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I dati del distretto di Como e la presentazione di ETIC, la “carta d’identità europea” del prodotto Tessile/Abbigliamento

dicembre 12 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, News

In occasione della presentazione dei dati del XXIX Osservatorio del Distretto Tessile di Como, viene presentata la “carta d’identità europea” del prodotto Tessile/Abbigliamento

Como, 11 dicembre 2019 – La XXIX edizione dell’Osservatorio del Distretto Tessile di Como si è concentrata sul tema chiave della tracciabilità e della trasparenza della filiera, proponendo in anteprima i contenuti del progetto “ETIC – European Textile Identity Card”, l’etichetta che, a partire dal 2020, renderà evidenti sul prodotto finito i luoghi dove sono stati realizzati il filato, il tessuto, la nobilitazione tessile e la confezione.

La tracciabilità è fondamentale per dare al consumatore la garanzia della sostenibilità dei prodotti che acquista ed è un fattore decisivo per lo sviluppo del settore tessile-abbigliamento. Nel nostro Paese, diversamente dai paesi asiatici, sono già stati fatti notevoli passi avanti in proposito. Il contesto delle norme europee è unico al mondo per rigore e per severità. La normativa REACH (Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals) ha imposto a livello comunitario un’attenta selezione delle sostanze chimiche ammissibili nei processi produttivi. Gli scarichi delle aziende devono rispondere a parametri precisi ed impegnativi. Inoltre, i diritti dei lavoratori sono tutelati e la tradizione delle relazioni industriali consente di affrontare i problemi e di trovare soluzioni condivise.

Tuttavia, la crescente attenzione del consumatore finale alle tematiche ambientali e, in generale, ad un consumo più consapevole, rendono necessari altri passi per rassicurarlo sul fronte dell’impatto ambientale e sociale del suo acquisto.

“In questa prospettiva è nata ETIC, che si propone come una vera e propria carta di identità dei prodotti tessili, in grado di dare visibilità al contesto virtuoso in cui sono stati realizzati. Il progetto, che sta coinvolgendo a cascata realtà tessili di Italia, Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Svizzera, non poteva che partire da Como, territorio già all’avanguardia sotto il profilo della sostenibilità sociale e ambientale” commenta Marco Taiana, Vicepresidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como.

Sul tema è intervenuto anche Luca Olivini, Eco Hub Material Manager di C.L.A.S.S. (Creativity, Lifestyle And Sustainable Synergy), piattaforma nata a Milano nel 2007, dedicata alla promozione e all’integrazione dei valori di innovazione responsabile nelle industrie tessile e moda. Olivini ha illustrato alcuni dati di rilievo circa l’interesse crescente dei consumatori di nuova generazione nei confronti della sostenibilità, così come le nuove strategie dei retailer a livello internazionale.

L’attenzione ai temi della sostenibilità e della tracciabilità, unita alla qualità, al servizio e alla creatività dell’offerta tessile comasca, da sempre riconosciuta a livello mondiale, rappresenteranno fattori decisivi per arginare le pressioni competitive, con ricadute positive sulle performance delle imprese del Distretto, ancora fortemente eterogenee, tra comparti di specializzazione e all’interno dei comparti medesimi.

“L’analisi dei bilanci di un campione altamente rappresentativo della realtà locale (154 imprese) ha messo in luce una situazione di moderata crescita del fatturato complessivo 2018 delle aziende monitorate (+5% la variazione tendenziale).

Tuttavia, il dato complessivo nasconde una elevata dispersione dei risultati, con un buon 47% di imprese del campione con fatturato in calo – commenta Ilaria Sangalli, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che ha realizzato la ricerca. – Inoltre, alla crescita più marcata dei ricavi di vendita di stamperie, importatori di seta e aziende verticalizzate, si contrappone il calo di tintorie e tessiture. Le imprese appaiono rafforzate sul fronte della redditività ma, ancora una volta, il fenomeno non tocca in maniera uniforme tutti i comparti”.

Per quanto concerne il 2019, l’inchiesta congiunturale sulla tessitura serica italiana, condotta da Sistema Moda Italia e dal Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como, ha evidenziato nella prima metà dell’anno un andamento complessivamente positivo, con una crescita del fatturato pari al 5,4%. Il tessuto per abbigliamento femminile, che costituisce la componente più ragguardevole, ha chiuso i primi mesi del 2019 con un incremento del 4,6%. La cravatteria, come ormai da diversi trimestri, ha perso terreno (-6%). L’accessorio tessile (foulards, sciarpe, stole, parei, bandane, scialli, ecc.) è stato assai vivace (+18,1%). Il prodotto stampato è stato all’origine del dato complessivamente positivo. La seconda metà dell’anno tuttavia sta evidenziando un andamento meno favorevole.

“Lo scenario macroeconomico per i prossimi mesi resta denso di rischi – commenta Stefania Trenti, economista presso Intesa Sanpaolo – dal protezionismo a Brexit, agli strascichi del rallentamento dell’industria tedesca, cardine dell’intera macchina produttiva europea. Le imprese del tessile italiano dovranno sfruttare al meglio la reattività e la velocità che le contraddistinguono, cogliendo le opportunità che saranno presenti soprattutto sulla fascia alta della gamma qualitativa. Como appare ben posizionata, in questo senso, come evidenziano anche i dati positivi del primo semestre, in contrasto con il calo del fatturato registrato dal tessile italiano nello stesso periodo (-0.9% sulla base delle rilevazioni Istat)”.

Nella foto: Marco Taiana, Vicepresidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como e qui sotto il logo ETIC, European Textile Identity Card.


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