Moda, Tessile, Abbigliamento

Integrazione scuola-impresa, asse strategico per il futuro del settore manifatturiero e creativo italiano

settembre 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, News

Si è tenuto oggi, dalle 10:00 alle 10:30, presso Milano Fashion&Jewels — la fiera internazionale B2B dedicata ad accessori moda, gioielli e abbigliamento in corso a Fiera Milano (Rho) dal 12 al 14 settembre — il panel “Integrazione scuola-impresa, asse strategico per il futuro del settore manifatturiero e creativo italiano”, promosso da CNA Federmoda.

L’incontro, moderato da Caterina Mazzei, Esperta Sostenibilità & Economia Circolare di CNA Federmoda, ha messo a confronto due protagonisti che rappresentano i due lati del rapporto tra formazione e mondo del lavoro nel settore moda: Beppe Pisani, fondatore di Serikos e Presidente Nazionale CNA Filiera Moda, e Matteo Secoli, CEO e Presidente di Istituto Secoli nonché Presidente di Piattaforma Sistema Formativo Moda, l’associazione nata a Milano nel 2008 che riunisce le principali accademie, università e istituti di formazione italiani del settore.

Aprendo i lavori, Mazzei ha inquadrato il tema del confronto come sempre più centrale per il settore, in un momento in cui le imprese cercano competenze specializzate e i giovani percorsi concreti verso il lavoro.

Un settore alla ricerca di competenze, giovani alla ricerca di percorsi concreti

Pisani ha descritto uno stato dell’arte non semplice, segnato da un malessere diffuso che si riflette anche sulle aziende. Gli artigiani, ha spiegato, vivono spesso in un mondo a parte pur collaborando con le grandi realtà del settore: il prodotto nasce da un sapere e un saper fare che va tramandato, ed è proprio qui che si annida il problema del ricambio generazionale. Secondo Pisani i giovani non hanno perso la sensibilità e l’anima artigiana, ma devono innovare — con idee, macchinari, tecnologie e digitale — mantenendo intatta l’anima del prodotto. “Serve una vera trilogia tra impresa, artigiano e scuola,” ha sintetizzato, “che deve formare, ma anche far avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro.”

Secoli ha offerto una prospettiva storica, raccontando di conservare gli atti costitutivi di alcuni istituti di formazione risalenti agli anni ’50: già allora gli artigiani lamentavano l’assenza di giovani. Il tema del ricambio generazionale — stagisti, garzoni — esiste da sempre in questo settore, così come la ricerca di persone che si innamorino del prodotto e dell’azienda. Un mondo difficile ma bello, ha osservato, dove il saper fare si costruisce con le mani, la pazienza, il tempo e gli errori. Secoli ha poi allargato la riflessione: non è tanto il giovane di oggi ad essere cambiato, quanto la demografia — non siamo più in un mondo in espansione, e i giovani sono sempre meno. Un tema centrale, ma anche un’opportunità: le aziende sono oggi più disposte ad accoglierli e a costruire rapporti duraturi. “Nelle economie avanzate,” ha detto, “il tema di fondo è proprio la demografia.”

I progetti concreti: dal concorso nazionale a Fashion Graduate Italia

Nel secondo giro di domande, i due relatori hanno raccontato le iniziative concrete portate avanti dalle rispettive realtà.

Pisani ha richiamato le molteplici attività di CNA Federmoda, a partire dal concorso di moda organizzato dall’associazione — che il prossimo anno raggiungerà la 37ª edizione — e dalle collaborazioni con diverse fiere, tra cui Fiera Milano e Maredamare. Ha ricordato le serie difficoltà che oggi attraversano il settore, con circa 500.000 addetti mancanti e una forte richiesta di personale specializzato: attraverso il concorso e le proprie aziende, CNA Federmoda mette a disposizione dei ragazzi occasioni di pratica concreta, sia per chi è già inserito in azienda sia per chi è ancora in formazione. Il messaggio che Pisani rivolge ai giovani è chiaro: “Un mondo di passione e di voglia di imparare, ma soprattutto di umiltà — so di non sapere.”

Secoli ha invece presentato Fashion Graduate Italia, la manifestazione promossa da Piattaforma Sistema Formativo Moda e dedicata ai neolaureati, durante la quale sfilano le scuole associate e i ragazzi hanno occasione di confrontarsi e conoscersi. Ha descritto l’iniziativa come una “raggiera” di collaborazioni, tra cui quella con CNA Federmoda: all’interno della manifestazione sono gli stessi studenti a raccontare le professionalità della moda, entrando nelle aziende artigiane e intervistando i lavoratori per restituire la doppia natura di questi mestieri, tra sogno e concretezza. Un modo, ha spiegato, per permettere ai giovani di incontrare una formazione applicata e una prospettiva concreta, senza perdere la passione.

Distanze che si accorciano

In chiusura del confronto, Mazzei ha osservato come sia ormai diffusa la percezione di un gap incolmabile tra scuola e impresa, che terrebbe distanti le generazioni di giovani professionisti e gli imprenditori del settore. Le esperienze raccontate da Pisani e Secoli, ha aggiunto, restituiscono invece l’immagine di un mondo in grande movimento, dove queste distanze si stanno davvero accorciando.

Il consiglio ai giovani

Interpellati su un consiglio da lasciare a chi oggi vuole entrare nel settore moda, Pisani ha indicato umiltà, voglia di imparare e capacità di ascolto senza arroganza. Secoli, citando Giorgio Armani, ha ricordato che la moda è fatta di tecnica e passione, e che questo è un mondo da guardare “con la pancia”: un settore importante, ha concluso, pronto ad accogliere diverse tipologie di professionalità.

Dal panel alla passerella: il New Generation Fashion Show

Il tema del panel ha trovato un riscontro immediato nel programma della giornata: alle ore 10:30, subito dopo l’incontro, è andato in scena il New Generation Fashion Show, momento conclusivo del Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti — il concorso più longevo d’Italia nel suo genere, nato da un’idea di CNA Federmoda con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra i giovani professionisti della moda e il mondo delle imprese.


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