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L’analisi congiunturale di Como: andamento stabile ma eterogeneo

dicembre 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, News

Commento del Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro.

“La situazione che ci consegnano i dati del mese di settembre mostra una tendenza al rallentamento dell’economia comasca. Questi dati sono in linea con quanto registrato anche da altre rilevazioni come quella recente di Federmeccanica per il terzo trimestre 2018 e mettono in evidenza una sostanziale debolezza della domanda del mercato domestico accompagnata da una decelerazione di quello internazionale. L’impressione è che, almeno guardando al nostro interno, si sia esaurita la spinta propulsiva offerta dagli incentivi previsti da Industria 4.0 e, al contrario, l’incertezza rispetto al futuro porti ad infiacchire un’economia che, invece, avrebbe bisogno ancora di fiducia. Nessuno pensa ad uno Stato assistenzialista, nei confronti dei cittadini e tantomeno nei confronti delle imprese, ma lo stimolo alla crescita può essere avviato in tanti modi. In primo luogo con una visione chiara sulla direzione che vogliamo, tutti insieme, intraprendere e, non mi stancherò mai di ripeterlo, con una vera e propria politica industriale. La manovra, invece, nonostante qualche correttivo dell’ultimo momento come la reintroduzione del credito di imposta per la formazione 4.0 e poco altro, è composta per lo più di misure di sostegno al reddito, che potrebbero tradursi solo parzialmente in più consumo; c’è poco di investimenti pubblici e di interventi di stimolo per quelli privati, dei quali ci sarebbe bisogno per colmare il gap accumulato negli anni di crisi”.

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE RAPIDO SUL MESE DI SETTEMBRE 2018

Commento relativo ai dati delle aziende di Como

I dati elaborati per le imprese di Como confermano sostanzialmente lo scenario esaminato congiuntamente per i tre territori, rivelando andamenti differenti a seconda dell’indicatore considerato.

Anche per le realtà comasche, in caso di variazione, risulta prevalente il giudizio di diminuzione rispetto a quello di aumento.

La domanda mostra una decelerazione che interessa sia il mercato domestico, sia quello internazionale.

Sul versante italiano quattro imprese su dieci (40,4%) comunicano un rallentamento degli ordini, il 30,9% indica livelli stabili mentre il 28,7% segnala una crescita.

L’export risulta stabile per il 38,4% del campione, in diminuzione per il 34,5% e in aumento per il 26,7%.

L’attività produttiva si mantiene sui livelli di luglio per il 42,7% delle imprese, è considerata in diminuzione per il 34,8% mentre in aumento per il 22,5%.

Il tasso medio di utilizzo degli impianti produttivi in settembre si attesta a quota 74,9%, dato di per sé non preoccupante ma di circa cinque punti percentuali inferiori ai livelli registrati per le aziende di Como nell’ambito dell’Osservatorio congiunturale sul I semestre 2018 (80,1%).

L’indicatore associato al fatturato descrive un andamento in linea con quanto esaminato per la domanda; il 38,7% del campione esprime un rallentamento, il 31,2% una stabilità mentre il 30,1% un aumento.

Le aspettative per le prossime settimane risultano principalmente improntate alla stabilità, indicata da oltre un’azienda su due (54,7%); in caso di previsioni di variazione, il 27,4% segnala un rallentamento mentre il 17,9% un aumento.

La limitata visibilità sul portafoglio ordini, ritenuta inferiore ad un mese per un terzo del campione (33%), e le situazioni di insolvenza e di ritardo dei pagamenti da parte dei clienti, che riguardano il 44,7% delle aziende, continuano a rappresentare criticità per le realtà del territorio.

A tali elementi si sono aggiunti anche i costi di approvvigionamento delle materie prime, rilevati in aumento per il 44,1% del campione in settembre.

I giudizi riguardanti il rapporto tra le imprese e gli Istituti di credito delineano uno scenario diffusamente stabile in settembre, così come indicato dall’82,8% del campione.

