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Denim by Première Vision: presenze aumentate del 45%!

maggio 28 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, News

Nella sua prima edizione a Barcellona, la fiera del denim ha riunito 4.479 professionisti nei giorni 21 e 22 maggio. Un impressionante salto in avanti del 45% rispetto al dato annunciato dall’edizione svoltasi nel maggio 2013 a Parigi.

Difficile per gli habitué del Denim by parigino non trovare subito il proprio marchio nel nuovo appuntamento spagnolo. Alla Halle Freyssinet è succeduta l’impressionante navata dei 18.000 m² del padiglione 8 della Fiera di Barcelona, le cui volte industriali fanno a loro volta eco alle travi arrugginite che formano gli stand espositivi.

Una location espositiva provvista ora di un corridoio centrale molto marcato, incorniciato da due percorsi paralleli. Il tutto su una superficie il cui livello si sopraeleva a intervalli regolari, rendendo più densa la visione e la percezione di un’offerta potenziata in questa edizione del 5%.

Già nella mattina del secondo giorno, il presidente di Première Vision SA, Philipe Pasquet, confidava a FashionMag che la giornata di lancio manifestava numeri buoni, «nettamente superiori a quelli che avevamo registrato lo stesso giorno a Parigi», sorpassando ampiamente i quasi 3.000 visitatori di maggio 2013. L’appuntamento del denim può dunque essere soddisfatto di aver fatto la scelta giusta, con lo spostamento nella città catalana.

Entusiasmo catalano

E l’entusiasmo dei partecipanti, degli espositori come dei visitatori, era evidente fra le corsie della manifestazione. Anche il secondo giorno, più tranquillo del primo, è stato corrispondente alla livello di attività della giornata migliore dell’edizione parigina, spiegavano molti brand. Prima ancora del salone, gli effetti di questo cambiamento di città si erano fatti sentire sul numero di espositori, incrementato, come detto, del 5% e arrivato così a un centinaio di aziende.

Qualche rimpianto per l’addio a Parigi? Se alcuni confidano di rimanere personalmente dei fan della capitale francese, tutti i professionisti lodano i vantaggi che offre la città catalana. Dalla facilità di trovare alloggio fino al tragitto rapido dall’aeroporto, soprattutto grazie a dei taxi più numerosi e meno costosi dei loro omologhi francesi.

“Si esce comunque in modo difficile da una crisi complessa da gestire, e ogni fiera richiede dei compromessi”, ricorda un responsabile vendite di un produttore marocchino. “Dunque, se un qualsiasi argomento ci può consentire di concludere un affare in più, è fantastico”.

“La società è davvero soddisfatta di questa evoluzione, sia per la nuova location che per l’arrivo in una nuova città”, si rallegra inoltre un rappresentante del produttore turco Calik Denim. Venuto da ancora più lontano, anche il fornitore indiano Arvind Denim ha detto di avere concluso buoni affari in questo nuovo spazio.

“Barcellona o Parigi, non fa una grande differenza per noi”, dice Rajesh Gupta, il responsabile creativo di quest’ultimo. “Ma questo cambiamento apporta un incremento di dinamismo e freschezza alla fiera, e i nostri appuntamenti sono stati molto più numerosi dell’anno scorso a Parigi”.

La Spagna ha ovviamente rappresentato una percentuale importante dei visitatori, con il 28% del totale, mentre forti progressioni sono state notate tra i buyer tedeschi (+34%) e italiani (+32%). E in misura minore dai britannici (+5). Anche i Paesi nordici e scandinavi hanno aumentato il loro interesse per il salone (+8%), con la Norvegia a registrare un incremento addirittura del 43%. Fuori dall’Europa, gli organizzatori tengono a sottolinare la presenza nordamericana (+33%), con soprattutto una progressione del 24% per gli Stati Uniti.

Nell’ambito dell’Euromed, Tunisia e Marocco hanno rappresentato rispettivamente il 13% e il 4% del numero di visitatori. «E’ soprattutto la Turchia, sempre molto dinamica e performante in materia di jeanswear, a imporsi, con un incremento delle presenze del 68%», indica l’organizzatore. «Qui, al di là dei brand presenti, sono stati anche i subfornitori dei produttori, numerosi e potenti in quelle nazioni, a presenziare alla fiera in gran numero». I visitatori asiatici hanno invece rappresentato il 17% delle presenze. Una crescita del 4% permessa dalla Cina, dal Giappone, dall’India e dal Pakistan.

“Have you been to Amsterdam?”

Oltre allo spostamento di Denim by, uno degli argomenti ricorrenti di questa edizione è stato l’altro salone del denim recentemente arrivato in Europa. Infatti, l’americano Kingpins è giunto ad Amsterdam il 7 e l’8 maggio ultimi scorsi. Il fatto ha suscitato l’interesse dei partecipanti abituali della fiera francese. “L’ho trovato buono, ma aspetterò un anno per vedere come si evolve prima di capire se è necessario andarci”, confidava il buyer di un’azienda spagnola a uno dei suoi colleghi, come molto ansioso di conoscere più impressioni possibili riguardanti questo nuovo appuntamento.

“Denim by è riuscito nell’intento di essere un appuntamento fondamentale per la professione”, secondo Philippe Pasquet, interrogato sulla necessità per questo mercato di avere una seconda fiera dedicata. “E’ un altro concept. […] Io sono per il libero commercio, ma sarà il mercato a decidere. Per il momento, Non mi sembra che siamo paragonabili”.

La prossima edizione di Denim by PV si svolgerà a Barcellona nei giorni 19 e 20 novembre 2014, e questa volta sarà contorniato dalle tante aspettative generate dall’incrementata importanza della maggiore attività generata dal suo trasferimento. E la fiera dovrà anche tenere conto della presenza di Kingpins e del buon riscontro iniziale che ha ottenuto.

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