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Le ricette di Alessandra Guffanti (SMI) per le imprese

giugno 8 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Attenzione crescente verso le imprese che puntano sulla circular economy, la necessità di aggiornare il vocabolario dello storytelling, più investimenti per far sì che esista un’industria 4.0 italiana e imprese sempre più internazionalizzate. E leggi chiare contro la contraffazione, ma anche una disciplina pubblicitaria sugli influencer.

Sono queste alcune delle proposte su cui punta Alessandra Guffanti, presidente del Gruppo Giovani di Sistema Moda Italia, in modo che l’e-commerce diventi uno strumento strategico industriale all’interno delle aziende.

«La moda – ha esordito Guffanti durante il suo intervento al Digital Fashion Day – è uno dei primi vettori dell’e-commerce, un canale che rappresenta un’opportunità di sviluppo per tutti gli operatori di mercato, anche nel B2B. Ormai è finito il periodo rock, oggi l’e-commerce è pop e influenza tutti. Fino a poco tempo fa mai avremmo pensato che anche nei rapporti di filiera il digitale sarebbe diventato così rilevante».

Partendo da queste basi, la presidente di Smi Giovani ha elencato alcune best practice di l’innovazione digitale nei processi business-to-business.

Vanno citati i portali delle fiere, nati per ottimizzare il processo di raccolta ordini come e-Pitti. Dal palco del Digital Fashion Day Guffanti ha annunciato il lancio di una piattaforma analoga a quella del salone fiorentino da parte di Milano Unica, che a breve presenterà il progetto MU-365: uno strumento che darà la possibilità a tutti gli espositori e potenziali clienti di incontrarsi ogni giorno dell’anno su un portale dedicato, dove a breve le aziende potranno anche vendere le collezioni.

Altri aspetti su cui investire, anche grazie all’aiuto del digitale, sono secondo l’imprenditrice la necessità di avere capi che durino più a lungo e la creazione di un mercato delle materie “prime seconde” (ossia rifiuti sottoposti ad attività di recupero, in grado di diventare nuove materie prime secondarie appunto, da utilizzare in una specifica attività industriale, esclusa dal regime dei rifiuti).

«In futuro l’e-commerce sarà visto non solo come uno strumento pull, ma anche push, in un’ottica di circular economy» prevede Guffanti, che a proposito di questo circolo virtuoso del fashion ha citato il caso di Herno con Radici Group ed Eurojersey, che insieme hanno creato la giacca “made in green”.

Infine, nell’intervento della numero uno dei giovani di Smi c’è stato spazio anche per la comunicazione, «che va aggiornata», ha dichiarato, precisando: «Termini come heritage e dna sono ormai abusati nell’attività di storytelling delle aziende. Vanno sostituiti».

Tra gli esempi da seguire Alessandra Guffanti ha citato Zady: una piattaforma per lo shopping online, che punta sull’onestà e sulla qualità nella produzione dei capi d’abbigliamento. «La trasparenza – ha spiegato – è la sua missione. Ogni prodotto è raccontato, a partire dal filato utilizzato per la fabbricazione dei capi».

 

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