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Le analisi dei bilanci secondo Pambianco

dicembre 12 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Si è tenuta l’11 dicembre presso Palazzo Mezzanotte a Milano, la presentazione della pubblicazione 2014 di Pambianco, società di consulenza strategica specializzata nei settori Moda & Lusso, dedicata alle aziende più interessanti per un’eventuale quotazione dei settori Moda & Lusso e Casa & Design.

La ricerca, condotta in partnership con PwC, si pone l’obiettivo di individuare le società italiane che hanno i requisiti tecnici e oggettivi per essere quotate in Borsa in un orizzonte temporale di 3/5 anni, indipendentemente dall’effettiva quotazione. La ricerca ha selezionato le top 50 aziende della Moda e del Lusso e le top 15 della Casa e del Design.

Il podio 2014 vede ancora una volta sul “gradino più alto” Giorgio Armani, seguito dal Gruppo Ermenegildo Zegna e da Dolce&Gabbana. Tra le Aziende della Casa e del Design i primi 3 posti sono stati conquistati da Flos, Kartell e B&B Italia.

Per quanto riguarda le performance economiche delle top 50 aziende della Moda e del Lusso e delle top 15 della Casa e del Design, emerge che la redditività e la patrimonializzazione del settore Moda e Lusso sono più elevate di quelle del settore Casa e del Design.

Ciò che emerso inoltre dalla conferenza a cui sono intervenuti Carlo Pambianco Presidente di Pambianco Strategia d’Impresa, che ha presentato i risultati della ricerca e Luca Peyrano, Head of Continental Europe Primary Markets di Borsa Italiana (che ha definito questo uno ‘Studio delle società del bello’) e Giovanni Tinuper partner PwC, è che tra i Top delle 65 Aziende quotabili, 50 del settore Moda & Lusso e 15 del settore Casa & Design, c’é un cosidetto ‘zoccolo duro’ come l’ha soprannominato Pambianco, di 29 aziende che non sono mai uscite di classifica negli ultimi 4 anni e delle new entry a cui corrispondono ovviamente altrettante uscite: 13 nel settore Moda & Lusso (tra cui Coccinelle, Baldinini, Paoloni, Blumarine, Corneliani, Dondup, Euroitalia, Kocca, Piazza Italia, Pinko, Stone Island, Trussardi e Valentino) e 2 nel settore Casa & Design (Arper e Trend).

Per le ‘uscite’ ciò non significa necessariamente che la loro performance sia stata negativa (anche se questo può essere il caso), ma che nella graduatoria sono entrate aziende con una performance migliore.

Per quanto riguarda la metodologia utilizzata da Pambianco nel definire il ranking delle aziende quotabili dei due settori considerati, va segnalato che la ricerca è partita dall’analisi dei dati relativi ad un campione composto da 944 Aziende della Moda e del Lusso e 204 aziende della Casa e del Design.

Tali realtà sono state poi ordinate con il modello di valutazione della quotabilità sviluppato da Pambianco, al fine di individuare il ranking delle prime 50 aziende del settore Moda e Lusso e le prime 15 del settore Casa e Design.

Per le valutazioni sono stati presi in considerazione i seguenti 8 fattori:

- Crescita (2013 su 2010)
- Ebitda % medio degli ultimi 3 anni
- Notorietà del marchio
- Dimensione
- Export
- Forza distributiva (negozi diretti)
- Indebitamento
- Fascia di mercato

Tante le suggestioni ma anche le perplessità emerse durante la conferenza soprattutto da parte degli imprenditori presenti, direttamente interessati all’argomento, come ad esempio Domenico Menniti, AD di Harmont & Blain visto che proprio nell’ottobre scorso è stato perfezionato l’ingresso di Clessidra Sgr nel capitale dell’azienda con una quota del 35% e che punta alla Borsa come secondo step di questo processo entro il 2017/18, o del consulente dell’azienda di gioielleria di Valenza, Crivelli, o di Francesco Bernardo di Piazza Italia proprio recentemente entrata a far parte del programma Elite di Borsa Italiana. Ciò che accomuna gli imprenditori è la preoccupazione della reazione del mercato di fronte all’andamento delle aziende, non sempre in costante crescita, soprattutto in momenti di particolari congiunture sfavoreli come questi, come dimostrano gli esempi degli ultimi ‘tonfi’ in Borsa di due grandi marchi del lusso come Prada e Tod’s.

Una cosa sembra essere certa, che la quotazione in Borsa può aiutare le aziende nelle politiche di acquisizione dando una maggiore disponibilità di mezzi, può anche aiutare le aziende familiari nel passaggio generazionale, offrendo una migliore organizzazione e ripartizione delle quote e sicuramente può aiutare un’azienda a crescere come dimostrano i risultati conseguiti dalle ultime 4 aziende italiane quotatesi in Borsa più di recente il cui fatturato è cresciuto per tutte in media del 15-20%, stiamo parlando di Moncler, Cucinelli, Ferragamo e Italia Independent.

E proprio perchè il cammino verso la quotazione deve essere serio, motivato e responsabile, bisogna prepararvisi adeguatamente e in anticipo, compito che intende assolvere il programma Elite di Borsa Italiana.

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