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Il Salone del Mobile supera le 350 mila presenze

aprile 19 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, News

Il Salone del Mobile 2016 del dopo Expo 2015, polverizza 55 anni di record e fa riemergere entusiasmi per un rilancio dell’economia al quale il settore strategico dell’arredamento fa da battistrada.

I numeri ufficiali della rassegna (12-17 Fiera di Milano) non lasciano sono dubbi: il made in Italy del design ha fatto vivere dentro i padiglioni e per tutta la città un clima di fermento e di vivacità che ha ricordato le migliori settimane di Expo.

Record per i visitatori, che hanno raggiunto quota 372 mila, il 4% in più di due anni fa, ovvero l’ultima edizione con le due manifestazioni biennali dedicate a Cucina e Bagno. Record soprattutto di operatori professionali, ma anche di pubblico nel weekend, con 41.372 ingressi. Tantissimi (67% del totale) i professionisti del settore arrivati dall’estero. (Dati de IlSole24Ore)

Gli operatori professionali arrivati da tutto il mondo hanno sicuramente superato la cifra di 350,000 e quello che più colpisce è che si è tratto di presenze straniere per circa il 70%.

E anche il pubblico al quale sono state riservate le ultime due giornate ha risposto alla grande con un numero di visitatori stimato intorno ai 50.000.

Lungo anche l’elenco delle autorità che hanno visitato il Salone, dal presidente del consiglio Matteo Renzi, a ministri, presidente di Confindustria ed anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi che è stato ricevuto dai vertici di Fiera Milano, tra cui l’AD Corrado Peraboni, e dal presidente di Federlegno, Roberto Snaidero.

Il trend è classico-moderno

Si potrebbe chiamare classico-moderno, il trend che si è affermato per il living alla 55esima edizione del Salone del Mobile che si è appena conclusa a Rho Fiera Milano. I materiali sono nuovi come le idee, c’è qualche immancabile aggiunta di tecnologie digitali, ma il background è sempre quello del bello e ben fatto dell’italian style.

La base è il concetto che è stato magistralmente espresso in Before Design Classic, la mostra evento principale di questa edizione del Salone dedicata a quello stile che attinge a eredita di gusto e cultura, influenza il presente e getta un ponte verso il futuro. La declinazione attuale di quei pezzi mostrati nelle immagini suggestive del cortometraggio firmato da Matteo Garrone, si traducono negli stand dei grandi brand soprattutto italiani nelle produzioni e si rivolgono ora al mercato.

Ad esempio Flou, storica azienda di Meda in Brianza, nata con il letto imbottito (capostipite era Nathalie il primo letto tessile sfoderabile) mostra letti iperclassici, anche in ferro battuto, ma ‘contaminati’ dalle tecnologie del telecomando e del device che permettono di regolare la rete in quattro diverse posizioni e dirti in percentuale quanto si sei riposato. La camera da letto comunque diventa un pezzo della nuova filosofia del total living col brand Nativo di media e alta gamma. In camera da letto compare ad esempio un divano 3 posti e una poltrona col colore uguale al letto, oppure in contrasto dove la struttura delle sedute hanno lo stesso legno dell’armadio e del letto in un gioco di sfumature tra lucido e opaco.

“Pezzi di design che sposano il gusto anche classico senza dimenticare il benessere della persona”, spiega Manuela Messina, responsabile Flou per la ricerca e lo sviluppo. “Il nostro mercato – aggiunge – è principalmente italiano anche se il 30-40% della nostra produzione è per l’export (USA, Svizzera, Russia e Cina i mercati principali). Un altro aspetto di questo nuovo-vecchio gusto di arredare è seminare per casa pezzi, qualche volta capolavori che si ambientano da soli.

Esempi significativi si trovano nello stand di Fiam Italia azienda di Tavullia (Pesaro) dove il segreto è curvare il vetro e utilizzarlo per tutto: specchi, tavoli, consolle, librerie, vetrinette, comodini e addirittura poltrone. Il titolare è Vittorio Livi, un vetraio che ha voluto trasformare il vetro in elementi di arredo e guida un’azienda con 80 dipendenti, maestri vetrai e autentici artigiani. L’icona è la poltrona Ghost (3.000 euro), un pezzo che sta lì – e bene – dove la si mette, come una scultura. I complementi e i pezzi di arredo di Fiam, dalla terra di Valentino Rossi partono per tutto il mondo. L’azienda esporta infatti il 70% della produzione e la vende a New York, a Mosca, Sidney e Singapore. Ma alcuni pezzi si trovano anche in una trentina di musei di design e arte contemporanea sparsi per il mondo. Un tavolo Fiam ‘Illusion’ disegnato 27 anni fa da Philippe Starck è stato recentemente battuto a New York per 50.000 dollari. Costava, quando era prodotto in serie, 3 milioni di vecchie lire. Insomma in questo nuovo intendere il mobile di arredamento ci sta un po’ di tutto, anche il collezionismo. Importante è che sia italiano e bello.

 

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