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I fattori competitivi di successo nei distretti industriali

aprile 12 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Il fatturato dei distretti registra un aumento del 3% contro l’1% delle aree non distrettuali. Le imprese di Prato appaiono molto attive sui mercati esteri ma in ritardo rispetto ad altri distretti tessili nell’implementare strategie di fidelizzazione.

Quali sono i fattori di competitività in un contesto economico-produttivo complesso come quello attuale? L’analisi delle imprese appartenenti ai distretti industriali, con un dettaglio su quelle pratesi, è il tema dell’incontro organizzato da Unione Industriale Pratese per martedì 16 aprile, presso l’Auditorium della Cultura e dell’Economia in via Valentini 14. I principali risultati del rapporto annuale che Intesa Sanpaolo dedica all’evoluzione economica e finanziaria delle imprese distrettuali e l’analisi dei bilanci del sistema industriale pratese dal 2007 al 2011 saranno presentati agli imprenditori per focalizzare limiti ma anche opportunità di strategie per il prossimo triennio.

In un contesto molto difficile per l’economia italiana, il fatturato dei distretti ha registrato un aumento del 3% nel biennio 2011-2012, contro l’1% delle aree non distrettuali. Le performance migliori si erano avute già nel 2010, ma erano diversi anni che non si registravano andamenti migliori. Dall’esame emerge come export e investimenti diretti esteri, brevetti, certificazione di qualità, marchi registrati siano i principali fattori strategici che spiegano questi risultati.

Le imprese distrettuali presentano una più elevata propensione sia ad esportare sia a investire all’estero: il 41% circa delle imprese distrettuali esporta, mentre nelle aree non distrettuali questa quota è di molto inferiore e si colloca al 30%. Inoltre il numero delle partecipate estere ogni 100 imprese è pari a 34 nei distretti, mentre nelle aree non distrettuali si ferma a 25. Anche in termini di propensione a brevettare esiste un differenziale importante a favore delle imprese distrettuali: il numero di domande di brevetto ogni 100 imprese è, infatti, pari a 45 nei distretti e a 32 nelle aree non-distrettuali.

In questo contesto le imprese di Prato appaiono molto attive sui mercati esteri, ma in ritardo rispetto alle loro pari di altri distretti tessili nell’implementazione di alcune strategie funzionali a fidelizzare la clientela come, ad esempio, le certificazioni di qualità o i marchi registrati a livello internazionale.

Dopo l’introduzione di Andrea Tempestini, Vicepresidente  Unione Industriale Pratese, che illustrerà l’analisi dei bilanci delle aziende del territorio, interverrà Fabrizio Guelpa, Responsabile della Ricerca Industry & Banking di Intesa Sanpaolo, che presenterà i fattori competitivi di successo nei distretti industriali. Le conclusioni sono affidate a Luca Severini, Direttore Generale di Banca CR Firenze.

L’ottimo lavoro che Banca CR Firenze-Gruppo Intesa Sanpaolo effettua da anni nel monitoraggio dei fattori competitivi di successo nei distretti industriali è per noi uno stimolo importante – commenta Andrea Tempestini, vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese –. Disporre di questi elementi conoscitivi rappresenta uno strumento utile per mettere a fuoco il posizionamento di Prato nel contesto italiano. Peraltro anche il nostro ufficio studi ha una costante attenzione per questi temi. La settimana scorsa ad esempio abbiamo presentato i risultati dell’Osservatorio sui bilanci delle società di capitali dei settori distrettuali pratesi del tessile, abbigliamento e meccanotessile attive nel quinquennio 2007-2011; nell’incontro di martedì 16 aprile proporremo parte della ricchissima serie di dati che abbiamo tratto dallo studio, in una chiave coerente con le finalità di questo appuntamento.”

Sebbene ogni distretto industriale evidenzi caratteristiche peculiari – spiega Fabrizio Guelpa, responsabile della Ricerca Industry & Banking di Intesa Sanpaolo – nei distretti la prossimità territoriale sembrerebbe aver favorito, grazie ai processi imitativi, una maggiore diffusione di strategie imprenditoriali vincenti, che potrebbero contribuire al mantenimento strutturale di migliori risultati nei distretti rispetto alle imprese non distrettuali.”

La nostra Banca ed il Gruppo sono particolarmente impegnati nell’attivare e sviluppare tutte le forme di dialogo, supporto tecnico e fabbisogno finanziario che le aziende del territorio richiedono – conclude Luca Severini, direttore generale di Banca CR Firenze -. Comprendere quali investimenti possono sviluppare l’attività dell’azienda e trovare nella banca un partner con competenze sia nazionali che internazionali rappresenta oggi un vantaggio strategico per le aziende dei nostri distretti industriali”.

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