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Il comitato della moda si riunisce per determinare una strategia comune

aprile 26 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Il Made in Italy scommette più che mai su una strategia comune per attirare i buyer di tutto il mondo nella Penisola, anche se il cammino è ancora irto di insidie, soprattutto dopo la partenza di Carlo Calenda, l’ex Viceministro per lo Sviluppo Economico, che lo scorso marzo è stato nominato rappresentante dell’Italia a Bruxelles.

Calenda ha dato un’importante accelerata alla promozione del tessile-moda italiano nel mondo, in particolare istituendo nel 2016 un comitato per la moda che riunisce i rappresentanti di tutti gli organi e le associazioni della moda e degli accessori nostrani al fine di concretizzare maggiori sinergie.

Inoltre, ha fatto ottenere al comparto 20 milioni di euro nell’ambito di un programma straordinario di promozione del Made in Italy per il 2016 e il 2017.

Il 28 aprile, il comitato della moda si riunisce nuovamente a Roma e dovrebbe essere presieduto da Ivan Scalfarotto, il successore di Carlo Calenda al Ministero dello Sviluppo Economico. Sul tavolo delle discussioni ci sono due progetti.

Il primo riguarda un’iniziativa a breve termine. “Organizzeremo un evento significativo che riunisca tutto il sistema italiano della moda nel corso della prossima Settimana della Moda di Milano a settembre”, rivela Claudio Marenzi, presidente di SMI, l’organizzazione datoriale che riunisce gli industriali di moda e tessile.

“L’altro grande tema affrontato sarà quello del calendario dei nostri principali saloni. L’obiettivo è di lavorare ad un avvicinamento delle loro date per guadagnare un po’ di peso con i buyer. Fino ad oggi ci siamo adattati alle loro esigenze. Ora dobbiamo cambiare punto di vista ed agire insieme, per essere in una posizione di forza”, sottolinea.

Ma come ricorda Claudio Marenzi, la filiera italiana del tessile-abbigliamento si compone di 47.000 aziende, che realizzano un giro d’affari attorno ai 52 miliardi di euro, disciplinate da otto grandi associazioni imprenditoriali. Difficile in un contesto di questo tipo mettere tutti d’accordo.

A ciò si aggiunge l’incertezza che domina sui prossimi calendari della moda, con tutti i vari cambiamenti in atto. “Bisognerà anche capire se le fiere intendono posizionarsi durante le Settimane della Moda, che costituiscono un grande momento di comunicazione, o se invece preferiscono anticipare le Fashion Week, come sembra chiedere il mercato”, analizza il presidente di Sistema Moda Italia.

Altro auspicio degli industriali italiani: riuscire a riunire tutte le aziende sotto l’egida di un’unica confederazione.

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