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Le tabelle sul costo del lavoro nell’artigianato della moda

settembre 27 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Carpi, News, Prato

La sostenibilità economica della filiera quale valore a garanzia del Made in Italy

Le Segreterie nazionali di FILCTEM-FEMCA-UILTEC insieme alle Associazioni Nazionali di categoria degli artigiani CONFARTIGIANATO, CNA Federmoda, CLAAI e CASARTIGIANI, in sede di Osservatorio nazionale del settore Moda hanno sottoscritto e condiviso le tabelle sul costo del lavoro nel settore artigiano della Moda, al di sotto del quale il costo del lavoro deve essere considerato irregolare.

Questo in continuità con lo sviluppo delle attività previste dall’Osservatorio nazionale che sulla base di quanto condiviso nel rinnovo del CCNL dell’artigianato Tessile/Chimico del dicembre 2017, con la sottoscrizione anche del Protocollo sulla legalità, stanno sviluppando tutte le iniziative sindacali e istituzionali a difesa del buon lavoro, della sicurezza dei lavoratori per il rispetto di tutte le norme sulla legalità.

Per una competizione utile alla crescita, tanto delle imprese quanto dell’occupazione, occorrono condizioni certe e capaci di premiare chi le regole le rispetta.

La definizione del costo del lavoro è una risposta concreta alla definizione di parametri per la sostenibilità economica dell’intero settore e a fenomeni di sfruttamento dei lavoratori nella filiera della moda, dove si riscontrano situazioni di salari e commesse non rispettosi dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative sul territorio nazionale.

Stabilisce inoltre un parametro omogeneo per tutto il territorio nazionale sulla base del quale andare a calcolare la sostenibilità d’impresa, onde garantire il rispetto dei diritti di tutti gli attori coinvolti nel processo produttivo.

Lo scopo è quello di porre un argine all’applicazione dei contratti “pirata”, sottoscritti da Organizzazioni sindacali di comodo, scarsamente rappresentative sul territorio nazionale e che applicano salari al massimo ribasso” rispetto ai CCNL sottoscritti da CGIL-CISL-UIL e le parti imprenditoriali.

Dobbiamo richiamare a un’azione congiunta anche i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, per condividere le tabelle elaborate dalle parti sociali sul costo del lavoro, per promuovere insieme un argine coeso a sostegno della legalità.

“Chi lavora in proprio o affida a lavoro a terzi, senza rispettare il costo legale del lavoro contribuisce ad azioni di evasione fiscale e contributiva. Tutelare il Made in Italy dallo sfruttamento è possibile   se abbiamo la volontà di affrontare i problemi rappresentando la realtà, sollecitando i controlli, promuovendo politiche unitarie nell’interesse dei territori, del lavoro e delle aziende”: hanno ribadito i rappresentanti nazionali dei tre sindacati, rispettivamente Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e CONFARTIGIANATO, CNA Federmoda  CLAAI e CASARTIGIANI.

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