Esaminando nel dettaglio le condizioni praticate, si rileva un incremento degli spread e dei tassi applicati per il 14,1% delle imprese mentre le spese e le commissioni sono valutate in crescita per tre aziende su dieci (30,9%).

I giudizi formulati dalle aziende comasche riguardo la propria liquidità aziendale rivelano una situazione nella norma per il 38,2% mentre le quote di realtà che ritengono la situazione soddisfacente oppure migliorabile (entrambe al 30,9%) si bilanciano.

Lo scenario occupazionale in settembre risulta improntato ad una generale conservazione dei livelli; il giudizio di stabilità, comunicato dall’86,8% del campione, risulta confermato anche dalle indicazioni di diminuzione (7,7%) e di crescita (5,5%) che assumono entità simili.

Le previsioni per i prossimi mesi confermano il diffuso orientamento di stabilità (89,0%) a cui si accompagna una prevalenza di indicazioni di aumento (7,7%) rispetto alla diminuzione (3,3%).

I DATI CONGIUNTI DELLE TRE PROVINCE

UN QUADRO ETEROGENEO

La congiuntura si conferma stabile, ma le indicazioni di rallentamento prevalgono rispetto a quelle che indicano aumento. Aspettative segnate ancora dal mantenimento dei livelli

I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido sul mese di settembre, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como rispetto ai livelli del mese di luglio, delineano uno scenario diversificato.

Gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato sono prevalentemente orientati alla stabilità ma, per quanto riguarda i giudizi di variazione, è riscontrabile una maggior diffusione di indicazioni di diminuzione rispetto a quelli di aumento.

La domanda mostra livelli stabili per oltre quattro imprese su dieci sia per quanto riguarda il mercato domestico sia con riferimento all’export. Su entrambi gli ambiti geografici i giudizi in diminuzione (33,5%) risultano però prevalere su quelli di aumento (24% circa).

L’attività produttiva e il fatturato seguono sostanzialmente quanto esaminato per la domanda, pur confermando la prevalenza dei giudizi di stabilità.

La capacità produttiva mediamente impiegata dalla imprese del campione in settembre si attesta al 76,2%, sostanzialmente in linea con quanto rilevato nella precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale (76% per il primo semestre 2018).

I fenomeni legati ai casi di insolvenza e ai ritardi di pagamento che interessano oltre quattro imprese su dieci (42,1%), unitamente all’aumento dei costi delle materie prime (rilevato dal 38,7% del campione in settembre), si confermano quali principali criticità per le realtà dei tre territori.

Il limitato orizzonte di visibilità sugli ordini, che supera il trimestre solo nel 17,6% dei casi, rappresentano un ulteriore elemento con cui le imprese devono confrontarsi.

I giudizi riguardanti il rapporto tra le imprese del campione e gli Istituti di credito risultano principalmente improntati alla stabilità, come indicato dall’86,2% del campione.

Stabili anche i giudizi riguardanti lo scenario occupazionale, così come le aspettative formulate per le prossime settimane.

GLI ORDINI

La domanda delle imprese di Lecco, Sondrio e Como risulta caratterizzata da un’elevata variabilità che interessa sia gli scambi sul mercato domestico, sia l’export.

A livello nazionale quattro realtà su dieci (40,6%) comunicano livelli stabili, il 35,5% ordini in diminuzione mentre il 23,9% ordini in crescita.

Sul versante dell’export invece si registra stabilità per il 44,9% del campione, un rallentamento per il 31,5% e una crescita per il 23,6%.

LA PRODUZIONE

L’indicatore associato all’attività produttiva delle imprese dei tre territori mostra una prevalenza di giudizi di stabilità, comunicata da oltre una realtà su due (53,8%).

In caso di variazione risultano più diffuse le indicazioni di diminuzione (27,3%) rispetto a quelle di aumento (18,9%).

È opportuno precisare che, in alcuni casi, il giudizio relativo alla diminuzione della produzione di settembre rispetto a quella di luglio dipende dal fatto che a luglio è stata anticipata una quota della produzione del mese di agosto, quando la maggior parte delle realtà ha ridotto l’attività in concomitanza della pausa estiva.

