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Dati in calo al Salon International de la Lingerie

gennaio 30 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Il paradosso francese è anche questo: nel Paese della lingerie le donne comprano sempre meno capi intimi. Per il terzo anno consecutivo il fatturato del settore risulta in flessione. I dettaglianti si comportano di conseguenza e il Salon International de la Lingerie (Sil) di Parigi registra un calo di visitatori locali. Ma anche di italiani e inglesi.

Secondo gli studi condotti da Ifm,il giro d’affari dell’intimo in Francia ha subito una diminuzione dell’1,5% tra il 2014 e il 2013, attestandosi sui 3,5 miliardi di euro, che tradotto in budget medio di acquisto pro capite dà 130 euro all’anno, comprensivo di calzetteria.

La debolezza del mercato si riflette inevitabilmente sul bilancio del Sil, che si è svolto all’Expo di Porte de Versailles tra il 24 e il 26 gennaio, accogliendo circa 480 marchi. L’ente organizzatore Eurovet, a conti fatti, sceglie ancora una volta di non comunicare il totale degli ingressi, ma riferisce di un pubblico altamente qualificato, depauperato “lievemente” (si legge nel comunicato) della presenza francese, italiana e inglese.

Più significativa, dati gli scenari politico-economici, la mancanza di buyer russi (-40%) e ucraini, mentre risultano in ascesa Medio Oriente (+9%), Australia, Stati Uniti e Africa del Sud.

Il settore cerca di ritrovare ottimismo attraverso lo stile, che per l’autunno-inverno 2015/2016 riporta al glamour anni Ottanta, «un’epoca spensierata – ricorda la stilistaChantal Thomass, icona di quel periodo – fatta di originalità, eccentricità, libertà sessuale, voglia di vivere la notte».

Le silhouette si fanno quindi ultra sexy, i modelli teatrali, come nella collezioneParah,che punta su corsetti regolabili e gonne panier d’ispirazione settecentesca in pizzo e stecche di balena, o Ritratti, che alterna il tulle all’ecopelle nella corsetteria aggressiva della serie Magenta, che comprende anche l’abito con coppe Star Cup.

«La tendenza – puntualizza  Cécile Vivier-Guérin, marketing manager lingerie di Eurovet – va in due direzioni opposte: l’ostentazione tipica degli anni Ottanta e un minimalismo fatto di forme pure e materiali naturali. Nel mezzo c’è una consumatrice molto consapevole, capace di mixare e giocare con i codici delle due gamme».

Una lezione appresa anche dagli uomini, nel mirino di un’offerta  sempre più allargata, che oscilla tra proposte ironiche, irriverenti e ipercolorate di marchi emergenti, come l’olandese Muchachomalo, e l’eccellenza di  etichette come Hanro, che scommette sulla linea Sea Island Cotton, basic nello stile, ma lussuosa nell’anima, realizzata con il più fine e raro cotone al mondo.

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