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Luci e ombre del childrenswear nel 2013

giugno 26 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Per l’abbigliamento junior made in Italy il 2013 è stato ancora un anno con il freno tirato: lo rivelano le stime del Centro Studi di Smi-Federazione Tessile e Moda su dati Istat, Sita Ricerca e indagini interne, diffuse in occasione della 79esima edizione diPitti Immagine Bimbo.

Il fatturato, a quota 2,58 miliardi di euro, è calato dell’1,9% rispetto al 2012, che già si era chiuso con una riduzione dello 0,6%. Un dato oggettivamente negativo, anche se ci si aspettava di peggio.

A gravare sul settore la stasi del mercato interno, caratterizzato da consumi finali pari a 4,36 miliardi di euro (-5,2%): un rosso che potrebbe essere tutto sommato accettabile, se non si sommasse al -3,6% del 2012, al -2,5% del 2011, al -1% del 2010 e al -1,9% del 2009.

Le famiglie italiane hanno pochi soldi da spendere e sempre meno figli da allevare: come rivela l’Istat, nel 2013 le nascite sono state 514.308, -20mila rispetto al 2012.

Le aziende cercano all’estero nuovi sbocchi spingendo sempre di più sulle esportazioni, che hanno superato il dato record del 2008, quando si aggiravano sugli 834 milioni di euro. Dopo la doccia fredda del 2009, sul quale pesava un -17,2%, nei fiscal year successivi l’export ha alzato la testa, con un +7,6% nel 2010, +11,6% nel 2011, +1,9% nel 2012 e, nel 2013, +4,1%, sfiorando gli 880 milioni di euro. Il saldo commerciale resta negativo per 641 milioni di euro, ma con un guadagno di quasi 100 milioni di euro in 12 mesi.

Segnali di un cambiamento epocale per un settore da sempre molto concentrato sul mercato domestico: tutte le aziende stanno rivedendo le percentuali Italia/estero nel giro d’affari, anche se l’incidenza delle vendite oltreconfine non va oltre il 34,2%, contro il 54% del tessile-moda nella sua globalità.

L’import continua a ridursi: aveva incassato un -7,1% nel 2012, fermandosi a 1,58 miliardi e ora scende a 1,52 miliardi (-3,8%), con un picco negativo (-8,9%) del neonato il cui principale Paese fornitore, la Cina, ha accusato una flessione del 20,3%.

Sostanzialmente stabile a valore la produzione interna che, dopo essere cresciuta del 6,5% nel 2012, registra nel 2013 una lieve flessione (-0,1%), attestandosi a 1,11 miliardi di euro (nella foto, Miss Blumarine alla scorsa edizione del salone fiorentino).

 

 

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