Il tasso medio di utilizzo degli impianti nel mese di settembre si è attestato al 76,2%, sostanzialmente in linea con quanto esaminato nella precedente edizione dell’Osservatorio (76% per i primi sei mesi dell’anno).

Non si rilevano particolari differenze suddividendo il campione in base alla dimensione: le realtà fino a 50 occupati (75,5%) rivelano un impiego della propria capacità produttiva di poco inferiore a quella rilevata per le imprese di dimensioni maggiori (77,8%).

A livello settoriale invece è riscontrabile una maggior grado di utilizzo della impianti da parte delle aziende metalmeccaniche (81,4%) rispetto a quelle tessili (74,9%) e a quelle degli altri settori (69,9%).

IL FATTURATO

Il fatturato delle imprese lecchesi, sondriesi e comasche mostra andamenti coerenti con quanto esaminato per la domanda.

Il campione risulta infatti molto variegato e suddiviso tra quanti indicano vendite stabili rispetto a luglio (39,1%), in diminuzione (36,2%) e in aumento (24,7%).

LE PREVISIONI

I giudizi espressi dal campione a livello congiunto riguardo alle previsioni per le prossime settimane risultano prevalentemente orientati alla stabilità, indicata nel 55% dei casi. In caso di variazione, i giudizi di aumento (20,7%) e di diminuzione (24,3%) assumono entità comparabili.

Per quanto riguarda la visibilità sugli ordini in portafoglio, il 37,5% delle imprese segnala un orizzonte temporale poche settimane, il 44,9% di qualche mese mentre solo il 17,6% comunica una visibilità superiore al trimestre.

LE MATERIE PRIME

Sul versante dei costi legati all’approvvigionamento delle materie prime continuano a rilevarsi criticità per le realtà dei tre territori.

Nel mese di settembre quasi quattro imprese su dieci (38,7%) ha infatti rivelato di aver dovuto far fronte ad aumenti delle quotazioni delle principali commodities utilizzate.

Per il 57,7% del campione sono stati registrati listini stabili mentre solo per il 3,6% delle aziende le materie prime sono state interessate da un ribasso.

LA SOLVIBILITÀ

Le situazioni di insolvenza e i ritardi di pagamento da parte dei clienti rappresentano un ulteriore fattore di criticità per le imprese dal campione globalmente considerato.

In settembre il 42,1% delle imprese ha dovuto far fronte a ritardi dei pagamenti o a clienti insolventi. La situazione è stata indicata come stabile per l’81%, in ulteriore peggioramento per il 17% mentre in miglioramento per il restante 2%.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO

I giudizi espressi dalle realtà dei tre territori riguardo al rapporto con gli Istituti di credito delineano un quadro caratterizzato dalla stabilità delle condizioni praticate: l’86,2% del campione indica infatti una conservazione rispetto al mese di luglio, il 10,9% un peggioramento mentre solo il 2,9% un miglioramento.

Esaminando più nel dettaglio, gli spread e i tassi applicati sono risultati in crescita per circa un’azienda su dieci (12,5%) mentre le spese e le commissioni bancarie sono aumentate per il 29% del campione.

Con riferimento alla valutazione espressa dalle imprese del campione riguardo alla propria liquidità aziendale è stata riscontrata soddisfazione nel 32,1% dei casi, una situazione nella norma nel 42,1% mentre un quadro migliorabile nel restante 25,7%.

L’OCCUPAZIONE

Sul fronte occupazionale le imprese dei tre territori segnalano uno scenario di conservazione dei livelli in settembre; nell’82,6% dei casi i giudizi espressi riguardano infatti la stabilità, nel 7,3% una riduzione mentre nel 9,5% una crescita.

Le previsioni formulate per i prossimi mesi confermano il permanere di tale quadro, con la stabilità indicata dall’84,7% del campione, la diminuzione segnalata dal 5,8% e l’aumento comunicato dal 5,8%.


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