Moda, Tessile, Abbigliamento

Da CNA Federmoda un nuovo modello per ispirare crescita e sviluppo

novembre 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Si è tenuto nei giorni scorsi presso la sede di CNA Nazionale ed in modalità phygital, un evento dedicato alle società benefit: “Le società benefit nell’ordinamento italiano”.

Il tema sta assumendo una crescente rilevanza nel dibattito relativo alla gestione e all’organizzazione d’impresa nell’ottica delle nuove sfide di mercato orientate verso lo sviluppo economico responsabile e la sostenibilità.

Ad oggi, dopo pochi anni dall’introduzione della disciplina, si contano più di mille società benefit trasversali a diversi settori, con particolare riscontro da parte delle imprese del settore tessile-moda, tendenza in aumento legata alla nuova coscienza della necessità di un’economia circolare e sostenibile. Questo modello è destinato ad incrementare in maniera significativa: si pensi che, proprio durante l’anno della pandemia da covid-19, si è registrato un numero di costituzioni circa il doppio rispetto all’anno precedente.

CNA Federmoda crede fortemente nell’interessante opportunità rappresentata dall’istituto giuridico della Benefit Corporation in cui sviluppo economico resiliente e duraturo, benessere della società, ed esercizio d’impresa sembrano trovare il proprio punto di equilibrio.

“Con questa iniziativa abbiamo inteso mettere a disposizione delle imprese del settore moda, ed in particolare delle PMI che intendano cogliere le opportunità date da questo status giuridico, un sevizio di informazione e di eventuale accompagnamento”. – dichiara Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda. “Sono tante le imprese che sui territori di riferimento nei fatti già praticano attività di beneficio comune, è questa un’occasione per evidenziare il loro impegno sociale a supporto ad esempio delle comunità locali” – continua Franceschini.

Con il supporto dello studio Aliant Legal Grounds, CNA Federmoda ha organizzato un incontro per fornire informazioni e supporto alle imprese interessate ad intraprendere questo percorso rendendo note la conoscenza dello strumento predisposto dal legislatore nonché la piena consapevolezza del suo funzionamento.

A tal fine, gli avvocati Mariangela Zito e Alessandro Grangiotti, partners di Aliant Legal Grounds, hanno condotto l’incontro informativo/formativo sulle società benefit, quelle società che nell’esercizio dell’attività d’impresa perseguono – oltre allo scopo di lucro – anche finalità di beneficio comune. Si tratta di uno status giuridico riconosciuto in Italia, il primo Paese dell’Unione Europea ad avere previsto nel proprio ordinamento questo strumento, con una apposita disciplina introdotta con la legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015).

Dopo aver tracciato un quadro generale del nuovo strumento giuridico predisposto dal legislatore e della sua genesi, si sono soffermati sui requisiti previsti, gli oneri e le criticità, evidenziando in particolare l’obbligatorietà della modifica dello statuto della società, nel quale devono essere presenti specifici obblighi volti ad elevare gli standard relativi alle finalità ulteriori rispetto al profitto perseguite dall’azienda, alla responsabilità e alla trasparenza in termini di impatto sulla società in generale e sull’ambiente.

Durante l’incontro è stato poi portato all’attenzione dei partecipanti il recentissimo decreto attuativo firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro dell’economia e delle Finanze che delinea le modalità operative per ottenere il contributo, sotto forma di credito di imposta pari al cinquanta per cento dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, la misura prevista dall’articolo 38-ter del cd. Decreto Rilancio e modificata dal Decreto Sostegni-bis, diretto a rafforzare l’ecosistema delle società benefit, dedica anche risorse per l’attività di promozione.


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