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Il Made in Italy sempre più apprezzato dai nuovi mercati

giugno 4 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Come ogni anno, Confindustria e il centro studi Prometeia pubblicano il rapporto intitolato “Esportare la dolce vita”, facendo il punto sul potenziale dei nuovi mercati per le aziende, in particolare italiane, esportatrici di prodotti “Belli e Ben Fatti” (BBF) posizionate nel medio-alto di gamma (ad esclusione del segmento del lusso), nei settori dell’abbigliamento e del tessile casa, delle calzature, dell’occhialeria e dell’oreficeria-gioielleria.

Secondo le stime dello studio, le esportazioni di prodotti BBF da parte dei Paesi occidentali verso i 30 principali nuovi mercati passeranno da 146 miliardi di euro nel 2013 a 212 miliardi nel 2019, vale a dire 66 miliardi in più, con un incremento del 45%, in sei anni.

I primi tre mercati continueranno ad essere la Russia, gli Emirati Arabi e la Cina. Queste tre nazioni riunite insieme compreranno prodotti BBF per 69 miliardi di euro nel 2019, cioè un terzo delle importazioni dei nuovi mercati. L’Asia rimarrà la regione più dinamica, con un aumento delle importazioni del 57% in sei anni, indica il report.

Di questi 66 miliardi di euro in più, le aziende italiane ne intercetteranno 4,8 nel 2019. in questi nuovi mercati, l’Italia ha una quota di mercato dell’8% nel segmento dei prodotti BBF, un livello che porterà le esportazioni italiane di questo gruppo di prodotti a 16,6 miliardi di euro nel 2019, rispetto agli 11,8 miliardi del 2013, per un aumento del 41% in sei anni, stimano gli autori dello studio.

Sui 212 miliardi di euro attesi nel 2019 per esportazioni di prodotti BBF verso i nuovi mercati, 72 riguarderanno il settore dell’abbigliamento e del tessile casa, 20 le calzature, 16 l’oreficeria-gioielleria, 3,3 l’occhialeria.

Le esportazioni italiane di abbigliamento nella categoria dei prodotti BBF verso questi 30 nuovi mercati passeranno dai 3,5 miliardi di euro del 2013 ai 4,7 miliardi del 2019, con un aumento del 38% della domanda da parte della Russia. Le esportazioni di calzature Made in Italy raggiungeranno i 2,1 miliardi di euro, passando in particolare sul mercato russo da 271 milioni di euro a 641 milioni in sei anni.

Nello stesso periodo, l’export dell’occhialeria italica passerà da 508 a 800 milioni di euro, con l’America latina che ne assorbirà la percentuale più elevata. Infine, le importazioni di prodotti BBF italiani nel settore dell’oreficeria-gioielleria cresceranno di circa 1 miliardo di euro, per raggiungere i 3 miliardi nel 2019, grazie soprattutto a 620 milioni di euro di esportazioni supplementari verso gli Emirati e ad altri 229 milioni diretti verso la Cina.

Il potenziale per esportare il Made in Italy appare enorme. Tanto più che, secondo le stime del rapporto, questi nuovi mercati conteranno 202 milioni di “nuovi ricchi” in più nel 2019 rispetto al 2013, vale a dire di persone dotate di un reddito medio annuo di 30.000 dollari (21.500 euro).

La metà di loro vivrà in Cina, India e Brasile, ma questa classe agiata è destinata ad allargarsi anche in Paesi più vicini all’Italia e alla Francia, come la Russia, con 5 milioni di nuovi ricchi in più stimati da Confindustria e Prometeia nel 2019.

Per quanto riguarda le esportazioni di accessori italiani di moda (calzature, pelletteria, oreficeria, pellicce e occhiali) nel mondo, su tutti i mercati, la FIAMP, Federazione Italiana dell’Accessorio Moda e Persona, annuncia un crescita dell’8,1% nel 2013, a 23,1 miliardi di euro, rispetto al 2012, in linea coll’aumento dell’8,7% registrato nel 2012 sul 2011.

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