lavoro, per dare un segnale allo stesso tempo di disponibilità e premialità nei confronti dei lavoratori “virtuosi”  e di maggior rigore nei confronti dei lavoratori oggettivamente scorretti, SMI ha proposto di intervenire sulla disciplina del trattamento di malattia, nella parte relativa alle modalità di pagamento dei primi tre giorni di ogni evento, che sono di esclusiva competenza del datore di lavoro (l’INPS paga la propria indennità solo dal 4° giorno): rispetto all’attuale pagamento previsto sempre al 50%.

SMI – conclude Carlo Mascellaniha quindi dato la disponibilità delle imprese a migliorare il trattamento economico nei confronti dei lavoratori “virtuosi”, prevedendo invece significative penalizzazioni nei confronti dei lavoratori che utilizzano in modo scorretto l’istituto della malattia alimentando il fenomeno della reiterazione delle malattie brevi che, oltre a mettere in difficoltà i colleghi alimentando tensioni interne ai reparti ed agli uffici, genera notevoli disfunzioni organizzative, soprattutto nelle PMI”.

 

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