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L’analisi dei bilanci del manifatturiero di Confindustria Toscana nord

febbraio 26 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

L’analisi dei bilanci del sistema manifatturiero delle province di Lucca, Pistoia e Prato (2004-2014), il primo report del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord dopo la fusione.
Prosegue nel 2014 il recupero di ricavi e margini

L’osservatorio sui bilanci, nato a suo tempo per analizzare le imprese pratesi, è stato esteso alle province di Lucca e Pistoia, migliorato con l’allungamento del periodo di analisi dal 2004 al 2014, potenziato con la messa a punto di una struttura di elaborazione che calcola in automatico, a partire dai 21mila bilanci attuali, oltre 7mila grafici e tabelle. L’edizione di febbraio 2016 contiene un focus sul distretto pratese; nelle prossime sono previsti approfondimenti per la nautica, il cartario, il calzaturiero, il lapideo e altri settori produttivi.

Il presidente di Confindustria Toscana Nord, Andrea Cavicchi, nel presentare oggi nella sede di Prato il rapporto, osserva: “Questa ricerca è il primo frutto delle sinergie innescate nell’ufficio studi dall’integrazione delle tre associazioni. Il nuovo applicativo sviluppato internamente per l’analisi dei bilanci offre agli imprenditori e a tutti i nostri interlocutori istituzionali un prodotto di qualità per la lettura delle dinamiche del manifatturiero, motore dell’economia dei nostri tre territori”.

I bilanci 2014 delle società di capitali manifatturiere dell’area Lucca-Pistoia-Prato mostrano una crescita dei ricavi del +1,6%, e del valore aggiunto (+4,2%) che segue il progresso del 2013 (+4,4% e +5,1 rispettivamente) sul 2012, anno di ripiegamento legato agli effetti della crisi dei debiti sovrani europei.

La dinamica fortemente crescente del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) nel 2014 ha mostrato una lieve flessione (-0,35%), ma l’incidenza media del costo del lavoro è rimasta superiore di circa 10 punti rispetto al periodo precedente la crisi.

In progresso la redditività aziendale, con un tasso di rendimento del capitale netto (ROE, Return on equity) che per il complesso dei bilanci si assesta su un valore medio del 4,6%, in linea con il costo dei debiti finanziari; un risultato positivo legato ai risultati delle aziende di maggiore dimensione.

Sotto il profilo dell’autonomia finanziaria, il processo di rafforzamento della struttura patrimoniale delle aziende è proseguito in modo diffuso, con un progressivo accorciamento della leva finanziaria. L’autofinanziamento generato dalle vendite è leggermente aumentato, accompagnato da una riduzione dell’incidenza dei debiti bancari a breve sul finanziamento del circolante, riduzione che riflette anche le difficoltà incontrate dalle aziende nella raccolta dei finanziamenti esterni.

Lucca

Dopo la crisi, nel 2014 le imprese della provincia di Lucca hanno beneficiato di una lieve ripresa della marginalità, peraltro rimasta ancora bassa, e di un calo dell’incidenza degli oneri finanziari determinato sia dalla riduzione forzata degli affidamenti che dal calo dei tassi di interesse. L’eccesso di capacità produttiva, in un territorio caratterizzato da settori capital intensive, ha influito negativamente sulla ripresa degli investimenti con conseguente riduzione dell’incidenza degli ammortamenti. L’eterogeneità dei comparti produttivi presenti sul territorio lucchese determina minori fluttuazioni nelle voci di bilancio aggregate in confronto ad altre province più esposte sui mercati esteri o più concentrate a livello settoriale.
Permane un forte divario di competitività con i principali competitors internazionali dovuto a problemi strutturali quali per esempio il costo dell’energia, il ritardo infrastrutturale e il carico fiscale.

Pistoia

Le aziende pistoiesi mettono in mostra una crescita dei ricavi e del valore aggiunto sensibilmente superiore, circa 2,5 punti percentuali in più rispetto alla media dell’area Lucca-Pistoia-Prato, negli ultimi 5 anni. Anche se il dato globale dipende da risultati non uniformemente diffusi fra i settori e le tipologie aziendali, si tratta della conferma che anche a Pistoia esiste un nucleo importante di aziende manifatturiere in grado di affrontare con successo le sfide della bassa congiuntura.

Il focus sul distretto tessile pratese.

Nel 2014 le imprese del distretto pratese hanno accentuato il recupero dei ricavi (+4,3%) già registrato nel 2013, dopo la flessione del 2012. L’analisi di medio periodo mette in luce per i ricavi del distretto una variazione del +30% rispetto al 2009 e del +23,9% rispetto al 2004. I produttori tessili mettono a segno un +5,1% nel 2014 con performance di medio periodo particolarmente brillanti per i filati (+49,5% rispetto al 2009 e +51,1% rispetto al 2004). In recupero nel 2014 anche i ricavi dei terzisti tessili (+5,8% rispetto al 2013, +38,5% sul 2009 e +24,4% sul 2004). Per i comparti dell’abbigliamento, ovvero maglieria, confezioni e accessori, la contenuta variazione del 2014 (+0,8%) si confronta con un +22,5% sul 2009 e +63,8% rispetto al 2004. Il meccanotessile, infine, chiude il 2014 con aumento dei ricavi del +5,5%, mettendo a segno anche un recupero straordinario (+115,9%) rispetto al crollo sperimentato nel 2009.

Una dinamica dei ricavi superiore rispetto a quella dei costi esterni e del personale ha prodotto, nei bilanci 2014, un effetto benefico sulla marginalità lorda delle vendite. Il MOL (margine operativo lordo) aggregato dei settori distrettuali incrementa nel 2014 al +15% rispetto al 2013 con variazioni positive in tutti i settori. Il confronto di medio periodo mette però in evidenza forti differenze: mentre parte del mondo del conto terzi tessile non ha ancora recuperato i margini lordi aggregati del 2004 (filature cardate -19,6%, nobilitazione -10,5% rispetto al 2004), i produttori tessili finali sono a +50,4% (filati +174,7%, tessili speciali e arredo +97,7%; tessuti +4,1%).

Il MOL 2014 delle imprese dell’abbigliamento si trova a +77,8% e quello del meccanotessile a +122,9% sul 2004.

Il leggero miglioramento della rotazione dell’attivo nel 2014 ha prodotto un effetto moltiplicativo sull’indicatore di redditività operativa adottato in questa parte dell’analisi, il ROA (Return on assets), che migliora in tutti i settori distrettuali. In progresso in tutti i settori anche la redditività netta: il ROE si porta al 5,6% del 2014 rispetto al 4,7% del 2013. Fanno eccezione i produttori di accessori per abbigliamento che diminuiscono leggermente rispetto al 2013, ma che continuano a registrare i più alti livelli di redditività del distretto: nel 2014, il ROA è al ​13,4%,  il ROE al 19,2%.

Molto evidente nel distretto il rafforzamento patrimoniale negli anni successivi al 2010, ragionevolmente collegato alla maggiore selettività del credito registrata a partire dal 2011: l’incremento del 6,9% del passivo aggregato registrato tra il 2010 e il 2014 risulta determinato per oltre il 62% dall’incremento del patrimonio netto.

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