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L’analisi congiunturale di Biella: export in crescita nei primi 9 mesi del 2018

dicembre 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, News

Camera di Commercio: Nei primi 9 mesi del 2018 dinamica ancora positiva per l’export di Biella e Vercelli. Il dato globale delle vendite all’estero registra un aumento rispettivamente del 3,3% e del 9,2%

Nel corso dei primi nove mesi del 2018 il valore delle esportazioni biellesi ha superato la quota di 1.461 milioni di euro, registrando un incremento pari al 3,3% rispetto al corrispondente periodo 2017, mentre quello delle esportazioni della provincia di Vercelli è risultato sopra i 1.768 milioni di euro, segnando un aumento pari al 9,2%.

I dati devono essere letti in un contesto generale che ha visto dinamiche diverse a livello territoriale. A fronte di una media nazionale attestata al +3,1%, e dell’area nord occidentale del Paese che ha segnato +3,4%, il Piemonte ha registrato una più modesta crescita pari al +0,6%.

“Le nostre due province, in questi primi nove mesi del 2018, hanno proseguito nel loro trend positivo delle vendite sui mercati esteri seppure con dinamiche differenti e con una perdita in ambito UE  per la realtà biellese. Dobbiamo sempre ricordare che i dati vengono confrontati con il corrispondente periodo del 2017, anno felice per le esportazioni. Avevamo sottolineato come il contesto internazionale, con le incognite legate ai dazi e barriere all’ingresso, non avesse creato un clima favorevole per gli scambi. Il dato dell’export è solo un tassello del mosaico. Occorrerà conoscere a fine anno quale sia stata la crescita del commercio mondiale per verificare ad esempio se il Paese ha acquisito quote. L’eccellenza e la qualità produttiva del nostro “made in Italy” sono certamente riconosciute ed apprezzate sui mercati esteri, ma non dobbiamo dimenticare come la continua spinta dell’innovazione sia la vera chiave per mantenere la competitività acquisita. Le dinamiche economiche possono essere influenzate da tanti fattori che non possiamo considerare disgiuntamente. Fondamentale sostenere l’internazionalizzazione delle imprese senza dimenticare come l’export sia un dato dei ricavi, influenzato dalla capacità di rimanere appetibili sul mercato” dichiara Alessandro Ciccioni, Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli.

BIELLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un aumento del +2,6% costituiscono la componente quasi esclusiva dell’export provinciale. Registrano un incremento di assoluta rilevanza gli articoli di abbigliamento (+14,9%), le bevande (+18,0%), dato quest’ultimo da leggere comunque in relazione ai bassi valori assoluti, al pari del comparto agricoltura che registra un +17,5%. Più contenuta la dinamica per i prodotti tessili (+3,3%) che rappresentano il principale settore (con una quota pari al 58,1% del totale export provinciale). In calo la meccanica (-11,5%).

Seppure con valori assoluti bassi rispetto al totale, che influenzano anche i confronti percentuali, segnaliamo la crescita del settore degli altri prodotti, che registra un incremento del +128,3%.

Per quanto concerne i mercati di sbocco, l’Unione Europea, assorbendo il 54,8% delle vendite all’estero, si conferma la destinazione principale dell’export biellese, anche se in questi primi nove mesi è stato registrato un calo del -5,3% delle esportazioni in ambito UE.

Sono proprio le vendite verso alcuni dei Paesi continentali più rappresentativi per l’export biellese a destare qualche preoccupazione per le loro dinamiche poco incisive se non orientate verso il segno negativo. Per i primi due mercati di sbocco, Germania e Francia, si registra un aumento rispettivamente del +2,9% e del +1,9%. Piuttosto marcata la battuta di arresto verso il Regno Unito, con un calo del -15,7%.

Nei mercati extra UE si registra un aumento complessivo del +16,3%, con dinamiche delle vendite non univoche. Hanno ripreso vigore le esportazioni verso la Svizzera (+114,7%) che in termini assoluti rappresenta il secondo mercato di sbocco. Continuano a crescere, quelle verso la Cina (+6,0%) e gli Stati Uniti (+8,8%). Si segnala la performance a doppia cifra verso il Giappone (+14,9%) mentre rallentano le dinamiche verso alcuni Paesi come Turchia (-6,9%) e Corea del Sud (-10,2%).

VERCELLI

Nel complesso il dato è di rilievo (+9,2%), specie se confrontato con le medie regionali e nazionali.

Anche per la provincia di Vercelli è il settore manifatturiero a coprire quasi in esclusiva la quota dell’export provinciale, segnando nel complesso un aumento del +8,2% dei volumi di vendite all’estero. Il tessile abbigliamento registra un +13,2%, in questo settore il comparto degli articoli di abbigliamento, il più importante in termini di valori assoluti, conferma il buon periodo, registrando un incremento pari a +18,0%.

In aumento anche il settore dell’industria metalmeccanica nel complesso, con il solo calo delle apparecchiature elettriche (-42,5%), la cui percentuale deve comunque essere letta alla luce di valori assoluti bassi. Segnaliamo la tenuta del comparto dei macchinari ed apparecchi n.c.a. (+3,7%).

Soffermandoci sui settori che presentano valori assoluti più alti, si registrano aumenti contenuti per il settore alimentare (+2,5%) mentre è sostenuta la dinamica degli articoli farmaceutici (+20,6%). Cresce, in percentuale, ma con valori assoluti marginali, il comparto residuale degli altri prodotti.

Il bacino dell’UE 28 si conferma la destinazione principale delle esportazioni vercellesi, coprendo il 56,0% delle vendite all’estero. Considerando i paesi che assorbono le quote più significative dell’export provinciale, risultano positive le esportazioni verso la Francia (+11,9%), la Germania (+10,6%), Regno Unito (+8,6%) la Spagna (+10,9%). In calo quelle verso i Paesi Bassi (-15,9%).

Nel complesso l’area comunitaria ha mostrato dinamiche positive, con un dato globale di aumento dell’export pari a +9,4%.

Buona anche la performance dell’export nei mercati extra UE che ha registrato un aumento pari al +8,8%, influenzato dalla forte espansione verso la Cina (+24,4%) e Giappone (+36,7%); stabili le esportazioni verso gli Stati Uniti (-0,2%), che si confermano il terzo mercato assoluto per l’export provinciale e il principale al di fuori dai confini europei.

 

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