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L’abbigliamento Junior nel 2012-2013

giugno 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, Eventi, News, Prato

Il bilancio del 2012

Confermando le attese circa il cambio di passo del settore rilasciate in occasione della nota dello scorso gennaio, la moda Junior (accezione questa che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) torna interessata da una dinamica lievemente negativa, pari al -0,6% su base annua (migliore, comunque, di 0,5 punti percentuali rispetto alle precauzionali stime di preconsuntivo). Il turnover settoriale si assesta, pertanto, a poco più di 2,6 miliardi di euro.

Come per gli altri principali comparti del “valle” della filiera Tessile-Moda, il bilancio settoriale dello Junior evidenzia da un lato performance positive sui mercati esteri, mentre, dall’altro, accusa un nuovo deterioramento sul fronte interno che ne condiziona i risultati complessivi.

In particolare, l’export di comparto ha sperimentato, una crescita del +1,9%, pur in netta decelerazione rispetto al buon dinamismo registrato nel corso del 2011. Il valore complessivo delle esportazioni risulta, dunque, essere pari a 845 milioni di euro e l’incidenza dell’export sul fatturato raggiunge il 32,1%, guadagnando quasi un punto percentuale rispetto al 2011.

Una situazione ancora deludente si deve rilevare, invece, nel caso del consumo interno, che registra un calo del -3,6% rispetto al 2011.

Il comparto dell’abbigliamento Junior non è stato risparmiato dalla cautela negli acquisti delle famiglie italiane, non incentivati dal clima sfavorevole che caratterizza la congiuntura economica attuale. Tutta la fascia di età dai 2 ai 14 anni risulta in difficoltà. Il segmento “neonato” registra anch’esso un trend negativo, pur essendo maggiormente favorito dal coinvolgimento emotivo che spinge all’acquisto e dal più breve ciclo di vita del prodotto.

Risale in area positiva il valore della produzione (variabile che, si ricorda, stima il valore della produzione nazionale al netto della commercializzazione dei prodotti importati), evidenziando un +6,5% nel 2012 rispetto al 2011. Sul trend incide la dinamica sperimentata dall’importazione dall’estero: dopo gli incrementi del 2010-2011, si registra, in linea con il complesso della filiera Tessile-Moda, una brusca caduta, pari al -7,1%, portando il livello al di sotto di 1,6 miliardi di euro.

Visto l’andamento degli scambi con l’estero nel corso dell’anno, il deficit della bilancia commerciale settoriale migliora, portandosi a -736 milioni di euro.

Nel 2012 le vendite estere del solo abbigliamento per neonati, in controtendenza rispetto  al dato medio di comparto, registrano un decremento del -12,8%. In riferimento ai maggiori mercati di sbocco, la Russia si conferma al primo posto, con una crescita del +6,7%. Trend positivi si evidenziano anche per il Regno Unito, in crescita del +16,2%. In flessione risultano, invece, Francia, Spagna e Germania.

Sul fronte dell’import (sempre del solo abbigliamento per neonati) si evidenzia un calo del -12,2% su base annua. La Cina, primo fornitore, ha assicurato il 44% dell’import di questi prodotti, anche se in decrescita del -17,4%. Incrementi hanno interessato l’import proveniente da Bangladesh (+16%) e Spagna (+8,4%).

Come accennato in precedenza, il mercato interno (dove, sulla base degli ultimi dati ISTAT disponibili, nel periodo gennaio-novembre 2012 si erano registrate 493 mila nascite, con un calo di quasi 63 mila nuovi nati rispetto al 2011), è rimasto interessato da una dinamica negativa (-3,6% nei dodici mesi), in continuo peggioramento dal 2010. Secondo le rilevazioni svolte da Sita Ricerca per conto di SMI, sul dato grava un andamento negativo spalmato su tutto l’anno 2012, con un picco negativo nel terzo bimestre (maggio-giugno) dove si registra un -7,1% su base annua. L’ultima parte dell’anno si chiude con bimestre settembre-ottobre in calo del -3,6% e il novembre-dicembre del -2,4%. Anche sotto il profilo merceologico, la dinamica negativa risulta generalizzata: sempre secondo Sita Ricerca, il comparto “bambina”, strutturalmente preponderante (46,5% dei consumi di moda Junior in Italia), evidenzia una flessione del sell-out a valore pari al -3,1% su base annua, mentre il “bambino” cala del -4,7%, accentuando entrambi la caduta rispetto al 2011. Il “neonato”, infine, contiene la flessione rispetto alla media di comparto, cedendo il -2,2%.

L’analisi del sell-out per canale consente di ottenere una fotografia non solo della struttura distributiva della moda Junior, ma anche di focalizzare il comportamento d’acquisto delle famiglie italiane. Le rilevazioni statistiche (in tal caso riferiti non all’anno solare, ma al periodo compreso dalla Primavera/Estate 2012 all’Autunno/Inverno 2012/13) vedono al primo posto le catene, che coprono una quota pari al 45,9% del sell-out di comparto e che registrano una lieve crescita (+0,9%) rispetto al 2011. Un vero e proprio boom registra, invece, per la categoria “altri canali” (comprensiva, tra gli altri, di outlet ed e-commerce), con un +38,9% rispetto al 2011. Di contro, nel medesimo periodo il dettaglio indipendente (la cui quota, pari al 20,7%, risulta ben più circoscritta rispetto a quella media del Tessile-Moda, pari al 31,0%) presenta un calo del -15,8%. Da ultimo, sia l’ambulante sia la GDO (che costituisce il 20,8% del totale del mercato) presentano un’ulteriore contrazione, rispettivamente del -4,2% e del -6,5%.

Le prime indicazioni sul 2013

Non mancano alcune importanti indicazioni con riferimento agli inizi del 2013: il primo bimestre dell’anno in corso, nonostante i saldi e le promozioni del periodo, non regala notizie positive sul fronte del consumo interno: le famiglie italiane contengono ancora i loro acquisti di moda Junior, facendo registrare un calo del -3,8% in valore e -2,5% in volume. In particolare, i segmenti “bambina”, “bambino” sperimentano variazioni in linea con il dato medio di comparto, rispettivamente del -4,0% e del -3,4% in valore. Persino il “neonato”, segmento generalmente meno esposto alla congiuntura, ha registrato un   -4,1%, in valore, nel primo trimestre 2013.

Nel primo trimestre del 2013, le vendite estere del solo abbigliamento per neonati sperimentano un forte decremento rispetto al corrispondente periodo del 2012 (-21,1%). Guardando al singolo mercato di sbocco, cedimenti molto pesanti sono accusati in Russia (-55,6%) e in Francia (-30,6%), mentre si osserva un trend positivo per il Regno Unito (+24,8%).

Sul fronte dell’import, si evidenzia un calo del -15,2% rispetto al primo trimestre del 2013. La Cina, primo fornitore, assicura il 38,5% dell’import settoriale, anche se in decrescita del -22,8%. Incrementi hanno interessato l’import proveniente da India (+29,3%) e Regno Unito (+40,5%).

 

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