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H&M: salari equi a tutti i lavoratori delle fabbriche tessili entro il 2018

novembre 27 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

H&M in prima linea sul fronte della social responsibility. Il colosso svedese della fast fashion ha infatti promesso di impegnarsi nel garantire una “fair living wage” nelle fabbriche fornitrici del brand. Una misura che entro il 2018 dovrebbe interessare circa 850mila operai tessili.

In un incontro a Berlino, Helena Helmersson (responsabile globale della sostenibilità) ha infatti dichiarato che il gruppo ha messo a punto una nuova roadmap per affrontare il tema degli stipendi elargiti dai suoi fornitori, attivi soprattutto nell’area asiatica: una questione che i governi locali stanno portando avanti con eccessiva lentezza e che H&M punta a rimettere tra le priorità, per far sì che anche altre industrie seguano il suo esempio.

L’iniziativa riguarderà dapprima (nel 2014) i dipendenti di due manifatture in Bangladesh e una in Cambogia, per poi estendersi – nel giro di cinque anni – a 750 fabbriche, per un totale di circa 850mila lavoratori.

H&M, lo ricordiamo, è stata una delle prime aziende della moda a firmare un accordo per la sicurezza in Bangladesh dopo il crollo dell’impianto tessile che nel 2012 causò la morte di oltre mille persone, continuando parallelamente a esortare il Paese – e le griffe presenti sul territorio – a migliorare le condizioni di lavoro degli operai e ad aumentare i salari minimi.

 

a.t. per Fashion magazine

 

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